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Abbracci dietro il sipario

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Amy, all’anagrafe Amelia, è una ragazza di venticinque anni di origini spagnole, schietta e sognatrice, che lavora come insegnante di danza in una palestra nel centro di Vicenza; qui convive con il fidanzato di una vita, Andrea, architetto logico e razionale, con una grande passione per la corsa. La loro storia si trova, però, a un punto di arresto, perché i due si vedono sempre meno, tra gli impegni lavorativi di entrambi, le infinite corse di lui e la nuova passione di Amy: il teatro. È proprio durante la frequentazione delle lezioni di teatro che la ragazza incontra Flavio, estremamente introverso e riservato, che insinua in lei innumerevoli dubbi, facendole mettere in discussione ciò in cui ha creduto fino a quel momento.

LA PRESENTAZIONE

 

«Amy, a che ora è la presentazione del corso?» mi chiede Andrea da sotto la doccia.

«Alle otto e mezza!» urlo per farmi sentire.

«Ok, allora esco tra un attimo così ceniamo!»

«Fai con calma, c’è tempo.»

Stasera andrò alla presentazione dei corsi di teatro dell’Associazione Culturale Arte-Teatro di Vicenza. È da almeno un anno e mezzo che ripeto a tutti di voler frequentare un corso di recitazione, ma tra gli impegni di lavoro e le mie finanze troppo scarse ho sempre lasciato perdere. L’altra sera però, navigando sul loro sito, ho dato uno sguardo ai corsi che propongono: lettura interpretativa, improvvisazione, dizione, doppiaggio, teatro per bambini e il corso approfondito di recitazione suddiviso in tre livelli e distribuito in altrettanti anni. Nel sito non c’è alcun riferimento a prezzi e fasce orarie, per cui stasera andrò a informarmi. Sono super eccitata, perché dalle foto e dai video di alcuni estratti dei loro spettacoli di fine anno sembra che facciano delle cose davvero interessanti e alternative.

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«Sono contento che ti sia decisa ad andare stasera» mi confessa Andrea a cena. «Secondo me sei portata per la recitazione.»«Di sicuro sono portata per stare sul palco, dopo tutti gli anni passati da ballerina agonista, però recitare davanti a un pubblico è diverso» confesso tradendo un po’ di nervosismo. «Sarai bravissima, e poi non ti farà male conoscere nuove persone.»«Io ho Marta come amica.» «Ecco, appunto, non ti farà male conoscere gente nuova.»
Lo guardo storto ed evito di rispondere alla sua battuta infelice. Andrea è il mio ragazzo, e conviviamo da due anni. Ci siamo conosciuti ormai quattro anni fa, durante una cena che i miei genitori avevano organizzato con dei loro amici. L’ho notato subito per il suo fisico atletico e quel particolare modo di fare pacato ed elegante. Figlio di due architetti amici di liceo di mia madre, è a sua volta architetto edile, e la casa dove viviamo l’ha interamente progettata lui. Ha trent’anni, cinque in più di me, e da quella sera non ci siamo più lasciati. Lui è quella figura che dà serenità alla mia vita, se non ci fosse sarei persa. C’è sempre stato quando ne ho avuto bisogno, ed è sempre pronto a sostenermi in ogni cosa che faccio. È stato lui ad aiutarmi a trovare lavoro come istruttrice di danza e di pilates, in una delle più grosse strutture sportive in centro, subito dopo la laurea in Scienze Motorie. Gli devo tutto.
Marta, invece, è la mia migliore amica, ci siamo conosciute quando eravamo solo delle bambine e frequentavamo la stessa scuola di ballo. Io però ho deciso di rimanere nell’ambiente anche dopo gli anni di agonismo continuando con l’insegnamento, mentre lei ha abbandonato completamente la danza, si è laureata in Psicologia, si è sposata con Fabrizio, un suo collega, e tre mesi fa hanno avuto una bambina dolcissima, Dalila. Marta e Andrea non vanno molto d’accordo, non è che abbiano mai litigato davvero, ma è evidente che se non fosse per me, non si sarebbero mai frequentati. Ecco il motivo di quella frecciatina, vorrebbe che uscissi con qualcun’altra che non fosse lei. Stasera il cielo sembra un mare di Sardegna. Azzurro cristallino e privo di nuvole. Sono le otto e c’è ancora tanta luce. Il vento è fresco, e ciò mi ricorda che l’estate ormai se ne sta andando. Mi copro le spalle con un maglioncino e salgo in macchina. Il teatro si trova vicino alle mura che circondano la città, all’incirca a dieci chilometri da casa. Trovo un parcheggio in una via laterale non distante e mi avvio a piedi all’ingresso. La sala dove si svolgono le lezioni è piccolina, con un minuto palco centrale, le quinte di velluto nero e una scalinata che ospita un centinaio di poltrone. Con mio stupore noto che sono quasi tutte occupate. Sarei dovuta venire in anticipo, non pensavo che ci sarebbe stato un tale afflusso.
«Ciao» mi saluta la ragazza che gestisce l’arrivo della gente all’ingresso. Ha un abito nero molto accollato e i capelli castani legati in un elegante chignon. Ha un aspetto molto formale. «Dovrebbe esserci ancora qualche posto libero nelle ultime file in alto» mi suggerisce. «Ti ringrazio» le rispondo facendomi spazio tra le scale.
Trovo posto accanto a una ragazza mora, le cui carnose braccia sono interamente ricoperte di tatuaggi. Tra i tanti disegni, mi colpisce subito il musetto di un cane sulla sua spalla sinistra. C’è anche una scritta: Shana. Dev’essere la sua cagnolina, o dev’esserlo stata. «È libero?» le chiedo indicando la sedia vuota accanto a lei. Mi sorride. «Sì, siediti pure!» risponde con entusiasmo. «Piacere, Amy. Anche tu qui per il primo anno?» le chiedo porgendole la mano. «Daniela, piacere mio. Sì, ho sentito parlare così bene degli insegnanti di questa scuola che sono disposta a farmi un’ora di viaggio ogni settimana per venire a seguire le lezioni.»
Sembra simpatica.

2021-02-02

Evento

Instagram Ciao a tutti lettori! Martedì 2 Febbraio alle ore 19:00 sul mio profilo Instagram ci sarà una diretta live con @spaziolettura. Risponderò a domande e curiosità sul libro e sul processo di scrittura! Vi invito a partecipare numerosi!
2020-12-11

Pagina Instagram Spazio Lettura

QUI SOTTO RIPORTO L'INTERVISTA FATTA DA SPAZIO LETTURA SU INSTAGRAM, COSÌ POTETE LEGGERLA ANCHE QUI🥰 1- COME NASCE L'IDEA DI QUESTO LIBRO? Ho iniziato a scrivere questo romanzo nel 2016, poi ho abbandonato l’impresa, per riprenderla circa due anni dopo, senza abbandonarla più. È nell’ultimo anno che mi ci sono dedicata completamente, decidendo di portarla a termine. A volte scrivevo per analizzare ciò che io stessa stavo vivendo in prima persona, altre volte la scrittura era una pura esigenza creativa. Questo è il mio primo romanzo, e prima di scrivere qualsiasi altra cosa, avevo il bisogno di raccontare di Amy e Flavio, la cui storia era chiarissima nella mia mente, perché sentivo fortissima dentro di me l’urgenza di voler dare loro una chance. Ci sono due canzoni che esprimono meglio delle mie parole l’intenzione che avevo con questo romanzo. Racconterò di te di Ultimo e Barcellona di Ghali. Andatevele ad ascoltare😉. 2- COSA INTENDI QUANDO DICI CHE IL TUO ROMANZO TRATTA LA TEMATICA DELLA MATURITÀ SENTIMENTALE? Intendo dire che racconta la progressiva crescita personale della protagonista e della presa di coscienza dei suoi sentimenti. Ad essere messe sotto i riflettori sono le relazioni della prima fase dell’età adulta, quella in cui si entra nel mondo dei grandi, forse senza esserlo ancora veramente, dove si fanno scelte con l’entusiasmo di chi non ha poi così tanto da perdere ma solo da guadagnare. Amy, come in un romanzo di formazione, parte da un punto di consapevolezza di se stessa e delle relazioni che la coinvolgono, che è quello di una ragazza di venticinque anni che crede di sapere chi è e cosa vuole, e che poi si ritrova irrimediabilmente ad assistere al crollo delle proprie certezze. Raggiungerà un punto d’arrivo in cui sarà visibilmente più sicura di sé, di ciò che merita e di chi vuole che faccia parte della sua vita. Il mio intento non era esclusivamente quello di raccontare una storia d’amore, ma di mettere a nudo soprattutto i pensieri ricorrenti, e spesso ossessivi, della protagonista e il loro sviluppo. 3- CHI È AMY, LA PROTAGONISTA DEL TUO ROMANZO? Amy, all’anagrafe Amelia, è una ragazza di venticinque anni di origini spagnole. Fa l’insegnante di Zumba e Fitpilates in uno dei più grossi centri sportivi della città e convive con il suo ragazzo Andrea. Carina, ma non di quella bellezza oggettiva e prorompente, è creativa, schietta, romantica e sognatrice. Ama qualsiasi genere musicale e adora guardare i film. Incapace di tenersi dentro i suoi pensieri, non ha paura di esprimersi o rivelarsi troppo. Ha tanto della Cristina di un tempo, in lei mi rivedo tanto e mi fa tanta tenerezza. 4- CHE RUOLO HA PER TE LA SCRITTURA? La scrittura ha sempre avuto un ruolo importante nella mia vita, sin da quando ero piccola. Da bambina scrivevo nel mio personale diario segreto e tutt’oggi scrivo i miei pensieri più profondi, i miei desideri, le mie paure in dei quadernetti. Ma è stato a partire dal 2018, in seguito ad un imprevisto che ha cambiato la mia vita, che la scrittura è diventata per me una delle poche valvole di sfogo, quella forma d’arte che mi permette di essere ancora creativa e di sentirmi viva. È quello strumento che trasforma i miei mille pensieri in parole e che mi permette, trasferendo tutto nero su bianco, di liberare la mente e chiarire molte dinamiche della mia vita. È come una sorta di forma di analisi utile per la mia personale evoluzione. 5- PERCHÉ IL LETTORE DOVREBBE PREORDINARE IL TUO ROMANZO? Credo di non dover essere io a consigliare la lettura del mio libro, ma i lettori stessi, anche perché il mio sarebbe un parere ovviamente di parte. Ma se c’è qualcosa che posso dire, è che investire sui progetti artistici di piccoli autori emergenti, sia, soprattutto in questo periodo storico, un piccolo gesto dalla grande valenza. Parlando del testo nello specifico invece, mi sento di dire che i punti di forza della mia storia, rispetto ad esempio a quelle del genere, siano in primis un protagonista maschile che non incarna lo stereotipo di mascolinità tossica del macho tutto muscoli e tatuaggi che non deve chiedere mai, e in secondo luogo la messa in scena di un amore più alto, che va molto oltre l’attrazione fisica. 6- COSA TI ASPETTI DA QUESTO LAVORO? Cosa mi aspetto per il mio romanzo? Più che aspettarmi qualcosa, auspico, come tutti gli autori emergenti, alla pubblicazione. Sono molto affezionata alla storia di Amy e Flavio, perché erano ormai quattro anni che giaceva nell’hard disk del mio pc, per cui spero vivamente che abbia la visibilità che si merita, e non lo dico perché l’ho scritta io, ma perché credo che ogni storia, in quanto tale, meriti di essere raccontata, e dunque letta. Mi auguro di raggiungere l’obiettivo della pubblicazione e di poter presto sfogliare pagine con le mie parole.

Commenti

  1. Cristina Ambu

    《Ho adorato leggere una scrittura femminile e capire la “complessità” emotiva di una ragazza che si è messa a nudo così. Se si è curiosi è davvero una…bussola per capire l’altro. Veramente concepito bene e…ero dalla parte di lei. Amy. Il vedere e sentire anche l’angoscia o comunque la pressione…insomma, me la sono sentita addosso. Dinamiche molto interiori messe a nudo con una narrazione pulita. Che tempesta davvero. Un racconto pieno di emozioni forti》.
    Grazie Elia Zanella per questa recensione bellissima

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Cristina Ambu
nasce a Cagliari nel 1989. Dopo la laurea a pieni voti presso la Facoltà di Lettere Moderne, si trasferisce a Vicenza, dove vive tuttora, con il compagno e il figlio. Nel 2016 partecipa al talentshow The voice of Italy nel team di Raffaella Carrà. Ora completa la sua vita di mamma con la passione per il canto e per la scrittura. Abbracci dietro il sipario è il suo primo romanzo.
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