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Fight or Flight - World of Women

Fight or Flight - World of Women
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Consegna prevista Novembre 2021
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Nel 4021, il mondo è in mano alle donne. Un’Oscura Signora capace di utilizzare la Magia (unica entità inspiegabile dalla scienza), ha imposto un regime misandrico che opprime gli odiati uomini dal punto di vista fisico e sociale. Nonostante le donne godano di pieni diritti e protezione, il vero potere e la giustizia rimangono monopolio della Regina, che sopprime ogni forma di ribellione con la paura.
Tuttavia, un gruppo segreto di ribelli, maschi e femmine, combatte per portare equità sulla Terra, riponendo le ultime speranze in Phil, ultimo discendente di una stirpe di uomini dotati di una mutazione genetica che conferisce loro straordinari poteri quando provano forti emozioni come, appunto, la paura. Il ragazzo dovrà intraprendere un viaggio per svilupparli, mettendo alla prova le proprie emozioni e affrontando i fantasmi del suo passato, fino a rendersi conto che sulle sue spalle ricade il destino non solo dei Terrestri, ma anche di tutti gli altri popoli dell’universo.

Perché ho scritto questo libro?

Vivendo in un mondo ancora notevolmente patriarcale e maschilista, mi sono chiesto: e se fosse il contrario? E se fossimo noi uomini a subire ingiustizie e discriminazioni di genere? Così è nato Fight or Flight, proiettando il mondo in un futuro distopico e femminista, dove i ruoli sono invertiti e portati all’estremo; un futuro dove chi lotta non lo fa per spodestare l’altro, ma per portare equità, con l’intento di trasmettere ai lettori, uomini e donne, di non essere uguali, bensì equivalenti.

ANTEPRIMA NON EDITATA

1. Ombre del Passato

Tick, tock, tick, tock.

I rintocchi cadenzati di un grande orologio erano l’unico suono in grado di spezzare il silenzio ovattato che regnava nel Parco dei Bastioni a Ginevra. Era posto al vertice di un immenso edificio e sotto di esso brillava, nel freddo grigiore mattutino, un display con la data del giorno: 22 febbraio 4021.

Antico e moderno si mischiavano ancora nel Mondo.

L’edificio, situato in fondo al parco ed ombrato dai rami scheletrici di alcuni alberi spogli, rappresentava il Laboratorio di Cronoscopia dell’Università di Ginevra, dove il tempo veniva studiato. Al suo interno, quella domenica mattina, si respirava un’aria di tensione frammista a paura.

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Vania Theys se ne stava seduta su uno sgabello, fissando il vuoto bianco e grigio del laboratorio, mentre rimuginava su diverse faccende che la portavano a scarnificarsi le unghie con i denti. Era estremamente agitata, così come lo erano le due colleghe in camice poco distanti e il potente ticchettio dell’orologio, che riverberava fin dentro il laboratorio, la snervava.

Il tempo avanza, pensò, e noi dobbiamo guardare indietro… dobbiamo riuscirci o lei non apprezzerà. Quella lei nei suoi pensieri era l’origine di tutte le domande più oscure del suo cuore e le incuteva un sinistro timore. Era sconfortante per una scienziata saper invertire il moto dei Cronioni, le particelle che governavano il tempo, ma non sapere nulla riguardo la Strega. Eh si, poiché di cose sinistre e misteriose ne successero tante nel corso dei secoli, a cominciare dall’avvento della Magia: l’unica entità inspiegabile dalla scienza; in grado di trascendere le leggi della fisica. E a quanto se ne sapesse, solo la Strega poteva piegarla alla sua volontà. Lei, la Regina, l’Oscura Signora che dominava la Terra da quasi sessantasette anni.

Elenoire Hall, la più matura delle tre, si guardava intorno spaesata. La domenica era giorno di riposo anche per le accademiche e il laboratorio era così vuoto senza tutte le altre colleghe… colleghe appunto, non colleghi. La cosa più eclatante di quel laboratorio, ma in generale di tutti i laboratori del Mondo, era la totale assenza di uomini. Al massimo si potevano scorgere uno o due inservienti mentre pulivano i locali a fine giornata. In verità, ovunque ti girassi, notavi solo delle graziose fanciulle in camice bianco, con una carriera spianata davanti agli occhi; un mestiere, quello del ricercatore, divenuto precluso ai maschi, insieme a tutti gli altri impieghi più prestigiosi. Da poco meno di sette decadi, infatti, il genere maschile era sottomesso a quello femminile, che ne aveva eradicato i diritti; anche quelli imprescindibili.

La Strega, si sapeva, era misandrica. Odiava tutto ciò che avesse minimamente a che fare con bambini, ragazzi e uomini, al punto da dimezzarne la popolazione con un atto di assoluta crudeltà e che venne ribattezzato negli anni come Grande Purga Y, il crimine peggiore di una guerra che sarebbe culminata con il trionfo e l’incoronazione dell’Oscura Signora. Un conflitto conosciuto sin da subito come Guerra della Strega.

I superstiti di quell’orrore, pur potendo svolgere una vita apparentemente libera, subivano il peso di una grande discriminazione che ne complicava notevolmente l’esistenza, oltre l’intolleranza assoluta nei confronti di qualsiasi illegalità, che veniva punita severamente e culminava, nel caso in cui fosse stato arrecato danno ad una femmina, con l’esecuzione immediata.

Gli uomini erano arrivati al punto di temere quando il loro sguardo incrociava quello di una donna per strada.

Le femmine, dal canto loro, godevano di pieni diritti in ogni ambito della vita. Erano loro a detenere il potere, sempre sotto lo sguardo attento e compiaciuto dell’Oscura Signora e delle migliaia di occhi seguaci disseminati per tutto il pianeta. Ma per quanto fosse potente, la Strega non aveva il controllo sul libero arbitrio e non poteva impedire alle cittadine del Mondo di amare i propri figli, padri e compagni; di soffrire con loro quando si sentivano annientati, in una società che li considerava meno di niente; o di temere un Mondo dove la fiducia tra uomo e donna veniva soppiantata da un odio seminato alle fondamenta. Ma la verità era che, spesso, la paura prendeva il sopravvento sul senso di giustizia. E le donne, infine, se lo facevano andar bene.

I pensieri soffocanti di Elenoire, erano quindi rivolti al marito e ai due figlioletti. Se il Cronoscopio non avesse funzionato a dovere, l’ira vendicativa della Strega si sarebbe riversata sicuramente su di loro.

L’ultima nonché più giovane delle tre studiose del tempo era Christine Die, una ragazzetta di colore da poco laureata e ancora incredula per l’opportunità che le era stata data di assistere al primo utilizzo ufficiale, per quanto segreto, del Cronoscopio. Sarebbe stata più serena se non avesse avuto un padre e un fratello che l’aspettavano a casa.

Tick, tock, tick, tock. Il suono dell’orologio continuava a invadere la stanza e a ricordare loro il motivo per cui si erano dovute scomodare di domenica, fiondandole in un circolo vizioso di paura ed eccitazione.

Attraverso le immense vetrate del Laboratorio, Vania lanciava frequenti occhiate al Wo-Mh: un gigantesco portale spazio-temporale che si ergeva in mezzo al Parco dei Bastioni. Tra i due semiarchi che lo delimitavano fluttuava una sostanza dall’aspetto vischioso e luminescente, color celeste. Ve ne erano migliaia sparsi nelle diverse città e nei diversi pianeti, tutti in collegamento. Un corvo imperiale se ne stava appollaiato sull’apice, in trepidante attesa di chi o cosa potesse far tremare il suo cuore di pennuto, gracchiando ripetutamente al cielo plumbeo.

Con un sibilo improvviso, dal fluido celeste emerse una figura incappucciata, con una lunga veste nera ed una maschera di porcellana sul volto: vitrea, fredda, inquietante, che non lasciava spazio all’immaginazione di chi o cosa vi fosse dietro. A giudicare dalle forme che il vestito aderente metteva in risalto, si trattava di una donna di bassa statura, magra e flessuosa, dai movimenti suadenti, ma decisi. Alle sue spalle levitava un grande e sottile cerchio d’oro, che racchiudeva una specie di orologio astronomico. La cosa davvero strana era la capacità che aveva l’oggetto, fluttuando a mezz’aria, di seguire i movimenti della signora come fosse tutt’uno con essa. Tick, tock, tick, tock.

Il grosso corvo le si posò sulla spalla e, nel medesimo istante, l’inquietante figura iniziò a muoversi verso il Laboratorio di Cronoscopia. Il tempo e il calore parvero sparire nei cuori delle scienziate quando riconobbero in quella sagoma l’ombra della loro Regina.

La Strega entrò nell’edificio, attraversando le vetrate come fossero liquide. Avanzò verso le tre scienziate con lo stesso portamento suadente e nel momento in cui si accosciò poco distante da loro, il pavimento marmoreo si deformò, sollevandosi come materia fluida, per poi solidificarsi nuovamente e sorprendentemente a formare una poltrona, ove rimase seduta.

«Procedete» sibilò da dietro la maschera che ne celava perennemente l’identità. La sua voce risuonava dolce e angosciante, come la ninna nanna di un pazzo.

Vania e Christine si posizionarono subito ai poli opposti di quello che sembrava essere un tavolo circolare dalla superficie lucida e di un bianco brillante. A livello della loro postazione digitarono un codice e dalla tavola si sprigionò una luce blu-violacea a formare un ologramma interattivo: il pannello di controllo del Cronoscopio. Giocando con le immagini proiettate era possibile manovrare la macchina e questo era il massimo della tecnologia informatica nel quarantunesimo secolo.

Nel frattempo Elenoire si era seduta nella postazione di osservazione al di sotto del Cronoscopio, il quale assomigliava in tutto e per tutto ad un enorme telescopio bianco a forma di piramide rovesciata. «Fate uscire il casco» ordinò, mentre le altre due, spostando alcune interfacce dell’ologramma, inviarono un comando allo strumento che con uno scatto si aprì nel punto più vicino all’osservatrice. Dall’apertura fuoriuscì un copricapo molto grande, dello stesso bianco perlaceo, ma con una visiera nera lucida che copriva e nascondeva il volto. La sua utilità era unica: una volta posizionato sulla testa e coperto l’intero viso, avrebbe consentito la visualizzazione delle immagini: un vero e proprio filmato del passato, impresso per sempre nella memoria dei Cronioni.

«Andate al giorno della Grande Purga Y» disse in tono perentorio la Strega, per poi aggiungere: «Dovete trovare la Cometa Verde che volerà da Parigi verso lo spazio. Seguite i suoi movimenti finché non si ferma» il corvo gracchiò rumorosamente, interrompendola. Ci fu un secondo di silenzio in cui la Strega si girò minacciosamente verso l’uccello, che si appollaiò composto e silenzioso, con la coda tra le gambe. «Vi avverto» riprese, «poteva volare a velocità che non sono contemplate nei comuni libri di scienza. Dopo che lo avrete individuato, cercate di non farvelo sfuggire».

Le due addette ai comandi, grondanti sudore di tensione, iniziarono a spostare i vari pannelli finché dal lato di Vania non comparve una mascherina in cui inserire delle coordinate spaziali, mentre da quello di Christine ne spuntò una per le coordinate temporali.

«Inserite i dati per Parigi, primo dicembre 3954, giorno della Grande Purga Y» disse Elenoire e una volta inserite le coordinate spaziali, il Cronoscopio si spostò di alcuni gradi ad ovest, in modo da puntare su Parigi, mentre con l’inserimento delle informazioni relative al tempo, dei bagliori iniziarono a divampare dall’interno, scaturendo attraverso fessure oscurate che ne tappezzavano la base. Lampeggiavano come uno strobo da discoteca, trasmettendo un messaggio specifico: il Cronoscopio era operativo.

«Prendo il comando ora» affermò Elenoire afferrando i maniglioni di fronte a lei. Sembravano estremamente maneggevoli, complice la notevole esperienza che aveva maturato durante le numerose prove di collaudo.

Calò il silenzio. La macchina non emetteva alcun suono e l’unico ronzio proveniva da dentro il casco, presumibilmente dovuto alla scena proiettata dal flusso invertito di Cronioni; una scena in tempo reale, una scena del passato. E come un cinema del tempo, il cronoscopio apriva nuovi orizzonti allo studio della storia.

Dopo pochi minuti, fu l’urlo straziante di Elenoire a spezzare la quiete come un tuono nell’ombra. La donna scese dalla postazione, sfilandosi il casco con la stessa foga di una persona coperta da blatte, nel tentativo disgustato di scrollarsele di dosso. Si gettò tra le braccia delle due colleghe immediatamente sopraggiunte e, tra i singhiozzi, l’unica parola che riuscirono a comprendere nella sua disperazione improvvisa le raggelò: cadaveri.

La reazione della Strega non si fece attendere. Si alzò in piedi furiosa, riportando il pavimento al suo stato originale. «Tu… miserabile» sibilò senza riuscire a nascondere la propria indignazione. «Quei morti rappresentano la fine dell’era maschilista. La fine di una società che ci ha vessate per secoli. Tra loro vi erano gli stessi che sottomettevano, violentavano e derubavano della dignità le donne di un tempo. Dovresti gioire della loro disfatta e invece la cosa ti… ti suscita disgusto e… dolore» si bloccò e fu come se il tempo stesso si fosse fermato con lei. «Non ho altro da dirti» soggiunse infine, ricomponendosi.

Il pericolo sembrava miracolosamente scampato, quando la Strega sollevò il braccio e mosse precipitosamente le dita; un grosso arpione cristallino comparve poco sopra i suoi artigli guantati. Senza lasciare ad Elenoire il tempo di urlare, glielo scagliò addosso colpendola in pieno petto, a livello del cuore. La donna cadde indietro, sbattendo pesantemente a terra e li rimase, esanime, riversa in una pozza del suo stesso sangue, lo sperone ghiacciato che brillava nel petto, le pupille dilatate e una smorfia di stupore frammista a paura.

«Più tardi farò visita ai suoi uomini, così darò un taglio alla popolazione superflua» non risuonava il benché minimo rimorso nella sua voce; Christine e Vania completamente impietrite dal terrore.

«Queste cose non devono succedere» ricominciò. «Versare sangue femminile è un abominio, ma dovevo farvi capire la gravità della cosa. Colei che compiange gli uomini rinnega la propria appartenenza al genere superiore delle donne e per questo va severamente punita. Se ancora non ci servissero per procreare, avrei provveduto ad estinguere quei porta-sperma tempo addietro».

Senza preavviso, la Strega si posizionò nel punto di osservazione del Cronoscopio, intenzionata a prendere lei stessa il controllo, e mentre il casco si abbassava la sua maschera perdeva minuscoli frammenti che si disperdevano nell’aria come bollicine di una qualche sostanza effervescente. Tuttavia non fu possibile vederla in volto. Più la maschera si sgretolava, più il casco la copriva. L’alone di mistero che si portava appresso era una delle armi più potenti per sedurre, ammaliare e soggiogare le persone. Qualcosa che non si conosce è qualcosa che spaventa, la Strega lo sapeva bene e così i sudditi non potevano farsi un’idea di che aspetto avesse la loro sovrana. Poteva essere chiunque e ciò permetteva alla paura di regnare incontrastata.

2021-04-05

Aggiornamento

Ce l'abbiamo fatta! In 50 giorni abbiamo raggiunto il primo, fondamentale obiettivo delle 200 copie preordinate che garantiscono la pubblicazione del Romanzo! Grazie! Grazie di cuore a tutti! Ora si vola verso i nuovi obiettivi che garantiranno maggior visibilità al libro! Stay Tuned!
2021-03-19

Aggiornamento

Nuova recensione di Fight or Flight - World of Women che potete trovare sul profilo instagram di Ilaria (stardust_fantasybooks). https://www.instagram.com/p/CMe76pwnY1F/?utm_source=ig_web_copy_link Oppure sul mio! https://www.instagram.com/p/CMkZZAUMF6h/?utm_source=ig_web_copy_link
2021-03-17

Aggiornamento

Buonasera cari lettori e lettrici, vi informo che su Instagram è uscita la prima recensione di Fight or Flight - World of Women, firmata ilmagicomondodiunalettrice. A questo link potrete accedere direttamente al post nella sua pagina Instagram. https://www.instagram.com/p/CMezp9WHuNX/?utm_source=ig_web_copy_link E la trovate anche sulla mia: https://www.instagram.com/p/CMhtyWtMgE5/?utm_source=ig_web_copy_link Buona serata a tutti!
2021-02-16

Aggiornamento

Non perdetevi l'appuntamento con lo storytelling del libro ogni lunedì, giovedì e venerdì sul mio profilo instagram: https://www.instagram.com/filippobarbanti/ e facebook: https://www.facebook.com/filippo.barbanti Posterò estratti del libro, risponderò a domande su di me e sull'idea che c'è dietro il romanzo... e presenterò i personaggi uno ad uno per tutto il periodo della campagna!

Commenti

  1. Alisea Rea

    (proprietario verificato)

    E se il mondo fosse dominato dalle donne?
    Fight or flight porta un messaggio molto chiaro: uomini e donne non saranno mai uguali ma saranno sempre equivalenti. Pagina dopo pagina il messaggio si farà sempre più potente ed eclatante. E starà a Phil cercare di portare equità nel mondo. Perché Flight or Fight è anche la storia della nascita di un supereroe che potenzialmente potrebbe essere il più potente mai creato.
    Nonostante abbia un potere ineguagliabile non si fa sopraffare dal potere e dalla paura ma avrà sempre la sua integrità e giustizia.
    L’autore riesce a gestire climax e pathos in modo impeccabile.
    Le descrizioni sono così dettagliate che ti teletrasportano nei nuovi mondi.
    Le informazioni fisiche e biologiche presenti nel libro rendono la storia addirittura verosimile pur trattandosi di un fantasy.
    I personaggi di Fight or Flight sono così familiari e ben definiti che ti entrano dentro come se li conoscessi da una vita. Si riesce a entrare in empatia persino con l’antagonista. E alla fine dell’ultima pagina si avverte un senso di vuoto come se avessi perso un amico. Ma Fight or Flight fa parte di una trilogia, quindi sono sicura che ne vedremo delle belle.
    Il meglio deve ancora venire.

  2. Diego Crozzolin

    (proprietario verificato)

    Filippo è un autore giovane in grado di affrontare egregiamente un argomento molto delicato: la disparità di generi. In questo mondo distopico nel quale le donne prevaricano sugli uomini, viene delineata una realtà cruda e, per certi aspetti, estrema. Il romanzo è caratterizzato da uno stile scorrevole e molto coinvolgente. Lo scrittore riesce a farci immaginare con sapienza questa realtà capovolta. Il tutto è condito da un certo velo di ironia, che rende la narrazione ancora più piacevole e interessante.

  3. ilarialuchetti

    Un fantasy distopico ambientato nell’anno 4021 che tuttavia rientra perfettamente anche nel Sci-fi in quanto vi è un ampio sviluppo di scienza e tecnologia e le vicende includono diversi pianeti e diversi popoli alieni con le rispettive culture.
    Ciò che rende questo libro unico per me è proprio il word-building e il sistema magico, i quali sono governati da regole ben precise, che guardano sia alla natura, sia ad una profonda conoscenza della biologia e della fisica, il che li rende molto vicini alla realtà, dunque quasi possibili!
    Da sottolineare è che questo libro si fa portatore di molti significati profondi che si concretizzano sopratutto attorno alla realtà capovolta in cui sono gli uomini vittime di soprusi e discrimazioni da parte delle donne. Questa rappresentazione è molto incisiva e fa riflettere su quanto sia importante la parità tra i sessi. Per quest’ottica l’ho trovato davvero geniale.
    Alcune fasi iniziali sono forse un po’ prolisse con spiegazioni abbastanza impegnative riguardo al funzionamento del mondo futuristico, ma successivamente la storia prende piede e diventerà impossibile non essere curiosi grazie alle mille avventure, amicizie, amori, tradimenti, e combattimenti.
    In generale devo dire che mi è piaciuto davvero molto e consiglio questo libro proprio a coloro che amano l’azione, trame articolate e tanti colpi di scena.
    Recensione completa anche sulla mia pagina ig: sturdust_fantasybooks

  4. (proprietario verificato)

    Mi è stato consigliato il preordine da un amico e nonostante fantasy e fantascienza non siano proprio il mio genere di lettura ho deciso di provare per l’originalità della trama.
    Ho quindi scaricato e letto le bozze ed è andata di bene in meglio! Sono rimasto veramente sorpreso e non credevo che un fantasy potesse tenermi così tanto con il fiato sospeso. Davvero avvincente, ricco di colpi di scena e spunti di riflessione.
    Consigliatissimo agli amanti del genere e non. 🔝

  5. Una scoperta incredibile! Un Fantasy innovativo e mai banale, che tratta di temi molto attuali in modo brillante ed emozionante! L’autore gestisce il climax in maniera impeccabile, portandoti a macinare un capitolo dietro l’altro, fino al finale da pelle d’oca e che apre le porte a un seguito.
    Assolutamente da non perdere!

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Filippo Barbanti
Nato a Pesaro nel 1993 e laureato magistrale in Biologia Molecolare, Sanitaria e della Nutrizione, oggi lavora come Nutrizionista libero professionista e "Prevenger", svolgendo giornate di prevenzione nelle farmacie umbre, marchigiane e romagnole. L'amore per la scrittura lo travolge sin da bambino, quando si diletta a inventare storie Fantasy riportandole nero su bianco, fino alla realizzazione, negli ultimi due anni, di Fight or Flight - World of Women, suo romanzo d'esordio. Da sempre appassionato di scienza in tutte le sue sfaccettature, letteratura e film Fantasy, Horror e di Fantascienza, ne inserisce le sfumature in tutto ciò che scrive, traendo molta dell'ispirazione dai viaggi, dalle altre culture e, potenzialmente, da tutto ciò che lo circonda. Il sogno che gli è rimasto nel cassetto da quando era bambino è quello di diventare scrittore.
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