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Amore a un bivio

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Consegna prevista Febbraio 2021
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Hanna è una ragazza solare e intraprendente, alle prese con la carriera dei suoi sogni e fidanzata con Junior. Accompagnata dai suoi amici dei tempi dell’università, Mike e Genevieve, rivive alcuni ricordi del suo passato, mentre organizza il suo quarto anniversario di fidanzamento. Improvvisamente, una serie di incontrollabili eventi dà una scossa fondamentale alla sua vita quasi perfetta e lei viene travolta da un vortice di emozioni, che porteranno il suo amore a un bivio.

Perché ho scritto questo libro?

Avevo appena terminato la stagione estiva e mentre riprendevo ossigeno dal mio entusiasmante, ma stressante lavoro, leggevo romanzi e guardavo commedie. Avevo moltissimo tempo a disposizione; un giorno mi stavo annoiando da morire, così accesi il computer e iniziai a scrivere. I personaggi e i fatti vennero fuori man mano, senza che ci fosse una trama stabilita. Scoprii che mi piaceva scrivere d’amore, della vita e di tutti suoi assurdi imprevisti.

ANTEPRIMA NON EDITATA

Hanna è una ragazza solare e divertente, molto legata alla vita e continuamente piena di nuove idee. E’ sempre stata una tipa mascolina, perciò aveva avuto molti amici maschi in passato. Il grande amore era arrivato; quello che amava in modo diverso da tutti quelli a cui precedentemente aveva detto “ti amo”. Era un amore differente, maturo e consapevole, perché conseguente all’accettazione di tanti difetti che addirittura col tempo erano diventati dei pregi. Il quarto anniversario del fidanzamento era ormai vicino. Lei e Junior si erano conosciuti all’ultimo anno di università. Erano entrambi in erasmus a Berlino. Lui aveva fatto questa scelta per poter dare il massimo alla tesi finale e laurearsi in germanistica. Lei frequentava la facoltà di lingue del turismo e la sua materia preferita era geografia turistica. Aveva deciso di aprire un’agenzia di viaggi, sperava nel suo paese natale, a Philadelphia, una volta concluso il percorso di studi. Avrebbero potuto incontrarsi in diversi eventi universitari, ma il destino li fece ritrovare durante una visita al campo di concentramento di Sachsenhausen. Era una delle mete proposte agli studenti del campus, insieme ad altre attività facoltative previste durante il weekend. Erano di fronte alla biglietteria che attendevano in fila. Lei non trovava la sua tessera dello studente, che le permetteva l’accesso scontato. Così si allontanò dalla fila, facendo spazio agli altri che erano già pronti a entrare con tessera alla mano. Junior si era allontanato da Mike, il suo compagno di stanza. Doveva assolutamente fumare una sigaretta prima di entrare.

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Anche se aveva visto che qualcuno già entrato nel campo di concentramento si era messo a fumare di nascosto, lui non lo trovava rispettoso, dunque approfittava della fila che stava facendo il suo amico per fare due tiri. Mentre spegneva la sigaretta, Hanna affianco a lui si arrabbiava con se stessa. “Ma come cazzo è che ogni volta la perdo!” Continuava imperterrita a frugare con la mano destra nella sua borsa. “Posso aiutarti?” Le si avvicinò. “No, grazie. Nella mia borsa c’è il delirio! Non trovo la tessera dello studente.” – Neanche lo guardò in faccia, per quanto era presa dalla ricerca. “Capisco. Se vuoi ti mantengo le cose, così non le posi a terra e puoi controllare meglio.”Con uno sguardo che era una via di mezzo fra un sorriso e un “ma chi è questo?” Hanna alzò la testa e ne rimase estasiata. Occhi azzurri come il cielo limpido di quella mattina; capelli di quel castano chiaro che il sole d’estate fa diventare leggermente biondi e ne lascia i segni anche d’inverno. – Un maschio che ha le meches?! Ma saranno naturali?! – Fu la seconda cosa che pensò dopo aver ammirato i suoi occhi. Alto un metro e ottanta circa; poco più di lei. Non era né troppo magro, ma neanche troppo palestrato. Una via di mezzo. Praticamente il suo tipo. “Oh, grazie infinite.”– con un sorriso smagliante stampato in faccia, fece un sospiro che poteva sembrare da stress. Invece, l’unica cosa che glielo provocò fu il pensiero che le passò in quel momento per la testa – mamma mia, quant’è bello! -Da quella che sembrava una piccola e semplice borsa, cominciarono a uscire una bottiglietta d’acqua, un fazzoletto color panna ricamato a mano, un vocabolario tascabile, un libricino con la descrizione del campo di concentramento che stavano per visitare, un astuccio chiuso che conteneva assorbenti e tampax, un rossetto rosso acceso e una matita nera per gli occhi. “Eccola finalmente!” “C’è davvero l’infinito e oltre nella tua borsa!” Esclamò Junior. Rise in modo buffo mentre sul volto di lei nasceva un sorriso. “Junior vieni muoviti, altrimenti entro senza di te e ci vediamo dentro” – protestava il suo amico. “Vai, vai, ti raggiungo fra poco Mike!” – “ Scusa ma il mio amico mi sta aspettando. Sei in compagnia? Vuoi unirti a noi?” Lei lo osservò per cercare di capire se fosse o meno un bravo ragazzo. Non le aveva fatto una cattiva impressione e non sembrava neanche che stesse facendo il cascamorto. Quale luogo meno adatto di un campo di concentramento, pensò. – E’ impossibile che ci provi qui – ribadì a se stessa. “ No, sono sola.” “Allora vieni, dai!” Esclamò Junior. Si avviarono all’entrata. “Io comunque sono Hanna, piacere. E Grazie mille per la gentilezza di poco fa…” – sorrise mettendo in atto la sua proverbiale stretta di mano mascolina. Lui ci rimase un po’…colpito ma non fece commenti e quasi intimidito da quella mossa si presentò anche lui. “Io sono ..” e lei subito lo seguì “ Junior!!! Ho sentito prima. Bel nome. In italiano si direbbe… Piccolo.” Hanna aveva questa mania di tradurre spesso i nomi in italiano, la sua seconda lingua madre. Suo padre era di Philadelphia e sua madre dell’Italia del sud. Concetta, per la famiglia Titty, ci teneva sempre a specificarlo, perché diceva che c’era un abisso fra gli italiani del sud e quelli del nord. Ma Hanna non poteva capire a cosa la madre si riferisse, perché conosceva l’Italia solo come turista e soprattutto era stata solo al sud. Per cui non poteva fare paragoni. “Sei italiana?” – Le chiese subito incuriosito. “Italo-americana. Mia madre è italiana e mio padre è americano.” “Non ci posso credere!!!” – La guardò sbalordito e lei lo ricambiò con un’occhiata interrogativa. – “A me è praticamente il contrario. Mio padre è italiano, del Sud e mia madre è americana.”  “Aaaah, scommetto che neanche tuo padre non “gradisca” che si confondano le “due Italie.”  ” esclamò Hanna. “Guai a sbagliare!” ribadì Junior. E si fecero una lunga risata. Mostrarono le loro tessere dello studente alla biglietteria, pagarono tre euro e raggiunsero Mike. “Mike, ti presento Hanna – Hanna, lui è Mike.” “ Piacere di conoscerti Mike.” Gli diede una forte stretta di mano che lo lasciò come l’amico poco prima. “Piacere mio.” Rispose intimidito anche lui. Attesero cinque minuti, in piedi di fronte alla guida che avrebbe mostrato a tutto il gruppo il campo di Sachsenhausen, narrando la triste storia delle persone che vi morirono durante la guerra. Da quel momento in poi dedicarono la loro attenzione totalmente alla guida, fino alla fine della visita. Fu un venerdì molto interessante. Dopo il tour si fermarono tutti e tre in un ristorante thai. Non erano costosi e Hanna usciva pazza per le loro zuppe. Mike e Junior ne uscirono rossi come due peperoni. Nonostante avessero detto più volte ai camerieri di non mettere troppo peperoncino nelle pietanze, per loro in cucina non ebbero pietà. Raggiunsero il campus, si scambiarono i numeri di telefono e si salutarono. Mike e Junior erano intenzionati ad andare alla festa di mezzanotte a Yorckstrasse, una zona di Berlino molto alternativa e soprattutto frequentata dagli studenti. Così si misero a letto per un riposino di un paio d’ore.  Junior, non riuscendo a chiudere occhio, scrisse un messaggio ad Hanna. “Che fai stasera?” Hanna: “Non so ancora, c’è una serata a Yorckstrasse…ma non sono sicura di volerci andare. Forse mi faccio una serata film con le mie due compagne di stanza. Dobbiamo decidere.”Junior: “Io e Mike pensavamo lo stesso. Ma se non chiudo occhio adesso, stanotte sarò uno zombie.” Hanna: “Non vorrei sembrare una nonna, ma io non amo particolarmente le serate che iniziano così tardi. Mi distruggono e il giorno dopo non connetto fino alla sera. Penso proprio che io voterò per il film.” Dopo cinque minuti lei gli mandò un altro messaggio: “Stasera film. Ho parlato di voi due alle mia compagne di stanza. Se volete unirvi a noi, abbiamo patatine, pop-corn e tanta birra. Film Horror in streaming. Scegliamo sul momento. La stanza è aperta dalle 20:30 alle 21.00. Chi vuole è il benvenuto.” Mentre Junior leggeva a bassa voce il messaggio, Mike aprì un occhio e lo guardò: “Film horror? Ragazze?” Sobbalzò dal letto. Erano serate che lo eccitavano da morire. Per ben due volte nella sua vita aveva fatto colpo su due ragazze, proprio invitandole a vedere un film horror. Dopo la prima volta che gli capitò, l’anno precedente, si era convinto che fosse una delle strategie migliori per portare una ragazza fra le proprie braccia, senza dover muovere un dito o dire niente. Poi, col contatto fisico, fra una scena e l’altra, gli ormoni prendevano la meglio sulla serata. Ed era vero! Ma non funzionava con tutte. Si era preso un paio di sberle prima di riuscire a fare colpo per la seconda volta con la stessa tecnica. “Era solo un’idea. Me l’ha proposto Hanna. Mi ha scritto …” “Sì sì, ho sentito cosa ti ha scritto. Ero in dormiveglia. Amico mio, alla serata di Yorckstrasse ci andiamo la prossima settimana. Siamo arrivati da una settimana e ancora non siamo riusciti ad integrarci come si deve. Questa è un’occasione per fare conoscenze.” Gli fece l’occhiolino.“ Sai? Stamattina mi domandavo come mai quella ragazza fosse tutta sola. L’hai trovata prima tu per cui te la lascio, a meno che non ti interessi….” “Smettila scemo!” Controbatté Junior che aveva gli ormoni meno impazziti del suo coinquilino. “Allora ti interessa. Fammi conoscere almeno le sue amiche. Approfittiamo di questa serata e poi, la prossima settimana andiamo a Yorckstrasse.” “Va bene, ora le scrivo”  “Allora ci vediamo stasera alle 20.30 ;-)” Hanna: “Palazzina A – interno 2. A stasera XD”

2
Erano le 20.15 e Mike stava finendo di profumarsi ed aggiustarsi. “Smettila con tutto questo profumo e questa lacca sui capelli. Fino alla fine li perderai tutti insieme!” Disse Junior. “Tutta invidia. Ciccio, se non ti dai un’aggiustata non ti si fila nessuna. Lo vuoi capire o no?! LIFE IS NOW!!!” Mike era un tipo che molto spesso diceva frasi in inglese o in latino per fare colpo. – Fa figo dirlo fra amici o conoscenti – diceva. Una frase che usava tantissimo con le ragazze che non gli si concedevano subito era CARPE DIEM. E quando Junior vedeva che riusciva a convincerle con quella frase, se ne andava sbuffando e pensando a quanto fossero stupide. Il giorno dopo non le avrebbe viste già più. Gli reggeva il gioco però e gli lasciava la camera libera quando ne aveva bisogno. Sapeva che un giorno gli avrebbe ricambiato sicuramente il favore. Intanto il tempo passava e lui continuava a essere solo. Non trovava mai in nessuna ragazza qualcosa che gli piacesse davvero tanto, anche solo per una notte di puro divertimento. Erano circa sei mesi che era solo, ovvero da quando si era mollato con Charlotte. O meglio, da quando lei aveva mollato lui! Aveva trovato un altro più palestrato, – ma intelligenza pari a zero – gli diceva Mike. E detto da Mike….. “Ehi vedi che io non sono una delle tue amichette.” Gli disse Junior con una risata, riferendosi al modo che Mike adottava per convincere le persone, soprattutto le ragazze. “Va bene, va bene. Come vuoi tu. Ma lasciami aggiustare come si deve che da stasera non dovremo più stare soli.” Gli disse continuandosi a laccare. “Sì, basta che la finisci di intossicarmi.” Ribatté Junior come alla fine di ogni loro discussione prima di uscire. A volte erano consapevoli di sembrare una vecchia coppia che discuteva sempre sulle stesse cose, ma sapevano di volersi davvero tanto bene. In effetti era così. Si conoscevano fin da bambini e non avevano molte cose in comune. Junior era un tipo isolato, mentre Mike da ragazzo frequentava le persone peggiori di tutta la scuola. Molti suoi amici avevano la tendenza a prendere in giro, fino a che un giorno non alzarono le mani a Junior. Mike intervenne all’istante quando i suoi amici senza di lui lo circondarono. “Che cazzo state facendo?!!?” Gridò loro, un po’ intimidito in fondo, ma con l’aria di uno sicuro di sé. Faceva parte di quel gruppo da poco tempo, ma farne parte significava poter prendere, anche lui, delle decisioni. Era con loro solo perché gli interessava fare colpo sul gentil sesso. – Si sa che le ragazze amano i cattivi ragazzi – era solito dire – basta essere un po’ stronzi e il gioco è fatto – . Aveva capito tutto all’epoca, per essere un ragazzino di soli quindici anni. Tutti si girarono e lo videro con una bella ragazza fra le sue braccia, che non sembrava per niente divertita di fronte a quella scena. Lo guardarono dicendogli “fatti i cazzi tuoi” e quelle parole lo fecero andare fuori di testa. Si avvicinò furioso e diede un pugno inaspettato in faccia al bastardo che gli aveva appena detto quella frase. “Oh ma che ti prende?” Gli disse un altro del gruppo, meno in forma di lui.  “ Ne vuoi uno anche tu? E va bene prendere in giro, ma siete dei codardi!! Cinque contro uno! Vergognatevi!”. Junior non ci poteva credere. Era un tipo che si faceva sempre i fatti suoi. Nessuno calcolava lui e lui non calcolava nessuno. Gli bastavano i pochi amici che aveva fuori da scuola. Per la prima volta, un tipo “figo” lo stava difendendo, senza nemmeno conoscerlo. Un professore, che stava osservando la scena da lontano, ammirò il coraggio di Mike ma capì che la cosa si stava mettendo male, così si avvicinò e li cacciò tutti, lasciando Mike e Junior con una pacca sulla spalla.

22 maggio 2020

Aggiornamento

Ciao a tutti lettori!
Mi avete fatto tante domande e vi ho voluto rispondere così:
https://youtu.be/SEba0g5KokY
Alle prossime curiosità!
22 maggio 2020

Aggiornamento

Buon pomeriggio!
Di seguito il link del video "Mi racconto..."
Buona visione.
https://youtu.be/hzC9u2F954Y
16 maggio 2020

Aggiornamento

Buongiorno a tutti!
Vi lascio il link di una parte del viaggio di Hanna, la protagonista di Amore a un bivio.
https://www.youtube.com/watch?v=mdqbW990sE0
Buona visione.
Ilaria
19 maggio 2020

Aggiornamento

La colonna sonora di Amore a un bivio.
https://www.youtube.com/watch?v=5MuKuJ7HfD4
Buon ascolto.
Ilaria
19 maggio 2020

Aggiornamento

Ciao a tutti lettori e sostenitori, ieri è uscito un articolo sul blog www.brindiamoguide.com. Amore a un bivio oltrepassa i confini europei! https://brindiamoguide.com/i-would-like-to-brindiamo-to-ilaria-giannotta-and-her-new-book-amore-ad-un-bivio/ Un saluto a tutti! Ilaria

Commenti

  1. Ho letto il libro in due pomeriggi ma in realtà in pochissime ore, non riuscivo a smettere. La storia e molto coinvolgente, mai noiosa e mi spingeva ad andare fino alla fine con la curiosità di vedere come finiva. Il finale mi è piaciuto molto. Libro molto semplice da leggere. Lo consiglio vivamente!

  2. (proprietario verificato)

    Nonostante non sia mai stato un tipo da “zucchero e miele” (quindi figuriamoci da romanzo rosa!!!), “Amore a un bivio” mi fa divorare un capitolo dopo l’altro con naturalezza. Amore, amicizia, leggerezza, ma anche perdono e difficoltà quotidiane sono riportate con spontaneità… Una lettura appassionante!!!

  3. Ho letto il libro tutto d’un fiato! Una bella storia d’amore accattivante e mai sdolcinata contornata da dubbi e sbagli… il personaggio di Hanna è molto empatico e ti entra subito nel cuore!! L’autrice inoltre offre in diverse occasioni tanti spunti di riflessione. Veramente un bel libro!

  4. È un bellissimo libro , tanto convolgente quanto emozionante , ti riesci a immaginare tutto alla perfezione.

  5. Una lettura scorrevole e fresca.. Ho potuto viaggiare con la mente e capire l’importanza del perdono non solo nei confronti del prossimo ma verso il proprio io. Grazie per questa riflessione.. Libro consigliato!

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Ilaria Giannotta
Ilaria Giannotta nasce a Taranto nel 1993. Diplomata nel settore dell'accoglienza, a diciotto anni si trasferisce a Berlino in cerca della sua strada. Oggi lavora negli hotel stagionali, studia Lingue del Turismo e Mediazione Internazionale a Bari e durante i suoi periodi di fermo, viaggia e scrive.
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