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Fratelli coltelli

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Overgoal! Un ufficio stampa curerà la visibilità sulla stampa tradizionale e su quella online. Un promotore professionale proporrà il libro ai librai, una strategia dedicata di marketing online consiglierà il libro a nuovi potenziali lettori.
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Carlo e William sono due fratelli, due uomini diversi come più non si potrebbe. A partire già dal nome. Regolare, monocromatico, prevedibile e un po’ soporifero il primo; stravagante, con una punta di sospetto sulle origini il secondo, declinabile in mille modi (Willy, Wil, Liam… perfino Lilly) a dire l’inafferrabilità del personaggio. Eppure hanno bisogno l’uno dell’altro. Più di quanto vorrebbero o sarebbero disposti ad ammettere. A dividerli sono state le scelte di vita e la scala di valori cui hanno ritenuto di doversi attenere. Per la verità questa è una preoccupazione di Carlo, che di una certa rettitudine ha fatto un punto di orgoglio, spingendolo anche a rinunciare ad alcune occasioni che la vita gli ha offerto, mentre William ha tutt’altro per la testa e di scrupoli non se n’è fatti per niente. Ma quando si trova nei guai, è a Carlo che chiede aiuto. E Carlo, ogni volta, ripromettendosi che sarà l’ultima, accorre. Lo fa perché vorrebbe da William un confronto, una condivisione, e soprattutto una confessione relativa alla morte del padre: che ruolo ha avuto William in quella vicenda?
Così, per l’ennesima volta, Carlo, cinque anni fa, non ha saputo resistere alla tentazione e ha raggiunto William che lo ha invitato a casa sua per passare la serata insieme. Sarà arrivato finalmente il momento tanto atteso? Una serata tra fratelli a parlare senza rancori e con il cuore in mano? Forse. Perché da William Carlo ha imparato ad aspettarsi di tutto. Tutto, ma non quello che stavolta il fratello ha messo in serbo per lui. E quando la situazione sfugge di mano a William stesso, i due si trovano coinvolti in una sequenza di eventi imprevisti che sembra allontanarli davvero senza rimedio. O forse no. Insomma, dipende. Quello che a Carlo sembra sicuro, alla fine, è che l’impasto di cui siamo fatti e che ci ha generati, se troppo spesso non è l’amalgama che avremmo sperato, è pur sempre l’unico che abbiamo. È il nostro. Ed è inutile opporre resistenza, perché è ciò che ci rende quello che siamo.

Perché hai scritto questo libro?

Ho scritto “Fratelli coltelli” perché non potevo farne a meno. Ho provato a sdoppiarmi nei miei personaggi per toccare con mano le mille sfaccettature di cui siamo fatti. E per capire che se non si riesce a fare pace con ognuna di esse, si resta in lotta col mondo intero per tutta la vita.

Troverai qui tutte le novità su questo libro

Commenti

  1. Enrico Mottinelli

    Bello “il codice dei fratelli”, anche come titolo funzionerebbe. Grazie!

  2. (proprietario verificato)

    Il codice dei fratelli è il definitivo superamento della vecchia dicotomia codice materno/paterno. È il codice del mondo contemporaneo, quello dei new media. Conoscerne la natura è fondamentale per comprendere il tempo che stiamo vivendo.

  3. Enrico Mottinelli

    Per i più impazienti, dopo aver prenotato la propria copia dovrebbe essere disponibile la bozza completa, seppur non definitiva. Quanto all’autobiografico… è una domanda alla quale è impossibie rispondere.

  4. mbrilly

    (proprietario verificato)

    Sono anch’io in attesa!
    Ci sarà qualcosa di autobiografico?

  5. Enrico Mottinelli

    Grazie Orietta. Mi sono divertito moltissimo a scrivere questa storia. Spero ci si possa divertire anche a leggere. Se poi si trova qualche spunto per riflettere, perché no…

  6. (proprietario verificato)

    Sono curiosa di leggerlo, il fatto che questo tratti argomenti diversi da ciò che sino ad ora hai scritto mi incuriosisce ancora di più! guardarsi dentro, sdoppiarsi,attraverso gli occhi e la testa di un fratello è ardita opera ma credo necessaria più di una seduta psicoanalitica! Attendo trepidante

  7. Enrico Mottinelli

    Grazie Piero. Confido che il finale saprà sorprenderti…

  8. Enrico Mottinelli

    Grazie Chiara. Lusingato e onorato.

  9. (proprietario verificato)

    La cura nella descrizione dei particolari ti proietta dentro ciò che stai leggendo. Riga dopo riga ti senti sempre più parte della scena creata dall’autore, sempre attento a cercare di trasmettere al lettore gli stati d’animo dei protagonisti della storia che sta magistralmente raccontando. Il tutto per accompagnarti verso il finale che forse non t’aspetti.

  10. (proprietario verificato)

    Una scrittura rapida, ironica e piena di affetto. L’attenzione per le piccole cose e i dettagli degli animi e dei luoghi. Atmosfere che parlano di nebbie padane e di nebbie del cuore, che ci si aspetta di attraversare e dissolvere con la guida di un autore attento ai colpi di scena.

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Enrico Mottinelli
Nato a Brescia nel 1965, Enrico Mottinelli ha passato gli anni della giovinezza minando alla base quelli a venire, e poi tutti i seguenti nel tentativo di porvi rimedio. Ma era troppo tardi. Laureato in Pedagogia e in Filosofia, ora vive a Milano, è caporedattore in Garzanti e trascorre il tempo libero leggendo; sforzandosi di imparare a suonare un violoncello, il quale però non se n’è mai accorto; tramestando nella microfalegnameria che ha allestito in cantina e scrivendo. Alcuni suoi scritti sono stati pubblicati: Lontano padre, premio Città di Cuneo Primo Romanzo, giuria delle scuole, 2007; Il sapore del ferro e La neve nell’armadio. Sarebbe un vero peccato stroncargli la carriera di scrittore proprio adesso, con tutti gli acciacchi che ha!
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