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Il dono della veggente – Una saga dei Vichinghi

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Il dramma dell’odio mortale tra due fratellastri – il violento e selvaggio Thorvald e il secondogenito Sigvald l’Ultimo, figli del nobile Jarl Ragnar Testa di Ferro – si intreccia con le feroci convulsioni in atto nella Norvegia del X secolo, dovute al tentativo del nuovo re Harald Mantogrigio, venuto dall’Anglia cristianizzata, di imporre con la violenza la conversione al cristianesimo dell’intera regione.

Il tradimento di Thorvald, tacito complice dell’assassinio del padre da parte di Mantogrigio, spinge infatti Sigvald ad accettare liberamente il proprio destino, rivelatogli dalla veggente Gunnvör e dallo sciamano Gunnulf Dente di Drago nel corso di un rito notturno.

Prescelto da Odino per difendere gli Dei del Nord, Sigvald l’Ultimo accetta di pagare il prezzo della gloria: lotta a morte contro Thorvald e il tiranno anglico, vive una vita senza pace e soffre la separazione dall’amata Jörun.

Perché ho scritto questo libro?

Il dono della veggente si differenzia dal mio primo libro Il corvo sulla neve. L’impianto narrativo è più complesso, la Norvegia è ben più lontana dell’Appennino, la trama narra di guerra e tradimenti ma anche di riti magici e amori contrastati. Ho creato personaggi sempre credibili sullo sfondo di un Medioevo lontano anni-luce dal nostro per usi e credenze, eppure tanto prossimo quanto lo furono i drakkaren dei Vichinghi alle coste dell’Anglia, della Normandia e perfino della Lunigiana.

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09 dicembre 2018

Aggiornamento

Il dono della veggente: i personaggi

Da oggi, a cadenza settimanale, offrirò ai lettori una breve presentazione dei personaggi del romanzo, a cominciare dal protagonista, Sigvald l’Ultimo. Ho cercato di infondere in loro una vita di carne e sangue, di passione e sentimenti, perché dall’intreccio delle loro storie nascesse la trama della saga. Ci sono riuscito? Attendo le vostre impressioni e le vostre critiche.

Sigvald l’Ultimo
Sigvald non si conforma interamente all’archetipo dell’eroe delle saghe nordiche: è di nobili origini, ma privo dei diritti di primogenitura; è abile con la spada ma non è violento, né bellicoso; preferisce le opere della pace all’ebbrezza del combattimento e, soprattutto, è un uomo che si interroga sul proprio futuro. Accoglie con timore le ambigue premonizioni di Gunnhild e solo il suo senso di giustizia e l’amore per il padre ucciso a tradimento lo inducono ad accettare il destino eroico che Odino ha decretato per lui. Inesorabilmente il susseguirsi degli eventi fa sì che Sigvald, amante della pace, si trasformi in un guerriero implacabile e che il suo sogno di vivere serenamente accanto all’amata Jörun si realizzi solo per breve tempo e a prezzo di pericoli e sofferenze. Sigvald è il prescelto dagli Dei ma l’uomo che è in lui accetta a fatica questa vocazione.  

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Piergiovanni Sempio
Piergiovanni Sempio ha lavorato per anni come Senior Economist presso l’Ufficio Studi di uno dei maggiori istituti di credito italiani pubblicando numerosi articoli e ricerche di economia dei settori industriali. Ha trattato tematiche sociali come immigrazione e disagio giovanile scrivendo su “Il ponte” e “Gli argomenti umani”.
In parallelo ha costantemente coltivato una forte passione per la narrativa e la poesia: si è aggiudicato, giovanissimo, il Premio Nazionale di poesia “Arco d’oro” di Malamocco (Presidente della Giuria Diego Valeri) e ha vinto alcuni premi minori.
Nel settembre 2005 ha pubblicato presso Viennepierre Edizioni il suo primo romanzo “Il corvo sulla neve”, una storia medievale che ha riscosso un buon successo di pubblico e di critica.
Ama la famiglia, gli amici, il mare in ogni sua forma, leggere e scrivere quando e dove può.
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