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Il giorno più lungo

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Consegna prevista Febbraio 2021

Non l’avevo dimenticata, avevo sedici anni. Ora, dopo trent’anni, è di nuovo accanto a me, inconsapevole, totalmente disinteressata, distratta da quel banco frutta e dalle sue offerte settimanali. Il tempo non l’ha sfiorata, sento l’impulso di stringerla forte, di dirle che l’amo oggi più di allora. Vorrei sentirla pronunciare il mio nome con sorpresa, ma non può farlo, non può farlo perché lei non mi conosce, non sa chi sono, non conosce la mia voce, io non conosco la sua, non siamo mai stati cosi vicini. Il dorso della mia mano le sfiora la giacca, per un attimo dirige lo sguardo verso di me, vorrei salutarla, ma non ho accesso alla parola, ho il cuore incatenato, ostaggio di una passione che mi rende invisibile. Poi, all’improvviso, una voce, dal banco carni, comincia a sfogliarla. “Debora, amore, tocca a noi, ci sono i prodotti in offerta.” “Arrivo, peso i pomodori e sono da te”. Finalmente, dopo trent’anni, conosco il suo nome, si chiama Debora, e ha una voce bellissima.

Perché ho scritto questo libro?

Ho scritto “Il giorno più lungo” per passione, semplicemente. Niente era previsto: trama, tempistica, obbiettivi. La storia si è sviluppata da sola, il protagonista è cresciuto con me, giorno dopo giorno, cosi le sue emozioni sono diventate le mie, e non viceversa. La simbiosi con il Professor Baraldi mi ha permesso di accompagnarlo in ogni sua scelta, con sincerità, complice dei suoi fallimenti e della sua miracolosa rinascita.

ANTEPRIMA NON EDITATA

Non l’avevo dimenticata, avevo sedici anni. Ora, dopo trenta anni, era di nuovo accanto a me, inconsapevole, totalmente disinteressata, distratta da quel banco frutta e dalle sue offerte settimanali. Il tempo non l’ha sfiorata, sento l’impulso di stringerla forte, di dirle che la amo oggi più di allora. Vorrei sentirla pronunciare il mio nome con sorpresa, con la gioia che si regala a un bel ricordo del passato, ma non può farlo, anche se volesse, non può farlo perche lei non mi conosce, non mi ha mai conosciuto, non sa chi sono, non conosce la mia voce, io non conosco la sua, non siamo mai stati cosi vicini. Il dorso della mia mano le sfiora la giacca, per un attimo dirige lo sguardo verso di me, vorrei salutarla, ma non ho accesso alla sua parola, ho il cuore incatenato, imprigionato da un amore assurdo, senza speranza, ostaggio di una passione che mi rende invisibile.
Poi, all’ improvviso, una voce, dal banco carni, comincia a sfogliarla.
“Debora, amore, tocca a noi, ci sono dei prodotti in offerta.”
“Arrivo, peso i pomodori e sono da te.”
Finalmente, dopo trenta anni, conosco il suo nome, si chiama Debora e ha una voce bellissima.
Mentre la guardo raggiungere il suo uomo, prendergli la mano e baciarlo teneramente mi domando che senso ha tutto questo, chi sono veramente, cosa ci faccio li, spia senza vergogna di una coppia innamorata. Ma la lucidità ha un respiro breve, mi accorgo di essere geloso di un’idea e di rimanere ancorato a lei da quel destino chi ci ha fatto rincontrare, da quel destino che fa emergere dalla sua borsa una porzione di cartella con scritto “Corso di marketing aziendale per piccole imprese”, relatore Professore Vittorio Baraldi, Docente Universitario di Economia Aziendale e autore di testi didattici.
Finalmente, dopo trent’anni, anche lei avrebbe conosciuto il mio nome, Vittorio.

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All’ improvviso tutto scorre, non ci sono più alibi, la osservo un’ultima volta, scosto leggermente lo sguardo, davanti a me una colonna vetrata, la mia immagine riflessa, poi, in lontananza, di nuovo loro, ancora intenti al banco carni, lui la osserva rovistare nella borsa alla ricerca del portafoglio, lei abbozza un sorriso complice, di nuovo un bacio, si dirigono verso l’ uscita continuando a ridersi addosso. Ora sono con loro, ma è solo un attimo, mi attraversano come un fantasma, ho il cuore a pezzi e mentre osservo le loro figure perdersi in lontananza mi domando dove mi porterà questo incontro.
Vorrei poterla fermare, parlarle di me, di quel ragazzo che non ha mai conosciuto, poter rivivere quel sorriso che mi regalò trent’anni fa per poi sparire come pioggia di primavera, lasciandomi solo, ai bordi di un autoscontro da sagra paesana, folgorato e condannato da un amore eterno, senza un perché, senza una parola.
“Professore, tutto bene?”
Lo sguardo tradiva l’ansia di chi per la prima volta non capiva, perché Anna, la mia bellissima assistente, non poteva sapere, né tantomeno comprendere. Per lei esistevo solamente io, non c’ era spazio per altro nel suo cuore, un cuore colmo d’ amore, un cuore che dal nostro primo incontro aveva scelto di accompagnare la mia solitudine, in silenzio.
“Ti ringrazio Anna, sto bene, è stato solo un leggero giramento di testa, usciamo da questa confusione, trovami un bar che ti offro un caffè.”
Era felice, un caffè l’aveva resa felice, il suo ottimismo mi spiazzava, il suo sorriso e quel corpo perfetto mi imbarazzavano mentre gli sguardi grondanti d’invidia dei passanti mi facevano sorridere. Per il mondo che osserva ero la fotografia del successo ma per il mio di mondo non ero altro che un raffinatissimo sacco vuoto.
“Anna, sai dirmi come stiamo procedendo con la pianificazione del corso di marketing aziendale?”
“Bene professore, siamo quasi pronti, le iscrizioni le abbiamo terminate questa mattina.”
“Ho notato una signora vicino al banco carni con la cartellina del corso, l’ hai notata anche tu?”
“Si, si chiama Debora Sarti, si è iscritta questa mattina, era l’ultimo posto disponibile, per suo marito non è stato possibile l’inserimento perché il corso ha il numero chiuso, vuole intercedere lei?”
Il destino a volte è davvero alto, biondo e con gli occhi azzurri e io non avevo alcuna intenzione di sfidarlo.
“Anna sai che non amo forzare le cose, si iscriverà al prossimo corso!”
“Nessun problema professore.”
Sembrava dispiaciuta, non lo meritava, la sua dedizione meritava risposte diverse, dovevo uscire dalla tana ed era giusto cominciare con lei, avevo il cuore in letargo da una vita e un disperato bisogno di liberarlo al mondo.
“Perdonami, non volevo essere scortese, è un privilegio averti con me, sei ricca di talento, sei competente, brillante, e, se posso permettermi, sei anche una bellissima donna, il tuo fidanzato è davvero un uomo fortunato.”
“Sono single, sola, professore.”
Quando un cuore non è più abituato a conversare diventa un poeta balbuziente, non riconosce più la passione dalla retorica, lo sguardo triste di Anna era li a confermarlo, sapeva che io sapevo, sapeva riconoscere un complimento da una frase di circostanza e questo l’aveva ferita.
“Perdonami, ma ti prego di credermi, averti detto certe cose è già stato un piccolo miracolo.”
Una leggera smorfia delle labbra e un sorriso elegante avevano inciso il contorno del suo bel viso, il rispetto prevaleva sul rancore. Ero stato suo professore universitario prima di nominarla mia assistente, era cresciuta e diventata donna accanto a me, aveva perso il padre da bambina e questo trauma l’aveva confusa, ero da sempre il suo punto d’arrivo, idealizzava in me il tutto in un uomo solo, padre, amante e maestro di vita, conosceva la sua bellezza e rimaneva sedotta dal mio rispetto, conosceva i miei limiti e li affrontava con la sua solita eleganza.
“Lo so professore, grazie, sono lusingata.”
Sentivo forte il desiderio di accarezzarla, di abbracciarla, di dirle quanto fossi sbagliato per lei, di quanto fosse lontana dalla verità, ma il terrore di perdere l’unico vero aggancio alla vita che mi restava era più forte del coraggio che mai avevo avuto.
“Bene, incidente chiuso, il conto per favore.”

Troverai qui tutte le novità su questo libro

Commenti

  1. Stefania Nataloni

    (proprietario verificato)

    Maurizio è un entusiasta, e il suo primo libro non poteva essere differente: qualche mese fa mi ha fatto l’onore di darmi il romanzo da leggere in anteprima, ed è stata davvero una bella sorpresa.
    Vittorio Baraldi, il protagonista, è un uomo “grigio”, che ha vissuto trattenendo le sue emozioni, i sentimenti, gli slanci: ma basta un incontro imprevisto….
    Nel suo giorno più lungo Vittorio scopre il mondo e noi lo seguiamo, incuriositi e divertiti, accompagnati da una scrittura brillante e spontanea.

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Maurizio Cecchini
Maurizio Cecchini nasce a Cattolica, in provincia di Rimini, dove vive tutt'ora con la moglie Elisabetta e la figlia Elena di 11 anni; lavora come operatore turistico ma ha sempre coltivato la passione per la scrittura e per altre forme espressive come la pittura, la musica e il teatro. Grazie alla compagnia fondata dai genitori della scuola, da alcuni anni si esibisce in pubblico al fine di sostenere associazioni del territorio e per favorire l'acquisto di strumenti didattici, ama praticare attività sportiva, in particolare tennis, calcio e sci. "Il giorno più lungo" è il primo libro che pubblica.
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