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In fondo al mar

In fondo al mar
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Consegna prevista Luglio 2021
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In fondo al mar è una storia liberamente ispirata alla favola della Sirenetta di Andersen. In fondo al mare dello Stretto di Sicilia esiste una comunità di sireni che fin dalla notte dei tempi si prende cura dei fantasmi di chi muore in mare. Una mattina, durante una nuotata a largo, la giovane Morgana trova il fantasma di una bambina, si chiama Chiara e non ricorda come è morta né dove sono i suoi genitori. Morgana, che è stanca di vedere la sua casa solo come un cimitero, decide di aiutare la bambina anche se questo significherà camminare sull’odiata terraferma. Ad aiutarla nel suo viaggio in giro per l’Europa, tra ristoranti all you can eat, aeroporti affollati di turisti e orsacchiotti viziati, Fabio, aspirante medico legale, costretto a partecipare all’impresa per non essere maledetto dalla Mammadraga dell’isola.

Perché ho scritto questo libro?

L’idea per questo libro mi è venuta nel “lontano” 2013 nei giorni della tragedia di Lampedusa, guardando uno speciale di un programma televisivo che poi sarebbe diventato uno dei miei preferiti. Per anni è rimasta nel cassetto in attesa che trovassi il modo di svilupparla e trasformarla in una storia, che capissi che volevo raccontare di come si può essere felici anche dopo la morte.

ANTEPRIMA NON EDITATA

Nonostante la situazione di svantaggio Fabio, che non poteva lasciare il tirocinio senza preavviso e voleva presenziare alle autopsie dei migranti che erano previste per il giorno successivo, riuscì ad imporsi per partire da lì a tre giorni. Mostrando il sito dei voli alla Mammadraga aveva argomentato su come fosse preferibile aspettare e prendere il primo volo quasi diretto, con uno scalo a Roma ma solo per far salire altri passeggeri, piuttosto che cambiare in un qualche aeroporto affollato con il rischio di perdere la sua assistita. Morgana, punta sul vivo per esser stata chiamata in quel modo, aveva fermamente insistito nel partire il prima possibile. Era in pericolo il benessere di una bambina! Il dibattito tra fata e medico si era immediatamente acceso, tanto che l’intera famiglia aveva deciso di parteciparvi dividendosi chi per una fazione chi per l’altra. La situazione si era surriscaldata velocemente, anche a causa della quantità di alcool che fin dall’antichità era tradizione offrire agli ospiti della casa, tanto che Scilla fu costretta a interrompere la baruffa con un brutale intervento di pacificazione. Nell’ordine decretò: che sarebbero partiti tre giorni dopo; che Morgana doveva rassegnarsi e accettare i consigli di Fabio, per il semplice fatto che ne sapeva più di lei sul mondo degli uomini; che Fabio quella sera stessa avrebbe dovuto fare un giuramento vincolante e che avrebbe passato il tempo libero prima di partire studiando il materiale che Maria stava preparando, per essere pronto per ogni evenienza.

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“Che tipo di evenienza?!” aveva chiesto il ragazzo preoccupato da quella precisazione.

“Del genere che può capitare” aveva risposto la Mammadraga “Sei un medico, no? Non ti hanno insegnato a intervenire in caso di emergenza?”

“Emergenza medica” puntualizzò Fabio.

“Credi davvero che la magia possa trasformare completamente una sirena in un’umana?” aveva ribattuto Scilla spazientita.

Era stato a quelle parole che il ragazzo aveva realizzato appieno cos’era Morgana, l’eccezionalità che rappresentava. Vedendo lo sguardo quasi vivisettorio che il ragazzo le rivolse, la sirena sentì un brivido passarle lungo la schiena e si ripromise che il giuramento vincolante sarebbe stato più articolato della semplice promessa di aiutarla. Quando tutte le questioni materiali del viaggio erano state risolte, Fabio si era sentito finalmente libero di potersi alzare dal tavolo, dove ormai solo i più intrepidi pasteggiavano ancora con il limoncello. Venne fermato a neanche metà del raddrizzamento, non poteva lasciare il palazzo prima del giuramento. Sospirando si era messo una mano sul cuore e alzata l’altra all’altezza della spalla aveva iniziato “Giuro di…”

“Che stai facendo? Che cos’è quello?” lo aveva bloccato Scilla. 

“Il giuramento!”

Armando ridendo gli aveva dato una pacca sulla spalla “Fabio sei qui da più di tre ore e ancora ti comporti come se non sapessi la verità!”

Fabio rassegnato si era rivolto al capofamiglia “Cosa devo fare?”

“Prendi la mano di Morgana” gli aveva risposto afferrando bruscamente la mano destra della sirena costringendola ad alzarsi. Quando le due mani, con malcelata diffidenza, furono strette, Scilla aveva preso un ago da una delle tasche del vestito e si era punta un dito, prima di passarlo sulla striscia di tela che Maria teneva tesa tra le mani per lasciare una sottile striscia rossa. Preparata la benda la Mammadraga aveva iniziato ad avvolgerla sulle mani intrecciate dei due e con voce cantilenante aveva chiesto a Fabio “Fabio, seguace di Askeplios, prometti di aiutare Morgana, figlia del mare, nel suo viaggio alla ricerca dei genitori di Chiara?”

Fabio, troppo preso dall’osservare come ogni volta che la benda si posava sulle mani intrecciate si dissolveva facendo formicolare la parte interessata fino alle ossa, non aveva risposto finché Morgana non gli strinse la mano fino a stritolarla per disincantarlo. Il ragazzo aveva spostato lo sguardo sulla Mammadraga e si era affrettato a dire “Sì, lo prometto”

“E prometti di rimanere accanto a Morgana fino a che non sarà tornata sana e salva su quest’isola?” aveva continuato Scilla avvolgendo un altro lembo della tela.

“Lo prometto”

“E prometti di non rivelare mai ad anima viva, né con la voce, né in altro modo, quello che hai visto e vedrai durante questo viaggio?”

“Lo prometto”

“Ciò…”

“No!” era intervenuta Morgana precipitosamente “Deve promettere anche di trattarmi come se fossi un umano… di smetterla di guardarmi come se fossi una nuova specie animale da studiare!!”

“Coosaaa?!?! Io non ti guardo come se fossi una specie animale da studiare!!” si era indignato il ragazzo dando iniziò a un confronto di sguardi che durò qualche secondo, finché Fabio aveva ceduto dicendo: “Prometto di trattarti come una persona e non come un animale da studiare… tanto non avrei comunque potuto pubblicare!”

“Ciò che il mio sangue ha suggellato non sia rotto, o l’infamia del sottrarsi alla parola data ricadrà sui discendenti dell’uomo per cento anni” aveva concluso impietosa la Mammadraga. Fabio aveva lasciato di pessimo umore il palazzo, la dispensa da studiare stritolata tra le mani. 

Tre lunghissimi giorni dopo l’aeroporto si presentò come un mondo totalmente alieno per Morgana che capì che quello sarebbe stato il suo battesimo del fuoco. Fino a quel momento la sua esperienza sulla terraferma era stata relativamente facile; l’isola di Lampedusa era un mondo piccolo e conosciuto alla sua comunità, e circondata e protetta dalla famiglia della Mammadraga aveva potuto essere chi era veramente, una sirena trasformata in un’umana. Dal momento in cui sarebbe scesa dalla macchina davanti al terminal delle partenze sarebbe iniziata la grande recita per confondersi nella folla, per diventare una tra centomila. Oltrepassata la porta, che a sorpresa si aprì da sola, la sirena fu letteralmente sopraffatta. Voci che dall’alto continuavano a parlare, annunciando prima una notizia e subito dopo un’altra. Ferro, plastica e vetro che chiudevano lo spazio, dividendo nettamente il fuori dal dentro. Le correnti di aria artificiale, che Fabio le spiegò erano generate da macchine chiamate condizionatori. E umani, umani ovunque. Uomini, donne, bambini. Persone che indossavano vestiti simili e camminavano con aria affaccendata, e turisti, riconoscibili dalle valigie trascinate e dall’orgoglio con cui esibivano i segni della vacanza appena trascorsa, come la pelle rosso fuoco per la troppa esposizione al sole. Morgana dopo qualche metro dovette fermarsi paralizzata dalla paura. Come avrebbe potuto mimetizzarsi? Non era possibile! Qualcuno l’avrebbe sicuramente scoperta! Fabio, che aveva il compito di portare le valigie, si fermò a sua volta e vedendola sul punto di svenire le prese il viso tra le mani costringendola a focalizzare lo sguardo su di lui. “Morgana andrà tutto bene. Nessuno si accorgerà di niente, fidati. Gli uomini sono troppo presi dalla realtà del loro quotidiano per accorgersi che una sirena cammina in mezzo a loro.”

La sirena storse la bocca in una smorfia:“Tu lo sai… magari qualcuno mi vede perché sono insieme a te e…”

“Gli uomini vedono solo quello che vogliono vedere, lo sai? Voglio dire finché non hai deciso di dirmi la verità, ti pensavo solo come la ragazza con il più strano colore di capelli mai visto”

Offesa la sirena liberò il volto dalla presa gentile e stava per dirgli quello che pensava del suo colore di capelli quando vide che il suo compagno di viaggio l’osservava con aria soddisfatta,“Il mio colore di capelli eh?”

Fabio scrollò le spalle. “Puro intuito maschile nel riuscire dire la cosa sbagliata anche quando non lo si vuole. Meglio? Bene. Prendimi il braccio, stiamo andando ai controlli di sicurezza, rilassati e fai quello che faccio io.”

La sirena annuì e stavano per ripartire che domandò sospettosa: “Cosa sono i controlli di sicurezza?”

“Niente di che. Le autorità aeroportuali vogliono solo accertarsi che non siamo terroristi che vogliono dirottare l’aereo.”

 “Oh!” commentò per niente rassicurata.

Come temeva dal nome, i controlli di sicurezza misero ancora più a dura prova i suoi nervi. La donna in divisa continuava a farle domande e a darle istruzioni nello stesso tempo “Signora ha liquidi nella borsa? Creme, bagnoschiuma, trucchi? Anche il trolley va messo sul rullo. Il computer va tirato fuori dalla valigia. Indossa la cintura? Le scarpe hanno inserti in metallo? Bracciali, orecchini e orologi devono essere messi nel cestino.”

Il momento peggiore fu quando la porta accanto a lei si mise a suonare e l’uomo che l’aveva appena oltrepassata fu fermato per essere perquisito e Fabio dovette darle una spinta per farle oltrepassare la sua di porta. Superato lo scoglio dei controlli Morgana riuscì in parte a rilassarsi e ad allentare l’istinto di sopravvivenza che la teneva allerta come se da un momento all’altro dovesse fuggire perché scoperta. Riuscì persino a sentire i primi morsi della fame, quella mattina aveva mangiato poco o niente per la tensione. Fabio, però, decretò che sarebbe stato meglio mangiare una volta giunti a Bologna, non volendo passare il viaggio di tre ore e più pronto a porgerle il sacchetto per il vomito. Morgana, naturalmente, si indignò per la poca considerazione che aveva dei suoi nervi e protestò a gran voce sul fatto di sentirsi meglio, praticamente a suo agio. Per fortuna Fabio non le credette; le tre ore di volo furono una vera e propria tortura. L’ambiente claustrofobico della cabina, l’affollamento, lo spazio stretto del sedile in cui, come aveva suggerito quella che Fabio aveva chiamato hostess, doveva “mettersi comoda e godersi il viaggio” furono davvero troppo per la sirena al suo primo, e se quello era il mezzo di trasporto per eccellenza della razza umana, ultimo viaggio nel mondo asciutto. Come facevano gli uomini a sopportarlo? L’atmosfera era rarefatta e puzzava come non mai, nonostante la continua immissione di aria artificiale. Il rumore era cacofonico, e non ci si poteva sottrarre, perché erano sigillati dentro la macchina. E se questo non era abbastanza, tra loro e il suolo c’erano miglia e miglia di vuoto! Morgana di nuovo in preda al panico, istintivamente afferrò la mano di Fabio che, nascondendo una smorfia di dolore, le chiese di cercare di sopportare ancora per qualche minuto, fino alla fine della dimostrazione di sicurezza. La sirena strinse i denti e sbatté convulsamente le palpebre per scacciare il pizzicore che aveva negli occhi, concentrandosi sullo strano linguaggio dei membri dell’equipaggio che con gesti coordinati indicavano cosa fare in caso di ammaraggio. Dopo quelle che sembrarono ore la dimostrazione finì e Fabio, senza chiederle il permesso, le mise un pezzo di stoffa sugli occhi fissandolo dietro la testa e le poggiò due aggeggi freddi sulle orecchie. Al buio e nell’improvviso silenzio la sirena fu sommersa dal rumore delle onde che si infrangono sulla battigia, dei gabbiani che sugli scogli conversavano del più e del meno e del vento che soffia sull’acqua arruffandone la superficie. Avvolta dai suoni familiari e con Fabio che continuava a stringerle la mano, per farle sentire che era ancora lì vicino a lei, Morgana riuscì a rilassarsi sufficientemente per ignorare di trovarsi su una macchina volante che la stava portando sempre più lontano da casa.

2021-01-11

Aggiornamento

Anno nuovo, social nuovo! Da oggi potrete seguirmi anche su IG: https://www.instagram.com/cermartins/ (@cermartins). In cui parlerò di In fondo al mar, dei libri che leggo e pubblicherò le "occasionali" fotografie del mio cane =)
2020-12-21

Evento

In caso lo abbiate perso ecco il video in cui narro "La vera e tragica storia del Natale"! https://www.facebook.com/cerramartina/videos/4170526309629891 Buona visione! Ps: la storia è sconsigliata per coloro che credono ancora alla bontà del capitalismo
2020-12-16

Evento

Una nuova incursione letteraria per raccontare l'unica storia di Natale possibile quest'anno in cui le solite storie melense e piene di buoni sentimenti non scintillano e brillano come al solito, e anzi suonano stonate come un carillon che suona jingle bells con le batterie quasi scariche. Vi aspetto sabato 19 alle 15:00 con "La vera e tragica storia del Natale"! Link: https://facebook.com/events/s/la-vera-e-tragica-storia-del-n/455886905422497/
2020-12-09

IlReventino.it

Grazie al IlReventino.it e a Raffaella De Grazie per il supporto (e il bell'articolo)!! =) https://www.ilreventino.it/in-fondo-al-mar-continua-la-straordinaria-campagna-di-crowdfunding-di-martina-cerra-quasi-raggiunto-lobiettivo/
2020-12-02

Aggiornamento

Mammadraga (o dei personaggi che bisogna cercare) Come avrete già intuito sono un’appassionata di favole tanto che tra i libri che più hanno segnato il mio viaggio di lettrice, e poi la mia attività di scrittrice, ci sono le Fiabe Italiane di Italo Calvino. Quindi avendo preso spunto da una fiaba per costruire la storia, mi sembrava doveroso rendere un omaggio alla terra che ospita l’inizio e la fine del racconto, la Sicilia. Da qui la ricerca di un personaggio della tradizione favolistica siciliana che potesse infilarsi nella trama e prendersi il suo spazio. Le Mammedraghe, in verità, sono dei mostri antropomorfi con cui gli eroi delle fiabe devono confrontarsi e su cui devono prevalere per poter realizzare il loro destino. Generalmente mangiano i bambini e, al caso, non disdegnano le giovani fanciulle. Come ho scritto la mia Scilla, e le sue antenate, non hanno mai mangiato un bambino in vita loro e anzi hanno sfruttato la malizia e l’astuzia tipici della loro stirpe per perdurare e affermarsi in una realtà che non crede più alla loro esistenza. Descriverla come la matriarca di una famiglia numerosa e su cui impera come un sovrano assoluto mi ha divertito molto anche perché, essendo la tradizione favolistica italiana piena di donne malefiche, streghe e, per l’appunto, mammedraghe, mi ha permesso di sovvertire un pregiudizio di genere per cui se una donna si comporta in maniera differente viene raccontata e ricordata come cattiva. Un altro omaggio alla tradizione favolistica siciliana è anche l’incipit del libro che inizia proprio con il “Si cunta” o in italiano “Si racconta”.
2020-11-23

Quotidiano del Sud

Grazie a Quotidiano del Sud e a Caterina Pometti per l'articolo e la bella chiaccherata!!! 😊😊
2020-11-23

Aggiornamento

Il video della mia incursione letteraria su facebook in cui leggo (visibilmente emozionata) i primi tra capitoli di "In fondo al mar" Buona visione! :) https://www.facebook.com/cerramartina/videos/4091635610852295
2020-11-16

Aggiornamento

Annunciazion! Annunciazion!
2020-11-12

Aggiornamento

Fabio, Orsy (o dei personaggi che bisogna costruire) Fra tutti i personaggi Fabio è stato il meno difficile da costruire perché ha avuto la fortuna di avere un riferimento reale a cui ispirarsi, un medico che, mentre scrivevo il libro, stava studiando proprio per la specializzazione in medicina legale e che ha pazientemente risposto a tutte le domande da profana che gli ho fatto per raccogliere informazioni. È grazie a lei che mi si è accesa la lampadina sul chi poteva essere il coprotagonista. Per quanto riguarda il come doveva essere, un personaggio preponderante come Morgana aveva bisogno di esser bilanciata da una controparte più sottile che avendo a disposizione “meno” spazio riuscisse a emergere in poche battute. Da qui la costruzione di un giovane a cui non basta vedere il mondo da uno schermo ma che ha bisogno di viverlo in prima persona, gentile e paziente (tanto paziente), innamorato perso della sua ragazza Elisa. Orsy, al contrario di Fabio, è il personaggio inventato di sana pianta con cui ho dato briglia sciolta alla fantasia. Mi piaceva l’idea di avere un pezzo di Chiara che viaggiasse con i due compagni e che mi permettesse di raccontare il prima e il dopo della morte dal punto di vista di chi vive il lutto sulla propria pelle (pelliccia sintetica nel caso specifico). Avendo scelto un tono che rendesse più facile la lettura di argomenti così impegnativi e difficili, l’orsacchiotto di peluche è l’escamotage con cui ho dato un tono personale alla storia senza renderla nello stesso tempo troppo dolorosa.
2020-11-02

Aggiornamento

Dopo aver parlato della genesi della storia vorrei dedicare i prossimi aggiornamenti ai personaggi inziando, ovviamente, dalla protagonista: Morgana (o dei personaggi che si hanno). In una storia ispirata alla favola di Andersen il personaggio principale non poteva che essere, per l’appunto, una sirena. Non avendo come obbiettivo una rivisitazione in chiave moderna della favola o del personaggio, negli ultimi anni sono stati pubblicati diversi libri che hanno fatto questa operazione, ho voluto raccontare il più realisticamente possibile una protagonista che non esiste (forse). Da qui la differenza più netta tra Ariel e Morgana, con la seconda manifestatamente ostile nei confronti degli uomini. Sotto la diffidenza e il cinismo, però, come molti tra noi, la mia sirena è una persona empatica e sensibile che non riesce più a ignorare la sofferenza che la circonda. La decisione di agire, di fare la cosa che considera più giusta, la porterà a camminare sulla terraferma ma soprattutto la porterà a riflettere su alcuni aspetti della sua vita e su qualcuna delle sue convinzioni perché, come a volte succede, è solo quando si è a un mondo di distanza che si riesce a vedere più chiaramente. Il nome della mia sirena è stato ispirato dalla leggenda della Fata Morgana che in particolari giornate di agosto e settembre si diverte a "ingannare" i naviganti facendogli credere che con un balzo possano attraversare lo stretto di Messina.
2020-10-22

A Punta di Penna

Grazie a Raffaella De Grazie e "A Punta di Penna" per l'interesse alla campagna di crowdfunding e il bell'articolo! http://www.apuntadipenna.it/2020/10/22/crowdfunding-ed-editoria-la-sfida-di-martina-cerra-in-fondo-al-mar-fantasy-dellanima/
2020-10-22

Aggiornamento

100 copie!!! Grazie! Grazie! Grazie! Quando ho iniziato questa avventura non avrei mai immagginato di riuscire a essere a metà del viaggio in così poco tempo. Questo risultato è solo merito di tutte le persone che hanno preordinato il libro, quindi grazie infinite parenti, amici, conoscenti e illustri sconosciuti!! Visto che ogni promessa è debito, da oggi, oltre alla bozza non editata di In fondo al mar, sarà possibile scaricare un contenuto extra. Una storia breve intitolata Polvere di stelle. Eccone uno sneaky peek: "Nel prato di fronte casa mia, sotto un sasso, vicino al vialetto, viveva una formica. Questa formica non aveva un nome e non abitava da sola, ma apparteneva a un formicaio di cui lei era una delle tante operaie. Il suo lavoro, l’unico scopo della sua vita, era esplorare il giardino alla ricerca del cibo per sostenere la sua grande famiglia. Ogni giorno, e a volte anche di sera, ma solo in piena estate, la formica usciva dalla tana e prendeva una direzione qualsiasi alla ricerca del cibo. Fu durante un’esplorazione notturna che accadde quello che vi voglio raccontare. Era agosto e quel giorno la temperatura aveva superato i 40 gradi, per questo una volta calato il sole e l’aria, finalmente, era diventata più fresca, la formica uscì da sotto il sasso e iniziò come sempre la sua esplorazione. Dopo quasi un’ora di girovagare, stanca e spazientita, alzò gli occhi al cielo prendendosi un grosso spavento. I puntini luminosi che illuminavano la notte si stavano staccando, cadendo a terra in una scia luminosa. Affranta la formica tornò al formicaio, sicura che il mondo stava per finire..."
2020-10-12

Aggiornamento

Cari lettori, grazie infinite per il sostegno mostrato in queste prime settimane di campagna!! Siete stati così numerosi e disponibili che siamo già a un soffio dai primi 100 preordini!! Per questo ho deciso di farvi un regalo😊 Al raggiungimento del 50% sarà disponibile un contenuto extra per tutti coloro che avranno preordinato il libro fino a questo momento 😉
2020-10-10

Aggiornamento

Dopo quel primo barlume di idea, In fondo al mar è rimasto a lungo nel cassetto perché affrontando temi molto reali e molto impegnativi, come la morte e il fenomeno della migrazione, avevo bisogno di capire come volevo farlo. Dopo averci pensato a lungo uno degli obbiettivi che mi sono data scrivendo è stato quello di voler parlare anche di questa nostra epoca disincantata, in cui sempre più difficilmente riusciamo a meravigliarci. La tecnologia, che in sé e per sé è meraviglia, ci ha reso paradossalmente indifferenti alla possibilità che con un click possiamo vedere chi sta in questo momento attraversando l’incrocio di Shibuya, o sapere cosa sta succedendo ad una stella ad anni luce di distanza da noi. Come appassionata della filmografia dello Studio Ghibli e del Realismo Magico sudamericano, ho scelto di colorare la nostra realtà, rendendola un po' più strana e affollata del solito, facendo vivere e camminare in mezzo a noi sirene, fantasmi e Mammedraghe.
2020-10-01

IlReventino.it

Ringrazio ilReventino.it e Raffaele Cardamone per il bellissimo articolo di presentazione del libro e promozione della campagna di crowdfunding! https://www.ilreventino.it/in-fondo-al-mar-di-martina-cerra-un-romanzo-tra-il-fantastico-e-il-reale-che-tocca-le-corde-dellanima/
2020-10-02

Aggiornamento

Ricordo perfettamente quando ho avuto la prima idea per "In fondo al mar". Era il 3 ottobre 2013, il giorno della tragedia di Lampedusa, il giorno in cui 386 migranti morirono a poche miglia a largo del porto dell'isola. La sera stavo facendo zapping e per caso inccappai nello speciale di Gazebo. Guardando le immaggini mi chiesi: chi si occuperà di tutte quelle persone? Chi si prenderà cura di loro, morti a migliaia e migliaia di chilometri da casa? Ci è voluto un po' di tempo, e qualche esperienza vissuta sulla pelle, ma nel 2018 riuscii a mettermi davanti a un foglio vuoto e a dare una risposta a quelle domande, a raccontare la mia versione di cosa succede dopo la morte. E voi? Avete avuto modo di leggere qualche pagina del libro? Fatemi sapere cosa ne pensate! =)

Commenti

  1. (proprietario verificato)

    Adesso che ci hai raccontato come comincia, quanto tempo occorrerà aspettare per sapere come finisce? E col libro in mano? Comunque complimenti, non sono un critico letterario ma il racconto mi é sembrato particolarmente scorrevole e piacevole. Grazie!

  2. (proprietario verificato)

    All’inizio mi ha colpito l’idea, perché l’autrice ha saputo affrontare un tema, di per sé tragico e non poco impegnativo, con un mix di magia e da una prospettiva (direi anche “fisica” ) completamente inedita. Poi, quando ho ascoltato la lettura dei primi tre capitoli in diretta, ho proprio pensato che non vedevo l’ora di avere la mia copia per sapere come andava a finire. Consigliatissimo!

  3. (proprietario verificato)

    Una lettura non impegnativa che scorre piacevolmente e tratta in maniera originale uno degli aspetti inevitabili della vita. Brava sorella

  4. (proprietario verificato)

    Non vedo l’ora che l’autore me lo porti personalmente in Turchia, autografata ovviamente..

  5. (proprietario verificato)

    Cara Martina non vedo l’ora di leggerlo e ascoltare i primi tre capitoli non ha fatto altro che aumentare questa mia curiosità

  6. (proprietario verificato)

    Un libro schietto ed umano, che rispecchia l’animo della scrittrice. Capace di non nascondere il dolore, riuscendo a trasformarlo in bellezza. È proprio quel libro che manca nella tua libreria:)

  7. (proprietario verificato)

    Già solo la sinossi rivela una grande storia, non vedo l’ora di ricevere la mia copia cartacea e immergermi tra le pagine di questo racconto così attuale ma anche senza tempo per viaggiare attraverso luoghi e persone che possano ispirarmi.
    Grazie Martina per questa incredibile avventura!

  8. (proprietario verificato)

    Storia originale e davvero ben scritta. Si nota che l’autrice si è documentata bene per le descrizioni dei paesaggi e dei personaggi che studiati a puntino, sono davvero interessanti. Questa storia ha stuzzicato la mia curiosità e non sono riuscita ad aspettare la versione cartacea,non vedo l’ora di avere la mia copia cartacea per rileggerlo. Complimenti

  9. (proprietario verificato)

    Titolo, storia, ambientazioni e quanto letto fin ora è ciò che serve per iniziare a sognare. Bravissima Marti non vedo l’ora di leggere la versione cartacea. Concedetevi un po’ di magia!

  10. (proprietario verificato)

    Bravissima Martina! Storia bellissima, lettura scorrevole e scritto molto bene. Nonostante avessi ordinato la versione cartacea non sono riuscita a tenere a bada la mia curiosità e sono corsa a leggere la versione digitale; e ho fatto bene. Mi è piaciuto tantissimo. Che dire?! Aspetto già il prossimo!

  11. (proprietario verificato)

    Una storia interessante, un punto di vista non convenzionale…un solo consiglio: leggero!!! Ma non solo una volta…

  12. (proprietario verificato)

    Una storia che fa sognare e da speranza su come sarebbe bello se la realtà fosse veramente così. Molto piacevole da leggere. Brava

  13. (proprietario verificato)

    Un libro che tratta in maniera originale argomenti scabrosi e attuali. Scritto bene e ricco di particolari, soprattutto nella prima parte, che dimostrano come l’autrice si sia documentata prima di mettersi a scrivere. Bei personaggi descritti accuratamente. Un buon libro a cui trovo un’unica pecca: dura poco!

  14. Tiziana Bonacci

    (proprietario verificato)

    C’è chi pensa che con la morte finisca tutto, paradiso o inferno e c’è chi propone un altra alternativa facendoci pensare che si possa essere felici anche dopo la morte. Questo è cio che ci propone l’autrice, in un racconto semplice e leggero, ispirato dalla leggenda delle sirene di andersen.
    Prendetevi un momento per apprezzare questo bel libro, una storia leggera che ti prende il cuore e ti lascia un sorriso.

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Martina Cerra
Sono nata a Milano, ma sono calabrese di origine e di fatto. Come molti della mia generazione ho studiato, svolto i più svariati lavori e sono ancora alla ricerca del mio centro di gravità permanente. Fin da piccola sono stata una lettrice onnivora per cui se qualcosa mi interessa la leggo (etichette comprese). È stato a furia di leggere, e modificare i finali dei libri che non mi piacevano, che ho scoperto la scrittura e quanto mi aiuti a tenere sotto controllo la stravaganza.
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