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Il grido dei narcisi

Il grido dei narcisi

La campagna di crowdfunding è terminata, ma puoi continuare a pre-ordinare il libro per riceverlo prima che arrivi in libreria

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Consegna prevista Dicembre 2021

Cos’ha portato Mattia a porre fine alla sua vita a soli vent’anni?

“Il giallo del cuscino di narcisi adagiato sul feretro del giovane suicida si staglia nel mezzo della navata, in un grido muto.”

Luglio 2000. In una notte d’estate, sulla costa anconetana, un giovane studente universitario va incontro a un treno in corsa.

Luglio 2011. In un ospedale felsineo, una donna dà l’addio al marito, strappato a lei e alla loro bambina a soli ventinove anni.

Luglio 2013. Cristiano, fratello del giovane suicida, è ancora in cerca di una risposta. Mattia era benvoluto da tutti, gli studi andavano bene, aveva una ragazza che adorava: perché si è ucciso?
E cosa nasconde sua madre, la quale aveva cancellato l’esistenza del figlio maggiore già mesi prima del suo tragico gesto?

Ma, soprattutto, chi ha ordinato il cuscino di narcisi posto sopra la bara di Mattia?

 

Perché ho scritto questo libro?

Certe notizie ti restano dentro. Ti scuotono nel profondo e affondano le radici nel tuo subconscio, in attesa di riemergere un giorno insieme ai concetti letti in qualche libro o articolo, oppure sentiti per caso mentre eri in coda al supermercato. Concetti e temi troppo importanti, e spesso troppo poco discussi, per ignorare l’idea che, alcuni anni fa, mi fiorì inaspettata mentre tornavo a casa una sera. Mi ha lasciata in pace solo quando ho apposto la parola “fine” sul mio manoscritto.

ANTEPRIMA NON EDITATA

PROLOGO

6 luglio 2000

Il treno

Lasciò cadere lo zaino sulla banchina. Trasse un respiro lungo. Il profumo dell’aria notturna gli scivolò giù per la gola. Era una brezza dolce, che serpeggiava impalpabile tra le fronde degli alberi e i cespugli a ridosso della rete, carezzando le lucciole e risvegliando il sapore dell’erba avvizzita dall’estate. I grilli creavano un concerto portato a sciami dal vento, interrotto ogni tanto dal verso di qualche uccello notturno. Il cielo d’inchiostro aveva inghiottito contorni e paesaggi, colori e forme. Aveva inghiottito lui. Nel deserto della notte senza luna, il ragazzo si sentiva invisibile.

Alzò lo sguardo verso le reti di protezione al lato dei binari. L’arancio vivo dei lampioni serpeggiava su per il fianco delle colline addormentate, come minuscole perle d’ambra attaccate a una collana dimessa. Inghiottite dalla notte, le luci delle case erano dei piccoli fazzoletti di vita cuciti alle mura, srotolati sul cemento dei cortili e sull’erba dei giardini.

Mandò un saluto silenzioso a quelle vie, a quelle case, a quegli scorci che non avrebbe più rivisto.

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Nella stazione deserta la voce registrata annunciò dall’altoparlante l’arrivo del suo treno.

Non aveva salutato nessuno, perché nessuno avrebbe capito, neppure suo fratello.

Addosso avvertiva solo una punta di amarezza, una goccia minuscola in cui era concentrata la nostalgia di casa, dei paesaggi che stava lasciando e di tante altre cose che non riusciva a definire. A parte quello, la sua mente era stranamente sgombra. Per la prima volta dopo molto tempo si sentiva in pace.

Il fischio del treno squarciò il silenzio umido della notte.

Addio, pensò, e fermò gli occhi sui fari della locomotiva.

Se tutte le stelle del mondo
A un certo momento
Venissero giù
Tutta una serie di astri
Di polvere bianca scaricata dal cielo
Ma il cielo senza i suoi occhi
Non brillerebbe più.

LUCIO DALLA – Felicità

1

Ceneri

L’estate in cui mio fratello si suicidò io avevo diciassette anni.

Ricordo il trillo del telefono in corridoio, il clac-clac-clac delle ciabatte di mia madre sul pavimento lucidato di fresco, il rumore impercettibile della cornetta che veniva sollevata. Ricordo il silenzio. Ricordo il balbettare sommesso di mia madre, soffocato dallo schiaffo delle pale del ventilatore sul soffitto del soggiorno. Ricordo il suo lamento disperato l’attimo dopo, i suoi singhiozzi secchi.

Se un cuore che si spacca potesse emettere un suono, per me sarebbe il grido soffocato di mia madre quel pomeriggio.

Il medico legale ci mise due settimane ad autorizzare l’obitorio a ridarci Mattia, non so per quale motivo, visto che era chiaro a tutti il fatto che mio fratello si fosse suicidato. Vent’anni finiti sotto un treno merci diretto a Pescara. Nella sua testimonianza alla polizia, il macchinista raccontò come Mattia fosse andato incontro alla motrice a braccia aperte. Nessuno di noi capì mai perché lo avesse fatto.

Oltre al suo futuro, quella notte andarono in pezzi la nostra famiglia e il mio titolo di figlio minore. La telefonata della polizia mi fece diventare il figlio. L’unico, il superstite, quello che avrebbe dovuto gestire le conseguenze portate dal gesto di mio fratello e mettere il lutto dei nostri genitori prima del proprio. Se possibile, la sua morte fu per me più schiacciante che per loro, visto che ero sempre stato l’ombra di Mattia. Gli estranei ci prendevano di continuo per gemelli, nonostante lui avesse tre anni di più. Stessa statura media, stessi capelli castano mossi, stessa carnagione olivastra, stessi occhi marroni. Stessa fronte alta, stesso naso corto e affilato, stesso mento squadrato. Stesso tutto, insomma. Mattia era stato il mio modello, quello che anch’io sarei voluto diventare andato via di casa, un giorno.

Quella notte di luglio non persi soltanto mio fratello. Persi anche l’innocenza di non sapere cosa significhi ritrovarsi a raccogliere la propria madre dal pavimento, con la cornetta del telefono ancora stretta tra le mani.

2021-06-16

Aggiornamento

Ci siamo! Ho appena inviato la bozza definitiva al fantastico team di Bookabook. Questo giorno non sarebbe mai potuto arrivare se non avessi avuto alle spalle l'incredibile supporto dei miei sostenitori. Grazie di cuore, ancora e sempre, a tutti voi per aver reso possibile la realizzazione di un sogno che mi porto dietro sin da bambina: raccontare storie e farle conoscere ad altre persone. Grazie per aver creduto nel mio romanzo, per averlo acquistato e fatto sì che io raggiungessi il target previsto dalla campagna di crowdfunding. Sono ancora nel mezzo della fase dell'incredulità. So che il libro vedrà la luce tra pochi mesi, che potrò toccarlo, sfogliarlo, e che altre persone lo leggeranno, ma tale realtà non ha ancora fatto presa su di me, non del tutto. È una gioia talmente grande da far fatica a contestualizzarla, ad assimilarla. Forse l'idea riuscirà a far breccia nel momento in cui vedrò la copertina o forse più tardi, quando riceverò la mia copia, non lo so. Speriamo dicembre arrivi presto, in modo che possiate finalmente leggerlo e che possiamo finalmente parlarne, commentarlo, magari davanti a una tazza di caffè o facendo un brindisi virtuale su Zoom! A presto, Juana
2021-06-07

Aggiornamento

Abbiamo raggiunto l’obiettivo! Provo un tale senso di gratitudine per tutti quelli che hanno creduto in me, è inesprimibile a parole. Non vedo l’ora di potervi far conoscere Cristiano, Mattia e Barbara. E spero davvero di cuore che vi piaccia scoprire la loro storia tanto quanto a me è piaciuto raccontarla. E adesso si comincia a lavorare per raggiungere l’overgoal!
2021-04-26

Intervista a “Pour Parler” – VeraTV canale 79 del DT

Ciao a tutti, Come da ultima comunicazione su Facebook e Whatsapp, la mia partecipazione al programma "Pour Parler" e' stata spostata a lunedi' 26 Aprile alle ore 18. Vi aspetto quel giorno sul Canale 79 (Marche e Abruzzo) e 685 (Lazio) del digitale terrestre, oppure sul sito www.veratv.it oppure sulla loro pagina Facebook https://m.facebook.com/Veratv.canale79/ A lunedi' 26, allora! ;-) Juana
2021-04-14

VeraTV – Partecipazione al programma “Pour Parler”

Mercoledì 14 aprile sarò ospite alla trasmissione “Pour Parler” su VeraTV! Parlerò di scrittura, libri, vita all’estero, ma non solo... vi aspetto sul Canale 79 (Marche e Abruzzo) e 685 (Lazio), sul sito www.veratv.it o sulla loro diretta Facebook alla pagina https://m.facebook.com/Veratv.canale79/ mercoledì, non mancate!

Commenti

  1. Ho avuto la possibilità di leggere questo romanzo in anteprima. Lo consiglio a tutti e a tutte perché è molto avvincente. L’ho letto tutto d’un fiato perché mi chiedevo sempre “cosa succederà dopo ? “

  2. (proprietario verificato)

    Ho avuto il piacere e l’onore di leggere il libro in anteprima e non vedo l’ora di rileggerlo quando mi arriverà la copia cartacea che ho ordinato! Non vorrei svelare troppo sulla trama per non rovinare la sorpresa, per cui cercherò di non scendere troppo nei dettagli.
    Amo lo stile diretto e maturo dell’autrice e in quest’opera non ha deluso, anzi!
    Le tematiche dell’amore, della sessualità e della morte sono trattate in maniera egregia, a tratti molto emozionale e profonda, in altri più leggera e fresca. Il prologo e’ particolarmente accattivante e ti invita a continuare la lettura alla scoperta delle ‘verità nascoste’, così come i colpi di scena e gli elementi di sorpresa ti tengono incollata al manoscritto.
    I personaggi sono interessanti, credibili e ben riusciti grazie al loro senso di umanità, alla curiosità che suscitano e ad un sano umorismo, immersi nello sfondo di una Bologna anni ’00.
    Il romanzo e’ ben strutturato con frequenti flashback che tengono il lettore sveglio e attento. Ottima la padronanza della lingua italiana, la narrazione e’ scorrevole, la trama incalzante e le descrizioni degli ambienti ben articolate.
    E’ un libro così attuale e ben scritto che non può mancare nella tua collezione!

  3. (proprietario verificato)

    Attendo con trepidazione l’uscita di questo libro, ambientato in una regione meravigliosa e troppo spesso dimenticata. La sinossi è interessante e ci vedo già le basi per un’ottima fiction… la cui realizzazione non posso aspettare perché sono troppo curioso!!! Perché dicembre è così lontano?

  4. Conosco l’autrice, ma del libro ho letto solo la trama che mi riporta ad un fatto accaduto anni fa a qualcuno che conoscevo. Non vedo l’ora di leggerlo.

  5. Ho potuto leggere “Il grido dei narcisi” in anteprima.
    È un libro sulle emozioni, sulla fragilità delle relazioni umane e sul male che nasce dalle incomprensioni e dall’incomunicabilità. Ha un incipit molto avvincente, perché – almeno in parte – nasce e si sviluppa come un mistero, evocato quasi per caso da oggetti e sensazioni che risvegliano ricordi sepolti solo in apparenza.
    Sviluppa subito nel lettore, quindi, la curiosità di andare a fondo e penetrarlo (il mistero ed il libro) complice una ambientazione ben tratteggiata e capace di far sentire tutto il suo peso, atmosferico e non.
    Tuttavia, la soluzione dell’enigma è solo uno dei punti su cui è costruito il libro, forse nemmeno il più importante. E i binari (metaforici) su cui viaggia il protagonista non sono meno pericolosi di quelli dove ha perso la vita suo fratello.
    Per me è sicuramente un volume da tenere in libreria, anche per chi non è un amante del genere prettamente “introspettivo”.

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Juana Romandini
È nata a San Benedetto del Tronto, nelle Marche. Dopo aver vissuto alcuni anni a Bologna, è partita alla volta di Londra prima e di Manchester poi, città, quest'ultima, in cui risiede tutt'oggi e in cui collabora con diverse organizzazioni culturali internazionali. “Il grido dei narcisi” è il suo primo romanzo.
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