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Farfalle bianche

Ci basta salire sulle ali di una farfalla bianca per tornare da te a guardare il tuo viso.
Vivono un giorno soltanto degli esseri così belli e puri, un giorno soltanto.
Dio deve per forza averle concepite per qualcosa di straordinario. Io credo conducano le anime di chi non è più qui vicino al cuore di chi amano.

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Un amore che non conosce i limiti del tempo e dello spazio, che travalica i confini del corpo e si cristallizza in un momento eterno. Quante parole conosce il cuore per parlare di sé? Nessuna che renda davvero l’idea.
Eppure una donna, in una città, un giorno, impugna la penna e in un diario racconta un incontro che cambierà la sua realtà. Incontri inaspettati, attese dolorose, scoperte inaccettabili, viaggi verso l’ignoto, il perdersi e il ritrovarsi di due anime che avrebbero potuto non incontrarsi mai e invece si sono scontrate a un incrocio delle loro esistenze.
Un ritaglio di dieci anni di vita raccontato e confessato da tre diverse penne, quella di lei, quella di lui e quella di una testimone che tenta di ricostruire i fatti. Una storia di vita, di coraggio e d’amore, sull’orlo del precipizio, sempre in bilico tra la scelta di vivere e quella di arrendersi alla propria follia.

 

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Commenti

  1. Recensione Blog Ti serve un libro http://tiserveunlibro.blogspot.com/
    ” Io voglio soltanto correre per il resto del niente che rimane.”

    ” Nei tuoi giorni migliori, tu portami con te. Per quelle strade della vita che non ho vissuto, nell’amore per le persone che non ho amato, portami con te.”

    ” Giochiamo a turno a fare gli adulti l’uno con l’altro. La verità è che siamo tutti figli senza genitori, tutti fragili, tutti spaventosamente terrorizzati da ciò che ci attende domani.”

    ” La vita non ha modo di decidere di se stessa”.

    Questo è il secondo romanzo edito da Bookabook che ho il piacere di leggere, per gentile concessione della casa editrice stessa. È la seconda volta che resto piacevolmente colpita dalla qualità dell’opera, se pure molto diversa dal romanzo precedentemente letto (“Un momento di chiarezza” di Silvia Trevisone, qui trovate la recensione e la spiegazione di come funziona Bookabook ) .

    Non è facile parlare di questo romanzo, proprio perchè non è una storia semplice e perchè descriverla sarebbe probabilmente riduttivo.
    Diciamo che ci sono i diari,risalenti agli anni Sessanta, di Maria, una ragazza poco più che ventenne con alle spalle una vita piuttosto complicata. In questi diari Maria descrive i suoi travagli interiori, la sua difficoltà nell’affrontare la vita quotidiana lontana da Davide, l’uomo che lei reputa la sua anima gemella, che sembra però destinato ad essere un amore essenzialmente platonico o poco più.
    La prima parte del romanzo risulta un pò difficile e confusa, si fa fatica a mettere a fuoco la storia e gli stessi personaggi, ma superato quell’attimo la storia prende pieghe inaspettate, risvolti appassionanti, per venire poi completata, verso la fine, da scritti di Davide e non solo, in un coro di tre voci distinte che farà luce sull’intera vicenda, dal passato al presente.

    Chiara Polese, qui alla sua seconda opera, sa infondere alla storia narrata una poeticità intrisa di delicatezza, che rende la sua prosa inaspettatamente potente e di una profondità introspettiva rara.
    La capacità di scavare nell’animo puro e fragile di Maria, è sicuramente qualcosa di innato, denota una sensibilità, un’empatia che non è da tutti, come non è da tutti saper rendere così bene l’ineluttabilità della vita nonchè i sentimenti che possono unire tanto profondamente un uomo e una donna, così come una madre ed un figlio, anche al di fuori dei legami di sangue.

    Per concludere, “Farfalle bianche” è un romanzo di una poeticità e profondità poco comuni, da leggere con calma ed attenzione, da assaporare pagina dopo pagina, parola dopo parola, annotando frasi che sono piccole perle letterarie, e che ci trasportano verso un finale non scontato e necessariamente doloroso, ma meritevole di essere letto e compreso appieno.

  2. (proprietario verificato)

    È difficile parlare di quello che ci fa male. Ancora più difficile è leggerne, perché le parole altrui, quando ben meditate, hanno il potere di squarciare la corazza dietro la quale ci trinceriamo. Il coraggio di affondare la kafkiana scure nel mare gelato dell’animo umano non è prerogativa comune: occorrono sensibilità, capacità di immedesimazione, grande umanità.
    Chiara Polese possiede tali doti. Il suo “Farfalle bianche” sa essere il coltello con cui frugare dentro sé stessi, quello di cui lo scrittore praghese parlava nella corrispondenza a Milena Jesenska-Polak e che ha ispirato uno dei più noti romanzi di David Grossman.
    Come accade in “Che tu sia per me il coltello”, anche in “Farfalle bianche” un solo incontro muta radicalmente un’esistenza. Alla stregua di un  sassolino lanciato in un lago quieto, esso genera un perturbazione che si propaga in onde concentriche: dopo aver incrociato la strada di Davide, Maria non sarà più la stessa. O, forse,  imparerà ad esserlo per la prima volta.
    Nel ripercorrere le tappe del viaggio, reale e metaforico, che la condurrà a Davide e alla consapevolezza di sé, Maria affida alla pagina scritta il proprio dolore, i sogni, le paure e, dopo un costante perdersi, si ritrova. Parole, quaderni, un diario che è in realtà una lunga lettera piena di gratitudine verso la persona amata e, di riflesso, verso la vita.
    “Farfalle bianche” non è il volo leggero che il titolo sembra promettere. Non plana con superficialità sugli eventi, ma scava nel loro significato. È una storia di uomini e di donne, di madri per scelta e per necessità, di figli abbandonati e accolti. È una storia di fede cieca, ma anche di dubbio, di solitudine, ma anche di solidarietà.
    Con uno stile ricco di suggestioni artistiche e letterarie, l’autrice racconta una vicenda di dolorosa intensità che proprio nella narrazione acquista senso e che si sublima, nelle pagine conclusive, grazie al potere evocativo della parola.

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Chiara Polese
CHIARA POLESE, laureata con lode in Filologia Moderna presso l’università Federico II di Napoli e diplomata in canto presso il conservatorio San Pietro a Majella, si dedica alla scrittura in versi e in prosa sin da bambina. Farfalle bianche è il suo secondo romanzo, dopo L’ultima Dubois (2012).
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