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Corvus Project I

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“Corvus, la capitale di Angiris, la città divisa in due, la città dei giochi di potere e degli assassini che camminano tra le ombre; il luogo dove la linea che divide il giusto dallo sbagliato non esiste e sfuma in varie gradazioni, perché il marcio ha radici talmente profonde da aver generato una sua dimora che si estende come una massa scura ed irregolare tutt’attorno alle dorate costruzioni che, in cima a quella collina, si illudono di dominare dall’alto. Ma la verità è completamente diversa: non sono loro che comandano e schiacciano i Bassifondi, quanto questi che la cingono d’assedio.”

Corvus è una città impietosa. La corruzione, la decadenza, la lotta per il potere sono la sua linfa vitale; le divisioni sociali, la discriminazione per la povertà, lo sfruttamento, la sua ossatura. Tra grandi e sontuosi palazzi della Città Alta e decadenti, abbandonati e sudici edifici della Città Bassa, si erge un muro che divide queste due realtà, che separa le fabbriche e le miniere di carbone dai giardini e dalle cattedrali. Nessuno può vantarsi di essere innocente ed ognuno, in un modo o nell’altro, porta su di sé il peso di un peccato. La realtà ostile e dura non lascia spazio al rimorso. Non c’è riposo per quegli sfortunati costretti a strisciare nel fango. E se sei un Nefilim, il corpo ospite degli esseri chiamati Spiriti, la tua sorte è ancora peggiore – divenire un’arma umana, o morire di fronte al patibolo. Proprio nei Bassifondi, dove le bande criminali si contendono il dominio della città allungando le loro dita invisibili, dove i fumi industriali riempiono l’aria, il ladro Nefilim di nome Hundt riceve una lettera dal suo Maestro, il Padre della cerchia malavitosa conosciuta come La Famiglia, in cui gli chiede un disperato aiuto: rintracciare e reclutare il giovane Nefilim Veras, per affrontare una minaccia che è comparsa tra i vicoli bui della Città Bassa. Il passato è tornato a bussare alla sua porta, ed ha l’aspetto di un’assassina di nome Corvina, che ha un unico scopo: ripagare il mondo con la stessa moneta. Da preda, è divenuta cacciatrice. In questo scuro palco, fatto di fumi industriali, squallore, criminalità, paura ed una soffocante città che si alza tutt’intorno, incroceranno le loro strade un ladro, un Nefilim diverso dagli altri, un Padre di una banda criminale, un bardo fuggito dalla sua patria sconfitta, un uomo che ha perso tutto ed un’ombra che vuole affogare il mondo nel sangue.

“Ognuno di noi, ognuna delle persone che hanno visto le loro strade incrociate in questa storia giunta al suo epilogo, ha un fantasma dal passato che lo ha tormentato.”

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Riccardo Tempobono

Nasce a Terni nel non lontano 1997, quando tutti i pianeti avrebbero dovuto allinearsi, ma Plutone era in sciopero perché era stato appena declassato a sasso fluttuante. Il suo primo trauma risale a quando capisce che non sarà un Signore delle Tenebre perché far svolazzare il mantello alla brezza inesistente è qualcosa a cui ambiscono molte più persone di quanto pensasse. Al liceo classico le traduzioni ne plagiano la mente così da ritenere che frasi complesse e lunghe siano socialmente accettabili; partecipa ad alcuni concorsi, dove ottiene la vittoria e la menzione d’onore per aver dissacrato la figura di Ulisse e di Cesare, e scrive testi teatrali per rappresentazioni scolastiche di cui ancora non si spiega il successo.

Ha lasciato un clone a sbrigare le incombenze, mentre lui è scomparso in circostanze misteriose. Per qualunque dubbio, rivolgersi alla copia sintetica dopo il bip.