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Ellamorale?

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Ellamorale? è un libro di fiabe, storie e filastrocche raccontate e illustrate da bambini. Ci troverete i draghi, le principesse e i burattini ma anche i nonni, le coccole e le onde. Perché con loro tutto può essere “favoloso”, basta un po’ di immaginazione!

Come nasce Ellamorale?

Un giorno di qualche anno fa, sento una vocina in bagno e colgo la seguente scena: mia figlia più piccola, due anni e mezzo, seduta sul WC per imparare a liberarsi del noioso pannolino e la più grande, cinque anni, accomodata su uno sgabello che, con un libro in mano, la intrattiene “leggendo” una favola.

La situazione è tenera e comica allo stesso tempo.

Mi fermo e ascolto: quella storia la conosco, l’ho letta per loro mille volte… Ma quella che sento è un’altra storia: ci sono personaggi sui quali non mi ero mai soffermata, episodi a cui non avevo mai dato troppo peso e parole che scopro soltanto ora.

E la ciliegina sulla torta è scoprire il significato della storia, quello che noi adulti chiamiamo la morale e che pensiamo, erroneamente, sia la stessa per tutti.

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Dietro le quinte

Con la collaborazione di parenti, amici e scuole materne ho iniziato la mia attività di “reporter”: munita di quaderno, penna, fogli e matite colorate mi presentavo ai bambini: “Mi raccontate una storia?”. Con entusiasmo mi hanno narrato fiabe della buonanotte, episodi della loro vita, trame di cartoni animati e dei libri che hanno sfogliato. Mentre parlavano, io trascrivevo ogni parola e loro illustravano ciò che mi stavano raccontando perchè “così capivo meglio”! Per gioco, alla fine di ogni racconto, chiedevo “Qual è la morale di questa storia?” e loro, senza pensarci un attimo, mi stupivano con morali che solo un bambino potrebbe inventare. “Ellamorale?” raccoglie le loro storie, i loro disegni e le loro divertenti morali.

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Il “bambinese” o “gli errori da non correggere”

La scelta di non correggere gli errori grammaticali, le parole inventate e le espressioni improbabili è voluta e dettata dall’ammirazione che provo per la spontaneità e la fantasia con cui i bambini raccontano. Hanno un modo di parlare colorato e senza filtri che, crescendo, verrà modificato dalla scuola ma che, fino ai sei anni rimane spontaneo e fantasioso. È così che il mestolo diventa un “mescolo” perché serve a mischiare, le persone maleducate chiedono “nonperfavore” al posto di un “per favore” e alcune bambine possono essere “tranquille come pazze”! Non è meraviglioso?

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I Mostri Pubbliconi, ovvero: cos’è e come funziona il crowdfunding?

Premessa dell’autrice

Un giorno di qualche anno fa, sento una vocina in bagno e colgo la seguente scena: mia figlia più piccola, due anni e mezzo, seduta sul WC per imparare a liberarsi del noioso pannolino e la più grande, cinque anni, accomodata su uno sgabello che, con un libro in mano, la intrattiene “leggendo” una favola.

La situazione è tenera e comica allo stesso tempo.

Mi fermo e ascolto: quella storia la conosco, l’ho letta per loro mille volte… Ma quella che sento è un’altra storia: ci sono personaggi sui quali non mi ero mai soffermata, episodi ai quali non avevo mai dato troppo peso e parole che imparo soltanto ora.

La ciliegina sulla torta è scoprire che il significato della storia, quello che noi adulti chiamiamo la morale, non è lo stesso per tutti.

Così nasce Ellamorale?, dalla curiosità di capire quello che i bambini trovano nelle favole, dallo stupore di sapere che “i maialini devono stare attenti al lupo… Tutti e tre!” e che Cenerentola ha perso la scarpetta perché non era della misura giusta e che anche la storia della propria nascita, o di una giornata sulla neve, può essere “favolosa”.

Sì, perché agli occhi di un bambino anche noi possiamo essere principesse, draghi o streghe cattive.

Il limite è la fantasia!

Grazie alla collaborazione di parenti, amici e scuole dell’infanzia, ho iniziato la mia attività di “reporter”. Munita di quaderno, penna, fogli e matite colorate, mi presentavo ai bambini: “Mi raccontate una storia?”. Con entusiasmo, mi hanno narrato fiabe della buonanotte, episodi della loro vita, trame di cartoni animati e dei libri che hanno sfogliato.

Io ho trascritto, puntualmente, ciò che mi hanno detto ed è per questo che Ellamorale? è scritto in “bambinese” non tradotto: non ho corretto gli errori grammaticali per quanto possibile, e nemmeno i nomi storpiati, non ho suggerito termini o pilotato i racconti.

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Per gioco, alla fine di ogni intervista, chiedevo: “Cosa ci insegna questa storia?” e loro, senza pensarci un attimo, mi stupivano con morali che solo un bambino potrebbe inventare.

Ellamorale? raccoglie le loro storie, i loro disegni e le loro divertenti morali.

Un bambino con un drago

Edo 4 anni

Me la racconta sempre la Ele…

Ehhh, il bambino nella storia gioca con il drago, ma non so il titolo.

Il drago si faceva male e il bambino giocava, giocava ma non mi ricordo a che cosa. Uuuuuh! Fico!

Dài, resta fermo! Ah, è vero, la festa!

Il drago usciva dalla finestra e andava in acqua a tuffarsi.

Ah, poi andava dalla strega, lo so, e, gnam gnam, mangiava la casetta di marzapane della strega. Mmm che buoni i biscotti!

La strega è cattiva, verde e brutta.

Ah, è vero! Che schifo! Mangia anche gli insetti!

La strega vuole mangiare il drago!

Oh mamma, povero bambino!

E poi finisce che il bambino va a letto e poi la mamma spegne la luce e va a dormire pure lei.

Morale:

Il drago è un buon amico per i bimbi.

Il giardino incantato

Marta 7 anni e mezzo

Allora… C’era una volta un unicorno alto e molto bello; era già adulto, solo che era una femmina e stava per partorire. Per farlo, doveva andare dall’unicorno dell’acqua… perché c’è un unicorno dell’acqua, un unicorno dell’erba, dell’aria, del sole…

Lei doveva andare dall’unicorno dell’acqua, ma, siccome era incinta e le faceva tanto male la pancia, non ci riusciva.

Allora hanno dovuto prendere un altro unicorno; non uno di quelli di prima, uno a caso.

Visto che era molto forte ed era un maschio, si è messo sulla schiena l’unicorno femmina. Le fatine volavano, gli elfi salivano sull’unicorno maschio e, mentre uno lo guidava, tutti gli altri gli stavano intorno.

Finalmente sono arrivati dall’unicorno dell’acqua che ha un’ostrica gigantesca; l’unicorno femmina ci è entrata: la conchiglia si è immersa nell’acqua e, quando è tornata su, lei aveva partorito!

Il piccolino è uscito dall’ostrica ed era tutto bianco, con la criniera e il corno d’argento… anche la coda era così e poi lui aveva le ali, mentre alla mamma mancavano.

E poi la folletta, cioè l’elfa… anzi no, la fatina – l’unicorno femmina era suo – ha scelto il nome per il piccolino e l’ha chiamato “Onciao”.

E poi Onciao scavava e, quando camminava, faceva fiorire dei fiori.

Avevano perso dei pezzi di una trombetta per sconfiggere i nemici.

Allora Onciao si metteva a cercare i pezzettini, ma la mamma veniva intrappolata dalla cattiva che aveva catturato gli unicorni per mangiarsi i corni.

Le fate però riuscivano a liberare gli unicorni e tutti possono ritornare a casa, anche se non hanno più il corno.

E tutte le fate e i folletti festeggiano perché sono tornati gli unicorni e la cattiva è morta. Fine.

Morale:

Gli unicorni sono magici e importanti… Non si devono “scornare”!

Troverai qui tutte le novità su questo libro

Commenti

  1. Barbara Marelli

    (proprietario verificato)

    Per esempio la morale della storia di Pinocchio, secondo la quattrenne Sofia, è: “Se dici le bugie muori!… E mi allungo il naso!”

  2. mi fai un esempio di morali buffe?

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Barbara Marelli
Barbara Marelli (Milano 1970) nasce come architetto, diventa
mamma di due bimbe e, curiosa e inesperta, si avventura nel mondo
dei bambini. Lo trova meraviglioso, divertente e spensierato. Nel
2013 pubblica “TORTA CASA RAZZO!” un libro di ricette, raccontate
e illustrate da bambini. Nel 2014 con “Etor e il viaggio di ritorno” è tra
i sei finalisti del concorso letterario “Racontami Etor”. “Ellamorale?” è
il suo secondo libro in “bambinese” non tradotto.
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