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E giustizia per tutti

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Saimon, un’esistenza lesa dalle conseguenze di un evento storico, vive immerso nella generazione marchiata dai dettami della TV, dalla cultura di massa e alternativa, con passione per la musica e le confessioni al suo diario. Laureato, lavora all’Aristokrat Club, dove conosce Anna – ragazza “antica” e schizoide – che lo conduce ad altri incontri, nuove consapevolezze e riadattamenti etici che germoglieranno in un’appartenenza che diventerà comunione e predestinazione.

Vicende innescheranno scelte radicali in nome di una rivendicazione lucida, disperata e visionaria: per una liberazione delle menti e delle coscienze, tramite una soluzione che è grido di vendetta e dignità, di rivalsa e giustizia.

Revolver? Labbra? Teschio? Farfalla? Diamante? Proiettile? Che forma avranno questa sera? mi chiedo ancora nel buio custode delle palpebre, mentre lampa quell’istante di sorpresa dell’esserci di nuovo, prima che una sequenza ultraspeed di percezioni mi rammenti d’altro fine settimana incoming e mi sproni a un lento aprire gli occhi.

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La Sezione Aurea che m’è poster al soffitto è illuminata da spade di luce che prorompono precise e affilate da fessure d’imprecise chiusure. Sul collo la mia cicatrice, regina tutta mia, solletica come raramente, così la sfioro e si quieta mentre i cavi delle cuffie sono quasi a strozzare e dev’essere stata una di quelle notti di tumulto. Mi slego, libero lo stereo dallo stand by, mi tiro su ad alzare la serranda ed è un micro profondo piacere notare a fianco della mia forma ancora stesa sul materasso quel rettangolo rivestito di morbido velluto rosa che a ogni vederlotoccarlo mi distrae nel pensiero del come nominarlo; taccuino che mi è diario d’adolescente, amico invisibile, catino da vomito, scrigno per brandelli d’anima, un contemplare crepe di specchio in istanti che m’appaiono utili lasciar lì, pur sapendoli all’oblio: battezzato SEPSIS in nome dell’infezione d’intorno, a onore di quella dentro, sognando di poterlo raccontare un giorno a qualcuno.

Ricordo d’averlo macchiato ieri sera, ma non con quale dissennata mente, e va bene così, perché ancora devo imparare a non mortificarmi in vernissage, in birrerie arredate Shabby Chic e luppoli artigianali, dove coetanei mostrano creatività per sottolinearsi all’altro sesso come profondità da esplorare, mentre qualche scaricatore patologico di file musicali s’autocelebra toccando tasti illuminati, sonorizzando serate che gli organizzatori definiscono “la situazione” dopo aver sparato montagne d’inviti socialdeadwork; un miscuglio di casual da boutique tra scheletri compressi in sneakers limited edition e barbe da copertina, tra pantaloni a palazzo e nail art e suole rosse da sangue altrui calpestato in Louboutin: una lobotomia collettiva per beatitudine infima di cangianti diversivi a voler dimenticare che tutti si vive senza dote di disperato talento e tutto da perdere, senza solida indifferenza e sfrontata incuranza per se stessi istigante al nutrirsi solo a Pringles, Pepsi, M&M’s, Oreo, Chicken McNuggets, Bounty, Gatorade Cool Blue.

Uno sguardo al Facebook, confessionale mattutino, pochi amici e di carne, una scelta salvifica e no time to lose – inaccettabile la trasformazione del primitivo in balia degli elementi nel contemporaneo in balia dei commenti. Ex compagni d’infanzia, di liceo, d’università, poi qualche ultimo da concerti e concorsi pubblici. Scorro e, tra gatti e autoscatti smile e video musicali, sono lieto e ringrazio non so cosa; pare un altro giorno in cui non aggiornare la lista dei caduti. Temo il giorno in cui i miei amici contatti saranno più a pagine commemorative d’incidenti drogati, mestieri sacrificali e autospegnimenti: generazioni lasciate perdere, a perdere, come i vuoti, forse per nostra colpa ma anche d’altri carnefici.

Apro anche Instagram e subito lo chiudo, mi capita spesso, un fare d’automa, poi realizzo che non è il momento, lì nessun seguace, seguo solo io; qualche band e qualche diva del porno.

Un tocco alla radiosveglia e mi stendo ancora in cerca d’altri attimi palpiti d’innocenza, ma arriva d’audio l’orrore antibuongiorno, informazione con la voce che racconta di annegati, sbarcati, e deliri di folli folletti eletti in preda a parresia; occorre tempo breve ma pesante per ingoiare la nausea che non molla al sopraggiungere di slogan d’acque e capelli e telefoni; Vitasnella propone Tu al meglio, Rocchetta insinua Puliti dentro, belli fuori, poi uno shampoo suggerisce una versione migliore di te stesso, e altri a chiederti di telefonare garantendo che pagherai dopo… che m’ha sempre suonato come un «La pagherai!».

In tempi di nessuna garanzia, è sporca di vigliaccheria la furiosa ricerca di miglioramenti e futuri brillanti, che lame di ruggine ci hanno già tagliato la testa, mentre si galleggia in spa da accumulare come esperienze da recensire in rete che irretisce: che se fossi Dio prosciugherei Mediterraneo perché Africa possa giungere a passeggio, ordinerei al mondo vegetale uno stop alla conversione d’anidride in ossigeno, cementificherei la lingua ai mentitori, gli occhi e le dita ai pubblicitari corrotti.

A ricordarmi speranze semplici a forma di colloquio e curriculum che attendono in mattinata, è una scritta a matita sul frigo, non sono in ritardo ma d’abitudine è colazione con ingozzata d’acqua e un pugno di Corn Flakes e altra ingozzata d’acqua, amara, che a diciotto centesimi a bottiglia va bene. Dal rubinetto, acqua grigiastra e fredda per un risciacquo destante, setole dure e pastamenta sui denti, un po’ d’aria spray sputata profumata ed ecco che il passato scompare e l’ozono impreca.

*

Auricolari lati cervello, mp3 in tasca contiene suoni da sopravvivenza urbana e poi c’è il gusto del caso, play random e all’ammutolire clacson e motori ci pensano Föllakzoid.

In metropolitana la scena a cadenza settimanale del tizio che scappa inseguito da altri, anche stavolta tifo fuggitivo e per l’occasione la sua t-shirt Emergency potrebbe spiegare diverse cose.

In superficie, come ogni giorno, ogni via è schivare immondizia, coprirsi bocca e naso con cappuccio della felpa, a ripetere a ripetere a ripetere, a testa basta i rifiuti scorrono a videogame; bottiglie di birra e scatole di medicinali e packaging di schermi sottili regnano e stilizzano marciapiedi frantumati, saranno fossili d’epoca d’alcol e dispositivi psichici. Tragitto odierno è all’ufficio per impieghi da corpi lowcost; tutti pronti per l’organico indifferenziato che spera almeno d’esser promosso a plastica, e la sensazione che ancora sia tutto accettabile, che saranno tempi da rimpiangere, questi, in cui, come nel deserto Namaqualand, ogni vivente è talpa per salvarsi dall’invivibile: troppo veloce l’intimo alternarsi tra deserti e oasi per potersi affidare al concetto à la page di resilienza, che istiga e vorrebbe umani fortissimi nel violentarsi a mutare secondo i traumi anziché mettere il mondo in forma impotente a causare traumi.

Dei presenti, tre sono della mia sottospecie, della mia generazione, gli altri quattro post50. Un mio simile ha volto tra sciarpa e berretto, che gli si vedono solo gli occhi scorrere un La società dello spettacolo a brandelli; per tutti gli altri è smartphone appendice e cervicali reclinate a controllo di furenti polpastrelli. Nessuno qui crede più all’agghindarsi per l’occasione e siamo tutti così mesti nell’abbiglio che potremmo formare una band grunge. Alle pareti bianche ingiallite stanno manifesti con persone a recitare sorrisi al lavoro, soverchiate da slogan rassicuranti e d’esortazione al crederci: happiness in slavery.

Attendo turno di fare quel che devo fare e allora una rivista abbandonata in molteplici copie m’invita a distrarmi, accetto senza aspettative e sfoglio ignorando la povera ragazza bella a sguardo ammiccante in copertina: il dentro patinato è uragano di annunci promozionali, siti web con video tutorial per il make-up, centri sauna, corsi di Pilates, corsi d’autodifesa, corsi di seduzione, corsi di mindfulness, corsi di gestione emotiva, docce cromoterapeutiche, musica mantrica, corsi di Yoga, corsi di social media marketing, corsi d’autostima, corsi di crescita personale, infusi depurativi, piscine bollenti, massaggi al rabarbaro e miele, massaggi a pietre calde e digitopressione; epoca di massaggi e messaggi, di barbarie e sciacalli, di ricerca d’elevazione d’anima e spirito introvabili perché inesistenti, e non si sa più cosa fare per svignarsela, come fare per sentire o non sentire qualcosa. Marketing dappertutto, maledetto, violenza permanente carezza avvolgente, guerriglia ai cervelli già in brodo tramite gli occhi, da ogni anfratto architettonico e pannello e muro che si fa vuoto urbano a sgocciolare civiltà fin alla fogna che ci si ostina chiamare personalità; propaganda che esalta il fottere l’altro a sciabolate di campagne réclame coordinate, ingegnerizzate al microscopio, senza alcuna remora, e stiamo come batteri disperati strillanti a fronte d’onde di doxiciclina fecondata a sterminarci.

Sarò il prossimo e cedo alla smania del volermi lavare le mani, che mi è raramente compulsivo: questa volta è stato il toccare quella rivista a stuzzicarmi.

Nel loculo metro quadro che sulla porta indica ottimisticamente “Toilette” con foglio di carta appiccicato a scotch trasparente, c’è un lavandino e nessuno specchio, più un dispenser disabitato da sapone liquido che sta aggrappato al muro in modo più precario di chi si trova a usarlo, ma l’acqua c’è e anche calda ed è già piacere da Ventesimo secolo, un piacere che scompare a favore di un godimento invasivo di fronte alla scritta poco consunta che a pennarello decora la porzione di ceramica tra i due rubinetti:

LA COCAINA È NAZISTA

&

TU CHE LA PIPPI SEI NEL LAGER!

Cervello soddisfatto dal concetto, mi trovo a immaginare le fattezze dell’autore che in stile writer s’è siglato GpT: un moto di stima nei suoi confronti mi accarezza nel comprendere il senso della scelta dello spazio nel luogo, un affetto mi scalda nel saperlo piccolo genio alle prese con l’odio di tutti, ma al riparo nel batuffolo scomodo della sua coraggiosa ragione.

È stato il 73esimo dalla laurea e ormai è un gusto consueto e bizzarro, le pratiche pop del BondageDominazioneDisciplinaSadismoMasochismo sono giochi irrilevanti, dei Vanilla, a confronto all’umiliazione di spirito fino al carnale che si può sperimentare a questi colloqui, e non mi solleva notare ancora una volta che del selezionatore non ricordo i connotati, ma solo la cravatta dozzinale e quel giochicchiare nevrotico con la sua penna marchiata agenzia tra un appunto e un altro sulla mia scheda profilo che già ne conosco il sunto – alto intelletto e basso reddito –; tra me e lui un inseguirsi di compassioni.

16 giugno 2020

Aggiornamento

⚑ Frammenti ❤︎
#EGiustiziaperTutti_romanzo #EGpT
15 giugno 2020

Aggiornamento

30 aprile 2020

Aggiornamento

⚑ Frammenti ❤︎
https://youtu.be/Ze_aR7yGv7s
#EGiustiziaperTutti_romanzo #EGpT
28 aprile 2020

Aggiornamento

⚑ Frammenti ❤︎
#EGiustiziaperTutti_romanzo #EGpT
https://youtu.be/cHe5Z8AdT5U
23 aprile 2020

Aggiornamento

⚑ Frammenti ❤︎
#EGiustiziaperTutti_romanzo #EGpT
https://www.youtube.com/channel/UCwOzATD19eePny2uiK_vxNQ
23 aprile 2020

Aggiornamento

⚑ Frammenti ❤︎
#EGiustiziaperTutti_romanzo #EGpT
https://www.youtube.com/channel/UCwOzATD19eePny2uiK_vxNQ
15 aprile 2020

Aggiornamento

⚑ Frammenti ❤︎
#EGiustiziaperTutti_romanzo #EGpT
15 aprile 2020

Aggiornamento

⚑ ❤︎
#EGiustiziaperTutti_romanzo #EGpT
https://youtu.be/2F8ucaJ5krU
11 aprile 2020

Aggiornamento

⚑ ❤︎
#EGiustiziaperTutti_romanzo #EGpT
https://youtu.be/HBWffpsSsZo
05 aprile 2020

Aggiornamento

⚑ ❤︎
#EGiustiziaperTutti_romanzo #EGpT
https://youtu.be/Og23zL6ToP4
02 aprile 2020

Aggiornamento

⚑ ❤︎
#EGiustiziaperTutti_romanzo #EGpT
https://youtu.be/pcR8PNqSwOk
01 aprile 2020

Aggiornamento

⚑ ❤︎
#EGiustiziaperTutti_romanzo #EGpT
https://youtu.be/qLHiP00NYaQ
31 marzo 2020

Aggiornamento

⚑ ❤︎
#EGiustiziaperTutti_romanzo #EGpT
https://youtu.be/gS8NtukAk9Q
28 marzo 2020

Aggiornamento

⚑ Frammenti ❤︎
#EGiustiziaperTutti_romanzo #EGpT
27 marzo 2020

Aggiornamento

⚑ ❤︎
#EGiustiziaperTutti_romanzo #EGpT
https://youtu.be/13Ui_0igD0c
26 marzo 2020

Aggiornamento

⚑ ❤︎
#EGiustiziaperTutti_romanzo #EGpT
https://youtu.be/qgoxTAfKfXc
26 marzo 2020

Aggiornamento

⚑ ❤︎ ⚑ #EGiustiziaperTutti_romanzo #EGpT https://youtu.be/Cy20yfcYnXM
25 marzo 2020

Aggiornamento

⚑ Frammenti ❤︎
#EGiustiziaperTutti_romanzo #EGpT
25 marzo 2020

Aggiornamento

15 marzo 2020

Aggiornamento

12 marzo 2020

Aggiornamento

10 marzo 2020

Aggiornamento

05 marzo 2020

Aggiornamento

/ Frammenti /
"[...] camerette singole soffocate
da appunti fotocopie e Stabilo Boss Fluo
di studentesse fuori sede
con Cure e Pearl Jam e System of a Down
a smaltire ansimi da vicendevoli masturba-menti."
#Egiustiziapertutti_romanzo #EGpT #EraVacui
#Egiustiziapertutti_frammenti bookabook #TheCure #PearlJam
04 marzo 2020

Aggiornamento

piccoli Endorsement crescono!
[ ...questa volta viene dal Giornalismo d'inchiesta]
Grazie Nicola !
#Egiustiziapertutti_romanzo #EGpT #EraVacui
03 marzo 2020

Aggiornamento

/ Frammenti /
...mezzi pochi, cuore gonfio, entropia troppa
❤︎ ⚑
https://www.youtube.com/watch?v=TJywzpDV5b0
12 marzo 2019

Evento

Bar Lento - Rimini - Via Aurelio Bertola 52
Presentazione - Reading
di
E giustizia per tutti + ABKY live set
[ modera l'incontro Prof.ssa Loretta Nucci ]
Link: https://www.facebook.com/events/2900473936695490/
25 febbraio 2020

Aggiornamento

Reading E Giustizia per tutti #1 https://youtu.be/paNcNDLw7X4
24 febbraio 2020

Aggiornamento

...quando nella settimana in cui il tuo romanzo (finito di scrivere nel 2018)
dal titolo - E GIUSTIZIA PER TUTTI - viene accettato
quando a pochi giorni dall'inizio della campagna prenotazioni scopri che Mediaset ha intitolato una fiction (con R.Bova) Giustizia per tutti che dovrebbe andare in onda questa primavera (in prima serata) ...E CE NE VUOLE DIO SCATENATO!!!
farà sorridere...ma allora capisci che oltre a esistere dannate dinamiche celesti puoi essere sempre fiero della battaglia originale;
che Tutto Torna!
Per qualche giorno ho pensato di cambiare titolo al Mio per ovvi motivi... (e ne avrei avuti di discreti),
...poi ho pensato al Rispetto per me stesso e al fatto che la BattagliaContinua e deve continuare...
Ecco, Vinciamo noi !
#Egiustiziapertutti_romanzo #EGpT #EraVacui

Commenti

  1. (proprietario verificato)

    Di Giusva ho letto praticamente tutto… e dai video-reading ho già capito che ancora una volta si occupa, senza ipocrisie e con coraggio, degli inferi più subdoli delle nuove generazioni; da sempre contro le sottoculture e a favore della controcultura più spietata e provocatoria! Non vedo l’ora di leggerlo interamente

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Giuseppe Giusva Ricci
sociologo, esordisce nel 2003 con il saggio La teledittatura. Ha pubblicato i romanzi Amakord, Caos Amore Caos, Sbranando dio, e il saggio Nemici Politici. Dagli anni Novanta seleziona musica nei club più noti della riviera romagnola; dal 2005 direttore artistico di eventi culturali. Nel 2015 cura la colonna sonora del film Tutti Morimmo a Stento di A. Nunziata – Ass. Toby Dammit (premio Respect Belfast Human Rights Festival). Dal 2016 compila Caos Control per Radio Talpa’z.
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