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Abbracci dietro il sipario

Abbracci dietro il sipario
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Consegna prevista Agosto 2021
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Amy, all’anagrafe Amelia (l’unica a chiamarla così però è la madre), è una ragazza di venticinque anni di origini spagnole, schietta e sognatrice, che lavora come insegnante di danza in una palestra nel centro di Vicenza; qui convive con il fidanzato di una vita, Andrea, architetto logico e razionale, con una grande passione per la corsa. La loro storia si trova però a un punto di arresto, perché i due si vedono sempre meno, tra gli impegni lavorativi di entrambi, le infinite corse di lui e la nuova passione di Amy: il teatro. È proprio durante la frequentazione delle lezioni di teatro che Amy incontra Flavio, il ragazzo dai riccioli color miele, estremamente introverso e riservato, che insinua in lei innumerevoli dubbi, facendole mettere in discussione ciò in cui ha creduto fino a quel momento.

Abbracci dietro il sipario è un romance che affronta il tema della maturità sentimentale, parlando di scelte compiute con l’entusiasmo e l’incoscienza di chi è giovane e sa di avere ancora tutta la vita davanti.

Perché ho scritto questo libro?

In seguito a un evento imprevisto che ha trasformato la mia vita, la scrittura è diventata una delle mie poche valvole di sfogo. Questo romanzo nasce dall’esigenza di dare voce ai personaggi che per anni hanno affollato la mia mente. Ho scritto per mettere nero su bianco i miei pensieri, spesso ossessivi, così da poterli analizzare, ma principalmente per dare una chance a una storia, quella di Amy e Flavio, che altrimenti non avrebbe avuto possibilità di vivere.

ANTEPRIMA NON EDITATA

Giri di Valzer

«Oggi ci servirà il tuo aiuto» mi confessa Arianna appena prendo posto.

Rimango un po’ sorpresa. «Il mio aiuto?»

«Esatto. Non ci hai raccontato che insegni danza?»

«Io… sì» confermo senza capire dove voglia arrivare.

«Perfetto, allora tra poco mi aiuterai a creare una piccola coreografia».

«Ok» accetto piacevolmente stupita.

Sono le nove e dieci minuti e mancano ancora tre persone. Non sopporto aspettare la gente che arriva in ritardo. Speriamo almeno di recuperare questi minuti di lezione ormai persi, più tardi, oltre l’orario. Flavio è seduto accanto a Federica e stanno chiacchierando. Chissà di cosa parlano. Non ho ancora scambiato parola con lei, sembra molto timida e riservata, anche se vedendola ora sorridere a Flavio, si direbbe tutt’altro. I miei pensieri s’interrompono quando Arianna batte le mani per destare la nostra attenzione.

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«Venite tutti al centro del palco» dice. «Stasera continueremo con qualche esercizio per imparare a gestire lo spazio. Vi devo far sentire una canzone che ho in testa da qualche giorno, su cui vorrei creare una piccola coreografia che potremmo inserire anche nel saggio di fine anno».

«Non è un po’ presto per pensare allo spettacolo finale?» chiede Jacopo stupito.

Arianna gli sorride. «Certo, siamo solo alle prime lezioni! Ma prepararci con grande anticipo non può certo farci del male, anzi, e la musica è troppo bella per non usarla».

Il suo entusiasmo è contagioso. Io per lavoro cerco sempre nuove musiche e creo coreografie, per cui comprendo la sua euforia e il suo estro creativo. È pane per i miei denti. Quando i ritardatari entrano in sala, finalmente la lezione può iniziare. Arianna sale in consolle, e fa partire la traccia.

Io la riconosco dalle prime note del piano. «Ma questa è…»

«Clair de lune» completa Flavio senza farmi finire la frase.

«Di Debussy» continuo. «La ascoltano Bella ed Edward in Twilight».

Flavio e io ci scambiamo uno sguardo d’intesa. Gli altri ci guardano meravigliati, tranne Arianna che sorride soddisfatta.

«Vedo che abbiamo degli intenditori in sala» commenta.

«Sei un fan di film sui vampiri?» chiedo a Flavio avvicinandomi, mentre la traccia continua.

«Sono un fan di qualsiasi film. Tu, che mi dici, invece?»

«Io sono una fan di Robert Pattinson, e poi sono una romanticona. Ho amato i libri e poi i film, che ho visto rigorosamente tutti al cinema».

«Formiamo delle coppie!» La voce di Arianna ci distoglie dai nostri discorsi.

Flavio si volta verso di me e mi porge la mano, come se mi stesse invitando a un ballo di altri tempi. Gli sorrido accennando un piccolo inchino.

«Amy che stile di danza credi che possa andar bene per questa musica?» mi chiede Arianna.

«Potremmo adattare un Valzer lento, visto che siamo a coppie» propongo incerta. Non ho intenzione di prevaricare nessuno, e anche se è stata lei a chiedere il mio aiuto, non voglio sembrare troppo presuntuosa agli occhi dei miei compagni.

«Bene, puoi mostrarci i passi base?»

«Certo».

Guardo Flavio per fargli capire che ho bisogno di lui per la dimostrazione. Mi avvicino un po’ intimidita. Gli prendo la mano sinistra e mi avvicino al suo petto, mentre lui poggia la sua mano destra sulla mia schiena, senza che io gli dica cosa fare. Il suo profumo è forte. Dolce, ma al contempo pungente. Se fosse un’essenza sarebbe un misto tra noci di macadamia e agrumi. Non sono mai stata così vicina a un ragazzo che non fosse Andrea, a parte quando ovviamente facevo le gare di latino, ma il mio partner era mio cugino, per cui la sensazione non era la stessa. Muovo i piedi disegnando i passi di Valzer e lui mi segue senza fatica. È piuttosto bravo, non me l’aspettavo.

«Dove hai detto che insegni danza?» mi chiede Richy durante la pausa.

«Al centro sport Special Gym».

«Dovrei iscrivermi anch’io!» continua accennando i giri di Valzer che ho mostrato a tutti poco fa. «Sono portato vero?»

Trattengo una risata. «Sì, ti muovi bene» lo rassicuro.

La lezione prosegue troppo velocemente. Quando guardo l’orologio appeso alla parete sono già le undici e un quarto. Abbiamo sforato di quindici minuti e non me ne sono nemmeno accorta.

«Cosa ne dite se andiamo a berci qualcosa nel pub qui vicino?», propone Jacopo quando usciamo dalla sala.

«Bell’idea» gli risponde Richy. «Fanno anche delle bruschette niente male».

Annuisco confermando la mia presenza. Andrea e Marta vogliono che io faccia nuove amicizie, e io non mi tirerò di certo indietro. Si uniscono al gruppo anche Federica, Daniela e Flavio.

Il locale dista circa duecento metri dal teatro. È un pub old school, arredato con mobili in legno scuro e grandi lampadari con pendenti a goccia, che ricordano i locali parigini della Belle Époque.

«Super affollato per essere martedì sera» commenta Richy quando entriamo.

Stasera c’è un gruppo che suona musica dal vivo, infatti è strapieno e si fa fatica a camminare.

«Cosa ne dite se stiamo fuori?» propone Dany urlando per farsi sentire. «Non c’è troppo freddo stasera».

«Per me è uguale» aggiunge Jacopo, facendosi spazio tra la gente.

Flavio e Federica annuiscono ed escono nel giardino. Io e Richy li seguiamo. Prendiamo posto attorno a un tavolo rotondo di ferro battuto sotto una magnolia. Ormai è autunno inoltrato. Le foglie degli alberi ricoprono già il suolo e l’aria è diventata più fresca.

«È carino qua!» commenta Federica sedendosi accanto a Flavio. «Non c’ero mai stata».

Io prendo posto vicino a Richy, e quando arriva il cameriere, ordino un’acqua tonica.

Daniela fa una smorfia. «Un’acqua tonica?» chiede. «Quanti anni hai, dieci?»

«Ne ho venticinque, ma sono un’istruttrice di fitness, per cui non ho l’abitudine di bere».

«Io invece da buona veneta, non ho mai preso l’abitudine di non bere!» scherza suscitando la risata di tutti quanti. «Uno Spritz Campari!» ordina con enfasi.

Chiacchieriamo per un’ora buona, così che quando lasciamo il locale è già mezzanotte e mezza. Andrea non ha risposto al mio messaggio di prima, dove lo avvisavo che avrei fatto tardi. Forse si è addormentato sul divano e non si è accorto che non sono ancora rientrata. Ho tenuto sottocchio Flavio per tutto il tempo, cercando di non farmi notare. Ha chiacchierato tutta l’ora con Federica, ma ero seduta troppo distante per sentire di cosa parlassero. Quando torniamo alle macchine, noto che io e Flavio abbiamo parcheggiate le nostre una dietro l’altra. Non sapevo che la Colt blu davanti alla mia fosse sua. Rimasti soli, temporeggiamo qualche secondo prima di salutarci.

«Grazie per la tua lezione privata di stasera» mi dice riferendosi al Valzer.

«Per il pagamento puoi pure farmi un bonifico con calma domani mattina» scherzo.

Lui mi mostra un sorriso a trentadue denti. «Soldi spesi bene, comunque».

«Questo è un complimento velato o sbaglio?»

«Non troppo velato mi sembra».

«…»

«…»

Vorrei dirgli ancora qualcosa senza scadere nell’ordinario, ma non so cosa, così rimango a fissare le crepe del muretto dietro di lui.

«Allora, ci vediamo la settimana prossima» interviene tagliando corto e togliendomi dall’impiccio di non saper cosa dire.

«Certo. Buona notte Flavio».

«Notte Amy».

Troverai qui tutte le novità su questo libro

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Cristina Ambu
Cristina Ambu è nata a Cagliari il 12 giugno 1989. Fa l’agonista di danze latino-americane dal 1998 al 2008, anno in cui incontra Alessandro, suo attuale compagno. Nel 2009 dà alla luce suo figlio Davide. Nel 2013 si laurea con il massimo dei voti alla Facoltà di Lettere Moderne di Cagliari. Lo stesso anno si trasferisce con Alessandro e Davide a Vicenza, dove vive tutt’ora. Nel 2016 partecipa al talent The Voice of Italy, entrando nel team della mitica Raffaella Carrà. Tra il 2013 e il 2018 è insegnante di Zumba e di Fitpilates. Ora fa la cantante soul-pop e la mamma a tempo pieno. Questo è il suo primo romanzo.
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