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Farfalle bianche

Overgoal! Un ufficio stampa curerà la visibilità sulla stampa tradizionale e su quella online. Un promotore professionale proporrà il libro ai librai, una strategia dedicata di marketing online consiglierà il libro a nuovi potenziali lettori.
Goal! Il manoscritto passerà alla fase di editing, revisione, progetto grafico e stampa. Una volta pronto, il libro verrà pubblicato in formato cartaceo e ebook, e reso disponibile all'interno del circuito di Messaggerie Libri e nei più importanti store online.
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Un amore che non conosce i limiti del tempo e dello spazio, un amore che non sa il margine tra il possibile e l’impossibile, che travalica i confini del corpo e si cristallizza in un momento eterno. Quante parole conosce il cuore per parlare di sé? Nessuna che renda davvero l’idea. Eppure, una donna, in una città, un giorno, impugna la penna e in un diario racconta di un incontro che cambierà la sua realtà. Incontri inaspettati, attese dolorose, scoperte inaccettabili, viaggi verso l’ignoto, il perdersi e il ritrovarsi di due anime che avrebbero potuto non incontrarsi mai e, invece, si sono scontrate a un incrocio delle loro esistenze. Un ritaglio di dieci anni di vita raccontato, o confessato, da tre diverse penne, quella di lei, quella di lui e quella di una testimone che tenta di ricostruire i fatti. Una storia di vita, di coraggio e d’amore, una storia sempre sull’orlo del precipizio, sempre in bilico tra la scelta di vivere e quella di arrendersi alla propria follia.

Perché ho scritto questo libro?

Non credo si decida di scrivere un libro. Il più delle volte succede che hai una storia che ti scorre come un film nella mente, un film muto, al quale solo dopo un po’ associ dei suoni. Forse lì nasce un libro, in quell’incontro tra immagini e parole: i suoni diventano sillabe, scivolano su carta, diventano inchiostro, dopodiché ti chiedono di essere lanciati come aereoplanini per il mondo, per essere liberi di vivere di vita propria.

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Commenti

  1. (proprietario verificato)

    È difficile parlare di quello che ci fa male. Ancora più difficile è leggerne, perché le parole altrui, quando ben meditate, hanno il potere di squarciare la corazza dietro la quale ci trinceriamo. Il coraggio di affondare la kafkiana scure nel mare gelato dell’animo umano non è prerogativa comune: occorrono sensibilità, capacità di immedesimazione, grande umanità.
    Chiara Polese possiede tali doti. Il suo “Farfalle bianche” sa essere il coltello con cui frugare dentro sé stessi, quello di cui lo scrittore praghese parlava nella corrispondenza a Milena Jesenska-Polak e che ha ispirato uno dei più noti romanzi di David Grossman.
    Come accade in “Che tu sia per me il coltello”, anche in “Farfalle bianche” un solo incontro muta radicalmente un’esistenza. Alla stregua di un  sassolino lanciato in un lago quieto, esso genera un perturbazione che si propaga in onde concentriche: dopo aver incrociato la strada di Davide, Maria non sarà più la stessa. O, forse,  imparerà ad esserlo per la prima volta.
    Nel ripercorrere le tappe del viaggio, reale e metaforico, che la condurrà a Davide e alla consapevolezza di sé, Maria affida alla pagina scritta il proprio dolore, i sogni, le paure e, dopo un costante perdersi, si ritrova. Parole, quaderni, un diario che è in realtà una lunga lettera piena di gratitudine verso la persona amata e, di riflesso, verso la vita.
    “Farfalle bianche” non è il volo leggero che il titolo sembra promettere. Non plana con superficialità sugli eventi, ma scava nel loro significato. È una storia di uomini e di donne, di madri per scelta e per necessità, di figli abbandonati e accolti. È una storia di fede cieca, ma anche di dubbio, di solitudine, ma anche di solidarietà.
    Con uno stile ricco di suggestioni artistiche e letterarie, l’autrice racconta una vicenda di dolorosa intensità che proprio nella narrazione acquista senso e che si sublima, nelle pagine conclusive, grazie al potere evocativo della parola.

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Chiara Polese
Laureata con lode in Lettere Moderne alla Federico II di Napoli e in Canto al Conservatorio San Pietro a Majella, si dedica sin da bambina alla scrittura.
Partecipa a più concorsi letterari. In particolare: nel 2009 è risultata finalista del “Premio Claudio Miccoli” e vince il premio letterario internazionale “Tra le parole e l’infinito”. Nel 2010 le proprie poesie vengono pubblicate nell’Antologia del premio internazionale di letteratura “Toscana in poesia”. Nel novembre 2012 pubblica il suo primo romanzo, “L’ULTIMA DUBOIS”, col quale ottiene il premio della giuria al Premio Letterario “Città di Cava de’ Tirreni” e al Concorso di narrativa e poesia “Città di Parole”. Il 7 dicembre 2013 vince il 1° premio alla XXXI ed. del “Premio Firenze Giovani”, ricevendo il Fiorino d’oro in Palazzo Vecchio a Firenze e riscuotendo interesse tra i giurati e i giornali locali e nazionali.
Chiara Polese on sabfacebook

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