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Buio sul web

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Consegna prevista Marzo 2021
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Carlo ha un sogno. Negli infiniti anfratti della Rete trova potenti alleati. Boris un Russo, Roberta e Anna, due ragazze Italiane a cui si aggiungono Sara, Italiana e Donna Americana. Costituiscono insieme il più micidiale team di esperti mai composto. Ma i sogni devono scontrarsi con la realtà, si manifesta con un nome: Media3. Un progetto segretissimo e dalla potenza mostruosa, nato come contrasto al terrorismo, ai trafficanti, al crimine organizzato, si è evoluto in spione mondiale. Il sogno di Carlo, un sistema operativo inviolabile, lo ha reso di colpo obsoleto e l’intelligence degli Stati Uniti non può permetterlo. Deve scovarlo e renderlo inoffensivo prima che venga reso pubblico. Parte la caccia, due team si confrontano a colpi di codice, dove nessuno molla un solo bit. Vita reale e virtuale intrecciano i protagonisti in un tourbillon di emozioni che li porterà a mettere in atto la più eclatante azione che mai si sia immaginata in Rete.

Perché ho scritto questo libro?

Una dedica alle mie figlie: Rossella e Federica. Un non meglio identificato detto, recita, più o meno: per poter dire di aver veramante vissuto devi aver fatto tre cose; piantato un albero, fatto un figlio, scritto un libro.

ANTEPRIMA NON EDITATA

Trillo.
Buio.
Un solo trattino bianco lampeggia.
Buio.
Gli occhi, che male …
Intorno tutto buio.
Mi giro verso la porta della cucina e intravedo un piccolo bagliore.
Che ore sono …
09:32 am, domenica.
Potrei dire di una notte buia e tempestosa, potrei, ma è stata la notte più eccitante della mia vita … e senza fare sesso!

Alex, stava per rifiutare, pensando alla nuova concezione del programma che aveva in mente, quando il Generale gli chiese cosa ne sapesse di Media3. Rispose che come addetto ai lavori ne aveva sentito parlare e magnificare le prestazioni, ma erano solo parole, nessuno aveva mai visto neanche la scatola esterna.
“Esiste e funziona” furono le sole tre parole del Generale Patterson.
Era vero!
Se ne parlava da circa tre anni tra gli addetti ai lavori. Un nuovo super computer con tecnologie del tutto sconosciute e innovative, capacità di calcolo quasi del tutto inesplorate. Un progetto talmente segreto che nessuno lo aveva mai visto. Si vociferava che agli stessi progettisti fossero state cambiate le generalità e le loro famiglie trasferite in luoghi segreti sotto sorveglianza h24, ma erano solo voci di corridoio.
Non erano solo voci di corridoio. Era vero.

Tre militari e un civile.
Sapevano che era inutile fare domande per cui attesero il Generale Williams in silenzio. Come comunicato, alle 07:05 am, fece la sua comparsa e iniziò la riunione.
Dottoressa, Signori. Credo vi siate presentati e tanto basta. Ognuno di voi è stato scelto per un programma della massima sicurezza e segretezza ed ognuno di voi è qui sulla base del lavoro svolto negli anni scorsi. Vi chiederete perché è presente anche un civile tra di voi: ebbene la Dottoressa Donna Smitthy è una delle più brillanti menti che il MIT ha sfornato negli ultimi tre anni. È il capo progetto e l’unica vostra referente. Da lei prenderete gli ordini, lei supervisionerà il vostro lavoro. Non avrete contatti che con lei e con nessuno parlerete del vostro lavoro. Nessuno di voi tre è sposato, e nessuno di voi ha una relazione fissa. Questo ci ha facilitato non poco il compito.
Un silenzio carico di tensione montante accompagnò queste ultime parole.

Continua a leggere

Donna attaccò.
Circa sei mesi fa abbiamo avuto sentore in Rete, del progetto di un nuovo sistema operativo. Qualcosa di assolutamente invulnerabile. Voi vi chiederete: noi cosa abbiamo a che fare con tutto ciò? Siete bravi nel vostro campo ma, ovviamente non sapete tutto come non lo sapevo io fino a poco tempo fa. Come vi è noto i computer funzionano in base ad una serie di istruzioni decifrate dal sistema operativo. Di sistemi operativi ne esistono parecchi, sia proprietari che della comunità open source ma, finora, erano tutti sotto controllo. Ogni giorno, centinaia, migliaia di persone si affannano chi per tappare bug di sistema, chi per scovarne di nuovi. Ogni giorno altre migliaia di persone cercano soluzioni ai nuovi malware in Rete ed altrettante cercano di compilarne di nuovi. Nessuno di loro, però, sa che parecchio di quel malware, proviene da qui e che i bug di sistema sono per buona parte voluti.
I volti dei ragazzi erano una smorfia. Donna continuò.
È stato il modo in cui finora si è controllata la Rete internet e si sono scovate informazioni. Migliaia di computer zombi, sono al lavoro per noi in questo momento ma nessuno restituisce nulla di concreto. Altri sono in attesa di input ma le speranze di cavarne qualcosa di buono sono minime. Come vi dicevo, parecchi governi e di diversi orientamenti si sono avvalsi di questa tecnologia che, finora ha dato ottimi risultati, tranne che in pochissimi casi e tutti da imputare ad errori umani. Questa novità, rischia di inficiare tutto il lavoro e di rendere impossibile qualsiasi indagine in Rete, qualora fosse rilasciato definitivamente in produzione. Sei mesi fa, e per solo due giorni, è stato letto, su di un server russo, un post in cui si vociferava di un fantomatico nuovo sistema operativo creato da non si sa chi, giunto a fine progetto e pronto da essere messo in produzione. Un mix dei sistemi esistenti, assolutamente sicuro e praticamente inviolabile. Il post, dopo due ore era scomparso e della cosa non si è saputo più nulla. Le ricerche effettuate non hanno dato risultati. Sembrava essere una delle tante leggende che girano in Rete. Due settimane fa, un agente sotto copertura, ha raccolto delle voci in merito e le alte sfere politiche e militari hanno deciso di indagare a fondo, creando la nostra squadra e dandoci la possibilità di accedere a Media3. Media3 altro non è che lo stato dell’arte delle tecnologie informatiche, siano esse hardware che software. Nostro compito è scandagliare la Rete, verificare le voci, insomma fare il lavoro sporco ed eventualmente scoprire chi ha prodotto il progetto. Con noi, lavoreranno un team di dodici tecnici, sono già di sotto che aspettano. Una considerazione finale e personale. Credo che visto lo schieramento di forze, gli accessi avuti e le procedure adottate, c’è la fondata idea che nascondano qualcosa in più di quanto hanno detto. Ovviamente, sono quasi sicura che il progetto esista e sia pronto. Mettiamoci al lavoro e vediamo cosa ne viene fuori.
Williams, dall’altra stanza, aveva ascoltato ed il suo volto si era fatto sempre più scuro e tirato. Maledizione, se solo avessero prestato più attenzione a quel file … Tanti se e tanti interrogativi lo attanagliavano, ma doveva metterli da parte ed essere lucido per seguire qualcosa che non gli piaceva affatto. Quei quattro erano il meglio che si potesse avere compatibilmente con le opzioni di sicurezza, ma erano del tutto estranei a quel posto e a lui non piacevano gli estranei.

2C0aS7 era un acronimo come un altro, se lo era scelto in quanto gli faceva sembrare più lieve l’assenza dalla sua amata terra. Due coste.
Poco conosciuto in Rete, era uno che amava stare nell’ombra. L’ombra, il crepuscolo, la notte, le tenebre, erano sue alleate, fidate e di cui non temeva mai il tradimento. Non amava la calca, non era mai allineato a nulla, il pensiero comune lo faceva rabbrividire. La classica pecora nera che non segue mai il branco, che ama tracciare nuovi sentieri. Pensiero fortemente critico specialmente verso se stesso, era il peggior giudice che potesse capitargli, come soleva dire. Ogni errore era un processo e le assoluzioni erano cosa rarissima.
Ombroso, permaloso, perfezionista, dava e pretendeva sempre il massimo, sia sul lavoro che nei rapporti. Il 99% era poco, questo gli aveva chiuso molte porte della controparte femminile, tranne Roberta.
Una sola volta, a causa della sua curiosità, le aveva chiesto una foto del viso. L’aveva presa alla sprovvista e Roberta restò un attimo interdetta, non si era mai spinto così oltre. La cosa le faceva piacere, ma era in disordine e glielo disse. La risposta fu laconica: “poco, o meglio, niente, mi importa”.
Senza pensarci ancora la fece e la inviò. Aveva un bell’ovale, i capelli mossi un po’ arruffati e due occhi … occhi da scugnizza, brillanti, vivaci, profondi, sorridenti. L’insieme lo colpì profondamente. La ringraziò e ricambio la foto, scusandosi per la richiesta. Finalmente lo vedeva, almeno, in foto e capì il perché … Prese il coraggio a due mani e scrisse: “Il mio nome è Roberta, il tuo?” 2C0aS7 sobbalzò sulla sedia, mai nessuno si era permesso tanto “Carlo”
Roberta era abituata a dare ordini, al comando, a dare direttive precise e pretendere che venissero seguite. Da quando aveva accettato di collaborare con 2C0aS7, le cose erano cambiate. Lui dirigeva lei eseguiva e la cosa le piaceva. Non era uno scarico di responsabilità, gli riconosceva quel ruolo e lo seguiva tranquilla. Non certo in modo acritico. I battibecchi erano frequenti e a volte anche moto duri, ma una volta dipanata la matassa lasciava volentieri a lui il compito di tracciare la pista. Ora che lo aveva visto in foto, capì il perché. Era un uomo normale, nella media. Se avesse voluto un paragone in tal senso, i suoi amici erano molto meglio, ma il magnetismo che diramavano gli occhi, anche in foto, la forte personalità che traspariva, il legame solido che si era creato, lo innalzavano molto sopra la media. “Prima o poi verrò a passare le mie vacanze in America”, gli scrisse. “Tempo al tempo”, fu la replica.
Carlo, non smetteva di guardare la foto. Ormai già parecchi minuti erano passati, eppure non poteva smettere. Un pensiero gli era balenato, una luce si era improvvisamente accesa; possibile mai che fosse ciò che desiderava; possibile mai che una donna a più di diecimila km di distanza lo prendesse così; Possibile mai che avesse pescato l’ago nel pagliaio? Di problemi con le ragazze ne aveva sempre avuti. Loro poco amavano il suo modo di fare, lui poco amava la superficialità con cui a volte si ponevano. Non che fossero tutte così, ovvio, ma, a volte, aveva la sensazione che non riuscissero ad andare oltre quello che vedevano, si fermassero alle apparenze. Le apparenze erano normali, era un uomo normale, ma con una vita ed un cervello particolari; particolari come il suo modo di essere.
Era un leader nato. Come si appellava da solo, un leader oscuro, uno da notte, non da flash. Odiava fortemente i lacchè e coloro che strisciavano ai suoi piedi in cerca di fortune lavorative. Amava coloro che si impegnavano al massimo e se ne prendeva cura, spesso e volentieri a loro insaputa. Molti avanzamenti erano dovuti alle sue relazioni, molti benefit alle sue attenzioni. Qualcuno aveva capito, la maggioranza no. Poco importava. I primi, non avevano paura di affrontarlo su qualsiasi questione, come Roberta, il resto evitava.
Roberta. Non voleva e non poteva crearsi false illusioni. Era “solo” una conoscenza fatta in Rete e il fatto che l’attirasse così tanto poteva anche essere dovuto alla sua lunga solitudine. Anche se in cuor suo sapeva che non era così. Aveva un obiettivo e doveva raggiungerlo, niente e nessuno lo avrebbero distolto.
Tempo al tempo.
Roberta doveva attendere, ora serviva D3m3tr4.

“Pronti per l’evento ragazzi? Tra due giorni vi faremo vedere qualcosa di nuovo, di assolutamente nuovo. Are you ready?”
“Allora è vero?” in un commento. “Ormai possiamo dirlo forte e chiaro, non esiste solo la Silicon Valley, ci siamo anche noi adesso!”
Post chiuso
Un altro post con i commenti disattivati, mostrava lo screen di un desktop dall’aria familiare e all’interno una shell testuale.
Nessuno proferì parola, mentre ascoltavano Donna al telefono con Williams.
Signore. Le ho inoltrato la traduzione di un post da poco apparso, ho idea che sia quello che stiamo cercando. Lo screen che segue mi è del tutto nuovo e anche i ragazzi, dicono di non averne mai visto uno così. Potrebbe essere la classica bufala ma, ripeto ho la sensazione che sia il nostro.
Da cosa lo deduce dottoressa?
È uno screen mai visto prima, anche la shell è diversa, e poi … una pessima sensazione mi dice che è lui.
Il Capo ascoltava in silenzio la relazione di Donna, era stranamente calmo. Non era calmo. Stava solo valutando la situazione. E la situazione non era per nulla confortante. Era sfuggita loro di mano, se mai l’avessero avuta.
Donna terminò e restò in silenzio. “C’è altro Donna?” “No Signore” “Vengo subito da lei”.
Chiuse la conversazione.
Non l’aveva ritenuto possibile, ma una piccola parte della sua ragione, gli aveva sempre sussurrato qualcosa. La ragione gli diceva che non potevano basarsi solo sulle sensazioni di Donna, l’istinto gli diceva di fidarsi.
La linea rossa … doveva farlo.

Com’era amaro e strano il gusto del fallimento, non l’aveva mai provato così forte. Altre volte era stata sull’orlo del baratro ma ne era sempre uscita, bene o per il rotto della cuffia, ma ne era sempre uscita vincente. Ora, non aveva altra via che ammettere il suo fallimento. Era un dolore non più mentale ma fisico, completamente svuotata e con due Generali che attendevano le sue parole. Williams, si lasciò andare sul divano, Patterson si alzò per prendere una tazza di caffè, entrambi chiusi in un mutismo quasi irreale. Da bravi soldati sapevano benissimo che c’era sempre una via d’uscita, doveva esserci. Il primo a parlare fu Williams. “Dottoressa, si calmi e riassuma di nuovo la situazione”.
Donna, quasi incredula che le dessero di nuovo la parola, si riprese immediatamente e ricominciò daccapo. Aveva quasi finito, quando bussarono alla porta, dal monitor, vide che era Jr e lo fece entrare. “Signora, forse abbiamo qualcosa”, disse Jr trafelato. Non fece in tempo a terminare che un bip sul monitor di Donna catturò la sua attenzione. Avevano trovato il server, la navicella madre. Immediatamente informò i suoi interlocutori e si sedette. All’istante l’intera squadra stava lavorando per violarlo. Dopo un’ora di frenetico lavorio, il server scomparve dalla Rete. Furono momenti di estrema eccitazione uniti ad una frustrazione immensa. Non era mai successo che un server avesse resistito ai loro attacchi prima d’ora!
Era come se avessero visto la facciata della casa delle meraviglie, ammirata, sognata e avessero voluto violarla usando tutti i mezzi, compresa l’arma atomica e quella, ne fosse uscita senza nemmeno una scalfittura. Un misto di rabbia ed ammirazione li stava pervadendo.

Rientrando in ufficio, ripensò alle parole di Boris “sei dalla parte sbagliata”. Mai Boris si era espresso così con lei e mai in quel tono, anche se era la prima volta che lo sentiva al telefono. Perché quella frase e perché quel tono così perentorio …
Decise di rischiare ancora e capire cosa era davvero Media3, doveva capire cosa aveva di fronte.

Entrarono nel sistema, mentre gli alert sulle postazioni degli specialisti erano come impazziti. 2C0aS7, prese il controllo delle porte di comunicazione per evitare che il sistema si mettesse off-line.
D3m3tr4 disabilitò tutti gli account e assegnò i diritti di amministratori al solo team di attacco.
4rt3m1d3 aveva il compito di trovare e recuperare il database.
Man2Sync, doveva installare una copia del virus in un’area protetta.
H3Vu1nus, a caccia dei file di log.

Un allarme era scattato all’improvviso sulla postazione di Jr, era notte e c’era solo Ken a presidiare le postazioni. Era intento a stilare dei rapporti, non diede immediata attenzione, finché squillò il telefono interno: “Signore c’è un allarme intrusione che facciamo?” di scatto corse alla postazione di Jr e si accorse dell’allarme. Tornò alla sua, chiuse i report e avviò le verifiche … cazzo … cazzo … qualcuno era entrato, com’era possibile! Immediatamente realizzò.

Troverai qui tutte le novità su questo libro

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Ferdinando Brancati
Ferdinando, nasce il 4 maggio del 1961 in Agerola, un Paese della Costa di Amalfi, nonostante sia in Provincia di Napoli. Papà Luigi postino e Mamma Mariarosa, perennemente impegnata tra casa e 5 figli. Tre sorelle e un fratello. Le sorelle Maestre Elementari, lo iniziano presto alla lettura, tra i fumetti tipici dell'eta e libri che trova in ogni dunque della casa. Consegue il diploma di Perito Industriale Capotecnico in piena crisi economica e appena dopo apprende i primi rudimenti dell'informatica con un corso di programmazione Cobol. Professione che intraprende e porta avanti con soddisfazione fino alla seconda grave crisi economica del 2008. Per arrivare all'attuale professione, Autista NCC in Costa di Amalfi, passa per la gestione di un Bar-Pizzeria e l'avvio del progetto Buio sul web che ha visto la fine durante il lockdown del 2020.
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