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Bignè e tacchi a spillo

Bignè e tacchi a spillo
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Consegna prevista Settembre 2022
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Un romanzo dalle note realistiche e una sottile ironia racconta in prima persona la vita di Giulia, la protagonista trentenne alle prese con lo stress della frenetica realtà. Lavoro, amicizia e una tormentata storia d’amore che decolla tra alti e bassi, filo conduttore dall’inizio alla fine della narrazione, si intrecciano.
Un’evidente difficoltà pressoché patologica nel tessere e coltivare le proprie relazioni interpersonali, che Giulia definisce a tratti “disastrose”. In continua lotta con la smisurata passione per gli zuccheri (il cibo diventa rifugio emotivo) e una bellezza che tarda a sbocciare.
I personaggi principali Giulia, Sara, Zoe, Alex e Diego si alternano coinvolgendo il lettore emotivamente fin dal primo istante.
“Il dubbio ci priva di ciò che potremmo conquistare se solo osassimo”, citando Shakespeare, il dubbio rappresenta il fulcro del romanzo. Giulia prende decisioni importanti, mossa da eventi improvvisi che minano la sua routine, riuscirà a realizzare i propri sogni?

L’autrice devolverà i diritti riconosciuti da Book a Book su ogni copia del romanzo in pre-ordine, all’associazione benefica TEAM ENJOY, con lo scopo di ideare e promuovere progetti ed eventi benefici per i reparti ospedalieri di pediatria.

Perché ho scritto questo libro?

Nel tempo libero scrivo per diletto: indossare i panni di qualcun altro è la perfetta via di fuga dalla solita routine. Nelle scelte importanti, ho sempre anteposto la ragione ai sentimenti, in questo romanzo invece, invertendo il paradigma, ho immaginato di incontrare il mio principe azzurro, bello e dannato e non la sua perfetta controfigura. Come la protagonista del mio romanzo, Giulia, sono creativa, determinata, amo i dolci, credo nell’amore vero e nutro una forte passione per la moda.

ANTEPRIMA NON EDITATA

È lunedì mattina, suona la sveglia del mio smartphone. Scendo dal letto e mi precipito a fare colazione, la cosa più semplice dato che sono una persona che ama la routine, quindi tè e pane e marmellata sono la mia consueta scelta mattutina. Ma dopo la doccia, al momento di vestirmi inizia il dramma. Davanti all’armadio con le ante aperte, in devota contemplazione trascorro alcuni minuti a scrutarne il contenuto. Il mio sguardo passa velocemente da una gruccia all’altra, sui numerosi vestiti eleganti e dai colori accesi che acquisto e colleziono da sempre, li lascio occupare gran parte dell’armadio, in attesa dell’occasione adatta per poterli indossare, ma il più delle volte restano lì, inutilizzati, ricoprendosi di una sottile patina di polvere.

Fin da piccola sognavo di studiare moda, di aprire una boutique e vendere abiti disegnati da me. Nel corso degli anni però i miei sogni sono rimasti chiusi nel cassetto. Mi è sempre mancato il coraggio di tuffarmi in quello che, agli occhi dei miei genitori quando ancora ero adolescente, appariva come un settore pieno di insidie, così i miei insegnanti mi avevano convinta che un’istruzione liceale fosse perfetta per me.

Quando cammino lungo le strade del centro mi capita spesso di fissare le vetrine delle boutique di alta moda con lo sguardo ipnotizzato dai modelli sartoriali stravaganti, confezionati con tessuti dai colori decisi. Eppure per andare in ufficio, la mia scelta è costante e monotona: jeans, pantaloni o leggings dai colori scuri, dal nero al grigio, al blu scuro. Non indosso mai le gonne di qualsiasi lunghezza, restano da sempre un lontano ricordo di quando ero bambina, dall’adolescenza in poi sono devota ai pantaloni e così da allora non è più cambiato nulla.

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Cappotti, blazer, camicie, t-shirt o maglioni invece spaziano anche sulle tinte pastello, azzardo anche qualche timida nuance di rosa, il mio colore preferito, purché rigorosamente in tinta unita e dal tono non troppo acceso. 

Ecco oggi mi sento piena di energia e per dare una spinta positiva all’inizio della settimana, mi infilo una camicia bianca, un blazer grigio con delicati fili di lamè color argento, il mio paio di jeans neri preferiti, quelli con l’effetto delavé del denim.

La mia è una corporatura media, non sono né cicciotta né magra, il mio  metabolismo è tuttora davvero collaborativo, nonostante la mia dieta si basi su zucchero e carboidrati in grande quantità. Ma il vero punto debole sono i miei fianchi, molto pronunciati, ogni capo che indosso deve quindi avere la lunghezza e la morbidezza strategica per nasconderli.

Uno sguardo veloce allo specchio e posso finalmente uscire. Il modello del blazer unito all’effetto dei jeans neri contribuisce a riproporzionarne le dimensioni, perchè si sà il colore nero snellisce!

Prendo la borsa e mi chiudo la porta di casa alle spalle e via con passo svelto per non perdere il mio appuntamento mattutino con i mezzi pubblici.

Arrivata in ufficio, mi siedo alla scrivania e accendo il pc. Ho organizzato il mio spazio in modo semplice ma funzionale: a destra del computer il telefono, a sinistra un portapenne cilindrico in acciaio, per penne ed evidenziatori, un blocchetto di post-it multicolor e la spillatrice rosa, un tocco di personalizzazione ovviamente frutto di un mio acquisto. Dalla cassettiera estraggo la mia agenda e mi metto subito al lavoro.

Lo studio legale è vicino all’uscita della metro, raggiungibile con un breve tragitto a piedi. Si trova in un palazzo storico del centro, al primo piano, i pavimenti originali in marmo decorato e gli alti soffitti affrescati conferiscono agli uffici una raffinata eleganza senza tempo.

L’avvocato Monti e suo figlio sono i titolari dello studio, occupano due grandi uffici, il resto dello spazio è stato pensato come unico open space. Roberta è un’impiegata cinquantenne, instancabile lavoratrice e fidata collaboratrice ormai da anni, Ilaria l’ennesima stagista trentenne, io, assunta da qualche anno, mi occupo della segretaria e dell’accoglienza dei clienti.

Il dottor Monti si è sempre distinto negli anni per essere una persona estremamente professionale nel rapporto con le proprie collaboratrici, di grande intelligenza, con un profondo senso di responsabilità e una forte determinazione applicata all’ambito lavorativo.

E se il padre è una persona davvero a modo, non si può certo dire lo stesso del figlio: esattamente l’opposto. Arriva in studio e se ne va senza mai un orario definito o perlomeno lasciando istruzioni in caso qualcuno chieda di lui, perennemente in ritardo con i clienti, tratta chiunque con il suo solito modo di fare, aria di sufficienza e di arroganza, insomma per nulla empatico e davvero indisponente.

Lo studio è davvero ben organizzato anche a proposito degli spazi e dei servizi. Il dottor Monti ha voluto un paio d’anni fa che, su sue precise istruzioni, fosse realizzata una saletta relax, con le pareti tinteggiate di un sobrio grigio pastello, vi ha fatto posizionare due comode poltrone rosse in alcantara molto morbide e soprattutto di tessuto resistente alle macchie, una macchinetta per il caffè e un bollitore per realizzare tè e tisane a scelta. Ecco perché ogni mattina attendo con entusiasmo il momento della pausa caffè, che per me è sacro. Alcuni minuti, in cui mi perdo nei miei pensieri, sorseggiando una tazza di tè bollente e sgranocchiando qualche dolcetto. Se in questo momento entrasse Roberta, nessun problema, scambiamo spesso due chiacchiere e qualche sorriso ma se arrivasse Ilaria, la mia pausa caffè terminerebbe immediatamente, preferirei tornare al lavoro piuttosto che parlare con lei. Detto fatto, eccola apparire sulla porta della saletta relax. Con sguardo penetrante, mi fissa dalla punta dei capelli, fin giù alla punta dei piedi e, come in altre occasioni, non mi risparmia consigli o per meglio dire critiche sul mio abbigliamento.

« Giulia, Giulia, non ci siamo proprio, il tuo outfit oggi è del tutto improvvisato, hai abbinato colori e stili che violano i basilari canoni del fashion code. E queste scarpe senza tacco, un abominio contrario al prestigio dello studio. Poi dai potresti essere anche carina ma non sai proprio valorizzarti.»

Se non fosse per il luogo in cui mi trovo e per il fatto che non  sopporto la sfacciataggine gratuita, le risponderei per le rime, ma alla fine ribatto semplicemente, quasi a volermi giustificare.

«Sai Ilaria, indosso scarpe comode perché prendo la metro, non mi accompagna l’autista personale.»  Come se il problema si limitasse solo alle scarpe.

Certo, il suo punto di vista è totalmente comprensibile, Ilaria una fashion victim, shopping addicted senza limiti di spesa, grazie al contributo del suo “papi”, io in continua lotta con l’armadio e per giunta con finanze limitate. Da quando ho iniziato a lavorare non ho mai chiesto aiuto economico ai miei genitori perché so e voglio farcela da sola, con le mie uniche forze.

Io in jeans e camicia, per non mostrare troppo i fianchi e lei con un elegante blazer color verde smeraldo con pantaloni in nuance a fantasia optical, entrambi dalle linee asciutte, che delineano un fisico minuto, ben curato. Io con le ballerine tacco rasoterra super comode e lei con un meraviglioso paio di decolleté a tacco alto, anzi altissimo, sui quali io cadrei rovinosamente ai primi due passi di prova prima dell’acquisto in negozio. Io con un filo di matita sugli occhi pressoché invisibile, lei con un viso dal trucco perfetto tutto il giorno. Per non parlare dei capelli: i miei castani chiari, mossi e crespi, con riflessi color miele, visibili alla luce del sole; i suoi biondo Barbie, lunghi e setosi, brillanti e perfettamente in piega come appena usciti dall’hair stylist.

Ad un tratto si chiude la porta d’ingresso dello studio, sbattendo fragorosamente, che segnala l’arrivo del figlio del dottor Monti. Io e Ilaria ritorniamo alle nostre scrivanie, sono già le dieci e trenta, Alex accenna un rapido e freddo saluto, solleva gli occhiali da sole scuri, lasciando intravedere profonde occhiaie, prova di un’ennesima notte trascorsa completamente insonne. Non fa nemmeno in tempo a varcare la soglia del suo ufficio, quando Ilaria con uno scatto felino lo raggiunge, lo saluta con un sorriso smagliante, ritorna in saletta relax e gli si ripresenta alla porta porgendo un caffè fumante, il cui aroma si diffonde subito in tutto l’open space. Si ripete così la solita scena ogni mattina: Ilaria trotta veloce dall’alto dei sui tacchi, è la prima a salutare il grande capo o meglio il capo junior, senza nemmeno pensare che a me o a Roberta non passerebbe nemmeno nell’anticamera del cervello di fare la stessa cosa. Ha due forti ambizioni: la carriera e trovare un buon partito da sposare che possa sostituire il “papi” o meglio le sue risorse finanziarie. Il dottor Monti però, che non è certo uno sprovveduto, non appena fiuta la vera natura della stagista, così abile a ronzare intorno al figlio, lascia scadere il termine del periodo previsto dal contratto e la sostituisce abilmente con l’inserimento di una nuova e fresca risorsa per lo studio, augurandole una brillante crescita professionale altrove.

2022-01-13

novitainlibreria.it

Il mio romanzo "Bignè e tacchi a spillo" è stato presentato sul sito novitainlibreria.it, lo trovate a questo link: https://www.novitainlibreria.it/bigne-e-tacchi-a-spillo-daniela-santini/?fbclid=IwAR3KNzcvDdJ3G0wQ3ICRzdDyqH21p_qwP1kaVb29q2S44tGhsYyavxkxsqw Buona lettura!
2022-01-12

Aggiornamento

Primo obiettivo 60 copie raggiunto e superato. Avanti tutta verso il prossimo obiettivo: 200 copie e il romanzo verrà pubblicato e distribuito nelle librerie!
2022-01-09

Aggiornamento

Siamo arrivati a 57 copie in preordine, ne mancano solo 3 per raggiungere il primo obiettivo di 60 e i lettori e le lettrici che hanno aderito alla campagna potranno ricevere il romanzo "Bignè e tacchi a spillo" (in formato digitale o cartaceo in base alla propria scelta). Forza, ci siamo quasi!
2021-12-17

Aggiornamento

Grazie di cuore a tutti per aver partecipato alla campagna di crodwfunding di "Bignè e tacchi a spillo" fin da subito, raggiungendo così l'obiettivo del 22% in meno di 48 ore dal lancio! Avanti tutta verso il prossimo obiettivo!!!

Commenti

  1. (proprietario verificato)

    libro ben scritto e molto piacevole. perfetto da leggere in un weekend per immergersi in una storia vivace e romantica.

  2. (proprietario verificato)

    Una storia accattivante e allo stesso tempo delicata viene trasformata in una lettura leggera e molto piacevole, che permette al lettore di sfuggire alla realtà per qualche ora.
    Questo libro è perfetto per gli inguaribili romantici e per gli appassionati di moda e stile.

  3. (proprietario verificato)

    Da leggere tutto d’un fiato!!! Volevo sapere se allea fine tra Giulia e Alex fosse finita bene! Un libro pieno di colpi di scena e di suspance! A certi tratti commovente! Da leggere, un must!

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Daniela Santini
Daniela è nata in provincia di Modena nel 1980, ha conseguito la laurea in Economia Aziendale e lavora come impiegata amministrativa nel settore dei servizi da circa 18 anni. Ha scoperto il piacere per la scrittura e “Bignè e tacchi a spillo” è il suo primo romanzo.
Come la protagonista del libro, è cresciuta a dolci e film romantici, per i quali si commuove sempre. Testarda e creativa pensa che una vita senza sogni sia come indossare un paio di decolleté a tacco alto troppo strette: impossibile da sopportare.
Daniela Santini on Facebook
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