Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Search in posts
Search in pages

Alla follia

Alla follia

La campagna di crowdfunding è terminata, ma puoi continuare a pre-ordinare il libro per riceverlo prima che arrivi in libreria

Svuota
Quantità
Consegna prevista Novembre 2021
Bozze disponibili

Aurora Dixon è una detective privata newyorkese dalle idee e i modi di fare decisamente inusuali, soprattutto per una donna negli anni ’20. Mentre si trova ad una festa per indagare su un recente omicidio, ne avviene un altro dalle circostanze misteriose. Talmente misteriose da intrigare Aurora a tal punto da convincerla a collaborare per la prima volta con la polizia per risolvere il caso. In particolare con il detective Magnus Brown.
E mentre gli omicidi aumentano, diventando ogni giorno più elaborati e pregni di dettagli particolari, Aurora è costretta a riportare alla luce il suo oscuro passato. Un passato che la rende più coinvolta di quanto creda.

Perché ho scritto questo libro?

Scrivere è sempre stato il mio modo per esplorare ed esprimere al meglio la mia creatività. Ho sempre cercato di riversare parti di me nei miei racconti e nei miei personaggi, sfruttandoli per riuscire a vivere attraverso di loro le avventure più disparate. Con questo libro ho voluto mettermi alla prova, immedesimarmi in qualcuno che è il mio completo opposto e, abbinando ciò alla mia passione per questo genere, incamminarmi in prima persona in un luogo conosciuto, ma allo stesso tempo sconosciuto.

ANTEPRIMA NON EDITATA

“Non mi aspettavo di trovarla qui, signorina Dixon” trattenni a stento un sorriso, quando sentii la voce del detective Ross provenire dalle mie spalle: “Spero che non sia per lo stesso motivo per cui siamo qui noi” aggiunse. Io non mi voltai, continuai ad osservare dalla grande finestra le luminose strade di New York, a quell’ora quasi del tutto vuote: “Immagino di no” risposi, alzando lo sguardo per osservare l’uomo dal riflesso del vetro: “Voi siete qui perché ve lo impone la legge, io sono qui su richiesta della signora Lancaster”. Sapeva di doversi aspettare una risposta simile, da parte mia, ma nonostante ciò sembrò sorprendersi lo stesso. Eppure non era la prima volta che gli capitava di vedermi, in seguito ad un omicidio. Pochi giorni prima, il marito della signora Lancaster era stato ritrovato in un vicolo della periferia con un bel foro esattamente al centro della fronte. Erano tutti a conoscenza del suo legame con la malavita, quindi le indagini della polizia erano iniziate concentrandosi proprio su questo dettaglio.

ntinua a leggere
Continua a leggere

E, mentre loro stavano ancora cercando di risalire al movente, la vedova aveva contattato me, una detective privata. Per questo ora mi ritrovavo imbucata ad una delle sfarzose feste di una anziana ereditiera, della quale conoscevo perfettamente i trascorsi e avevo immediatamente collegato al caso. Sapevo che molto probabilmente nessuno dei sospettati si sarebbe fatto vivo, erano troppo furbi per non pensare all’eventuale presenza della polizia, ma io avevo deciso di presentarmi ugualmente. Per osservare, e magari estorcere informazioni da qualche ingenuo gentiluomo. Essere una detective donna, nel pieno degli anni ’20, aveva di certo i suoi vantaggi: “Quella donna è disperata, probabilmente ha solo bisogno del supporto emotivo che voi signore siete così brave a dare. Lasci fare a noi il nostro lavoro” disse Ross, sorseggiando un bicchiere di champagne. Solo a quel punto decisi di voltarmi, così da poterlo guardare in faccia mentre gli chiedevo: “E lei cosa sa sui bisogni delle donne?” “So più di quanto lei crede. Dalla passione per i brillanti all’attrazione verso ciò che non è di vostra competenza. Non si immischi anche lei in queste faccende, potrebbe sporcarsi le mani”. Sorrisi a quelle parole, così scontate e prevedibili, poi alzai lentamente una mano per aggiustarmi i capelli: “Per questo porto i guanti”. Fu l’ultima cosa che gli dissi, prima di allontanarmi definitivamente da lui. L’ostentazione della ricchezza non mi era mai piaciuta. La padrona di casa aveva tirato fuori la miglior argenteria per la serata, sulla quale aveva esposto cibo gourmet fatto preparare dai più talentuosi chef che aveva assunto. Non la smetteva di vantarsi da ore a riguardo, stavo cominciando a stufarmi. “Aurora, resisti ancora un po’, rischi di andartene sul più bello”, mi dissi, mettendo in bocca un pasticcino al cioccolato. Fu proprio allora che sentii un urlo. Lo sentimmo tutti, e tutti ci voltammo verso una porta dalla quale uscì una donna in lacrime. Sul suo viso c’era una smorfia di terrore, continuava a gridare e ad agitare le braccia disperata. Decisi di lasciarla al detective Ross, mentre io mi diressi subito in quella direzione. Scoprii che la porta si apriva su un corridoio, così lo percorsi, seguita da altre persone. Erano parecchie le stanze a cui portava, ma un improvviso rumore di vetri rotti ci indirizzò tutti quanti in una. La biblioteca: “Tipico” pensai ad alta voce. E quando entrai, mi si parò davanti uno spettacolo raccapricciante: a terra, proprio accanto ad una delle grandi librerie, c’era il corpo di un uomo la cui gola era stata squarciata. Il sangue stava sgorgando incessante anche dalle profonde ferite da taglio che aveva sul petto, le quali contribuivano all’espandersi di un’enorme pozza rossa sul tappeto. La prima cosa che feci, mentre tutt’intorno scoppiava il caos, fu correre alla finestra e guardare fuori, stando attenta a non calpestare i vetri e a non toccare niente. Era terribilmente alto, chiunque si fosse buttato non sarebbe potuto sopravvivere ad una tale caduta. Ma quando mi affacciai e guardai in basso non vidi assolutamente nessuno. Provai a ragionare in fretta, cercando di arrivare ad una conclusione, ma mi era difficile farlo in mezzo a tutte quelle grida. Così, quando la polizia entrò finalmente in quella stanza, assecondai il loro consiglio di uscire. Perché ormai avevo già deciso che, l’indomani, mi sarei presentata all’obitorio. Quando la mattina dopo arrivai, mi sentii sollevata nel sapere che il medico aveva già effettuato l’autopsia. E continuai ad esserlo finché non riconobbi le voci dei poliziotti in avvicinamento: “Che ti avevo detto, Brown?” commentò il detective Ross, una volta entrato nella stanza insieme ad alcuni colleghi: “Stavolta non la fermerò se vuole indagare, signorina Dixon. Il caso dei Lancaster è più importante, in questo momento”. “Come potete dare per scontato che non siano collegati?” domandai, incrociando le braccia seccata. “Per le ferite. Non è un omicidio, sono riconducibili soltanto ad un animale”. Fu il medico a rispondermi, seguito subito dopo da un’ulteriore commento di Ross: “E la padrona di casa aveva un cane, di razza Rottweiler, inspiegabilmente sparito dopo ieri sera”. “Quindi mi state dicendo che il cane era chiuso in quella stanza e, senza nessun apparente motivo, ha attaccato un uomo che voleva leggersi un libro durante una festa?” scossi la testa, allibita. “Ah, e il cane poi si è lanciato dalla finestra ed è sopravvissuto” aggiunsi. Già, non gli credevo neanche un po’. Vidi un leggero tremolio all’occhio destro di Ross e finsi che la cosa non mi divertì. “Proprio così” rispose lui, a denti stretti. “Quindi se ci tiene così tanto a cercare un cane scomparso lo faccia pure. Di nuovo, Brown, che ti avevo detto!?”. Wow, dovevo averlo irritato sul serio questa volta. Bene. Lo osservai mentre prendeva il medico in disparte per parlargli, tornando poi a concentrarmi sul cadavere. Finché non sentii qualcuno schiarirsi la voce, alla mia destra: “Sembra che dovremo lavorare insieme, a questo caso”. Corrugai la fronte e mi voltai verso uno dei colleghi di Ross, quello a cui si riferiva come ‘Brown’, avvicinatosi a me. “Ma come, non avevate deciso di ignorarlo?” domandai, facendolo sorridere. “Non finga di non aver capito, sappiamo entrambi che non è così. Anche io ho il sospetto che i due casi siano collegati, mi sono offerto volontario per seguire questa pista”. “Le sfugge il fatto che io lavoro da sola”. “Non mi sfugge. Ma le sto proponendo di collaborare, così da poter arrivare prima ad una conclusione. Due menti brillanti sono meglio di una, e poi ho come l’impressione che, in ogni caso, ci ritroveremmo negli stessi posti allo stesso momento”. Quando finì di parlare ci misi qualche secondo a rispondere. Era un modo per deridermi o stava dicendo sul serio? Nel sentire il tono di voce e dal linguaggio del corpo sembrava dicesse sul serio e la cosa mi sorprese. Fu anche per questo che accettai, quell’uomo mi aveva incuriosita. “Sarà bello infastidire il detective Ross ogni giorno. Aurora Dixon” mi presentai. “Magnus Brown” rispose, stringendomi la mano. “Bene, signor Brown, quale sarà la nostra prima mossa?” gli chiesi, volendo testarlo un pochino. “Me lo dica lei, signorina Dixon”. Risposta corretta. “Perché dirglielo, quando posso mostrarglielo?”. Dopo aver salutato il medico, gli feci cenno di seguirmi fuori dall’obitorio e mi diressi dritta alla mia macchina, sentendo i suoi passi alle mie spalle. Non fece alcun commento nel vedermi alla guida, cosa che apprezzai parecchio. Mi ritrovai ad apprezzare anche il modo elegante in cui era vestito, grazie al quale mi trasmetteva una certa professionalità e austerità. Era affascinante, dovevo ammetterlo, e allo stesso tempo aveva un’aria molto tranquilla. Sarebbe stato interessante vedere come si sarebbe svolta questa collaborazione e chissà, magari saremmo davvero riusciti a risolverlo prima. Sempre che fossimo sulla stessa lunghezza d’onda, ma sarebbe stato semplice da scoprire. Era questo quello a cui pensavo, mentre mettevo in moto l’auto e partivo verso la casa della signora Lancaster.

Troverai qui tutte le novità su questo libro

Commenti

  1. (proprietario verificato)

    Ho letto l’anteprima Astrid e ne sono rimasta colpita, ancora di più ora che ho visto la tua giovane età, hai gli stessi anni di mia figlia maggiore. Ho prenotato il tuo libro e mi auguro che venga pubblicato. Non voglio leggermi la copia scaricabile, voglio avere la soddisfazione di gustarmi ogni singola pagina sfogliandola. Aspetterò che mi arrivi a casa. Nel frattempo ti auguro tanta fortuna per un radioso futuro.

  2. Mariagrazia Suligoi

    Dopo aver letto l’anteprima avrei voluto continuare. Mi sono sentita “entrare” nella storia ed ora la curiosità di continuare la lettura è tanta. I personaggi, i luoghi, l’atmosfera e soprattutto lei, la protagonista, che si fa apprezzare e coinvolgere in un ambiente e in un tempo dove la donna doveva molto, molto più di adesso, lottare per far emergere le proprie capacità e competenze.
    E’ l’opera di esordio di Astrid/Arianna ed è un buonissimo inizio.
    Se il buongionro si vede dal mattino…AD MAIORA Arianna!

  3. (proprietario verificato)

    Solamente dopo un paio di righe sono stata catapultata all’interno del libro ed è stato veramente difficile mollarlo e non leggerlo tutto d’un fiato! Con una trama avvincente, personaggi complessi e coinvolgenti, e il tutto racchiuso da un’atmosfera di mistero e un’ambientazione che ti si dipinge davanti agli occhi mentre leggi, “Alla follia” ti stregherà completamente!! Man mano che i casi aumentano e il mistero si infittisce, ti ritroverai a ragionare insieme alla protagonista e a chiederti quale sarà la prossima mossa dell’assassino. Ma la cosa che ho apprezzato di più di questo libro è stata la sua capacità di coinvolgermi totalmente! Appena l’ho finito mi sono ritrovata a rileggerlo tutto da capo per cogliere tutti i dettagli e gli indizi che mi erano sfuggiti la prima volta, e sono rimasta veramente colpita nel vedere l’intricata rete che li collega tutti! Lo consiglio vivamente a tutti gli appassionati del genere giallo e anche a quelli che vogliono scoprirlo!!

  4. (proprietario verificato)

    Ho sempre amato i gialli! Quando ho letto la trama di questo libro, sapevo subito che mi sarebbe piaciuto, e infatti non mi ha delusa! Arrivare alla fine e scoprire l’intricato disegno che collega tutto, dopo aver raccolto i dettagli e averli analizzati, mi ha sempre affascinata, e in questo caso mi ha anche sorpresa totalmente!! Ma unendo tutto questo ad una protagonista detective che non si fa mettere i piedi in testa, soprattutto in un ambiente lavorativo come il suo, e con la stupenda ambientazione degli anni ’20 sono stata conquistata all’istante! Le atmosfere dark e suggestive danno sicuramente il tocco in più per rendere il tutto ancora più perfetto! L’ho adorato, bravissima!!

  5. (proprietario verificato)

    Ciao a tutti sono Liviana Nicoli volevo fare i complimenti alla scrittrice , ho letto la l’anteprima fantastica , sei veramente brava Astrid complimenti, non vedo l’ora di leggere il libro 😘

  6. (proprietario verificato)

    Ho letto l’anteprima. Se il buongiorno si vede dal mattino, non vedo l’ora di leggere il resto. Poche righe e sei già dentro alla storia. E non mi capita spesso. Brava Astrid💖

  7. (proprietario verificato)

    Letto tutto d’un fiato… intrigante, coinvolgente, sconvolgente… dove nulla è scontato. Una lettura scandita da un ritmo intenso e vivace, un noir dai toni retrò che mi ha stupito in tutti i sensi!!!

Aggiungere un Commento

Condividi su facebook
Condividi
Condividi su twitter
Tweet
Condividi su whatsapp
WhatsApp
Astrid Medeot
Mi chiamo Arianna Medeot e sono nata nel 1998. Friulana di nascita, studio all'università di Trieste e insegno teoria e solfeggio nella provincia di Gorizia. Le mie passioni più grandi sono state da sempre la musica, il disegno, ma soprattutto la scrittura, che rappresenta per me un porto sicuro.
Un luogo in cui rifugiarmi, esprimermi al meglio, permettendomi di essere completamente me stessa.
Astrid Medeot on FacebookAstrid Medeot on Instagram
Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Search in posts
Search in pages

Questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti per aiutarci a migliorare la tua esperienza di navigazione quando lo visiti. Proseguendo nella navigazione nel nostro sito web, acconsenti all’utilizzo dei cookie. Se vuoi saperne di più, leggi la nostra informativa sui cookie