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Echi d’Inverna e di Tramontana

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C’è, nell’animo di ciascuno, un’idea del bene e del male, della colpa e del perdono, dell’espiazione e della redenzione. Lo sa bene Ambra Molinari, ancora prima di averlo sperimentato di persona, per averlo appreso dalla madre, mentalmente instabile, e dalla nonna che, da sola, allevò quella figlia così strana; e  poi ancora, per averlo impresso distintamente nei propri geni e, più indistintamente, nelle proprie reminiscenze ancestrali. Sì, perché Ambra, che di professione fa la psicologa, crede nella scienza e nei suoi criteri, ma crede anche nel soprannaturale che trascende i limiti dell’esperienza e della conoscenza umana. Altrimenti, come interpretare il sogno significativo e, sotto certi aspetti, rivelatore di un passato del tutto sconosciuto, avvenuto in un periodo particolarmente difficile della propria vita? Se non come l’invito a mettersi sulle tracce di quegli avvenimenti, per ritrovare tutti quanti i suoi fantasmi, a partire da Mujo, il bisnonno nomade e da Alessandro, il nonno violinista. Da Serafino, il padre fascista, e Benedetta, la nonna staffetta partigiana? Ecco quel che fa Ambra, ricomponendo, come in un rompicapo, tutte quante le tessere della sua storia, che costituiscono, al tempo stesso, i suoi limiti e le sue opportunità. Perché come essa stessa afferma: – Siamo luce ed ombra, siamo gioia e dolore, siamo odio e amore. E il punto di congiunzione o disgiunzione, l’intensità o l’inconsistenza che li separa o li accomuna, determinano inesorabilmente il nostro destino oppure ci inducono determinatamente a modificarlo.

Perché ho scritto questo libro?

Da tempo volevo scrivere dei miei luoghi e della mia gente, che è gente di lago e di montagna. Volevo scrivere di alcuni prestigiosi edifici del mio territorio, ora irrimediabilmente danneggiati dal tempo. Volevo scrivere di lavandaie e di contrabbandieri, di partigiani e fascisti, del bene e del male, della colpa e della redenzione. Così ho scritto cinque racconti ambientati in un periodo che va dal 1800 ai giorni nostri, in cui personaggi, legati da stretti vincoli familiari e da un destino comune, vivono le loro vite nel tentativo di redimersi, attraverso l’espiazione.

Troverai qui tutte le novità su questo libro

Commenti

  1. roberta.mari108

    (proprietario verificato)

    Il profumo di acacia, il sole tra le foglie e la sensazione del miele nella gola.
    Ma anche la guerra, la solitudine, il senso di colpa e la rabbia.
    “Echi d’Inverna e di Tramontana” tocca delicatamente tutte le sfumature della vulnerabilità umana, accompagnandoci per i sentieri di vite intrecciate che si confondono con le nostre paure, i nostri sogni, gli amori grandi e anche i rimpianti.
    Un libro da leggere tutto d’un fiato, ma che continuerà ad echeggiare in chiunque lo legga.

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Roberta Plebani
Roberta Plebani, insegnante di scuola primaria da più di venticinque anni, non fu in grado, in prima elementare, di contenere il pianto di fronte ai propri compagni, quando allo sprovveduto e sonnolento burattino di legno, di nome Pinocchio, si bruciarono i piedi appoggiati sopra il camino.
Accanita lettrice fin dall’infanzia, non ha mai portato a termine la lettura di due romanzi, capolavori della letteratura per ragazzi, “Cuore” e “Incompreso”, per una personalissima inadeguatezza a sostenere la drammaticità dei temi trattati. In età adulta, superate in parte le difficoltà infantili, ha imparato a portare a termine tutte quante le sue letture, anche quelle più angosciose e tediose, come forma di rivalsa o più semplicemente perché convinta che anche il libro più brutto del mondo abbia qualcosa da insegnare.
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