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Gesaelig - La Guerra delle Corti

Gesaelig - La Guerra delle Corti
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Consegna prevista Ottobre 2021
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Melody Crave è stanca delle sue giornate, di sentirsi un guscio vuoto e trascinarsi a stento nella sua vita da studentessa, tentando di portare avanti anche l’attività dei genitori: una madre scomparsa e un padre di cui è rimasto soltanto lo spettro della persona che Melody ha amato.
Quando il vicino di casa e amico d’infanzia Jason Durand decide finalmente di rivolgerle la parola, dopo anni di silenzio e tormenti, Melody non potrebbe mai immaginare quanta differenza farà Jason nella sua vita. Non quando, una tragica notte, il ragazzo la trascina con sé a fondo nel lago della loro città.
Oltre lo specchio d’acqua, Melody scoprirà che il suo mondo non è mai stato quello che credeva, e che c’è molto di più dietro alla sua storia e al passato di Jason, il ragazzo che ha sempre pensato di conoscere e che l’ha abbandonata quando ne ha avuto più bisogno.
In un mondo oscuro e pericoloso, adesso, Melody dovrà affrontare ben più di una guerra e di un nemico.
Il re della corte la attende.

Perché ho scritto questo libro?

Gesaelig è nato come un progetto su NaNoWriMo, per sfidare me stesso ad andare oltre i miei limiti di scrittura e a spaziare verso altri generi narrativi che fossero ben diversi da quelli di cui ho sempre scritto. Col tempo, il progetto è diventato un vero e proprio romanzo, una storia di formazione ma anche di rivalsa, un fantasy di cui avevo proprio bisogno e che mi ha aiutato a scavare a fondo nella mia fantasia più sfrenata e ad approfondire ulteriormente la mia creatività.

BOZZA INTEGRALE NON EDITATA

Prologo

Il giovane Ealdun aveva soltanto otto anni quando si sentì dire per la prima volta che sarebbe stato troppo debole per vivere a lungo. Ricevere una visita dagli Antichi Elfi era una rarità e non sempre un buon presagio. Il giovane Ealdun aveva trascorso un’intera settimana sotto lo sguardo attento e inquisitore degli Elfi, ben disposti a sottolineare ed evidenziare ogni suo difetto e ogni piccola falla nel suo agire da futuro re della Corte.

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Due giorni di duelli con la spada, tre di cavalcate nella foresta dietro la Corte, a caccia di chissà quale bestia rara gli Elfi volessero portata al loro cospetto. Infine, due giorni di attenta valutazione psicologica, con tranelli e trucchetti che solo un vero re della Corte avrebbe saputo individuare e aggirare.
Poco dopo, disteso sotto le calde coperte del suo letto e scosso da una malattia che nessuna fata aveva mai visto, il giovane Ealdun aveva ricevuto il verdetto degli Elfi che tanto lo tormentavano.
Era troppo debole per salire al trono, e avrebbe avuto vita breve, nonostante gli straordinari poteri che gli sarebbero stati conferiti.
Non aggiunsero altro.
Svanirono nel nulla dopo l’annuncio, come trasportati dal vento, lasciando il giovane Ealdun in balia di un incerto destino.
Eppure, anni dopo non sembrò peggiorare sotto alcuna condizione. Col tempo, il giudizio degli Elfi divenne solo una leggenda da raccontare la notte, ingigantita da dettagli sempre più improbabili per mettere in cattiva luce quel bizzarro sovrano che sembrava nascondere più di un segreto.
Ben più di un tormento, dietro il suo sguardo gelido e il suo volto perennemente sereno, come una statua.
Ma nascosto dai drappi che ricoprivano le numerose finestre della sua stanza, re Ealdun non ebbe mai pace; al compimento del suo ventesimo anno, il secondo trascorso sul trono della Corte dopo la maggiore età, capì di dover fare un passo più lungo della gamba. Individuò la prossima strategia, analizzò a fondo il popolo a cui avrebbe dichiarato guerra, approfondì i suoi piani e rimase chiuso nella biblioteca della Corte per settimane intere.
Alla fine, chiamò a sé ogni singola creatura, dalla più grande alla più piccola. Una sfilza di orride bestie si riunì di fronte al palazzo: i plentyn cael, con i loro orribili denti appuntiti e i loro occhi scuri come il buio della notte dietro cui si nascondevano; i servan, con le loro dita lunghe e affilate per squarciar meglio le proprie vittime; gli odmieńce, pelosi e ingobbiti, con i loro occhi di rapace attenti a qualsiasi dettaglio e le ali cupe perennemente incrostate di fango; i jetins, dai morsi e dai graffi affilati come le rocce delle grotte che avevano scelto come rifugio; gli spriggan, che si nascondevano tra le fronde degli alberi per riposare, e qualsiasi altro tipo di changeling chiamato a raccolta per servire il volere di sua maestà.
In quegli anni, la strategia di Ealdun prese il via lentamente, passo dopo passo. L’Altromondo, la terra che gli umani avevano occupato e deturpato contro il volere delle fate, si riempì di piccoli goblin dalle fattezze umane, aggressivi e spietati, violenti e fuori controllo, pallidi e ingobbiti, che seminarono il panico tra gli Altromondani prendendo il posto dei loro figli e rapendoli senza alcuno scrupolo. Si insediarono tra la razza umana così bene che col tempo divenne normale per loro vivere in quel modo, senza alcun affetto particolare e seguendo delle leggi tutte proprie. Volevano solo seminare caos e panico tra il popolo umano, spaventandolo e tormentandolo con dispetti, picchiandolo anche a volte, sfruttando le perfette sembianze dei loro bambini.
Dopo, li avrebbero fatti schiavi, o peggio…
Ma a Ealdun non importava.
Avrebbe fatto di tutto per restare sul trono e dimostrare che era degno di vivere. Avrebbe tenuto sotto stretto controllo la situazione con ogni mezzo possibile. Da quel momento e per gli anni successivi, il suo regno fu impeccabile, e sotto il suo governo ogni fata avrebbe conosciuto uno splendore mai visto prima. Nessuno si preoccupò di Ealdun e delle sue debolezze. Nessuno vide mai una falla nel suo sistema.
Avrebbero riconosciuto, a testa bassa, che re Ealdun era stato abbastanza forte da sfidare ogni sua condizione fisica e restare aggrappato al trono che, dopotutto, gli spettava.
Dal suo trono di rampicanti d’oro, foglie brillanti e rose d’avorio, governò duramente su ogni singolo villaggio, spaccando il regno in due e innalzando la Corte Saelig per controllare dall’alto chiunque potesse osare minacciare l’integrità della Corte.
Le fate che avrebbero osato contraddirlo e quelle che avrebbero mostrato un accenno di scontento sarebbero state private di ogni gioia e di ogni potere, bloccate per sempre oltre la rupe e sotto la Corte, ancor più lontano della Radura degli Elfi, nelle terre deserte della Corte Gesaelig, il regno degli incubi.
Solo così si sarebbe messo al sicuro, circondato dalle fate che apprezzavano davvero il suo controllo, cantandone le lodi e rendendo la Corte Saelig il posto migliore in cui vivere.
Col passare degli anni, però, anche il giovane Ealdun fu costretto a fare i conti con una dura verità che aveva rifiutato troppo a lungo: non conosceva l’Altromondo, né avrebbe mai potuto conoscerlo fino in fondo. Non sapeva cosa potesse nascondere, poiché non aveva mai varcato lo Shimmerglass, e per questo non poté far altro che restare in attesa.
Sapeva che dall’Altromondo sarebbe arrivata una risposta, prima o poi. Qualcuno si sarebbe accorto di cosa stava succedendo; qualcuno si sarebbe ribellato. Il giudizio degli Antichi non era mai errato e, mentre il re aveva cercato di fare tutto il possibile per evitare il suo triste destino, gli Elfi erano rimasti a guardare dai boschi più profondi.
La strategia di guerra di Ealdun non era perfetta e gli si sarebbe ritorta contro, se solo gli umani si fossero accorti di cosa stava succedendo. Se solo qualcuno avesse ricordato che, un tempo, nell’Altromondo erano esistite le fate.
Il vento tra le tende della sua stanza gli aveva preannunciato l’ora della guerra, ma c’era anche qualcos’altro che il Re non poteva immaginare.
Gli Antichi Elfi sapevano tutto. Controllavano tutto.
Tra le fronde della loro Radura, riecheggiò una risata lontana.

2021-01-30

Aggiornamento

Carissimi lettori, per ringraziarvi della fiducia dimostrata finora al mio romanzo e per festeggiare questo fine settimana in cui potrete trovare uno sconto del 20% su ogni copia acquistata, ho deciso di rilasciare la playlist ideale che potrebbe accompagnarvi durante la lettura, e che ha fatto compagnia anche a me durante la stesura del testo nella sua interezza. Spero possa piacervi, e che possiate cogliere le varie sfumature della storia e del mondo in cui si muovono i miei personaggi anche dai singoli brani. Un grosso abbraccio, Paolo! PLAYLIST SU SPOTIFY: https://open.spotify.com/playlist/0TpDXphGLtzmWXBzSrG56N?si=fpkfUdO6SpC6Vjb26ORilQ ELENCO DEI BRANI: The Neighbourhood - Wires Matt Maeson - Grave Digger Red - Unstoppable Sia - Fire Meet Gasoline Lacuna Coil - Trip The Darkness Bishop Briggs - White Flag Imagine Dragons - Tiptoe First Aid Kit - Wolf Radical Face - Servants and Kings Daughter - Glass Ruelle - Madness Fleurie - Hurricane Zella Day - High Tommee Profitt & Fleurie - In The End Vancouver Sleep Clinic - Lung Fleurie - Soldier Halsey - Castle AURORA - Queendom Ruelle - Game of Survival Klergy & Valerie Broussard - Start a War Mikky Ekko - Who Are You Really? Sub Urban - Cradles

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Paolo Costa
Nato e cresciuto a Trapani, nell’estrema punta della Sicilia, dopo essermi diplomato al liceo ho deciso di proseguire gli studi in Lingue e Culture Straniere, all’Università degli Studi di Perugia.
Con Milena Edizioni, ho pubblicato due romanzi per ragazzi a forte tematica LGBTQ+, disponibili in tutte le librerie e online su tutti i bookstore.
Da luglio del 2016, mi sono occupato anche di traduzioni di romanzi e racconti, collaborando con autori stranieri che hanno deciso di autopubblicarsi in Italia. Dall’estate del 2017, lavoro ufficialmente come traduttore editoriale per la Quixote Edizioni, e ho ricoperto lo stesso ruolo per Hope Edizioni per un anno e mezzo. Dal 2019, lavoro per Queen Edizioni rivestendo il ruolo di traduttore editoriale e agente letterario, sbrigando le pratiche di contrattazione e acquisizione di autori esteri da pubblicare in Italia.
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