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A piccole dosi

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In fondo, loro due ci erano abituati. O forse no. Perché, anche dopo anni, salutarsi alla stazione per poi rivedersi dopo due settimane era sempre difficile. Difficile staccarsi da quell’abbraccio così stretto da spezzarti le costole, difficile staccarsi dall’odore della sua pelle che dalle narici ti arriva dritto al cuore, difficile staccarsi da un bacio, da un altro e da un altro ancora perché è sempre l’ultimo ma non vorrebbe mai esserlo prima di salire su quel maledetto treno e allontanarsi silenziosamente con la promessa di rivedersi presto, mentre il buio cala e resti lì, immobile, a guardarlo scomparire all’orizzonte. No, non era facile. Alla stazione si dovrebbero perdere i treni, non le persone.
Eppure era questa la loro vita da ormai otto anni e, che le piacesse o no, ogni volta avrebbero dovuto portare a compimento quel rito.
Era come suonare le ultime note di una melodia che pian piano si disperdeva nell’aria, arrivando là dove non poteva più essere udita. Una melodia che, però, tornava a suonare non appena due cuori sintonizzati fossero stati talmente vicini da accoglierla e farla propria.
Era questa la vita di Amanda da alcuni anni, otto per la precisione. Otto anni che lei e Jordan, un sottufficiale dell’esercito italiano, condividevano un amore profondo, solido, ma frastagliato dalle intemperie della vita.
Perché, un giorno, il gioco perverso di un destino beffardo farà vacillare anche le speranze più intime, lasciando un vuoto incolmabile nella vita di Amanda, la quale dovrà scontrarsi con le sue paure più profonde e sfidare la vita a duello per non morire dentro.
Grazie al sostegno della sua famiglia e delle sue amiche più fidate, Eloisa e Delia, ma anche grazie all’amore incondizionato di Jordan, Amanda riuscirà a ritrovare il sorriso e a portare a termine la specializzazione in Medicina Veterinaria.
Ma la vita ha ancora in serbo delle sorprese inaspettate per lei e presto si ritroverà a rivivere una situazione che la porterà su una strada già dolorosamente percorsa.
Che il destino abbia ancora voglia di infierire su di lei? O semplicemente le stia offrendo una seconda chance?

Perché ho scritto questo libro?

Non c’è un motivo preciso che mi ha spinto a scrivere questo libro. Sono una persona istintiva e, in quanto tale, mi lascio guidare dalle sensazioni del momento.
Non è un meccanismo complicato: il cuore detta, la penna scrive.
Poi basta aggiungere un pizzico di amore, quell’amore da cui si è circondati quando si ha accanto la propria famiglia, il proprio partner, gli amici di sempre… ed è fatta.
Non sai cosa ne verrà fuori alla fine, ma sai per certo che sarà il frutto di ciò che sei veramente. È uno dei modi più autentici di scoprire chi sei.

07/08/2017
Da qualche giorno è attivo il profilo Instagram di "A piccole dosi"! Passate parola! https://www.instagram.com/apiccoledosi/
05/08/2017
Francesca Mileti e il suo libro "A piccole dosi" sono anche su Facebook! Seguiteli e condividete https://www.facebook.com/A.piccole.dosi/

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Francesca Mileti
26 anni, laureata in Traduzione tecnico-scientifica e Interpretariato all'Università del Salento con il massimo dei voti.
Sono una traduttrice freelance, le mie lingue di studio sono l'inglese e il cinese.
La traduzione non è il mio primo lavoro ma è certamente la mia più grande passione: ogni volta che si presenta l'occasione, infatti, dedico il mio tempo a una famosa associazione di volontariato composta da medici, traduttori e interpreti che collaborano alla traduzione di cartelle cliniche di bambini affetti da gravi patologie e bisognosi di cure all'estero.
La mia seconda passione è l'insegnamento: svolgo infatti docenza di lingua inglese presso scuole di lingue e aziende.
Infine, last but not least, sono un'appassionata di scrittura. Amo cimentarmi nella stesura di manoscritti o semplici pensieri ispirati dal momento.
Quando scrivo, lo faccio sempre per qualcuno.