Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Search in posts
Search in pages

Il destino è un male minore

Il destino è un male minore
86%
29 copie
all´obiettivo
66
Giorni rimasti
Svuota
Quantità
Consegna prevista Marzo 2022
Bozze disponibili

Neon è un motociclista omosessuale al bivio dei suoi trent’anni, sentendosi preclusa la strada per una carriera sportiva degna di questo nome, relegato agli ambienti criminali e alle corse clandestine, finisce con il mettere in dubbio persino la propria omosessualità. Sarà solo approfondendo la sua conoscenza con Enea, giovane e vivace fidanzata del suo migliore amico a fargli capire che non sono le ambizioni ad essere importanti.
Simona è fuggita da un padre violento solo per finire sfruttata come barista part time al Pamplona, la sua vita verrà stravolta quando due pirati zingari, Rio e il Nero, entreranno nel suo bar per scroccargli una colazione.
Kodai è una transgender che vive alla discarica insieme allo Zingaro e Lattina, due barboni di lungo corso. Un giorno il rinvenimento fortuito di un fucile nella zona industriale, dà a Kodai l’idea di organizzare una rapina che travolgerà inevitabilmente i due barboni.

Perché ho scritto questo libro?

Ho scritto questi racconti per innumerevoli motivi ma il motivo principale credo che sia la mia necessità di scrivere e raccontare storie, rielaborare le cose che vedo, sento o vivo sotto forma di racconto per provare a spiegare, almeno in parte, la tremenda complessità e le contraddizioni della società che mi circonda

ANTEPRIMA NON EDITATA

Sparks

Quella non notte di San Lorenzo

Gocce di luce traboccavano dal cielo, scendendo in sordina verso la città in una picchiata furiosa, furibonda di tutto il tempo perso lungo il viaggio e per quei desideri inespressi che non si sarebbero mai esauditi.

Era un ricongiungimento celeste una forza astrale che sollevava il mondo verso l’altro, richiudendo la città in se stessa, serrandola contro il cielo.

Desideri cadenti, non stelle, era ciò che vedeva Enea in quella manifestazione divina, in quell’estensione dell’entità anomala chiamata Dio.

Non era la notte di San Lorenzo, quella notte, e quello stormo di stelle cadenti giungeva inaspettato, per lo più ignorate dalla gente e anche da Enea, quell’Enea silenziosa che attraversava la città, stretta nei suoi vestiti invernali e con il respiro che si condensava appena in nuvole bianche, proprio all’altezza del suo naso.

Continua a leggere

Continua a leggere

Se quello fosse stato un film, Enea avrebbe accompagnato con un pensiero il suo attraversare la strada, mentre un’ombra buia le avrebbe svelato un sorriso familiare, oltre l’angolo. Magari quello di Neon o di suo fratello Ettore. Ma siccome quella era la vita e non un film, Enea camminava sola, oltre il passaggio pedonale, sottomessa a un silenzio popolare che non era altro che lo spettro del quartiere, un quartiere fatto sempre di angoli bui e vicoli sussurranti.

Enea guardò in alto, a quella tempesta di stelle cadenti, rabbrividendo nell’ultimo vento d’inverno, mentre un passante anonimo la superava e una macchina strideva le gomme sulla volta violacea del cielo notturno.

Era uno strano fenomeno, di quelli che si vedono una volta sola nella vita, come un gravitare di comete, o forse di sogni colorati che si muovevano verso il basso, palloncini al contrario pieni di un carico luminoso e della certezza definitiva che qualcosa sarebbe cambiato. Che il mondo era a un passo dal mutamento. 

Enea arrivò alle saracinesche di un vecchio bar dal quale pendeva un foglio della pretura, storto, avvolto in una busta di plastica stropicciata. Lo lesse e se ne disinteressò, mentre le luci dell’ultimo kebabbaro illuminavano quel tratto di strada in salita.

Proseguendo sarebbe arrivata al Babylon, il centro sociale, a uno sputo dalla palestra di Ettore e ai lunghi capannoni attorno all’Intercambio. Luoghi opposti e contrapposti, divisi da poche centinaia di metri e sempre coinvolti in lotte intestine, in strane e manesche trinità.

Enea amava le dinamiche criminali, era una cosa che aveva ereditato un po’ da lui e un po’ da suo fratello.

Suo fratello…

“Chissà come sta…?”

Enea sollevò la matita e prese a temperarne la punta. Sentiva le dita irrigidite dalla stanchezza e il collo piegarglisi in una morsa di dolore, eppure non poteva smettere, non poteva pretendere di farlo.

“Chi sei tu? – domandò, a bassa voce, guardando negli occhi quell’Enea del futuro, quella ragazzina dagli occhi stanchi che la fissava oltre il foglio, oltre la carta, oltre quell’universo di grafite e china che le si estendeva attorno per chilometri, all’infinito.”

Enea mordicchiò la gomma della matita e guardò i suoi occhi grandi e adolescenti risplendere nello specchio rotondo della scrivania. – Chi sono io? – Si domandò. Ma non trovò risposta, nel silenzio della sua casa nuova, lungo il fiume, così posizionò meglio la lampada e riprese a disegnare.

Neon tagliò la strada come un deciso lampo blu elettrico, una portentosa meteora orizzontale che accelerava al grido dei pistoni. Le sfrecciò davanti portandole via il respiro, costringendola a guardarlo veleggiare su ruote invisibili, sospinto da una forza e una foga assoluta, capace di sconvolgere il tempo.

Fu un attimo, poi scomparve, lasciando Enea immobile, nell’attesa del silenzio, del brusio indistinto della città, della musica cinetica che muoveva cose e persone.

Se Neon andava all’Intercambio era solo perché Marco doveva trovarsi lì.

Marco.

Il suo sguardo scandagliò la strada, prima a destra, poi a sinistra, ma niente, di Marco neppure l’ombra.

Un po’ forse ci sperava, però, che Marco mancasse a quell’appuntamento, che tardasse abbastanza da farla stancare, da convincerla a tornare indietro, a rincasare, almeno quella sera, a un’ora decente. Eppure, come ogni volta, proprio mentre lei si preparava a svoltare l’angolo per andarsene, la musica cupa dell’Intercambio la faceva esitare, costringendola a ripensarci.

E allora eccola, tra i fari alogeni delle auto truccate, ubriaca di una festa senza pari, danzare con gli abiti intrisi di sudore nonostante l’aria ghiacciata e quel fumo capace di fare male ai polmoni.

Marco le si avvicinò mentre era in quello stato, nell’assoluta ebrezza sonora, travolta da un vortice in crescendo sino alla cupola orizzontale del cielo, la stessa che aveva visto, con lui, sulle colline.

“Lo vedi com’è la città, vista da lontano?” le aveva domandato.

“Lo vedo” aveva risposto lei.

“E sapresti disegnarla?”

“La rifarei migliore” aveva sorriso.

“È mezz’ora che ti cerco! – ringhiò Marco, afferrandola per il braccio.”

Enea si sentiva ebbra, piena di pensieri leggeri come nuvole. In fondo era semplicemente una notte come tutte le altre.

“Ero qui – rispose, asciutta.”

Marco si guardò attorno, aveva quel modo di fare dei pusher di professione, quel profilo attraente che sapeva di ragazzo di strada, di vita vissuta ai margini. Forse era quello che l’aveva attratta tanto.

“Perché non mi hai aspettato? – continuò, furibondo.”

“Mi sono rotta il cazzo di aspettarti! Sono venuta a piedi.”

Marco strinse il pugno e soffocò un rigurgito d’ira.

“Tra un po’ iniziano… “- disse.

“Cosa? “- domandò lei.

“Le gare.”

Troverai qui tutte le novità su questo libro

Commenti

  1. Bernardo Graneris

    Grazie Ninni, sei sempre il numero uno dei miei fanz. Spero che il libro ti piaccia

  2. Ninni Callivá

    Aspettando che arrivi il libro, devo dire che sia il titolo che l’anteprima mette molta suspense. Molto Interessante anche la storia di vita privata dell’artista. Sono molto curioso, vi aggiornerò😊😊😊

Aggiungere un Commento

Condividi su facebook
Condividi
Condividi su twitter
Tweet
Condividi su whatsapp
WhatsApp
Bernardo Graneris
Bernardo Emme Graneris nasce a Savigliano il 04/02/1986. Da subito appassionato alla scrittura tanto da allenarsi sulla macchina da scrivere di famiglia quando ancora non sapeva scrivere, si avvicina alla letteratura fin da subito arrivando in età preadolescenziale ad interessarsi ai grandi classici della letteratura inglese, soprattutto Oscar Wilde. In adolescenza copre la beat generation e attraverso il profondo amore per autori del calibro di Jack Kerouac e William S. Burroughs sviluppa un vivo interesse per le storie di confine, per il viaggio all'avventura e per i personaggi ai margini della società. In giovinezza viaggia per l'Europa zaino in spalla collezionando decine di esperienze e le conoscenze più disparate. Tossici, extracomunitari, prostitute, ma anche maghi e stregoni diventano la benzina che alimenterà la sua macchina narrativa fino alla stesura di questo libro.
Bernardo Graneris on Instagram
Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Search in posts
Search in pages

Questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti per aiutarci a migliorare la tua esperienza di navigazione quando lo visiti. Proseguendo nella navigazione nel nostro sito web, acconsenti all’utilizzo dei cookie. Se vuoi saperne di più, leggi la nostra informativa sui cookie