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Glitter, avventure di una fatina

fairy
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Una piccola fata, nata in una foresta inglese, decide di esplorare il mondo. Conoscerà gli umani e sarà coinvolta nelle loro vicende, imparerà ad amare, a odiare e a soffrire, e scoprirà quali abissi di male e di bene può contenere un cuore, per quanto minuscolo esso sia.

Perchè hai scritto questo libro?

Dopo aver scritto tre saggi e molti articoli per riviste di filosofia, ho compreso che la Verità, per essere accolta più facilmente, ha bisogno di rivestirsi dei veli leggeri e graziosi della Fantasia. Ho pertanto deciso di scrivere una favola filosofica sotto la forma del “romanzo di formazione “, sulla scia di capolavori come Oliver Twist e David Copperfield, ma con un protagonista non umano: una piccola fata il cui cuore sarà “rapito” dai misteriosi Umani.

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Commenti

  1. (proprietario verificato)

    Anch’io l’ho appena finito, e penso che vale la pena di spendere 7,99 per leggerlo. Complimenti Stefano, in bocca al lupo per altri futuri romanzi!

  2. (proprietario verificato)

    All’inizio ero un po’ scettica, ma adesso che l’ho letto mi sono ricreduta. è una storia molto bella, con una protagonista molto “umana”… molto più umana lei così piccola, degli umani grandi grossi e feroci.E’ una storia che ti fa ridere, piangere, commuovere e pensare. Sono contenta di averla comprata.

  3. (proprietario verificato)

    Ho aspettato un po’ a leggerlo per motivi di studio, ma adesso che l’ho finito ho voglia di rileggerlo ancora: bravo Stefano Carloni, spero che tu riesca a raggiungere il tuo goal!

  4. (proprietario verificato)

    Romanzo molto bello, di facile lettura e avvincente.

  5. (proprietario verificato)

    Complimenti Steve! Finora avevo letto i tuoi saggi filosofici e li avevo trovati un po’ “pesanti”, ma questo romanzo invece è molto scorrevole e trasmette profondi insegnamenti con lo stile di una favola. Vai avanti così, e in bocca al lupo! 🙂

  6. (proprietario verificato)

    Mi è piaciuto moltissimo, Glitter è semplicemente fantastica!

  7. Stefano Carloni

    (proprietario verificato)

    Come reagirebbe Glitter di fronte a una strage atroce come quella di Manchester?

    L’umano indossava una lunga giacca, nera come il suo cappello a larghe tese; una folta barba gli incorniciava il volto, e lunghi riccioli pendevano dalle sue tempie. Camminava rasente al muro, guardandosi continuamente attorno. D’un tratto una mano gli serrò la bocca, mentre altre mani lo afferrarono trascinandolo in un vicolo buio. Quattro uomini lo colpirono con calci e pugni lasciandolo senza fiato sull’asfalto, poi il capo del branco lo afferrò per i capelli: «Sporco maiale ebreo, come ti senti adesso che non c’è il tuo esercito a proteggerti? Potrei sgozzarti subito… ma voglio essere buono con te: dì che non c’è altro dio all’infuori di Allah e che Mohamed è il suo profeta, e ti lasceremo andare!».
    «Elohim è il mio pastore» mormorò l’uomo.
    «Peggio per te» ghignò il musulmano estraendo un lungo coltello e avvicinandoglielo alla gola. All’improvviso la lama fu colpita da una scarica elettrica e andò in frantumi; il vicolo s’illuminò di tutti i colori dell’arcobaleno, e una piccola creatura dalle grandi ali blu intimò loro: «Lasciatelo andare! Non avete udito la parola del Clemente: “Non ci sia costrizione in materia di fede”?».
    «È un jinn femmina!» esclamò uno di essi. Il capobanda lasciò andare l’ebreo e si rivolse a Glitter: «Il nostro grande Profeta ci ha insegnato come trattarli: “Combattete coloro che non credono in Allah e nell’Ultimo Giorno, che non vietano quello che Allah e il Suo Messaggero hanno vietato, e quelli, tra la gente della Scrittura, che non scelgono la religione della verità, finché non versino umilmente il tributo, e siano soggiogati”, e ci ha dato l’esempio sconfiggendoli e mettendoli a morte».
    «Quando il vostro profeta fu scacciato dalla città santa il suo cuore si pervertì al male, ed egli cambiò parole di pace con parole di guerra» proclamò la fatina, «ma in principio fu detto: “Misericordia io voglio, e non spargimento di sangue”».
    «Taci, blasfema!» urlò un altro sparandole, ma Glitter evitò agevolmente i colpi: «Poiché i vostri cuori sono corrotti e le vostre menti cieche» disse, «l’Altissimo vi ha posto nelle mie mani, affinché riceviate la giusta punizione per i vostri peccati». Disegnò un ampio cerchio con le braccia, e lingue di fuoco sgorgarono dal suolo colpendo gli islamici sul fondoschiena. «Scotta! Scotta!» gridarono, mentre le armi volavano via dalle loro mani.
    «Sparite dalla mia vista, generazione perversa e adultera!» gridò la fatina. «Sparite prima che la collera del Signore vi distrugga!». Non se lo fecero ripetere una seconda volta.
    «Sta bene?» chiese Glitter all’umano toccandogli i lividi.
    «S-sì, sto bene» mormorò lui ancora meravigliato, «mentre mi tocchi il dolore sta svanendo… come posso ringraziarti?».
    «Acqua in bocca» sussurrò lei prima di spiccare il volo.

  8. Stefano Carloni

    (proprietario verificato)

    #estratto
    Per quarantaquattro lunghi anni Glitter aveva percorso Londra in lungo e in largo. Conosceva ogni piazza, ogni vicolo; dalle taverne di periferia fino alla Borsa, da Buckingham Palace fino al British Museum (che orrore, le farfalle inchiodate ai muri!). Entrava in case e chiese senza farsi notare, assisteva ad amplessi, nascite, matrimoni e funerali; sopra ogni altra cosa le piaceva farsi vedere dagli infanti, scendere nelle loro culle, sentire i loro gridolini di meraviglia e lasciarsi accarezzare dalle loro piccole mani. Ogni anno, il 9 di giugno, tornava a Westminster portando un fiore fresco sulla tomba di Charles Dickens, e ogni volta la ferita si riapriva facendole versare fiumi di lacrime.
    Ogni tanto entrava in una biblioteca e sfogliava a caso un libro dimenticato su un tavolo, oppure raccoglieva un giornale da un bidone della spazzatura per divorarlo con avidità; in questo modo si era tenuta al corrente dello straordinario progresso scientifico, tecnologico e sociale di quell’epoca. Ma quando l’Impero di Sua Maestà entrò in guerra con le “Potenze Centrali” non ci fu bisogno di leggere alcun giornale: le bastò ascoltare le grida della folla.
    «I tedeschi sono davvero cattivi» aveva riflettuto per giorni «bruciano le biblioteche, uccidono i bambini, e come se non bastasse discriminano gli ebrei» (sugli ebrei aveva cambiato opinione dopo aver letto Il Mercante di Venezia: il monologo di Shylock l’aveva davvero commossa). «Se fosse vivo, il mio Charlie attraverserebbe il mare per fermarli!». Poi un pensiero l’aveva invasa: Andrò io per lui. Così aveva volato fino a raggiungere un porto, ed era salita su una delle navi in partenza per Dunkerque.

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Stefano Carloni
Stefano Carloni, nato a Roma nel 1970 e residente a Roma, nel 1997 ha conseguito la laurea in Giurisprudenza e nel 2002 il dottorato di ricerca in Filosofia del Diritto. Dal 2005 lavora nella Pubblica Amministrazione. È appassionato di astronomia e astrologia, esoterismo e società segrete. Ha pubblicato tre saggi e più di venti articoli per riviste specializzate di filosofia. A partire dal 2014 si cimenta nella narrativa – ritenendo che la verità, per essere meglio accolta, debba rivestirsi con i veli leggiadri della favola – e pubblica con Youcanprint il racconto breve "The Teacher - Il professore". “Glitter, avventure di una fatina” è il suo primo romanzo.
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