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In fondo al mar

In fondo al mar
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Consegna prevista Luglio 2021
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In fondo al mar è una storia liberamente ispirata alla favola della Sirenetta di Andersen. In fondo al mare dello Stretto di Sicilia esiste una comunità di sireni che fin dalla notte dei tempi si prende cura dei fantasmi di chi muore in mare. Una mattina, durante una nuotata a largo, la giovane Morgana trova il fantasma di una bambina, si chiama Chiara e non ricorda come è morta né dove sono i suoi genitori. Morgana, che è stanca di vedere la sua casa solo come un cimitero, decide di aiutare la bambina anche se questo significherà camminare sull’odiata terraferma. Ad aiutarla nel suo viaggio in giro per l’Europa, tra ristoranti all you can eat, aeroporti affollati di turisti e orsacchiotti viziati, Fabio, aspirante medico legale, costretto a partecipare all’impresa per non essere maledetto dalla Mammadraga dell’isola.

Perché ho scritto questo libro?

L’idea per questo libro mi è venuta nel “lontano” 2013 nei giorni della tragedia di Lampedusa, guardando uno speciale di un programma televisivo che poi sarebbe diventato uno dei miei preferiti. Per anni è rimasta nel cassetto in attesa che trovassi il modo di svilupparla e trasformarla in una storia, che capissi che volevo raccontare di come si può essere felici anche dopo la morte.

ANTEPRIMA NON EDITATA

Nonostante la situazione di svantaggio Fabio, che non poteva lasciare il tirocinio senza preavviso e voleva presenziare alle autopsie dei migranti che erano previste per il giorno successivo, riuscì ad imporsi per partire da lì a tre giorni. Mostrando il sito dei voli alla Mammadraga aveva argomentato su come fosse preferibile aspettare e prendere il primo volo quasi diretto, con uno scalo a Roma ma solo per far salire altri passeggeri, piuttosto che cambiare in un qualche aeroporto affollato con il rischio di perdere la sua assistita. Morgana, punta sul vivo per esser stata chiamata in quel modo, aveva fermamente insistito nel partire il prima possibile. Era in pericolo il benessere di una bambina! Il dibattito tra fata e medico si era immediatamente acceso, tanto che l’intera famiglia aveva deciso di parteciparvi dividendosi chi per una fazione chi per l’altra. La situazione si era surriscaldata velocemente, anche a causa della quantità di alcool che fin dall’antichità era tradizione offrire agli ospiti della casa, tanto che Scilla fu costretta a interrompere la baruffa con un brutale intervento di pacificazione. Nell’ordine decretò: che sarebbero partiti tre giorni dopo; che Morgana doveva rassegnarsi e accettare i consigli di Fabio, per il semplice fatto che ne sapeva più di lei sul mondo degli uomini; che Fabio quella sera stessa avrebbe dovuto fare un giuramento vincolante e che avrebbe passato il tempo libero prima di partire studiando il materiale che Maria stava preparando, per essere pronto per ogni evenienza.

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“Che tipo di evenienza?!” aveva chiesto il ragazzo preoccupato da quella precisazione.

“Del genere che può capitare” aveva risposto la Mammadraga “Sei un medico, no? Non ti hanno insegnato a intervenire in caso di emergenza?”

“Emergenza medica” puntualizzò Fabio.

“Credi davvero che la magia possa trasformare completamente una sirena in un’umana?” aveva ribattuto Scilla spazientita.

Era stato a quelle parole che il ragazzo aveva realizzato appieno cos’era Morgana, l’eccezionalità che rappresentava. Vedendo lo sguardo quasi vivisettorio che il ragazzo le rivolse, la sirena sentì un brivido passarle lungo la schiena e si ripromise che il giuramento vincolante sarebbe stato più articolato della semplice promessa di aiutarla. Quando tutte le questioni materiali del viaggio erano state risolte, Fabio si era sentito finalmente libero di potersi alzare dal tavolo, dove ormai solo i più intrepidi pasteggiavano ancora con il limoncello. Venne fermato a neanche metà del raddrizzamento, non poteva lasciare il palazzo prima del giuramento. Sospirando si era messo una mano sul cuore e alzata l’altra all’altezza della spalla aveva iniziato “Giuro di…”

“Che stai facendo? Che cos’è quello?” lo aveva bloccato Scilla. 

“Il giuramento!”

Armando ridendo gli aveva dato una pacca sulla spalla “Fabio sei qui da più di tre ore e ancora ti comporti come se non sapessi la verità!”

Fabio rassegnato si era rivolto al capofamiglia “Cosa devo fare?”

“Prendi la mano di Morgana” gli aveva risposto afferrando bruscamente la mano destra della sirena costringendola ad alzarsi. Quando le due mani, con malcelata diffidenza, furono strette, Scilla aveva preso un ago da una delle tasche del vestito e si era punta un dito, prima di passarlo sulla striscia di tela che Maria teneva tesa tra le mani per lasciare una sottile striscia rossa. Preparata la benda la Mammadraga aveva iniziato ad avvolgerla sulle mani intrecciate dei due e con voce cantilenante aveva chiesto a Fabio “Fabio, seguace di Askeplios, prometti di aiutare Morgana, figlia del mare, nel suo viaggio alla ricerca dei genitori di Chiara?”

Fabio, troppo preso dall’osservare come ogni volta che la benda si posava sulle mani intrecciate si dissolveva facendo formicolare la parte interessata fino alle ossa, non aveva risposto finché Morgana non gli strinse la mano fino a stritolarla per disincantarlo. Il ragazzo aveva spostato lo sguardo sulla Mammadraga e si era affrettato a dire “Sì, lo prometto”

“E prometti di rimanere accanto a Morgana fino a che non sarà tornata sana e salva su quest’isola?” aveva continuato Scilla avvolgendo un altro lembo della tela.

“Lo prometto”

“E prometti di non rivelare mai ad anima viva, né con la voce, né in altro modo, quello che hai visto e vedrai durante questo viaggio?”

“Lo prometto”

“Ciò…”

“No!” era intervenuta Morgana precipitosamente “Deve promettere anche di trattarmi come se fossi un umano… di smetterla di guardarmi come se fossi una nuova specie animale da studiare!!”

“Coosaaa?!?! Io non ti guardo come se fossi una specie animale da studiare!!” si era indignato il ragazzo dando iniziò a un confronto di sguardi che durò qualche secondo, finché Fabio aveva ceduto dicendo: “Prometto di trattarti come una persona e non come un animale da studiare… tanto non avrei comunque potuto pubblicare!”

“Ciò che il mio sangue ha suggellato non sia rotto, o l’infamia del sottrarsi alla parola data ricadrà sui discendenti dell’uomo per cento anni” aveva concluso impietosa la Mammadraga. Fabio aveva lasciato di pessimo umore il palazzo, la dispensa da studiare stritolata tra le mani. 

Tre lunghissimi giorni dopo l’aeroporto si presentò come un mondo totalmente alieno per Morgana che capì che quello sarebbe stato il suo battesimo del fuoco. Fino a quel momento la sua esperienza sulla terraferma era stata relativamente facile; l’isola di Lampedusa era un mondo piccolo e conosciuto alla sua comunità, e circondata e protetta dalla famiglia della Mammadraga aveva potuto essere chi era veramente, una sirena trasformata in un’umana. Dal momento in cui sarebbe scesa dalla macchina davanti al terminal delle partenze sarebbe iniziata la grande recita per confondersi nella folla, per diventare una tra centomila. Oltrepassata la porta, che a sorpresa si aprì da sola, la sirena fu letteralmente sopraffatta. Voci che dall’alto continuavano a parlare, annunciando prima una notizia e subito dopo un’altra. Ferro, plastica e vetro che chiudevano lo spazio, dividendo nettamente il fuori dal dentro. Le correnti di aria artificiale, che Fabio le spiegò erano generate da macchine chiamate condizionatori. E umani, umani ovunque. Uomini, donne, bambini. Persone che indossavano vestiti simili e camminavano con aria affaccendata, e turisti, riconoscibili dalle valigie trascinate e dall’orgoglio con cui esibivano i segni della vacanza appena trascorsa, come la pelle rosso fuoco per la troppa esposizione al sole. Morgana dopo qualche metro dovette fermarsi paralizzata dalla paura. Come avrebbe potuto mimetizzarsi? Non era possibile! Qualcuno l’avrebbe sicuramente scoperta! Fabio, che aveva il compito di portare le valigie, si fermò a sua volta e vedendola sul punto di svenire le prese il viso tra le mani costringendola a focalizzare lo sguardo su di lui. “Morgana andrà tutto bene. Nessuno si accorgerà di niente, fidati. Gli uomini sono troppo presi dalla realtà del loro quotidiano per accorgersi che una sirena cammina in mezzo a loro.”

La sirena storse la bocca in una smorfia:“Tu lo sai… magari qualcuno mi vede perché sono insieme a te e…”

“Gli uomini vedono solo quello che vogliono vedere, lo sai? Voglio dire finché non hai deciso di dirmi la verità, ti pensavo solo come la ragazza con il più strano colore di capelli mai visto”

Offesa la sirena liberò il volto dalla presa gentile e stava per dirgli quello che pensava del suo colore di capelli quando vide che il suo compagno di viaggio l’osservava con aria soddisfatta,“Il mio colore di capelli eh?”

Fabio scrollò le spalle. “Puro intuito maschile nel riuscire dire la cosa sbagliata anche quando non lo si vuole. Meglio? Bene. Prendimi il braccio, stiamo andando ai controlli di sicurezza, rilassati e fai quello che faccio io.”

La sirena annuì e stavano per ripartire che domandò sospettosa: “Cosa sono i controlli di sicurezza?”

“Niente di che. Le autorità aeroportuali vogliono solo accertarsi che non siamo terroristi che vogliono dirottare l’aereo.”

 “Oh!” commentò per niente rassicurata.

Come temeva dal nome, i controlli di sicurezza misero ancora più a dura prova i suoi nervi. La donna in divisa continuava a farle domande e a darle istruzioni nello stesso tempo “Signora ha liquidi nella borsa? Creme, bagnoschiuma, trucchi? Anche il trolley va messo sul rullo. Il computer va tirato fuori dalla valigia. Indossa la cintura? Le scarpe hanno inserti in metallo? Bracciali, orecchini e orologi devono essere messi nel cestino.”

Il momento peggiore fu quando la porta accanto a lei si mise a suonare e l’uomo che l’aveva appena oltrepassata fu fermato per essere perquisito e Fabio dovette darle una spinta per farle oltrepassare la sua di porta. Superato lo scoglio dei controlli Morgana riuscì in parte a rilassarsi e ad allentare l’istinto di sopravvivenza che la teneva allerta come se da un momento all’altro dovesse fuggire perché scoperta. Riuscì persino a sentire i primi morsi della fame, quella mattina aveva mangiato poco o niente per la tensione. Fabio, però, decretò che sarebbe stato meglio mangiare una volta giunti a Bologna, non volendo passare il viaggio di tre ore e più pronto a porgerle il sacchetto per il vomito. Morgana, naturalmente, si indignò per la poca considerazione che aveva dei suoi nervi e protestò a gran voce sul fatto di sentirsi meglio, praticamente a suo agio. Per fortuna Fabio non le credette; le tre ore di volo furono una vera e propria tortura. L’ambiente claustrofobico della cabina, l’affollamento, lo spazio stretto del sedile in cui, come aveva suggerito quella che Fabio aveva chiamato hostess, doveva “mettersi comoda e godersi il viaggio” furono davvero troppo per la sirena al suo primo, e se quello era il mezzo di trasporto per eccellenza della razza umana, ultimo viaggio nel mondo asciutto. Come facevano gli uomini a sopportarlo? L’atmosfera era rarefatta e puzzava come non mai, nonostante la continua immissione di aria artificiale. Il rumore era cacofonico, e non ci si poteva sottrarre, perché erano sigillati dentro la macchina. E se questo non era abbastanza, tra loro e il suolo c’erano miglia e miglia di vuoto! Morgana di nuovo in preda al panico, istintivamente afferrò la mano di Fabio che, nascondendo una smorfia di dolore, le chiese di cercare di sopportare ancora per qualche minuto, fino alla fine della dimostrazione di sicurezza. La sirena strinse i denti e sbatté convulsamente le palpebre per scacciare il pizzicore che aveva negli occhi, concentrandosi sullo strano linguaggio dei membri dell’equipaggio che con gesti coordinati indicavano cosa fare in caso di ammaraggio. Dopo quelle che sembrarono ore la dimostrazione finì e Fabio, senza chiederle il permesso, le mise un pezzo di stoffa sugli occhi fissandolo dietro la testa e le poggiò due aggeggi freddi sulle orecchie. Al buio e nell’improvviso silenzio la sirena fu sommersa dal rumore delle onde che si infrangono sulla battigia, dei gabbiani che sugli scogli conversavano del più e del meno e del vento che soffia sull’acqua arruffandone la superficie. Avvolta dai suoni familiari e con Fabio che continuava a stringerle la mano, per farle sentire che era ancora lì vicino a lei, Morgana riuscì a rilassarsi sufficientemente per ignorare di trovarsi su una macchina volante che la stava portando sempre più lontano da casa.

2020-10-22

A Punta di Penna

Grazie a Raffaella De Grazie e "A Punta di Penna" per l'interesse alla campagna di crowdfunding e il bell'articolo! http://www.apuntadipenna.it/2020/10/22/crowdfunding-ed-editoria-la-sfida-di-martina-cerra-in-fondo-al-mar-fantasy-dellanima/
2020-10-22

Aggiornamento

100 copie!!! Grazie! Grazie! Grazie! Quando ho iniziato questa avventura non avrei mai immagginato di riuscire a essere a metà del viaggio in così poco tempo. Questo risultato è solo merito di tutte le persone che hanno preordinato il libro, quindi grazie infinite parenti, amici, conoscenti e illustri sconosciuti!! Visto che ogni promessa è debito, da oggi, oltre alla bozza non editata di In fondo al mar, sarà possibile scaricare un contenuto extra. Una storia breve intitolata Polvere di stelle. Eccone uno sneaky peek: "Nel prato di fronte casa mia, sotto un sasso, vicino al vialetto, viveva una formica. Questa formica non aveva un nome e non abitava da sola, ma apparteneva a un formicaio di cui lei era una delle tante operaie. Il suo lavoro, l’unico scopo della sua vita, era esplorare il giardino alla ricerca del cibo per sostenere la sua grande famiglia. Ogni giorno, e a volte anche di sera, ma solo in piena estate, la formica usciva dalla tana e prendeva una direzione qualsiasi alla ricerca del cibo. Fu durante un’esplorazione notturna che accadde quello che vi voglio raccontare. Era agosto e quel giorno la temperatura aveva superato i 40 gradi, per questo una volta calato il sole e l’aria, finalmente, era diventata più fresca, la formica uscì da sotto il sasso e iniziò come sempre la sua esplorazione. Dopo quasi un’ora di girovagare, stanca e spazientita, alzò gli occhi al cielo prendendosi un grosso spavento. I puntini luminosi che illuminavano la notte si stavano staccando, cadendo a terra in una scia luminosa. Affranta la formica tornò al formicaio, sicura che il mondo stava per finire..."
2020-10-12

Aggiornamento

Cari lettori, grazie infinite per il sostegno mostrato in queste prime settimane di campagna!! Siete stati così numerosi e disponibili che siamo già a un soffio dai primi 100 preordini!! Per questo ho deciso di farvi un regalo😊 Al raggiungimento del 50% sarà disponibile un contenuto extra per tutti coloro che avranno preordinato il libro fino a questo momento 😉
2020-10-10

Aggiornamento

Dopo quel primo barlume di idea, In fondo al mar è rimasto a lungo nel cassetto perché affrontando temi molto reali e molto impegnativi, come la morte e il fenomeno della migrazione, avevo bisogno di capire come volevo farlo. Dopo averci pensato a lungo uno degli obbiettivi che mi sono data scrivendo è stato quello di voler parlare anche di questa nostra epoca disincantata, in cui sempre più difficilmente riusciamo a meravigliarci. La tecnologia, che in sé e per sé è meraviglia, ci ha reso paradossalmente indifferenti alla possibilità che con un click possiamo vedere chi sta in questo momento attraversando l’incrocio di Shibuya, o sapere cosa sta succedendo ad una stella ad anni luce di distanza da noi. Come appassionata della filmografia dello Studio Ghibli e del Realismo Magico sudamericano, ho scelto di colorare la nostra realtà, rendendola un po' più strana e affollata del solito, facendo vivere e camminare in mezzo a noi sirene, fantasmi e Mammedraghe.
2020-10-01

IlReventino.it

Ringrazio ilReventino.it e Raffaele Cardamone per il bellissimo articolo di presentazione del libro e promozione della campagna di crowdfunding! https://www.ilreventino.it/in-fondo-al-mar-di-martina-cerra-un-romanzo-tra-il-fantastico-e-il-reale-che-tocca-le-corde-dellanima/
2020-10-02

Aggiornamento

Ricordo perfettamente quando ho avuto la prima idea per "In fondo al mar". Era il 3 ottobre 2013, il giorno della tragedia di Lampedusa, il giorno in cui 386 migranti morirono a poche miglia a largo del porto dell'isola. La sera stavo facendo zapping e per caso inccappai nello speciale di Gazebo. Guardando le immaggini mi chiesi: chi si occuperà di tutte quelle persone? Chi si prenderà cura di loro, morti a migliaia e migliaia di chilometri da casa? Ci è voluto un po' di tempo, e qualche esperienza vissuta sulla pelle, ma nel 2018 riuscii a mettermi davanti a un foglio vuoto e a dare una risposta a quelle domande, a raccontare la mia versione di cosa succede dopo la morte. E voi? Avete avuto modo di leggere qualche pagina del libro? Fatemi sapere cosa ne pensate! =)

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Martina Cerra
Sono nata a Milano, ma sono calabrese di origine e di fatto. Come molti della mia generazione ho studiato, svolto i più svariati lavori e sono ancora alla ricerca del mio centro di gravità permanente. Fin da piccola sono stata una lettrice onnivora per cui se qualcosa mi interessa la leggo (etichette comprese). È stato a furia di leggere, e modificare i finali dei libri che non mi piacevano, che ho scoperto la scrittura e quanto mi aiuti a tenere sotto controllo la stravaganza.
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In occasione di BookPride Link è attivo un codice sconto del 20% su tutte le campagne di crowdfunding: parola chiave BOOKPRIDE
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