Accedi Registrati
The Kepler-1647b planet and secondary star transiting the primary star.
Overgoal! Un ufficio stampa curerà la visibilità sulla stampa tradizionale e su quella online. Un promotore professionale proporrà il libro ai librai, una strategia dedicata di marketing online consiglierà il libro a nuovi potenziali lettori.
Goal! Il manoscritto passerà alla fase di editing, revisione, progetto grafico e stampa. Una volta pronto, il libro verrà pubblicato in formato cartaceo e ebook, e reso disponibile all'interno del circuito di Messaggerie Libri e nei più importanti store online.
1% Completato
149 Copie all´obiettivoi
Al raggiungimento dell’obiettivo il libro verrà pubblicato
164 Giorni rimasti
Svuota
Quantità

Questo libro potrebbe essere letto bene da chi conosce l’Amleto di William Shakespeare nonché la vita e gli scritti di Virginia Woolf, ma dovrebbe risultare migliore la lettura da parte di chi ritenga di non conoscere tutto questo ancora abbastanza. Meglio se accompagnati da un sottofondo alla Bob Dylan.

Entrati nel secondo decennio del secondo millennio, una giovane donna e un giovane uomo vivono le loro mancanti risposte definitive a quella “domanda” incomprensibile che è la vita.
Lei è Virginia, che, superati i venticinque anni, iscritta all’università, non conclude granché. Non lavora (in fondo può permetterselo, ma…). Sa di soffrire di un disturbo della personalità, ma non ne tratta con il suo fidanzato, Amleto, se non ‘implicitamente’; non intende recarsi da un medico… Tale disturbo implica un modo di ‘non’ affrontare la vita che le viene rimproverato da Amleto, il quale si appella alla ‘volontà’ di cambiamento di Virginia. Virginia vuole fare il punto della sua situazione, decidendo di scrivere un monologo teatrale che nessuno reciterà mai e di cui terrà all’oscuro tutti…
Lui è Amleto, trent’anni, fa l’attore. Sta per impersonare il personaggio di ‘Amleto’ nell’Hamlet shakespeareiano, in un allestimento in città (una Roma troppo liquida per offrire un minimo di certezze). È andato via dalla famiglia, con cui non mantiene buoni rapporti, si mantiene facendo lavori diversi, vive in un quartiere multietnico (tra Termini e piazza Vittorio), ma la sua passione è il teatro. Sta cercando un senso, i veri valori verso cui orientare la sua esistenza, per farne una vita autentica. Chi lo incontra ne constata sempre lo spessore, ma anche la complessità e il bisogno di “integrità”, che spesso però non gli permette di “integrarsi” con la realtà delle cose. Contesta la sua famiglia, accusata di ispirarsi a disvalori; ha un’esperienza politica deludente e pericolosa; non riesce a elevare il suo rapporto con Virginia e non contribuisce nemmeno a migliorarne lo stato di salute mentale, pur proponendoselo… anche perché Virginia in realtà non è pazza…

Nel costruire il personaggio di Virginia ci si è ispirati alla scrittrice Virginia Woolf, alla sua vita, ai suoi scritti (diari e opere) e a saggi su di lei. Nel costruire il personaggio di Amleto ci si è ispirati all’Hamlet di William Shakespeare. La stessa Virginia prende il posto dell’Ofelia della tragedia shakespeariana. Molti eventi ricalcano quelli della stessa opera e così alcuni personaggi, come, per esempio, il clown che nella tragedia recita la parte di un becchino, qui è un clochard di nome Fossa, a cui si è cercato di affidare la stessa funzione rivelatrice (escavatrice) e di snodo che normalmente un clown ha nelle opere shakespeariane. Ancora: qui ritroviamo un personaggio di nome Fortebraccio, che fa il professore universitario e che Amleto incontra in un paio di occasioni; è l’espediente per l’individuazione di uno strumento che permette di esaltare, per contrasto, le specificità di Amleto. Fonti di approfondimento sono state la tragedia dell’Hamlet e alcuni saggi in materia.

Perché ho scritto questo libro?

I libri si scrivono se si pensa che “tanto il tempo non conta”; se si sta in piedi davanti a un muro senza vederlo, perché “tanto i limiti e i confini non esistono veramente”. Sì, si scrivono libri quando si sfiora per un istante l’eternità, ovverosia quella virtuale assenza di parametri spazio-temporali che qualche volta sembra avvolgere alcuni istanti di presente, che si è soliti chiamare immaginazione. Scrivendo Due soli mi sono accorto che il tempo e lo spazio dei suoi personaggi si sono definiti con nettezza soltanto dopo averlo terminato. Dire, quindi, perché ho scritto questo libro significa ridurne l’esperienza di scrittura a un piano che originariamente non avevo. In realtà penso di averlo scritto per capire qualcosa del mondo che tutti circonda, ovverosia l’interiore equilibrio tra woolfiani “momenti di essere” e amletiche possibilità di non essere.

Troverai qui tutte le novità su questo libro

Commenti

Non ci sono ancora commenti o recensioni.

Lascia il primo commento su “Due soli”

Nicola Picardi
Vivo a Roma (città che adoro). Sono nato a metà degli anni '60, in Puglia (Regione che amo). Mi occupo di diritto e dintorni (laurea in giurisprudenza); la docenza di diritto è l'esperienza più esaltante che mi sia capitata e per me performativa, per cui ringrazio tutti gli studenti che ho avuto finora.
Mi piace leggere, ma non qualsiasi cosa; la lettura è l'unica scuola davvero affidabile per imparare a scrivere, sempre che si abbia la fortuna di conoscere ottimi consiglieri.
Qualche premio minore (assolutamente sconosciuto) di poesia, ma per me prezioso. Risultato: non importa a nessuno, ma almeno quel giorno io c'ero! Ora il mio primo romanzo.