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Difetti cristallini

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Consegna prevista gennaio 2020

Quattordici racconti con personaggi reali o verosimili. Tutti autentici, però. Quasi tutti inclini alla bizzarria che salva. Quella a cui, spesso, ci si aggrappa per galleggiare in una normalità che accontenta ma non soddisfa.

Perché ho scritto questo libro?

Clotilde, Anastasia, Diego, Amadinus e tutti gli altri protagonisti dei miei racconti si sono messi d’accordo e mi hanno chiesto di pubblicare questo libro perché qualcuno li conoscesse. Hanno sempre saputo della mia innata reticenza a parlare di me stessa. Ma loro, di tanto in tanto, vogliono “uscire” dalla mia vita ed entrare in quella del lettore. Gliel’ho concesso. State attenti: potrebbero non tornare da me.

ANTEPRIMA NON EDITATA

Al largo
Ascolta: L’acqua fioria (Patrizia Laquidara)

Il giorno in cui Lucrezia prese quella decisione era uguale a tanti altri: normale e immobile, ma l’idea le sembrò appagante.
Decise di parlarne con Diego, uomo buono e straordinariamente inutile.
“Ma che dici?” le urlò lui al telefono. Già il grido era segno di vita.
Quando s’incontrarono nel pomeriggio, al Caffè Mozart, anche l’uomo inutile era visibilmente turbato. “Facciamo un viaggio? Io e te. Anche solo una settimana”.
A lei parve una proposta indegna, l’unica di cui quell’essere umano, in tanti anni, era stato capace.
Lucrezia era una giovane donna dallo sguardo antico, bella con i suoi pantaloni corti del colore del mare quando è incazzato, canotta bianca che teneva a freno i proiettili di due seni pieni, lontani, molto lontani dalla risposta alla gravità a cui costringe la vecchiaia, scarpe bianche di tela candida oltraggiate dalla sabbia, caviglie scolpite da Michelangelo.

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Lucrezia guardò il telo consunto che ricopriva il tavolo triste con quei due caffè dalla schiuma di sapone. Pensò che sarebbe stato meglio sorridere e mentire a quel coso dalla forma di uomo: “Ne parliamo stasera, a cena”. Riuscì con un po’ di fatica a disincastrarsi dal tavolo al quale, all’arrivo, s’era quasi avvinghiata.
Diego restò immobile e quella sembrava la sua posizione naturale. Né alto, né basso, né bello, né brutto, né stupido, né intelligente. Né.
Era ordinario, troppo ordinario per una donna come Lucrezia. Lui non lo sapeva, e ancor meno lo sospettava, e la sua polo grigia in quel giorno d’estate piena portava altra cenere al suo aspetto. Ma lui lo ignorava. A lui bastava un’amatriciana, una birra artigianale e un rigore rubato, per la felicità.
Lucrezia sapeva che non sarebbe stato facile attuare il suo proposito ma, dopo la proposta di Diego, il desiderio era diventato troppo forte, incontenibile. All’improvviso pensò che non c’era più tempo da perdere.
Già, il tempo. Quel tempo con cui si era confrontata sempre. Fin da bambina. Mancano tre giorni all’inizio dell’anno scolastico: devo fare presto. Mancano cinque giorni al ritorno di mio fratello dal campeggio: devo fare presto. Mancano due giorni all’esame di Anatomia all’Università: devo fare presto. Contava anche i giorni che mancavano agli appuntamenti di vita degli altri: un mese al matrimonio della sua migliore amica, una settimana al trasloco del coinquilino, quindici giorni alla riapertura del cinema di via Mazzini. E lei doveva fare presto per tutti, oltre che per sé. Ma presto per che cosa? Non s’era mai saputo.
Slegò i capelli, inforcò gli occhiali da sole. Diventò ancora più bella. S’accorse dello sguardo di rapina di un uomo seduto un po’ più in là. Non era abbronzata, ma lei si pensava così. Sentiva la pelle di seta, riscaldata appena da un sole non preso di recente ma trattenuto con tutti gli accorgimenti cosmetici di cui era stata sempre capace.
Andò in garage e pensò che, forse, sul carrello da rimorchio sarebbe stato eccessivo, ma non avrebbe corso il rischio di sciuparla. Bastò un quarto d’ora per raggiungere la spiaggia, non molto affollata.
Si avvicinò a un signore grasso e accigliato e si ricordò delle parole di sua madre: “Un uomo con un po’ di pancia dà sicurezza!”. Lo guardò con attenzione: aveva l’aspetto di uno che conosceva il mare. Ai piedi, sandali che sembravano sbranati da un cane incattivito da un protratto digiuno. Una barba non curata resa ispida non solo dalla salsedine ma forse anche dalle parziali immersioni nel piatto, quando quell’uomo mangiava. Bermuda lisi, verdi itterici, con macchie di grasso che formavano un insospettato pois. Sì, era la persona giusta. “Mi aiuterebbe a portare questa barca in acqua?”
L’uomo guardò l’imbarcazione e, disorientato, Lucrezia. Ma non parlò.
“Non vorrei sciuparla. L’afferri, come faccio io, per i bordi” chiese, con garbo, la ragazza.
Ricordò all’improvviso che aveva dimenticato il suo beauty, ma allontanò subito il pensiero: sarebbe stato troppo pesante.
La gente, intorno, guardava con stupore ciò che accadeva. Tre donne lardose si sollevarono con affanno dalle sdraio e raggiunsero la battigia. Due ragazzi, dal torace monumentale, con un fischio ne raccolsero altri quattro, più lontani. Qualcuno rise, ma nessuno impedì a Lucrezia di salire a bordo di quella barca di carta.
Il mare era calmo, calmissimo, rasserenante.
Ci volle del tempo perché l’imbarcazione prendesse il largo. Lucrezia si sentiva bene in alto mare. Finalmente bene. Era sola. Serena.
Non avvertiva più quell’antico dolore tanto forte che, spesso, le aveva fatto supporre un organo aggiuntivo nel proprio corpo. Non gli aveva dato un nome, anche se avrebbe voluto. La sua forma era triangolare e non era posizionato vicino al cuore. Si trovava sull’ippocampo, nel cervello.
Lucrezia era contenta di essere lì: non stava più male. Pensò a tante cose. Ma doveva fare presto. Mancavano poche ore alla notte, doveva addormentarsi e lei non aveva un metodo per ridurre il tempo prima del sonno. Mentre si assopiva, però, notò che la barca iniziava a cambiare colore e a trasformarsi. Poi, più nulla. Letargo.
A Diego hanno riferito che lì, in alto mare, c’è una barca di legno che culla una donna di carta. Ma lui non sta bene, ultimamente. Le birre artigianali gli procurano algie gastriche. Deve cambiare birra. Sì, deve cambiare.

23 giugno 2019

Evento

Trani, via Mario Pagano 193-195
Ore 18,30: Incontro letterario con presentazione del libro Difetti Cristallini di Concetta Tandoi
08 giugno 2019

Evento

Cicres, via A. Moro 58, Corato
Al Cicres, alle ore 19,45 di Sabato 8 Giugno, aperitivo letterario con presentazione del libro "Difetti Cristallini" di Concetta Tandoi.
19 maggio 2019

Evento

Agorà 2.0 - Via San Benedetto, 36 - Corato (BA)
TE' LETTERARIO - PRESENTAZIONE DEL LIBRO "DIFETTI CRISTALLINI"
L'autrice letteraria Concetta Tandoi presenta il suo nuovo libro di racconti brevi dal titolo "Difetti Cristallini". Il libro ha già ottenuto un'importante valutazione dalla giuria del Premio Calvino e l'editore Bookabook lo ha aperto a una campagna di crowdpublishing, che sta riscuotendo grande successo.
Per partecipare all'evento, con numero di posti limitato, è necessario confermare la propria presenza entro giovedì 16 maggio telefonando al n. 349 6635556 (dalle 9 alle 14).
14 maggio 2019

Aggiornamento

DA IMPIEGATA AD AUTRICE LETTERARIA. CONCETTA TANDOI LANCIA UNA CAMPAGNA SU BOOKABOOK Il suo libro si intitola "Difetti Cristallini". Per realizzare il sogno di pubblicare i suoi racconti, la Tandoi apre a una campagna di preordini.
Un’autrice letteraria “nascosta” nel corpo di un’impiegata: parliamo di Concetta Tandoi, molto conosciuta a Corato perché da anni impiegata in un frequentato studio medico. Appassionata di letteratura sin da ragazza, negli anni è stata promotrice di vari incontri sulla narrativa e la poesia, i cosiddetti “caffè letterari”, in cui i partecipanti si ritrovavano in un bar per leggere insieme racconti, poesie e brani di romanzi, commentandoli. «Erano incontri a volte molto leggeri, a volte intensi e pieni di significato» racconta. «Si chiacchierava molto, si rideva spesso, a volte ci si commuoveva. Di certo, ci si conosceva un po’ meglio. Era bello portarsi a casa, dopo gli incontri, un pezzo in più di consapevolezza su noi stessi, che avevamo scoperto attraverso la lettura di opere geniali».
Nel frattempo Concetta Tandoi scriveva, di nascosto e nei ritagli di tempo, i suoi racconti. Oggi, grazie al sostegno e all’incoraggiamento delle persone care, ha finalmente deciso di tirar fuori le sue storie dal cassetto e di raccoglierle in un libro, dal titolo “Difetti Cristallini”.
«È stato come uscire allo scoperto, ho provato una sensazione di ansia mista a gioia sottile. E allora ho pensato a loro, ai miei personaggi: alcuni immaginari, altri ispirati a persone che conosco. Tutti sembravano “chiedermi” che era giunto il momento di farsi conoscere dal pubblico».
Il manoscritto originale è stato sottoposto alla valutazione attenta dei giurati del Premio Calvino - prestigioso premio per autori esordienti - ottenendo apprezzamenti sulla sua qualità letteraria. Dopo questo importante riscontro, Difetti Cristallini è stato accolto da Bookabook, una casa editrice innovativa che basa la sua attività di lancio degli autori esordienti sul meccanismo del crowdpublishing.
Ma di cosa si tratta?
«Dopo aver superato una prima selezione da esperti dell’editoria, il libro viene aperto a una campagna di gradimento (della durata di 100 giorni) in cui i lettori esprimono il loro apprezzamento attraverso il preordine del libro» spiega Concetta. «Se il numero totale di copie preordinate supera le 200, il libro viene rilegato, spedito a chi lo ha ordinato e poi distribuito successivamente nelle librerie di tutta Italia. Se invece non supera le 200 copie, viene comunque inviato a chi lo ha preordinato. È un modo di fare editoria che premia l’apprezzamento dei lettori: ha preso piede da pochi anni e noto che sta avendo un ottimo seguito».
Nel suo caso, già nei primi quindici giorni di campagna il libro Difetti Cristallini ha raggiunto il 50% dei preordini. «Non mi aspettavo tanto affetto da parte dei lettori fin da subito, è una sensazione incredibile».
Concetta Tandoi si è appena affacciata nel panorama degli autori italiani, tirando fuori, a 63 anni, il suo coraggio e un magnifico libro di racconti. Sul sito di Bookabook è possibile avere un assaggio della sua scrittura: il racconto “Al largo” si può leggere gratuitamente nella sezione Anteprima, ed è possibile preordinare il libro.
«Non è facile capire lo stile di un autore da un solo racconto, perché le storie sono molto diverse. Eppure si stanno fidando di me, tantissimi hanno già fatto il preordine. Ne sono entusiasta!».
Le protagoniste del libro sono (quasi sempre) donne dall’animo cristallino, eppure “difettate”. Per evitare di essere oppresse dalla realtà banale quotidiana che vivono, decidono di lanciarsi in situazioni estreme. Qualche volta annegano, altre galleggiano, altre volte, invece...
«lo scoprirete leggendo i racconti!» dice ridendo Concetta. «Una piccola sorpresa da segnalare: sotto il titolo di ogni storia viene suggerito di ascoltare un brano musicale, un modo di entrare completamente nel racconto, in modo che tutti i sensi siano coinvolti. Leggendo vi immergerete in odori, sapori, sensazioni tattili e suoni, che a volte diventano loro stessi i veri protagonisti delle storie».
Che dire, ci ha incuriosito e non vediamo l’ora di leggere tutti i racconti. Alcuni, rivela Concetta, sono “sconvolgenti”.
Articolo originale qui 

Commenti

  1. (proprietario verificato)

    Quello che ho letto mi ha dato la conferma della capacità di Concetta di indagare in modo elegante , profondo e leggero nell’animo umano. Concetta è riuscita a creare delle atmosfere e dei personaggi che ho sentito da subito vicini e familiari.

  2. (proprietario verificato)

    Ho lavorato con Concetta Tandoi alla revisione dei suoi racconti, ed è stato incredibile, uno dei lavori più affascinanti che abbia mai fatto.

    Quando ho letto per la prima volta il suo manoscritto è stato come quando ti accorgi all’improvviso di un arcobaleno o di uno scoiattolo: una piccola meraviglia che ti fa una sorpresa e ti incanta. Qualcosa di bello e di raro era tra le mie mani.

    L’eleganza lessicale e la potenza delle immagini, cristalline e oniriche oppure forti e realistiche, mi hanno catapultata “dentro”, da subito. Ho respirato odori e gustato sapori che pian piano diventavano, per così dire, metafisici, assumendo un significato tutto loro.
    Mi sono sentita parte del mondo reale delle protagoniste, dall’animo puro e piene di difetti (come tutti noi), e a un certo punto mi sono ritrovata nel loro mondo immaginario, ed è una sensazione intrigante, che mi ha divertita, commossa, ispirata.

    Il racconto “Al largo”, che potete leggere nell’anteprima, dà un’idea della leggiadria e della capacità di sorprenderti sul finale. Altri racconti sono ancora più onirici o, al contrario, divertenti, pieni di dolore e amore, oppure folli, visionari.

    Per un’esperienza ancora più intensa, consiglio di ascoltare le tracce musicali: ogni racconto infatti è accompagnato da un brano, indicato sotto il titolo, che ne amplifica l’atmosfera e le sensazioni.

    Molte storie sono realistiche, come dicevo, eppure sembrano non avere un tempo definito, talvolta neppure un luogo: potrebbero essere ambientate ovunque, nel tempo e fuori dal tempo, come i grandi scrittori sanno fare.

    Leggendo Concetta Tandoi ho avuto la certezza che il saper creare realtà immaginarie è una delle capacità più incredibili che l’essere umano possa fare, ed è un dono che appartiene a pochi.

    Un “dono” che è stato riconosciuto anche dalla Giuria del prestigioso Premio Calvino, che ha inviato all’autrice Tandoi un’attenta recensione, ammirandone le capacità letterarie.

    Spero che abbiate il privilegio di leggere questi racconti.

  3. (proprietario verificato)

    Sinestesia nella sua accezione psicologica, contaminazione dei sensi nella percezione. Questo ho provato, grazie ad una scrittura caratterizzata da ricchezza lessicale, che mi ha fatto sentire un po’ di carta e avvolta dall’odore del legno della barca che mi culla…….
    Un’esperienza sensoriale forte.
    Questo è stato leggerti e non vedo l’ora di conoscere gli altri personaggi. Grazie!!!!

  4. (proprietario verificato)

    Ho letto e tutto ciò mi è entrato prepotentemente dentro.
    Bravissima!

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Concetta Tandoi
Picasso disse: “Ci si mette molto tempo a diventare giovani”. Io ho atteso, sono diventata giovane e, in questa gioventù datata, voglio restare. Così ho deciso. Se scrivo, la responsabilità è anche di Pasolini, Morante, Marquez, Cortázar. Sono loro, insieme alle esperienze personali, che hanno creato una crepa nella mia soggettività e hanno consentito un movimento di trasformazione che continua (per fortuna!). Sono pugliese e là dove vivo, spesso, c’è vento. A volte mi irrita. Non perché mi scompiglia i capelli (li ho corti), ma perché mi riconduce sensazioni, passioni e ricordi taglienti che gli avevo chiesto di portar via. Ma lui, tenace e indisponente come un vento di levante sa essere, mi fa i dispetti e me li restituisce…
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