Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Search in posts
Search in pages

Quando il cielo era privo di stelle

Quando il cielo era privo di stelle
20%
161 copie
all´obiettivo
94
Giorni rimasti
Svuota
Quantità
Consegna prevista Aprile 2022
Bozze disponibili

Un mondo magico popolato da elfi nani umani mostri e perfino dei. Un mondo privato delle proprie stelle che davano luce nel buio. Ce la faranno una giovane arpia e una dolce bambina dai capelli dorati a riportare le stelle nel cielo ?

Perché ho scritto questo libro?

Perché volevo dare speranza e una luce nel buio in tutte le persone.

ANTEPRIMA NON EDITATA

PRELUDIO 1

Nel mondo, le persone si affaccendavano nelle loro opere di vita quotidiana incuranti di ciò che poteva esserci al di fuori delle mura del villaggio.

Nei boschi, gli elfi cantavano e raccoglievano erbe per i loro medicamenti mentre un gruppo di guerrieri osservava nascosto il sentiero per dare l’allarme in caso di pericolo. Nelle miniere, i nani forgiavano instancabilmente i metalli da cui creavano opere meravigliose” da un martello da guerra destinato ad un guerriero valoroso e forte, alla più fine collana in oro con incastonate gemme preziose di altissimo valore e bellezza. Gli uni vivevano incuranti degli altri, almeno, i civili.

Continua a leggere

Continua a leggere

Altrove, corni risuonavano e cavalli scalpitavano. Poderosi destrieri per poderosi guerrieri lanciati all’assalto sulle forze elfiche, che compensavano la mancanza di forza con una grande agilità e qualche magia degli elementi. Non importava per chi, l’importante era combattere. E molte volte si combattevano tra di loro, se non c’erano razze diverse da attaccare. Ma, il mondo, era sotto l’occhio vigile di un Dio.

Sky, signore del cielo, osservava da secoli la lenta evoluzione degli abitanti sulla Terra. Dal suo palazzo bianco, in un’oasi celestiale, ricca di vegetazione, con le più strane delle creature e dove l’armonia tra le divinità era inalterabile, Sky osservava ciò che il mondo era diventato.

“No…non immaginavo questo, quando donai le stelle agli uomini. Dovevano essere una guida per un mondo migliore, non un pretesto per la guerra.”

“Ti dai troppa pena, Sky. Hai compiuto il tuo dovere, lascia ora che scelgano da soli la loro

strada.”

A parlare, alle spalle di Sky, era Fulgis. Dea dell’acqua e della vita, di incantevole bellezza. Occhi azzurri come il mare ed una chioma come alghe che si muovono al ritmo della corrente, aveva dato la vita a tutto ciò che popolava la terra, ma con il tempo si distaccò dalle vicende umane.

“Proprio tu, madre di tutto, mi dici di ignorarli? Guardali, si combattono o si ignorano, non era questo ciò a cui pensavo. Devo porre rimedio, infonderò in loro un nuovo timore. Spegnerò le stelle del firmamento.”

“Ma, Sky, non pensi a lei? Soffrirà moltissimo per questa tua decisione.”

Sky continuava a guardare il pianeta brulicante di vita, si voltò per guardare Fulgis, il suo sguardo era duro ma triste.

“Lei capirà. Deve capire.”

Era una notte senza stelle, come ormai si era abituati a vederne. Erano passati anni, moltissimi anni, da quando per la loro bellicosità l’uomo e le altre creature avevano perso la compagnia e la sicurezza delle stelle. All’inizio non riuscirono a credere all’evento manifestatosi improvvisamente senza un minimo preavviso.donne e bambini proruppero in pianti e preghiere, gli uomini si riunirono per tentare di capire cosa fosse successo. Come spesso accade, però, le generazioni si alternano. Chi visse questo cambiamento lasciò il posto a coloro che lo avevano sempre ritenuto così, pertanto la notte buia divenne normalità, ed i racconti del cielo stellato leggenda.

Gli uomini, convinti che a far sparire le stelle fossero stati gli elfi, che, dal canto loro, davano la colpa agli umani. Credevano, infatti, che la natura le avesse spente per vendicarsi di come l’essere umano la trattasse. Tra queste compaiono le arpie. Non erano malvagie, non attaccavano l’uomo ma sradicare un’ideologia presente da secoli è difficile, molto difficile. Vivevano al riparo del monte Myistone, dove la presenza dell’uomo era ormai svanita. Un tempo una cava di ferro e marmo, fu abbandonato con l’esaurirsi del minerale. La vegetazione ha ripreso a crescere e le cave si sono trasformate in grotte, accoglienti dimore per le creature che ne avevano bisogno. Tra queste, le arpie l’avevano scelta come “casa” e non l’avevano più lasciata. Nelle profondità di una di queste caverne, il clan Rifts era in agitazione. Una nascita è sempre un evento grandioso, ed era da tempo ormai che non succedeva. Finalmente, pensò il capoclan, qualcosa sta per cambiare…non immaginava quanto avesse ragione.

Troverai qui tutte le novità su questo libro

Commenti

Ancora non ci sono recensioni.

Recensisci per primo “Quando il cielo era privo di stelle”

Condividi su facebook
Condividi
Condividi su twitter
Tweet
Condividi su whatsapp
WhatsApp
Sara Coradeschi
Il mio nome è Sara Coradeschi, ho 28 anni e ho frequentato il liceo artistico Leon Battista Alberti di Scandicci. Come tante ragazzine, ero perseguitata dal bullismo e per questo ho passato momenti di depressione nella mia vita. Con questa favola volevo dare un messaggio di speranza e di crescita interiore.
Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Search in posts
Search in pages

Questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti per aiutarci a migliorare la tua esperienza di navigazione quando lo visiti. Proseguendo nella navigazione nel nostro sito web, acconsenti all’utilizzo dei cookie. Se vuoi saperne di più, leggi la nostra informativa sui cookie