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Difetti cristallini

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Limpido, spontaneo, libero, sfrontato: è questo il modo in cui si raccontano le protagoniste di queste storie. Donne che non temono il giudizio altrui, cristalline nei loro difetti e nella loro diversità non celata, anzi valorizzata, perché ciò a cui aspirano è vivere una vita che le sorprenda.

Le figure maschili sono un’eco lontana, come un sospiro appena percepito in questa matrioska di racconti volti a creare un’unica forma: quella di una donna che sa ciò che vuole.

Cambio di posizione
Pussycat ’69
Piero Umiliani
Gran bella ragazza, Dalila. Quando poi il vento le scompigliava i capelli, lunghi e nerissimi, diveniva straordinaria. Aveva quell’altezza che scoraggia gli uomini insicuri, un seno autorevole che si faceva guardare senza provocare desideri volgari e un volto talmente armonico ed elegante da far pensare a una statua della classicità. La fronte ariosa e liscia faceva venir voglia di scriverci su. Il naso piccolo e leggero, protetto da guance levigate, sovrastava labbra realizzate a mano da un artigiano esperto in avvenenza femminile.
Studiava Chimica all’università e la facoltà era molto impegnativa. Quando si staccava dai legami covalenti e dalla doppia elica di Watson e Crick, si nutriva di insalata, pomodori Pachino e film di Almodóvar.
Era giunta a vent’anni senza troppi turbamenti. Sì, qualche invasamento d’amore l’aveva vissuto, ma ne era uscita illesa.

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La frase che aveva ascoltato più spesso, quando qualcuno le faceva un complimento, era: “Che belle labbra!”. Ed erano belle per davvero, morbide e piene, come testimoniava lo specchio quando vi indugiava con lo sguardo. A volte chiacchierava con il labbro superiore o con quello inferiore, come fossero due amici con cui intrattenersi volentieri. Avrebbe voluto chiamarli per nome ma, si sa, ne erano privi. Come se non ne fossero degni. Solo “labbro superiore” e “labbro inferiore”, un fatto di posizione. Semplicemente l’ingresso di una cavità.
Dalila desiderava sottrarli al limbo dell’anonimato e dare loro un’identità ben precisa, suggellata da due nomi: Elettra e Diletta.
“Che belle labbra”, le risuonava sempre in testa quell’apprezzamento. Anche quando nessuno glielo faceva.
Però adesso basta! Comunque, e a ogni buon conto e tuttavia era un po’ stanca di quel complimento cantilena. Erano belle, sì, ma il ruolo che avevano era troppo ordinario.
Larghe, aride, disidratate, malcurate o carnose, sottili, invitanti, a cuore: gli attributi che venivano dati alle labbra erano sostanzialmente di tipo estetico. In fondo, le labbra sono l’adito alla bocca.
Anche il loro destino era sempre lo stesso: accarezzate, sfiorate, pressate. Soprattutto guardate. Con interesse, con passione e, qualche volta, con invidia.
Ma quando sarebbero state considerate di più della bellissima porta di una stanzetta?
Il ruolo che avevano la infastidiva. Anche la collocazione non andava bene e occorreva trovarne un’altra.
Sognò le sue labbra. Entravano con determinazione tra i denti di quell’altra bocca profumata di salvia che, prepotentemente e con desiderio, premeva contro la sua. Un morso le staccò. Divennero due individualità distinte. Adesso non facevano più parte della bocca.
Non più costrette a parole inutili.
Non più stirate in un sorriso,
impegnate in una smorfia,
succubi di un bacio non desiderato,
ricoperte da sostanze untuose.
Non più. Tutto questo era finito, per fortuna.
Ma che cosa avrebbero potuto fare due labbra isolate che avevano iniziato ad andarsene in giro per il corpo come impazzite?
Andava trovata loro una sistemazione. Sarebbero potute diventare due palpebre, per esempio. Non sarebbe cambiato granché, però. Tutti le avrebbero viste. Meno esposte all’altrui passione, con una funzione più nobile, ma pur sempre sfruttate da pesanti maquillage e sfregamenti mattutini seguiti, qualche volta, a poco piacevoli risvegli.
O due narici. Ma sì. Che cosa divina gli odori. L’olfatto è un senso di emozioni intense. Essere i tunnel dei profumi sarebbe stato un ruolo di fascino. Le narici non sono, però, che due fori.
No, non era un cambio possibile.
Due orecchie. Ecco, sì: le orecchie. I binari delle parole, della musica, dei suoni.
Da scartare. Immediatamente. Le orecchie non si possono chiudere secondo la volontà.
Dovevano restare due labbra, ma in una zona differente. Sottratte alla vista e al giudizio pubblico e rivelate solo quando voleva lei.
Sotto l’adipe del monte di Venere. A formare una novella vulva. Sì: sarebbe stato proprio quello il posto giusto.
Meglio decidere se piccole o grandi. Qualche rischio, comunque, ci sarebbe stato. Avrebbero dovuto sopportare qualche mano temeraria o essere costrette a un’indesiderata vicinanza. Dalila pensò alla sensazione che avrebbero provato al contatto con il tessuto degli slip, ma ci passò su. A qualche disagio avrebbero dovuto pure abituarsi.
Ci sarebbero stati, però, anche grandi giorni. Protagoniste di soddisfacenti amplessi. Baciate e sorbite da una bocca che le avrebbe conquistate, come preda da raggiungere, dopo aver indugiato su ogni centimetro di pelle.
Avevano dimenticato, Elettra e Diletta, un importante dettaglio: non appartenevano più a una bocca, ma conservavano la capacità di parlare. Come avrebbe reagito il randello di carne davanti a loro? Avrebbe certamente perso la sua spavalderia e, intimidito, si sarebbe ripiegato su se stesso. Eh no, davanti a chi riesce a parlare lì, in quella zona, non è facile fare gli altezzosi.
E chissà Dalila che reazione avrebbe avuto ascoltando una voce – la sua – venir fuori da un’area così distante. Sarebbe stato divertentissimo, però, incrociare l’espressione stupita di chi avrebbe guardato, dapprima, verso la zona pelvica. E poi, con lo sconcerto sul volto e con la pupilla dilatata, risalire al viso della ragazza privato delle solite labbra e vederle sostituite da quelle altre, grandi e piccole, con le prime ricche di peli nerissimi.
Certo, ci sarebbe stata anche perplessità per le parole: non era lingua italiana, quella che proveniva da Elettra e Diletta, imprigionate fra la coscia destra e quella sinistra. L’idioma che usavano non era facilmente identificabile. Sembrava spagnolo, forse basco, ma non se ne può essere certi. Anche perché faceva pensare a una voce non adulta. Assomigliava a quella di una bambina che aveva iniziato a esprimersi da poco tempo.
Eccole nella nuova sede. Che belle che sono, la zona inguinale assurge a rinnovata dignità. Hanno una disinvoltura che stupirebbe chiunque: è come se in quel posto ci fossero sempre state. Se non fosse perché sono glabre, si potrebbe pensare che hanno abitato la zona pelvica da sempre. Fantastica questa nuova collocazione e poi, finalmente: avrebbero potuto evitare di essere truccate.
Con i giorni, anche il linguaggio sarebbe stato più comprensibile. Bisogna dar loro il tempo che occorre per abituarsi a quella nuova situazione.
Anche alle altre, quelle sotto il naso. I peli provocano un po’ di solletico e qualche starnuto, ma vuoi mettere? È impagabile incrociare lo sguardo stupito e disgustato di chi, sotto le narici, vede genitali femminili. Muti.
Inizia un nuovo destino per Elettra e Diletta. Ho saputo di un contratto per loro: si esibiranno a sere alterne al Piano Suite, un elegante locale in cui si suona solo jazz. Se ci vai, ignora tutto il resto della ragazza. Punta l’orecchio verso la zona pelvica di Dalila.

23 giugno 2019

Evento

Trani, via Mario Pagano 193-195 Ore 18,30: Incontro letterario con presentazione del libro Difetti Cristallini di Concetta Tandoi Incontro letterario con presentazione del libro Difetti Cristallini
08 giugno 2019

Evento

Cicres, via A. Moro 58, Corato Al Cicres, alle ore 19,45 di Sabato 8 Giugno, aperitivo letterario con presentazione del libro "Difetti Cristallini" di Concetta Tandoi. aperitivo letterario con presentazione del libro Difetti Cristallini
19 maggio 2019

Evento

Agorà 2.0 - Via San Benedetto, 36 - Corato (BA) TE' LETTERARIO - PRESENTAZIONE DEL LIBRO "DIFETTI CRISTALLINI" L'autrice letteraria Concetta Tandoi presenta il suo nuovo libro di racconti brevi dal titolo "Difetti Cristallini". Il libro ha già ottenuto un'importante valutazione dalla giuria del Premio Calvino e l'editore Bookabook lo ha aperto a una campagna di crowdpublishing, che sta riscuotendo grande successo. Per partecipare all'evento, con numero di posti limitato, è necessario confermare la propria presenza entro giovedì 16 maggio telefonando al n. 349 6635556 (dalle 9 alle 14). difetti cristallini tè letterario
14 maggio 2019

Aggiornamento

DA IMPIEGATA AD AUTRICE LETTERARIA. CONCETTA TANDOI LANCIA UNA CAMPAGNA SU BOOKABOOK Il suo libro si intitola "Difetti Cristallini". Per realizzare il sogno di pubblicare i suoi racconti, la Tandoi apre a una campagna di preordini. Un’autrice letteraria “nascosta” nel corpo di un’impiegata: parliamo di Concetta Tandoi, molto conosciuta a Corato perché da anni impiegata in un frequentato studio medico. Appassionata di letteratura sin da ragazza, negli anni è stata promotrice di vari incontri sulla narrativa e la poesia, i cosiddetti “caffè letterari”, in cui i partecipanti si ritrovavano in un bar per leggere insieme racconti, poesie e brani di romanzi, commentandoli. «Erano incontri a volte molto leggeri, a volte intensi e pieni di significato» racconta. «Si chiacchierava molto, si rideva spesso, a volte ci si commuoveva. Di certo, ci si conosceva un po’ meglio. Era bello portarsi a casa, dopo gli incontri, un pezzo in più di consapevolezza su noi stessi, che avevamo scoperto attraverso la lettura di opere geniali». Nel frattempo Concetta Tandoi scriveva, di nascosto e nei ritagli di tempo, i suoi racconti. Oggi, grazie al sostegno e all’incoraggiamento delle persone care, ha finalmente deciso di tirar fuori le sue storie dal cassetto e di raccoglierle in un libro, dal titolo “Difetti Cristallini”. «È stato come uscire allo scoperto, ho provato una sensazione di ansia mista a gioia sottile. E allora ho pensato a loro, ai miei personaggi: alcuni immaginari, altri ispirati a persone che conosco. Tutti sembravano “chiedermi” che era giunto il momento di farsi conoscere dal pubblico». Il manoscritto originale è stato sottoposto alla valutazione attenta dei giurati del Premio Calvino - prestigioso premio per autori esordienti - ottenendo apprezzamenti sulla sua qualità letteraria. Dopo questo importante riscontro, Difetti Cristallini è stato accolto da Bookabook, una casa editrice innovativa che basa la sua attività di lancio degli autori esordienti sul meccanismo del crowdpublishing. Ma di cosa si tratta? «Dopo aver superato una prima selezione da esperti dell’editoria, il libro viene aperto a una campagna di gradimento (della durata di 100 giorni) in cui i lettori esprimono il loro apprezzamento attraverso il preordine del libro» spiega Concetta. «Se il numero totale di copie preordinate supera le 200, il libro viene rilegato, spedito a chi lo ha ordinato e poi distribuito successivamente nelle librerie di tutta Italia. Se invece non supera le 200 copie, viene comunque inviato a chi lo ha preordinato. È un modo di fare editoria che premia l’apprezzamento dei lettori: ha preso piede da pochi anni e noto che sta avendo un ottimo seguito». Nel suo caso, già nei primi quindici giorni di campagna il libro Difetti Cristallini ha raggiunto il 50% dei preordini. «Non mi aspettavo tanto affetto da parte dei lettori fin da subito, è una sensazione incredibile». Concetta Tandoi si è appena affacciata nel panorama degli autori italiani, tirando fuori, a 63 anni, il suo coraggio e un magnifico libro di racconti. Sul sito di Bookabook è possibile avere un assaggio della sua scrittura: il racconto “Al largo” si può leggere gratuitamente nella sezione Anteprima, ed è possibile preordinare il libro. «Non è facile capire lo stile di un autore da un solo racconto, perché le storie sono molto diverse. Eppure si stanno fidando di me, tantissimi hanno già fatto il preordine. Ne sono entusiasta!». Le protagoniste del libro sono (quasi sempre) donne dall’animo cristallino, eppure “difettate”. Per evitare di essere oppresse dalla realtà banale quotidiana che vivono, decidono di lanciarsi in situazioni estreme. Qualche volta annegano, altre galleggiano, altre volte, invece... «lo scoprirete leggendo i racconti!» dice ridendo Concetta. «Una piccola sorpresa da segnalare: sotto il titolo di ogni storia viene suggerito di ascoltare un brano musicale, un modo di entrare completamente nel racconto, in modo che tutti i sensi siano coinvolti. Leggendo vi immergerete in odori, sapori, sensazioni tattili e suoni, che a volte diventano loro stessi i veri protagonisti delle storie». Che dire, ci ha incuriosito e non vediamo l’ora di leggere tutti i racconti. Alcuni, rivela Concetta, sono “sconvolgenti”. Articolo originale qui  autrice Difetti Cristallini

Commenti

  1. (proprietario verificato)

    Quello che ho letto mi ha dato la conferma della capacità di Concetta di indagare in modo elegante , profondo e leggero nell’animo umano. Concetta è riuscita a creare delle atmosfere e dei personaggi che ho sentito da subito vicini e familiari.

  2. (proprietario verificato)

    Ho lavorato con Concetta Tandoi alla revisione dei suoi racconti, ed è stato incredibile, uno dei lavori più affascinanti che abbia mai fatto.

    Quando ho letto per la prima volta il suo manoscritto è stato come quando ti accorgi all’improvviso di un arcobaleno o di uno scoiattolo: una piccola meraviglia che ti fa una sorpresa e ti incanta. Qualcosa di bello e di raro era tra le mie mani.

    L’eleganza lessicale e la potenza delle immagini, cristalline e oniriche oppure forti e realistiche, mi hanno catapultata “dentro”, da subito. Ho respirato odori e gustato sapori che pian piano diventavano, per così dire, metafisici, assumendo un significato tutto loro.
    Mi sono sentita parte del mondo reale delle protagoniste, dall’animo puro e piene di difetti (come tutti noi), e a un certo punto mi sono ritrovata nel loro mondo immaginario, ed è una sensazione intrigante, che mi ha divertita, commossa, ispirata.

    Il racconto “Al largo”, che potete leggere nell’anteprima, dà un’idea della leggiadria e della capacità di sorprenderti sul finale. Altri racconti sono ancora più onirici o, al contrario, divertenti, pieni di dolore e amore, oppure folli, visionari.

    Per un’esperienza ancora più intensa, consiglio di ascoltare le tracce musicali: ogni racconto infatti è accompagnato da un brano, indicato sotto il titolo, che ne amplifica l’atmosfera e le sensazioni.

    Molte storie sono realistiche, come dicevo, eppure sembrano non avere un tempo definito, talvolta neppure un luogo: potrebbero essere ambientate ovunque, nel tempo e fuori dal tempo, come i grandi scrittori sanno fare.

    Leggendo Concetta Tandoi ho avuto la certezza che il saper creare realtà immaginarie è una delle capacità più incredibili che l’essere umano possa fare, ed è un dono che appartiene a pochi.

    Un “dono” che è stato riconosciuto anche dalla Giuria del prestigioso Premio Calvino, che ha inviato all’autrice Tandoi un’attenta recensione, ammirandone le capacità letterarie.

    Spero che abbiate il privilegio di leggere questi racconti.

  3. (proprietario verificato)

    Sinestesia nella sua accezione psicologica, contaminazione dei sensi nella percezione. Questo ho provato, grazie ad una scrittura caratterizzata da ricchezza lessicale, che mi ha fatto sentire un po’ di carta e avvolta dall’odore del legno della barca che mi culla…….
    Un’esperienza sensoriale forte.
    Questo è stato leggerti e non vedo l’ora di conoscere gli altri personaggi. Grazie!!!!

  4. (proprietario verificato)

    Ho letto e tutto ciò mi è entrato prepotentemente dentro.
    Bravissima!

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Concetta Tandoi
vive a Corato, in Puglia. La sua vocazione alla scrittura, attiva fin dall’adolescenza e nutrita con il liceo classico e poi con assidue letture di autori sudamericani, si sviluppa nella forma del racconto breve. Grazie a un lavoro a contatto con il pubblico conosce un’umanità ogni giorno diversa, talvolta banale, spesso eccentrica e surreale, che diventa materia viva delle storie, insieme alle persone della sua vita (quelle amate e quelle detestate). Difetti cristallini è il suo romanzo d’esordio.
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