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A luglio per caso

A luglio per caso

La campagna di crowdfunding è terminata, ma puoi continuare a pre-ordinare il libro per riceverlo prima che arrivi in libreria

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Consegna prevista Dicembre 2021

Gioia, adolescente di Bologna introversa e riservata, durante una vacanza estiva si imbatte in Lui, un ragazzo del sud, affascinante e molto esuberante.
E’ un colpo di fulmine, ma dopo pochi giorni si salutano apparentemente per sempre.
Le loro vite proseguono indisturbate, complice la distanza, ma rimangono sempre in contatto, legati da un sentimento senza identità.
Tra convivenze, matrimoni e figli, si rivedono quasi per caso a distanza di anni in più occasioni, sempre a luglio, e la loro passione incombe ad ogni incontro, sempre più prorompente.
Un giorno, mentre si scrivono, si lasciano andare a confidenze fin troppo intime, fino ad un “ti amo” timido e quasi impercettibile ma che diventa l’inizio di una doppia vita, fatta di telefonate segrete e attimi rubati alla realtà.
A distanza di quasi vent’anni, sentono il bisogno di rincontrarsi per dare forma a questo sentimento che li sta travolgendo da un tempo indefinito.

Perché ho scritto questo libro?

Ogni ragazza da giovane sogna di vivere una favola, ma poi arriva la vita, quella vera, e il lieto fine che tanto aspettavi comincia a sfumarsi nella quotidianità dei giorni, istante dopo istante smetti di essere una sognatrice e diventi adulta.
Ma qualcosa all’improvviso ti nasce dentro, una voglia di rivincita, di dire al mondo che non doveva andare così, che qualcosa si è inceppato.
Allora inizi ad immaginare, poi a scrivere e a leggere a voce alta, e tutto sembra di nuovo possibile.

ANTEPRIMA NON EDITATA

Ognuno di noi è destinato ad incontrare l’Amore vero nella vita, ciò che spesso manca è la consapevolezza. Così continui a tornare ad un momento preciso che non riesci proprio a lasciar andare…un profumo, una sensazione, un oggetto, tutto ti riporta inspiegabilmente lì, anche a distanza di tempo, e improvvisamente comincia a mancarti qualcosa che non hai mai vissuto, che non hai mai avuto.

Ecco, questo è esattamente il luogo in cui nasce l’Amore.

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*LUGLIO 2019*

Eccolo in arrivo, lungo il binario uno, il treno dei desideri, il treno della speranza, il treno che ricollega i ricordi al futuro, che finalmente la riporterà da Lui.

Quanto ha sognato quel momento, lo ha immaginato infinite volte nella sua mente, quasi una scena di un film in bianco e nero, a rallentatore: gli sguardi che si cercano, si trovano, e d’un tratto la folla che si apre svanendo piano piano nel nulla, per lasciare spazio all’incontro di due anime in pena che si ricongiungono.

Ecco, è proprio così che aspetta di riabbracciare finalmente l’uomo che le ha sedotto la vita.

Spegne l’ennesima sigaretta e recupera tutti i suoi bagagli, l’orologio rintocca le 10:30, l’ora della partenza per un viaggio verso il destino.

Il tragitto è lungo, sembra infinito e lei spera di riposare un po’; la notte precedente non ha chiuso occhio, un po’ per l’eccitazione di rivederlo dopo così tante notti senza di Lui, un po’ per la preparazione delle valige studiata in ogni singolo particolare: abbinamenti, colori, accessori, non ha trascurato nemmeno un dettaglio.

Quella mattina ha passato un’eternità in bagno, i capelli accuratamente raccolti in una lunga e liscia coda di cavallo, sa quanto gli piace, il trucco sobrio, appena percettibile allo sguardo, messo in risalto dall’abbronzatura mielata che la accompagna solo per pochi mesi d’estate, e lo smalto, rigorosamente verde, il preferito di Lui.

Stava quasi per fare tardi in stazione, lei, sempre di corsa, sempre in ritardo, sempre all’ultimo secondo.

Gli ultimi vestiti da portare con sé sono usciti dall’asciugatrice poche ore prima della partenza, che dolce disastro!

Piove. Ogni goccia che scivola sul vetro del finestrino le ricorda tutte le lacrime che l’hanno

accompagnata in questi anni di attesa e di mancanza, ma ora sorride in faccia a quel pazzo destino che stavolta, per la prima volta, è riuscita ad ingannare.

Accanto a lei non c’è nessuno, solo un seggiolino vuoto, perciò si sente libera di far uscire tutte le sue emozioni senza cadere nella possibilità di sembrare una pazza!

Eppure è proprio così che si sente, pazza, di Lui, della vita, dell’amore.

Non l’amore che si trova sulla bocca di tutti, quello banale e commerciale, ma quello vero, il filo invisibile che lega due persone che si trovano, si scelgono e si cercano per sempre.

Chissà dove la porterà questa meravigliosa follia che sta per compiere, questo ancora non lo sa, non lo vuole sapere, vuole solo viverla, qui e ora.

“Qui e ora” è quello che ripete sempre Lui, ogni volta che si sentono in quelle telefonate rubate alla quotidianità che li divide, a chilometri di distanza.

Una voce interrompe i suoi pensieri “Biglietto prego”, “Signora Gioia, benvenuta a bordo del nostro treno, le auguro una piacevole permanenza”.

Anche lei si augura che sia piacevole, almeno quanto ha sognato in questi diciotto interminabili anni.

*LUGLIO 2001*

Ormai Gioia si sente grande per andare in vacanza con i suoi, però eccola qui, come una bambina a seguirli, e ad annoiarsi perché tutte le sue amiche in vacanza ci vanno già con il fidanzato, ma lei il permesso ancora non ce l’ha, nonostante i suoi quasi diciassette anni.

Già sa che sarà la solita interminabile estate, fatta di giorni ripetuti all’infinito, in un susseguirsi di azioni sempre con lo stesso identico ordine.

“Vado in bagno”, come ogni sera prima di dormire, per andare a fumare di nascosto la sua ultima Marlboro rossa della giornata.

Con passo accelerato si dirige verso i servizi, ma qualcosa, simile ad una calamita la attira in un’altra direzione.

Una voce, bassa e sensuale, che intona le note di Certe Notti di Ligabue a pochi metri di distanza.

“Uuuhhh è arrivato il fenomeno del Karaoke” sorride fra sé, ma non riesce a proseguire per la sua strada, deve dare un volto a quella voce.

Ed eccolo lì, Lui, scuro come la mezzanotte, tutto vestito di bianco dalla testa ai piedi, per far risaltare la sua divina abbronzatura da ragazzo del sud.

Appoggiato ad un tavolino del bar, con le gambe incrociate, lo sguardo che spazia tra la folla, le parole le conosce perfettamente a memoria, che canta con una naturalezza quasi inesistente, come se con quel microfono in mano ci fosse nato.

Un miscuglio di bellezza da togliere il fiato e consapevolezza da far sorridere.

Gioia scuote la testa esterrefatta da tanta vanità concentrata in un’unica persona, la sua bellezza sicuramente glielo consentiva, ma lei, che litiga da sempre con la sua timidezza, non può che sorridere di fronte a tanta loquacità.

Senza accorgersene si gira e torna al suo alloggio, addio ultima cicca!

Il giorno dopo si sveglia con la sensazione di avere qualcosa di importante da fare, ma non riesce proprio a mettere a fuoco i suoi pensieri per capire di cosa si tratta.

Comincia così un’altra noiosa e lunga giornata uguale a tutte le altre: sole, mare, piscina.

Come ogni mattina dopo la colazione parte per il suo solito giretto in bagno, alla sigaretta dopo il caffè non può proprio rinunciare, la più piacevole e acerba della giornata.

Parte per andare in spiaggia con tutta la famiglia, lei e sua sorella si spostano un po’ dal gruppo, per non sembrare troppo piccole da dover essere accompagnate da mamma e papà.

Sono tanto diverse tra loro, ma hanno un legame molto solido, si capiscono con un solo cenno, parlano di tutto, i pochi anni di differenza hanno influito molto sul loro rapporto, quasi gemellare, in completa simbiosi.

Gioia è la più piccolina, e quando l’anno precedente sua sorella ha fatto le valige per intraprendere

la strada universitaria è stato come un pugno in pieno stomaco.

Non sopportava di averla sempre intorno, ma la sua mancanza a casa rendeva tutto più buio e silenzioso.

Nel pieno della sessione estiva di esami si è presa un giorno di vacanza per raggiungere la famiglia e riassaporare un po’ della sua infanzia.

Si aggiornano sugli ultimi pettegolezzi, le tipiche chiacchiere adolescenziali che riguardano una sola cosa: i ragazzi!

Gioia, nonostante la felicità per la piacevole visita della sorella, non riesce a scrollarsi di dosso quella strana sensazione di aver dimenticato di fare qualcosa e d’un tratto si illumina e ricorda…

Lui, il ragazzo del karaoke, doveva conoscerlo, doveva a tutti i costi saperne di più.

Scrolla la testa in un gesto quasi impercettibile per liberarsi da quel pensiero costante che le invade tutta la mente, e cerca di concentrarsi sulla conversazione.

Proprio mentre sembra esserci riuscita eccolo, in tutto il suo splendore, con un sorriso da mozzare il fiato, circondato da un gruppetto di straniere che flirtano vistosamente con Lui.

Cerca di sentire cosa si stiano dicendo, ma ode solo delle risate rumorosamente esuberanti, tipiche di tutte quelle ragazze che lei invidia da morire.

Fa un lungo sospiro, e per un solo istante finge di essere una di loro, attraente, con un corpo appariscente, e un portamento da modella.

Quasi per gioco, fa suo quel momento, è pronta a fare il suo ingresso trionfale nella scia del suo sguardo, e immagina di diventare un piccolo punto interrogativo nei pensieri di Lui.

Con fare importante cammina a testa alta verso l’ingresso del campeggio, la sua camminata grida “guardami” da ogni angolazione, lenta, sicura ed elegante, inconsapevolmente sta già scagliando la freccia a destinazione, e il suo dolce ondeggiare è già seguito dagli occhi di Lui.

Solo qualche secondo più tardi si accorge che sua sorella la sta fissando a bocca aperta, con un’espressione indecifrabile in faccia, con la mano le tocca spiritosamente la fronte insinuando che doveva aver avuto un malore improvviso per un tale comportamento, che era forse più da lei che da Gioia…

Come di consueto, accenna un piccolo sorriso, con gli occhi fissi al suolo arrossisce e continua a camminare come niente fosse.

Quella mattinata in spiaggia è infinita, la lancetta dell’orologio sembra essersi fermata.

Tutti intorno a lei sembrano essere inspiegabilmente felici, nel posto ideale, a nessuno manca nulla, ma lei vuole solo tornare, vuole vederlo e scoprire se Lui l’ha notata poche ore prima.

Non chiude gli occhi nemmeno per un istante mentre è distesa sulla sabbia bollente accanto alla sorella, lo sguardo puntato all’ingresso balneare, e la mente sempre attenta ad ogni minimo spostamento, Dio quanto spera di vederlo arrivare, di percepire la sua presenza fra i passanti.

Finalmente il tempo ha ripreso a girare sintonizzato al ritmo del suo cuore in continuo aumento, è ora di pranzo, si torna!

Inutile dire che la sua mente è completamente svuotata di ogni interesse, di ogni stimolo di conversazione, è assente e lontana, con il pensiero cerca solo Lui.

Può per qualche strano dono del destino essere possibile che Lui la stia pensando, la stia cercando?

Gioia ha bisogno di silenzio, di riflettere su quel chiodo fisso che le sta scolpendo la mente e soprattutto sul perché tutto ciò le sta accadendo, quindi prende la bici e parte senza meta, capelli sciolti e svolazzanti, e sole che bacia la pelle ancora candida nonostante le vacanze.

Un caffè, le serve decisamente un caffè.

Mentre con lo sguardo vaga a destra e a sinistra in cerca del posto adatto a riordinare i pensieri, una strana sensazione le vibra lungo tutta la schiena.

Lui, a pochi metri da lei, in sella ad una bici da donna, e la sta visibilmente seguendo.

Si trova lì per il suo stesso medesimo motivo, non riesce a togliersi l’immagine di Gioia dalla testa, da quando l’ha vista ondeggiare di fronte a sé quella mattina non mette più a fuoco nessun altro pensiero.

Non aveva mai visto in vita sua due occhi tanto magnetici, pieni di luce e di ombre allo stesso tempo, in cui perdersi a tal punto da bloccarsi all’improvviso senza più sapere chi sei e che stai facendo.

La vuole conoscere, la vuole incontrare, e Lui che al destino non ha mai lasciato molto spazio di azione nella sua vita, l’ha vista uscire dal campeggio e l’ha seguita.

Finalmente è arrivato il momento che entrambi aspettano con impazienza, uno all’insaputa dell’altra, tutto è già segnato come un disegno indelebile, un inizio che segnerà tutto il loro destino, tutta la loro vita.

Gioia si gira e lo guarda di sfuggita, fa un piccolo cenno del capo, seguito dalla folta chioma di capelli castano scuro, un gesto indecifrabile, che significa tutto e niente, “seguimi e lasciami stare, sono tua e non mi avrai mai.”

Lui capisce, già le legge dentro e aumenta la velocità, pedala come ad uno scatto finale, come se già sapesse che la sua vittoria dipendeva solo da quell’inseguimento.

Continua per qualche chilometro questa folle corsa verso l’ignoto, e poi Gioia, con la faccia temprata dall’imbarazzo e dalla fatica si ferma e lo scruta, dalla testa ai piedi.

Ipnotizzata, così si sente mentre Lui la guarda, non esiste orizzonte più vasto dove poter guardare, solo due enormi corpi di luce che le tolgono ogni volontà di decisione, che la distolgono dalla realtà e le aprono le porte verso un infinito di colori.

Quegli occhi color caffè, ancora non è consapevole di dove l’avrebbero portata, ma non poteva che essere un posto meraviglioso.

Lui sostiene perfettamente il suo sguardo, le pupille si dilatano e lei riesce a scorgerci la sua immagine riflessa.

“Scusami, ma dovevo assolutamente sapere il tuo nome”.

Una frase, otto parole, una abbracciata all’altra, che la svuotano da ogni certezza, riempiendola di tutto ciò di cui aveva bisogno senza saperlo.

“Gioia, io sono Gioia”, ripete di proposito il suo nome due volte, scandendolo bene, per avere l’assoluta certezza che Lui lo ricordi, lo imprima nella sua mente, come un tatuaggio che non si può più cancellare senza che resti il segno.

2021-07-13

Aggiornamento

Il 23 giugno il mio sogno si è avverato. Un sogno nato per caso, da una passione immensa che mi porto appresso da sempre, e che voi, tutti voi, avete sostenuto e incoraggiato. Voi che mi siete stati vicini, che mi avete preso per mano in questo progetto, dedicandoci tempo e lavoro, che ci avete creduto, forse più di me. Voi conosciuti un po' per caso, attraverso i social, che mi avete regalato il vostro aiuto per avverare un desiderio, siete stati come tante stelle cadenti, senza conoscermi, senza sapere chi ero, avete sognato insieme a me. Posso dirvi solo grazie, grazie, grazie... Se chiudo gli occhi immagino il momento in cui entrando in una libreria scorgerò tra gli scaffali la copertina del mio libro, e mentre il cuore mi esploderà nel petto, con la mente scorrerò quella lista che mi ha portato fino a lì, perché posso assicurarvi che la conosco a memoria, ricordo ogni singolo nome che mi ha donato questa gioia indescrivibile. E allora brindo a voi, cin cin!

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Visintin Consuelo
Sono Consuelo Visintin, nata a Treviso.
Laureata in Scienze della Formazione Primaria e insegnante di scuola dell'Infanzia.
Mamma single di tre bambini piccoli, alla soglia dei 35 anni, mi sono regalata uno spazio tutto mio per dedicarmi alla mia grande passione da sempre, la scrittura.
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