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Il diario delle peonie

Il diario delle peonie
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Consegna prevista Giugno 2022
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Una voce solitaria, un’entità che si muove all’interno di un mondo indefinito, in cui entriamo solo attraverso il suo diario. Un insieme di domande, pensieri, risposte: resta da capire dove si ferma la realtà e dove inizia l’immaginario. Una peonia, l’unica certezza della sua vita: rabbia e vergogna.
Un viaggio attraverso i più profondi sentimenti della coscienza umana, raccontati da una persona che potrebbe essere chiunque di noi, un’anima che ricerca solamente il senso della sua esistenza in dei fogli di carta. Lo troverà?

Perché ho scritto questo libro?

Ho scritto questo libro per dare voce alle mille personalità dell’animo umano. Per far sì che venga compreso che nessun sentimento che le persone provano, nemmeno estremizzato, è da considerarsi sbagliato. Ho scritto questo libro, anche come monito per evidenziare quanto la salute mentale, in Italia poco tutelata, sia importante e che, in una situazione di disagio, nessuno debba mai essere lasciato solo.

ANTEPRIMA NON EDITATA

10.1.2018 – l’inizio, il tempo non è rilevante.

Ciao, non so cosa sia questo foglio. E’ bianco o, perlomeno, lo percepisco così. E’ difficile definire ciò che provo leggendo l’inchiostro che io stessa imprimo su questa carta sottile. Non capisco perché è fisso, solido: sembra appartenere al passato.

11.1.2018

Vorrei provare a parlare, qualche volta. Provare ad alzare la voce in mezzo alla folla e farmi portavoce di qualche messaggio importante, che rivoluzioni, che cambi la vita delle persone, che mi dia un momento di pace. Ma non posso. Perché la mia unica capacità è usare le dita, non riesco a parlare. Mentre parlo, la voce viene meno e le parole scivolano via come il pallone di cuoio in mezzo al traffico. E poi, non posso correggere, riflettere, meditare. Allora scrivo. In autobus, in treno, al lavoro. Sono parole al vento, le mie. Scritte per nessuno, forse nemmeno per me. L’unico flusso di coscienza che interessa le persone è quello che sentono in tv, pieno di pettegolezzo. Un’analisi seria di sé non la vogliono sentire o nemmeno immaginare.

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12.02.2018 – interminabile sera, pioggia.

In questi interminabili momenti di scoramento ricorro a te come unica consolazione, anima mia. Come se, un giorno, ti potessi rivedere. Cerco di non prestare ascolto agli incessanti rintocchi di campane, metonimia del tempo che scorre. Sola. Mi chiudo in camera e piango lacrime salate senza ritegno. Nessuno parla, nessuno tace, nessuno nega. E’ triste, il mio avvenire. Tu che sei lontano e io non posso che sperare che tu sia ancora in vita e resista alla fatica. Che tu abbia tempo. Di pensare, di vivere, di temporeggiare. Ti penso. Morirei, se fossi certa della tua morte, pur di porre fine ai miei angosciati tormenti. Anche se ho paura, io spero. Vorrei non essere. Ho fallito da quando tu non sei più. Anima mia, essenza del mio tempo, amante virile della mia rosa, il dolce petto qui ancor ti attende. Mai, nemmeno con il solo pensiero osai tradirti. Mi confortano i ricordi, quell’unica lettera rovinata agli angoli e fittamente scritta. E t’amo, così tanto da stordirmi. Ma l’ultimo conforto non l’ho avuto da te, ma da lui, come un ladro. E io una bigama incurabile, infedele nella carne, e fedele di mente.

23.06.2018 caldo, arsura, tramonto.

Dove sei? Quale alba osservi, ora? Sei preso dalle fatiche d’amore con un’altra me? Sbiadita, scolorita, una brutta mia copia. Come la riproduzione della Fontana di Trevi della metro coreana. Magari ha lo stesso neo sulle grandi labbra, o forse ha un incisivo storto, o la mia stessa pettinatura. O magari hai cercato l’antitesi, l’allontanamento, l’ossimoro. Non hai voluto una mia metafora, hai voluto cancellarmi, andare a capo. Enjambement, mi hai stesa con un giambo.

25.08.2018 mare, vento, mattina presto.

Quello che ho da dirti non potrebbe essere scritto nemmeno tra mille anni. Le parole sono talmente tante che non basterebbe mai nemmeno uno scrigno. Sei contraddizione, tormento, passione. Quando sono con te non riesco a capire chi sei, ma fondamentalmente capisco chi sono io. Mi fai sentire come se avessi anche io un posto nel mondo, uno qualsiasi, un angolino, ma mio. Ti guardo negli occhi, poi, e ci vedo riflessi i miei, come a schermare e a nascondere i tuoi. Vedo la mia anima, ma non vedo nemmeno lontanamente di cosa è fatta la tua. Ed è una continua ricerca della verità, la mia, con te. Sei la mia sfida, la mia avversità, il mio mare in tempesta mentre cerco disperatamente di tornare ad Itaca. Il vento è contrario, la sorte è avversa e gli dei pure. E tu? Tu dove sei? Avverso o complice, amato o odiato?

26.9.2018

Non esiste niente di più fragile di un amore a senso unico, vale per esso lo stesso principio delle strade che portano lo stesso nome: se le prendi al contrario, rischi la vita.

2021-09-03

Aggiornamento

Siamo a venerdì, la settimana sta per chiudersi, e dopo tre giorni di campagna 37 persone hanno creduto in me, un risultato piccolo, ma che per me significa moltissimo. Wow! Grazie! Vi abbraccio, e continuate a passare parola!

Commenti

  1. (proprietario verificato)

    L’autrice riesce a riportare con estrema cura le pene dell’essere umana con una scrittura raffinata e molto curata, cercando le parole adatta per riportare le emozioni della protagonista, portando i lettori a soffrire con lei.

  2. Dall’ anteprima si evince come l’ autrice, attraverso un profondo quanto complesso viaggio introspettivo, cerchi una risposta ad una delle tematiche più complicate dell’ animo umano, ovvero il sentimento amoroso. Adottando una tecnica narrativa originale ed accattivante, vengono analizzate con dovizia di particolari le varie e multiformi realtà dello spirito, in cui il lettore, attraverso un lungo e remunerativo processo empatico, può rispecchiarsi, intravedendo e riconoscendo all’ interno di questo percorso interiore sentimenti comuni e familiari.
    Lettura mandatoria ed indispensabile per tutti coloro che sono affascinati dalla tematica del lavoro interiore e della ricerca del sé.

  3. Bravissima, riesci a tradurre in parole stati d’animo.
    Leggerti sarà d’avvero un piacere!

  4. (proprietario verificato)

    Bravissima, mi incuriosisce molto e spero davvero che tu possa raggiungere il tuo obiettivo, lo leggerò volentieri! Ti auguro il meglio!

  5. (proprietario verificato)

    Hai scelto un argomento molto originale e complesso da trattare, ma ciò dimostra che le sfide non ti spaventano. Le bozze sono molto curate e personali e regalano emozioni intense! Brava.

  6. (proprietario verificato)

    Ho letto la bozza ed è stupenda, piena di sorprese e molto coinvolgente

  7. (proprietario verificato)

    Complimenti, diario speciale e coinvolgente; con una lettura scorrevole e piena di sorprese.
    Consiglio veramente a tutti coloro che vogliono scoprire le diverse personalità dell’essere umano!

  8. (proprietario verificato)

    È bello vedere che ci sono ancora giovani che hanno voglia di provare a realizzare i propri desideri come scrivere un libro. Ti auguro buona fortuna e che i tuoi sogni si avverano con successo!

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Eleonora Bertolotti
Mi chiamo Eleonora Bertolotti, sono nata a Moncalieri il 29/03/2000, e coltivo sin da bambina il sogno di fare la scrittrice. I miei genitori mi rammentano sempre di quando occupavo lo spazio sul loro computer con poesie e racconti, già alla scuola elementare e insistevo continuamente per entrare in una qualsiasi libreria (ero una bambina un po' rompiscatole, lo ammetto).
Sono una ballerina di danze caraibiche a livello agonistico, e coltivo da sempre molti interessi, anche se spesso non riesco a conciliarli tra di loro. Il punto fisso però, sono e restano i libri. Imparare leggendo è uno dei più grandi regali che i miei genitori mi hanno fatto e che, tutt'ora, faccio a me stessa.
Attualmente svolgo Servizio Civile e sto cercando di trovare la mia strada in questo mondo.
Il mio colore preferito è il viola, e sono allergica alla birra: mi consolo da questa mancanza scrivendo.
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