Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Search in posts
Search in pages

Anime di vetro

Svuota
Quantità

Jeremy è morto. Di sé sa questo e il proprio nome, nient’altro. Eppure cammina, vede, ascolta. Nessuno però può vedere e ascoltare lui, invisibile e impalpabile, incapace di sedersi su una sedia o di accarezzare un volto. Nessuno tranne Eilise, schiva e scontrosa, che può vederlo grazie a un terribile segreto che la tormenta. Non solo, Eilise può anche aiutarlo, regalandogli un corpo di solidissimo vetro con cui Jeremy possa cercare e portare a compimento il proprio passato lasciato in sospeso. Ma un corpo di vetro è fragile, tanto quanto l’anima di Jeremy, solo e impreparato a vivere questo nuovo presente che non accetta di essere subordinato al passato e si impone con emozioni inaspettate, nuovi sentimenti e una storia tutta sua.

CAPITOLO UNO

Panta rei.

Tutto scorre.

Questa terribile verità, riposta in appena due parole, è uno dei pochi ricordi che mi rimane. Mi balena in mente mentre guardo il fiume che, appunto, scorre incessante.

Sciabordio. Frsssssh frsssssh frsssssh.

Quanto mi piacerebbe vedere le sue acque fluire al contrario, risalire dalla foce alla sorgente. Sapere che il tempo ha due direzioni, avanti e indietro. Che ci sono seconde possibilità. Se fosse così, mi lascerei cadere in mezzo alla corrente pieno di speranze, per riavvolgere il nastro, solo di qualche giorno, e tornare al momento prima che tutto cambiasse.

Prima che fossi morto.

Più o meno morto.

Non vivo più, questo è sicuro, ma ancora esisto.

Continua a leggere

Continua a leggere

La mia morte non è stata che un punto e virgola: a un certo punto si è inserita nella mia vita, ma non ha avuto il coraggio di uccidermi una volta per tutte, e neanche l’audacia di farmi andare a capo e farmi iniziare qualcosa di nuovo. Mi lascia arrancare nell’assurdo tentativo di continuare una vita già iniziata, un lungo periodo in cui non riconosco più né capo né coda.
Una vita senza alcun senso. Non so neanche più cosa sono. Un’anima? Mi chino sul fiume per cercare di acciuffare anche solo un misero centimetro del mio riflesso, ma l’acqua non mi restituisce nulla.
Solo frsssssh frsssssh frsssssh. Mi siedo sulla riva e guardo il cielo. Mi sembra di non aver mai visto così tante stelle in vita mia; vivaci, luminose, tutte rannicchiate intorno alla luna, anche quelle che sembrano più lontane. Vorrei essere come loro, un fratello, coccolato anche io nell’abbraccio di quella materna luce bianca. Anche se sto qui sulla Terra, provo a offrirle il mio viso a occhi chiusi, alla ricerca di conforto. Ma la luce mi passa attraverso, senza rifrazione alcuna. La sua carezza non mi fa sentire protetto. Anzi. Mi fa sentire fragile, mi suggerisce con il suo tocco gentile, ma per me spietato, l’assenza del mio corpo. Mi lascio cadere in avanti, nel fiume. Non ho aspettative, so che tutto scorre, sempre e solo in avanti. Che non ho modo di cambiare ciò che è successo. Voglio solo fuggire da questa luce meravigliosamente maligna.
Com’è successo, esattamente? Ricordo… una banca, sì, sono in una banca. È una giornata fredda, l’ambiente non si riscalda a causa del via vai di persone che aprono e chiudono la porta principale. Aspetto con il mio numerino ben stretto tra le dita, il quarantasei, e per scrupolo controllo di aver portato con me tutti i documenti. Sì, ci sono tutti. Lancio un’occhiata al display sulla parete di fronte: i segmenti di luce rossa disegnano un quarantaquattro. È quasi il mio turno.
Poi delle urla, all’improvviso. Due uomini con il viso coperto e le pistole in mano.«Tutti a terra.» Ecco cosa dicono. Il più tozzo si avvicina a me e mi punta una pistola contro la tempia. Il freddo del ferro mi scatena sottopelle un tremore incontrollato che mi incatena lì, immobile. Sono l’ostaggio perfetto, docile e impaurito. Dice di stare fermi e che faranno presto. Dice «Fermi tutti o sparo». Ma perché sono in banca, poi? Odio chi si ostina a fare le cose di persona quando si possono comodamente fare dal divano di casa con internet. «Tutti fermi!» grida ancora l’uomo che tiene la mia vita sospesa tra la sua pistola e la mia tempia. L’agitazione con cui continua a ripeterlo tradisce la sua espressione dura, rivelando una certa insicurezza e ansia. Penso persino di far leva sulla sua indecisione, improvvisarmi un eroe come quelli dei film, e convincerlo a desistere con un discorso atto a scavare nella sua psiche e nei suoi dolori passati. Inutile dire che nella mia mente non si materializza neanche una parola sensata, nemmeno una che possa cercare di smuovere la sua pietà. O non sarei qui, nel fiume.
Morto, ma non del tutto. Non so dove guardare, cerco conforto negli occhi degli altri ostaggi: un uomo stempiato, di fronte a me, sta tirando fuori dalla sua tasca un cellulare, molto lentamente. «Chiamo la polizia» dice poi, con il cellulare in mano ben visibile. «Fallo e ti giuro su Dio che lo ammazzo, fosse l’ultima cosa che faccio» risponde il mio aguzzino. La pistola inizia a tremare sulla mia tempia, nervosa. Li guardo contendersi la mia vita come uno spettatore esterno, come se non fossi nemmeno lì. Merce di scambio, un inutile insetto che può anche essere sacrificato. L’uomo stempiato esita. Bravo, non facciamo cazzate. Lo continuo a fissare, terrorizzato, a studiare il movimento incerto della sua mano. Spero di farlo desistere. Non ha il coraggio di guardarmi negli occhi, ma ha quello necessario per premere il pollice sul tasto verde della chiamata. La pistola spara come conseguenza diretta; la pallottola mi attraversa il cranio schizzando il mio sangue ovunque.
The end. Fine dei giochi.
E invece no, sono ancora qui.
Che amarezza.

2021-01-06

Aggiornamento

Da poco mi è stato detto che il coraggio avvicina i sogni. E io, in questo momento, non posso che essere più d'accordo di così. Ventisette giorni fa decidevo di iniziare questa bellissima avventura per la pubblicazione di un romanzo, Anime di vetro, che amo moltissimo. Oggi mi ritrovo a festeggiare il raggiungimento del 50% dei pre-order. Può sembrare un traguardo da poco e che ci sia ancora molto lavoro da fare, ma sapere che cento di voi hanno deciso di darmi fiducia e di sostenere il mio sogno, per me ha un valore infinito. Siete speciali. Anche se non dovessi mai raggiungere l'obiettivo e la pubblicazione del romanzo, l'idea che comunque voi possiate stringerlo tra le vostre mani, sfogliarlo, sentirne l'odore, mi riempie di gioia. Quindi sì, è vero che il coraggio avvicina i sogni. Io ci ho messo tutto quello che avevo e, oggi, il mio sogno si è avvicinato del 50%. Il merito è tutto vostro. Vi ringrazio dal profondo del mio cuore.

Commenti

  1. (proprietario verificato)

    Anime di vetro è, in una parola, coinvolgente.
    Le pagine che scorrono con fluidità e piacere ti immergono in un racconto narrativo, che però racchiude un segreto: un messaggio che il lettore vuole dare.
    No spoiler!

    Personalmente, trovo che questo romanzo sia un connubio esemplare tra “l’utile e il dilettevole”. Per il momento posso solo dire: Bravissimo Manuel!

  2. (proprietario verificato)

    Questo libro ti divora finché non sei arrivato all’ultima parola. Nel frattempo si viene travolti da uno sproporzionante numero di emozioni, non solo per l’evoluzione che ogni personaggio compie durante il racconto, ma anche perché la storia è narrata da punti di vista molto diversi.
    La non banalità, la scioltezza della lettura e il fatto che si venga posti di fronte ad alcune verità che non avremmo mai voluto affrontare, rendono questo libro una tappa obbligatoria per chi ama le trame avvincenti e profonde.
    È evidente come pezzi di anima siano anche stati lasciati qua e là da chi questo libro lo ha scritto.

  3. (proprietario verificato)

    Onorata di aver potuto leggere bozza di questo scritto. Un libro che ha la capacità di toccarti l’anima dalla prima all’ultima parola.

    Impaziente di averlo stampato tra le mani, e saperlo disponibile al mondo!

  4. (proprietario verificato)

    Non vedo l’ora di sapere cosa succederá. Tutto è interessante e travolgente.
    Empatia a mille, si viene catapultati negli Stati d’animo dei personaggi e si diventa parte del racconto. Un momento prima puoi sentirti invisibile, subito dopo sentire il cuore in gola e trovarti in mezzo a una rapina.
    “Cedo che sia una questione di energie, come tutto nella vita; che ci sia un legame troppo forte che vi ancora alla Terra e non vi permette di andare oltre. La famosa
    questione in sospeso. Io la chiamo così: la missione. Qualcosa da portare a termine prima che tu possa andartene”.
    Chi non ha una missione nella vita? Quale sarà quella di Jeremy nella sua nuova “vita”? Voglio scoprirlo!

  5. (proprietario verificato)

    Ho avuto la fortuna di poter leggere l’intera bozza del libro, divorandolo in pochissimi giorni.
    Un libro profondo, ricco di emozioni e di viaggi introspettivi. Scritto in modo estremamente attento, delicato e mai banale. Niente è lasciato al caso!
    Ho ritrovato piccole parti di me in ognuno dei personaggi.
    Un libro che merita di vedere la luce ed essere letto!

  6. (proprietario verificato)

    Come ombra e luce, fragilità e forza, emergono nella linea che guida questo romanzo introspettivo dalla narrazione semplice, chiara, ma mai banale.
    Proprio questo dualismo porta il lettore ad immergersi nella trama ed ad immedesimarsi in ciò che rende i personaggi perfettamente imperfetti.
    Un romanzo che merita le sue pagine stampate.

  7. (proprietario verificato)

    In una sua versione precedente, ho avuto modo di leggere la bozza di questo libro.
    Coinvolgente e ricco di sfumature.
    Una trama che è un crescendo, mai banale e che in più momenti non mi ha fatto staccare dalle pagine.

    Consigliatissimo!

  8. Francesca Delsoldato

    (proprietario verificato)

    Ho veramente divorato i primi tre capitoli!!
    Sensibilità, fragilità, resilenza.
    Un microcosmo di emozioni.

    Non vedo l’ora di poter continuare la lettura di questo coinvolgente romanzo!

Aggiungere un Commento

Condividi su facebook
Condividi
Condividi su twitter
Tweet
Condividi su whatsapp
WhatsApp
Manuel Malavenda
è nato sotto il segno della Bilancia nel 1994. Vive attualmente in provincia di Modena e lavora nella comunicazione digitale. Scopre la passione della scrittura grazie a Blu, traccia del suo primo tema in terza media. Scrive racconti brevi su @storiesonstoriesproject. Anime di Vetro è il suo secondo romanzo.
Manuel Malavenda on FacebookManuel Malavenda on InstagramManuel Malavenda on Wordpress
Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Search in posts
Search in pages

Questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti per aiutarci a migliorare la tua esperienza di navigazione quando lo visiti. Proseguendo nella navigazione nel nostro sito web, acconsenti all’utilizzo dei cookie. Se vuoi saperne di più, leggi la nostra informativa sui cookie