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Dentro al cuore del mondo

Dentro al cuore del mondo
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Consegna prevista Novembre 2021

Avete mai provato la sensazione terrificante di non sapere più chi siete e non avere più nessuna fiducia in voi stessi e nelle persone? È questo il modo in cui si sente Luigi, il protagonista del romanzo, ed è per questo motivo che lascia la sua vita ordinaria e il suo lavoro a tempo indeterminato; lascia tutto per l’indefinito e per cercare l’ispirazione per fare quello che vuole veramente: lo scrittore.

Così si rifugia nella villa di campagna del suo amico Antonio, un banchiere; i due non vanno più d’accordo da diversi anni, ma quello che interessa a Luigi, adesso, è solo prendersi un periodo di riposo e riconnettersi con il vero se stesso. A mettergli i bastoni tra le ruote arriveranno due sue vecchie conoscenze, Rebecca e Rosa, che adesso sono amanti, e poi arriveranno anche Lara e Anna, le ex di Luigi e Antonio, con i loro nuovi compagni. Una caratteristica che accomuna ognuno di questi personaggi è il fatto che nessuno di loro è davvero felice, chi perchè non ha trovato l’amore, chi perchè non ha realizzato i suoi desideri più profondi. Riuscirà Luigi a realizzare i suoi ? In un mix di commedia, drammatico e erotico, questo romanzo vi accompagnerà in un viaggio Dentro al cuore del mondo.

Perché ho scritto questo libro?

Perchè erano anni che questa storia e i suoi personaggi giravano nella mia mente e mi chiedevano di uscire. Negli anni passati ho scritto diverse versioni di questa storia ma è stato soltanto nell’estate del 2020 che tutto è uscito fuori in modo naturale, senza sforzi, come fosse un ruscello d’acqua pura che doveva sgorgare da dentro la mia anima per dirigersi verso il suo pubblico.

ANTEPRIMA NON EDITATA

Capitolo 1

Una piccola, pazza cosa, chiamata amore

Avete presente quando nella vostra vita non c’è niente che vada per il verso giusto? Luigi, il protagonista di questa storia, si trovava esattamente in uno di quei brutti momenti; uno di quei dannati momenti in cui non riesci più a capire chi sei, ne dove stai andando, ne cosa vuoi esattamente dalla tua vita.
Così, eccolo lì; è in un taxi e sta guardando fuori dal finestrino, mentre una lieve pioggia ha iniziato a cadere, e questo, ai suoi occhi, rende il mondo esterno come offuscato. Luigi vede i colori delle auto ma non riesce a vederne precisamente la forma; lo stesso per le persone.

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“E se tutto il mondo lì fuori fosse realmente così?” iniziò a pensare. “Se tutto fosse davvero sfocato e senza una forma ben precisa? e se fosse solo la nostra mente a vedere ogni cosa ma in realtà non esistesse niente di quello che vediamo e che ci circonda? Già. E se tutto, come dice Woody Allen, fosse davvero solo il sogno di un cane?”
Proprio così, a Luigi passavano quei pensieri nella mente e doveva tristemente ammettere a se stesso di non sapere veramente più chi era. Inoltre, se qualcuno gli avesse chiesto come stava, beh, probabilmente avrebbe risposto semplicemente che in quel periodo non si sentiva molto bene.
Era una triste risposta da dare, ma era proprio così; si sentiva depresso e agitato allo stesso tempo, il che era davvero una strana sensazione da provare. Era come avere un piede nella fossa e volerne uscire fuori a tutti i costi, ma senza sapere assolutamente come fare. Quella mattina, tra le altre cose, Luigi era ancora mezzo ubriaco per tutto l’alcol che aveva tirato giù la notte precedente e, purtroppo, come quasi tutte le mattine, doveva andare al lavoro.
La testa gli girava ancora lievemente.
Aveva lasciato l’auto a casa proprio per non rischiare di fare un incidente. Non aveva molti soldi da spendere, ma quella mattina proprio non se la sentiva di guidare.
La notte precedente aveva bevuto almeno cinque o sei birre, non si ricordava nemmeno il numero preciso.
“Non è da me,” pensò, “proprio non è da me bere così tanto. Adesso farò così; farò un bel respiro, chiuderò gli occhi e quando li riaprirò, tutto questo sarà stato solo un brutto incubo. Sì, solamente un brutto incubo.”
Così chiuse gli occhi e ascoltò il suo respiro per almeno un minuto; però quando li riaprì, purtroppo, era sempre lì,
dentro a quel dannato taxi. Si accorse poi di avere la t-shirt celeste messa alla rovescia e che i suoi calzoni neri avevano la cerniera aperta; la richiuse, naturalmente non prima di aver controllato che il tassista non lo guardasse fare quel gesto sconsiderato.
“Ho pisciato troppo in fretta,” pensò dentro di se, “sì, stamani ho decisamente pisciato troppo in fretta. Di solito non mi scordo di chiudermi la cerniera. Cristo, la testa mi sta scoppiando…”
A quel punto Luigi tirò giù il finestrino. Era giugno e faceva un caldo micidiale. Aveva smesso di piovere adesso e un raggio di sole, spuntato attraverso le nuvole, andò a colpire la pelle del suo volto. Erano le otto di mattina e la vita nella città di Firenze era già frenetica. C’erano anche molte ragazze e giovani donne che camminavano velocemente sui marciapiedi, forse dirette al lavoro. “Cavolo, se dovessi rinascere, vorrei rinascere donna,”- pensò, – “sì, assolutamente. Una donna bella naturalmente, di quelle che non hanno problemi ad andare a letto con qualcuno, perchè io, invece, di problemi ne ho parecchi su quel fronte, e quando vado a letto con qualcuna è sempre la tipa sbagliata. Sì, decisamente, rinascere donna sarebbe una buona idea.”
Luigi cercò poi di calmare il suo stress interiore e la sua depressione guardando quelle splendide creature femminili che camminavano sui marciapiedi ai bordi della strada.
“Cavolo, alcune hanno minigonne così corte che forse, anche se uscissero con le sole mutande, nessuno noterebbe la differenza; però mi piace guardarle; a volte mi sembra che diano un senso alla mia esistenza, anche se sicuramente non è così; ma a volte è bello che questa stupida cosa del guardare possa avere un senso, e sicuramente ce l’ha in fondo, solo che non dovrebbe essere fine a se stessa, tutto qui. Insomma, sarebbe meglio parlare, baciare, amare, e cose di questo tipo. Ma certo non è sempre così semplice, soprattutto quando ti senti stressato, teso e depresso allo stesso tempo.”
Proprio mentre Luigi era perso in quei pensieri il taxi si fermò presso un semaforo rosso, dove una ragazza, di all’incirca venticinque anni, aveva appena smesso di correre e si era chinata per allacciarsi una delle scarpe da tennis che le si era sciolta. Luigi era a un metro di distanza da lei e in una posizione in cui riusciva a vedere sia il suo bellissimo viso, sia il suo corpo perfetto. Lei era bionda, con gli occhi verdi, il viso angelico e vestita con leggins neri e maglietta rosa. Gli occhi di Luigi passarono con attenzione sopra il suo viso e sopra le forme del suo corpo.
“Oddio, ” – pensò, – “perchè non ho quindici anni di meno? E perchè non sono bello e non sono nemmeno ricco e sicuro di me stesso? Dio, se solo solo potessi allungare una mano e farle una carezza sulla spalla e dirle : credo di essermi innamorato di te, così, senza nemmeno conoscerla; senza nemmeno chiederle come si chiama. Dio, se davvero esisti, dammi il coraggio e fa che tutto questo si avveri. Dammi un segnale, ti prego. Solamente uno.”
Luigi però, purtroppo, non credeva in Dio e forse fu per quello che il suo desiderio non si avverò; fatto sta che, mentre pensava quelle cose, la ragazza si girò verso di lui, mostrandogli il viso in tutto il suo meraviglioso e giovane splendore, poi gli sorrise e riprese a correre. Vedendo quella splendida creatura che si allontanava da lui, Luigi piombò di nuovo nello sconforto; avrebbe avuto bisogno di un amore romantico o anche solo di un tenero contatto umano, qualcosa comunque che lo portasse via dalle fauci della sua depressione. Così, mentre il taxi riprendeva il suo cammino, si sentì un pò come Marcello Mastroianni, nel film “Otto e 1/2”, quando all’inizio della storia parla con Claudia Cardinale, che in quel momento altro non è che una proiezione della sua mente; un fantasma, una fantasia, un’ immaginazione. Luigi pensò che anche quella ragazza, forse, era stata solo un sogno, o qualcosa di simile.
Adesso, però, si sentiva più giù di corda che mai.
“Cristo, ho quaranta anni e ancora mi innamoro a prima vista. O forse nemmeno mi innamoro, forse sono solo attratto da queste bellissime creature chiamate donne. Forse è per questo che non sono ancora diventato uno scrittore famoso? Perchè non sono maturo? Perchè non riesco realmente a innamorarmi? Forse è così. Io mi infatuo, sono affascinato dalle donne, ma non mi innamoro, o forse è solo che mi innamoro troppe volte nello stesso giorno e probabilmente mi innamoro solo dell’involucro esterno, del corpo ma non dell’anima. Sono confuso, si; e questa, è decisamente una certezza.”
Proprio così, Luigi avrebbe voluto fare lo scrittore e invece era solo un magazziniere di pacchi che venivano spediti in tutto il globo terrestre e questo da ben dieci lunghissimi e noiosissimi anni; ma fu proprio la mattina in cui questa storia inizia che Luigi prese la sua decisione. In realtà era un’idea che gli girava per la testa da un bel pò di tempo, ma non aveva mai trovato il coraggio di realizzarla.
“Sì, è adesso; forse è proprio questo il momento giusto,” pensò Luigi. “Anzi, è sempre stato il momento giusto, sono io che non ho mai saputo cogliere l’attimo, come in ogni altra cosa d’altronde. Ma adesso basta. Scenderò da questo dannato taxi e mi dirigerò nella direzione opposta.” Fu dunque una decisione piuttosto improvvisa, anche se desiderata e sognata da molto tempo, quella che Luigi prese quella mattina. Una scintilla balenò nei suoi occhi, come un’idea geniale, come una lampadina che gli si era accesa nel suo cervello. Doveva mollare tutto e doveva farlo subito, prima che fosse troppo tardi.
“Si, è adesso; non posso più aspettare, devo prendermi un periodo di riposo e cercare di ritrovare me stesso.” La mente di Luigi gli stava dicendo quelle cose, però il taxi, intanto, lo stava portando inesorabilmente verso il luogo più infernale che avesse mai conosciuto; sarebbe però bastato mettere in fila una frase e quell’autovettura su cui viaggiava si sarebbe magicamente fermato.
-Adesso o mai più,- sussurrò a se stesso, a denti stretti, pieno di rabbia repressa. Subito dopo pagò il tassista e scese veloce dal taxi. Schizzò fuori come un lampo, come se avesse dovuto liberarsi da qualcosa che lo opprimeva e che lo stava soffocando ormai da troppo tempo; subito dopo iniziò a percorrere il marciapiede in senso opposto. Il cuore gli batteva nel petto come impazzito. Camminò più veloce che poteva, come se ogni secondo che passava potesse rischiare di risucchiarlo di nuovo verso la sua vita precedente. Così, ogni tanto, guardava dietro di sè, rapidamente, come se avesse paura che qualcuno lo stesse davvero seguendo. Infine si fermò e si guardò attorno; ogni persona che passava vicino a lui poteva essere un suo nemico, una spia, qualcuno, comunque, che poteva mettergli i bastoni tra le ruote. A quel punto cercò di calmarsi; non era ancora del tutto impazzito e sapeva bene che le sue, in fondo, erano solo paure infondate. Iniziò a respirare profondamente e poi, ansimando, si toccò le braccia, come se volesse appurarsi di non essere un ologramma o, ancora peggio, un fantasma, una finzione, un falso di se stesso.
“Sono ancora io?” – pensò, – “o forse, forse quello che sto vivendo stamani è solo un lunghissimo e strano sogno?” Subito dopo si ricordò che aveva ancora la t-shirt messa alla rovescia. Se la tolse e la indossò di nuovo; poi fece dei bei respiri e cercò di calmarsi. Chiuse gli occhi per qualche secondo, respirò ancora profondamente e quando tornò a guardare il mondo attorno a se si accorse che tutte le persone che camminavano attorno a lui non lo stavano per niente osservando. Non si trovava in nessun film di spionaggio fantascientifico e probabilmente, sotto la sua pelle, non era nascosto nessun dannato micro-chip che potesse tracciare i suoi movimenti.
“Ok, va tutto bene,” pensò. “Sono tutti troppo presi a rincorrere la loro vita, il loro lavoro, i loro mille stress quotidiani per occuparsi di me. Si, è tutto assolutamente nella norma.”
A quel punto, Luigi, sorrise lievemente; adesso si sentiva più rilassato e quando riprese a camminare gli sembrò come se una nuova linfa vitale stesse rinascendo dentro di lui. Dopo qualche centinaio di metri, presso un semaforo rosso pedonale, Luigi si fermò; e proprio lì, al bordo delle striscie di attraversamento, se ne stava una giovane donna; aveva all’incirca trent’ anni ed era molto affascinante. La sua carnagione era scura, i capelli neri, gli occhi azzurri e una maglietta molto aderente, di un verde acceso, metteva in risalto i suoi seni, piuttosto voluminosi. Luigi si immaginò che fossero come due missili, pronti a partire per qualche ignota ed eccitante spedizione sessuale. La giovane donna indossava dei jeans corti, chiari e attillati, che mettevano in risalto le forme morbide e sensuali del suo sedere e delle sue gambe.

2021-04-04

Evento

Fecebook Live Domenica 4 aprile ho fatto una DIRETTA tramite "FACEBOOK LIVE". Fortunatamente ho anche registrato la cosa (armato di videocamera e cellulare). Questo è il primo estratto e comprende la presentazione generale del romanzo, la campagna "crowdfunding" che sto portando avanti tramite la casa editrice bookabook, e la lettura (con accompagnamento del mio piano elettrico) delle prime pagine . Ecco il link per vedere il PRIMO ESTRATTO DELLA PRESENTAZIONE: https://www.youtube.com/watch?v=LnKCneGyACE&t=27s

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Michele Righini
Sono nato a Viareggio nel novembre del 1977.
Dopo la laurea al Dams di Bologna (indirizzo cinema) ho inseguito la mia passione per la settima arte: la scrittura e la regia.
Il mio testo teatrale "Qualcosa di strano" è entrato nella rosa dei vincitori del "Premio Internazionale Elsa Morante 2005".
In seguito, alcuni miei cortometraggi hanno ottenuto riconoscimenti in festival nazionali.
Attualmente lavoro come supplente di "Laboratorio e discipline Multimediali" nelle scuole superiori.
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