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Il cielo d'estate - Poesia a New York

Poesia a New York
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Consegna prevista Novembre 2020
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New York, 1967. La città è in fiamme; aria che brucia i polmoni e cuori che a volte s’accendono nel mezzo di un battito, di un’ubriacatura, di una rottura.
Henry è matricola alla Columbia University, quando incontra Louis.
Si trovano, si riconoscono.
Louis ed Henry. Henry e Louis.
Insieme per le strade, a ubriacarsi, nelle parole che sanno delle più belle poesie, sul grattacielo ch’è il loro posto nel mondo.
Louis è l’impulso che prende e va, che prende e trascina. Ed Henry lo segue, formando la sua poetica sul modello dell’esistenza che Louis gli mostra.
New York va a fuoco, mentre Louis gli chiede di donarsi completamene a lui, alla sua causa, alla poesia folle dei vagabondi. Mentre Louis resta inafferrabile.
Henry ha un dolore, ne ha tanti, e pure Louis. L’ansia di respirare, la fame di vivere. La perfezione del dolore.
New York, 1967. La città è in fiamme nell’anima di Henry e di Louis, mentre tra le pagine bruciano con il loro fuoco le vite di qualsiasi Henry e di qualsiasi Louis..

Perché ho scritto questo libro?

È sgorgato dalle mie braccia alle mie dita, giocherellando per qualche tempo attorno alle nocche, incespicando un po’ prima di gettarsi dai polpastrelli.
Dai pensieri che mi tenevano sveglia, dai battiti che ho sprecato e che nessuno mi renderà.
Dai polmoni stanchi di scambiare respiri per singhiozzi brutti da sentire.
Da parole che la mia bocca era troppo piccola per contenere e quindi si fiondavano fuori dalle mani per morire sulla carta.
Sfogo di corpo, di mente e, ancora di più, di anima.

ANTEPRIMA NON EDITATA

Ottobre 1981, New York

Eravamo sempre in due, Louis e Henry. Henry e Louis. Inseparabili come i canarini, quelli tutti colorati – azzurro lui e verde io – e che non riescono a stare soli. Divisi soffrono, non possono stare soli. Allora eccoci là, all’ennesimo angolo della strada, nell’ennesimo casino. Sempre insieme. Louis e Henry. Henry e Louis. Henry ero io, Louis era Louis. E forse non basta ripetere il suo nome – sulla pagina e nella mente, sulle labbra fino a farlo penetrare nell’anima – per parlare di lui. Non gli renderebbe nemmeno giustizia. Lui era Louis però, e nulla che lui potesse fare o dire – o che io facessi o dicessi – avrebbe potuto cambiarlo. E in fondo pronunciare il suo nome è sempre stato come ingabbiarlo qua, al mio fianco, anche ora. Anche quando lui voleva volare via, lontano. Eravamo insperabili noi, ma questo a volte pareva scordarlo, o semplicemente sapeva che l’avrei seguito ovunque, mi avrebbe trascinato sino in capo al mondo, stregato com’ero da lui, dalle sue parole, così grandi su labbra così esili da stonare un po’, e dai suoi occhi. Erano enormi, chiarissimi, di un azzurro che un tempo doveva essere brillante, ma troppe paure ed errori lo avevano opacizzato.

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Io ce le vedevo tutte, quelle pecche nel suo sguardo, troppe per essere contate e ancora troppo poche per tenermi a distanza. Forse erano questo, i suoi occhi, a rimembrarmi che anch’egli era umano, che, nonostante il suo immenso carisma e i suoi modi spavaldi – la sua luce, anche io potevo stare al suo passo. Al suo fianco. Così feci. E ci entrai anch’io, nel suo mondo e nei suoi guai. Lui fece lo stesso con i miei: mi trascinò per i capelli sulle soglie della sua vita e sfondò con un semplice tocco la porta della mia. Fu così che iniziò il periodo più difficile e meraviglioso della mia esistenza – perché so già anche ora che non ce ne saranno di successivi in grado di eguagliarlo neanche lontanamente. Furono i tempi della mia svolta, della mia rinascita e della sua. E alla fine siamo scoppiati, esplosi come enormi Supernove, in un cielo troppo inquinato e sporco per poterci scorgere.

07 aprile 2020

Aggiornamento

Cari lettori e care lettrici,
il canale YouTube #LACULTURANONSIFERMA mi ha gentilmente chiesto di collaborare con loro alla realizzazione di un video nel quale parlo di me, della scrittura e del mio romanzo.
Questo è il link https://www.youtube.com/watch?v=o3oj6_RCDAQ&t=4s
Potete reperirlo anche sulla mia pagina Instagram (https://www.instagram.com/piccolierroridibattitura/) e Facebook (https://www.facebook.com/piccolierroridibattitura/). Spero che possa essere un'occasione arricchente di svago, di condivisione e di riflessione per voi, quanto lo è stata per me.
Un caro saluto a tutti e a tutte,
Michela
22 marzo 2020

Aggiornamento

Cari lettori e care lettrici,
condivido con voi il link del video IGTV dell'intervista che domenica 22 marzo ho tenuto con Erica Regalin e nella quale abbiamo parlato un po' del mio romanzo, affrontando temi quali l'ambientazione, la genesi, gli autori a cui mi sono ispirata.
Spero che possa essere per voi motivo di interesse e di arricchimento.
https://www.instagram.com/tv/B-FduSGKo3K/?utm_source=ig_web_copy_link Buona visione.
Per ulteriori contenuti, oltre al mio profilo Instagram, ci sono la mia pagina di Pinterest (https://www.pinterest.it/piccolierroridibattitura/) e di Facebook (https://www.facebook.com/piccolierroridibattitura/). A presto e un caro saluto,
Michela
21 marzo 2020

Aggiornamento

Cari lettori e care lettrici,
ci tengo a informarvi che ogni sabato pubblicherò sulla mia pagina Instagram (qui il link https://www.instagram.com/piccolierroridibattitura/) un video IGTV in cui leggerò qualche estratto del mio romanzo. Vorrei creare un momento di svago, di interazione e di condivisione con voi. Vi segnalo, dunque, che sabato 21 marzo è uscito il primo e che lo potete trovate al seguente link: https://www.instagram.com/tv/B-An1SpKJ9i/?utm_source=ig_web_copy_link Vi invito tutti e tutte a vedere il prossimo, il 28 marzo.
A presto e un caro saluto,
Michela

Commenti

  1. (proprietario verificato)

    Ho letto la bozza tutta d’un fiato (in realtà mi sono risparmiata il finale, per leggerlo a libro pubblicato).
    Una storia che ti prende e trasporta in una dimensione dal gusto retrò e urbano: una New York degli anni ‘70 ormai perduta e due ragazzi che nella metropoli tessono le loro vite, inciampando.
    Una storia che fa riflettere sulla poesia e su quanto essa sia presente nelle nostre vite: i versi e la parola possono salvarci dobbiamo solo imparare ad ascoltarli.
    Henry e Louis fanno riflettere suoi contorni del volersi beni: l’amicizia è sfumatura dell’amore e i due ragazzi dimostrano quanto le differenze nei sentimenti non abbiano spesso importanza.

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Michela Locatelli
Nata in un paesino in provincia di Bergamo per sognare di seminare i miei pensieri su fogli di carta, come i contadini con la terra.
Ho iniziato a scrivere così. Come se ci fosse stata una forza sotterranea che mi avesse spinta a farlo, a riempire fogli sgualciti con la mia calligrafia via via più consumata, a sporcarmi le mani di inchiostro, e poi a far grondare interi file word di parole – centinaia, migliaia, sempre di più. Sempre più urgenti, più vive.
È così che la scrittura mi ha salvato. Prima quella degli altri, e poi la mia.
Facendomi sentire vicina, in comunanza con altre persone – che erano lontanissime da me, in altri luoghi, in altri tempi, in altre vite.
Guidandomi lungo la strada della mia giovane esistenza, a provare la facoltà di Lettere dopo gli studi agrari. A sognare di pubblicare i miei testi, ad alleggerirmi. Sempre più fogli, sempre più parole. Sempre più vita.
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