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Guerre Immortali - Il Sigillo

Guerre Immortali - Sigillo
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Consegna prevista Luglio 2022

Il mondo viene improvvisamente scosso dalla guerra: le forze del bene e del male abbandonano la loro cortina di parvenza e trasformano il mondo dei mortali in un campo di battaglia. La guerra tra Paradiso e Inferno si rende infine manifesta.
Gli Eterni, i servitori del Signore combattono contro i Dannati, gli schiavi di Lucifero, i difensori del caos e dell’abominio.
Coloro che per millenni sono stati oggetto di venerazione o disprezzo distruggono il piano degli umani, non per sete di vendetta o conquista, ma per il desiderio di vederlo annientato sotto il peso della propria egemonia.
Una donna, la cui vita è stata completamente distrutta dalla guerra, decide di rischiare ogni cosa per richiamare un demone dalle viscere più oscure dell’inferno e farne il proprio schiavo, la propria arma segreta contro gli Immortali. Occhio per occhio, combattere il fuoco con il fuoco.
Riuscirà infine a controllare il proprio servo? Riuscirà a ribaltare le sorti del conflitto?

Perché ho scritto questo libro?

Cominciai a scrivere il mio primo romanzo al liceo, un fantasy di stampo medievale. Negli anni l’ho ripreso più volte ma non l’ho mai concluso. Da sempre faccio sogni molto vividi e fantasiosi e ad un certo punto decisi di trasformarli in storie. Guerre Immortali è la conseguenza di quel sogno, che da semplice racconto si è trasformato nel mio primo vero romanzo. Da allora sono passati 5 anni e ora sono fiera di poterlo mostrare a tutti i lettori!

ANTEPRIMA NON EDITATA

Vidi il mondo andare lentamente in pezzi innanzi ai miei occhi. Vidi le forze del bene e del male abbandonare la loro cortina di parvenza e trasformare il nostro mondo, la quotidianità in un campo di battaglia. Vidi il sangue dei miei fratelli imbrattare il ventre molle del mondo, mentre creature sputate dalle viscere più oscure dell’inferno ingaggiarono battaglia con creature discese dal regno immortale dei Cieli. La guerra tra Paradiso ed Inferno si rese infine manifesta, invadendo la vita dei mortali.

Gli Eterni, i servitori del Signore, coloro che in passato avevano giurato di proteggerci; coloro che, per volere di Dio, avevano votato la loro esistenza al servizio dell’uomo. La loro guerra era rivolta ai Dannati, gli schiavi di Lucifero, i difensori del caos e dell’abominio.

Le porte del Regno della Luce e delle Tenebre si sono spalancate sul mondo. Esseri immortali, per millenni oggetto di venerazione o disprezzo, hanno raggiunto il piano degli umani, non per sete di vendetta o conquista, ma per il desiderio di vederlo annientato sotto il peso della propria egemonia. I guerrieri di Dio hanno tradito il Santo Padre e si sono resi artefici di morte e distruzione nel mondo da lui creato e venerato. Le forze del male si sono innalzate, mostrando tutta la propria ingordigia e devastazione. Il premio finale è la supremazia sulla creazione più bella di questo universo: la Terra.

Vidi le preghiere innalzate a un Dio sordo e cieco librarsi nella penombra della devastazione, come un canto appena sussurrato nel pieno della tempesta.

Abbiamo pagato con l’annientamento la colpa della nostra mortalità. Io ho pagato con la disgrazia la colpa della mia superbia. 

Il mio nome è Abigail e la mia anima è perduta.

Capitolo 1 – Nascita

La terra fremette; qualcosa si mosse nelle sue viscere. Un forte odore di zolfo inondò quel luogo nefasto. La donna dovette coprirsi la bocca e il naso per proteggersi dal quel fetore insostenibile. Questo non impedì a un forte conato di vomito di farla vacillare. Le gambe cedettero e si ritrovò presto con le spalle premute contro la fredda roccia dietro alle sue membra tremanti. La terra dinanzi a lei si spaccò con un frastuono terribile, riempiendo ogni anfratto di quel tugurio con una cacofonia di suoni senza senso. Spostò le mani alle orecchie per proteggersi, invano. 

Una melma nauseabonda fuoriuscì dalla frattura e si espanse ai suoi piedi. Non poteva fuggire. Non più ormai.

Tentò goffamente di arrampicarsi sulla superficie rugosa del muro alle sue spalle, ma il vapore e le esalazioni solforose avevano reso le pareti viscide e scivolose. Ogni appiglio sembrava smussato e levigato. La conca formata dalla conformazione della grotta trascinò il liquido nero attraverso il suolo pietroso del pavimento, fino ad avvolgerle le caviglie. Era caldo, vischioso, ripugnante. Osservò inerme quel manto nero allargarsi e contrarsi in forme indistinte. Trattenne a stento un urlo. La confusione, il terrore e l’eccitazione si mescolarono in un cocktail inebriante e al contempo analgesico. Il suo corpo tremava di ansia e panico, il suo istinto primordiale di fuggire non rispondeva. La massa fangosa si flesse, poi si espanse e infine sembrò ritirarsi, fino ad avvolgersi intorno a quello che solo dopo identificò come un corpo…un corpo umano…un corpo maschile. 

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Il cuore si uniformò al battito incessante del gorgo che ancora pulsava; poteva sentirne il rimbombo che batteva all’unisono con quella discordia nauseante. Indietreggiò più che poté, ben sapendo di non potersi difendere in alcun modo. Raccolse il coltello, lo stesso con cui si era inferta il taglio nel braccio che aveva dato via a tutto. Vi si aggrappò quasi fosse la sua ultima speranza. La melma oscura cominciò a rientrare definitivamente nell’incavo della frattura. Il corpo venne finalmente alla luce. Ansimante e tremante. Nonostante l’oscurità si poteva intravedere una figura robusta, quasi imponente, ma non deforme, come invece si aspettava: la muscolatura fasciava le ossa come in una di quelle sculture greche dedicate ai giochi olimpici, che aveva visto da piccola nei libri.

La pelle era ancora nera a causa della fanghiglia, che lo teneva ancora saldamente ancorato alla frattura. L’essere tentò di liberarsi con uno strattone, ma la trappola non sembrava mollare la presa. Emise un urlo animalesco. La ferita al braccio bruciò come mai prima. Il sangue che aveva aperto il sigillo si era già rappreso, ma lo sentiva comunque vibrare. Quasi perse nuovamente la presa sul coltello. Lo sollevò sopra l’essere, sorpresa di riuscire ancora ad impugnarlo. Lo vedeva nella sua mano, sentiva il legno ruvido del manico, ma era come se la sua mente non potesse percepirlo. L’essere tentò di alzarsi, ma ricadde sotto il peso della sua gabbia fangosa. Gli si avvicinò con estrema cautela. Era in tranche. Strinse l’arma e la sollevò più che potè. La lasciò cadere, sfruttando la gravità per imprimervi forza e recise con estrema precisione la sostanza nera che tratteneva il busto della creatura. Colpì altre tre volte prima di assistere con sgomento al ritrarsi sinuoso della poltiglia, che rientrò con diversi sussulti nel buco. Nel momento in cui l’ultima goccia sparì nel baratro, il dolore al braccio si intensificò fino a prendere il sopravvento. Si ritrovò carponi, il braccio in fiamme e il volto contorto dagli spasmi. 

L’abisso infernale aveva partorito il proprio abominio; il suo sangue aveva suggellato quel patto e ora innanzi a lei si stava tracciando nel corpo e nella mente la sostanza dei suoi incubi. L’essere si mosse, in un goffo tentativo di alzarsi. 

In quel momento il tempo sembrò rallentare. Ripensò a quando tutto ebbe inizio, quindici anni prima.

I primi a morire furono i suoi genitori, investiti dalla potenza distruttiva di Uriel, uno degli arcangeli più potenti del creato, mentre ingaggiava una distruttiva battaglia contro Lilith, la Signora delle Tempeste, la Madre dei Demoni, la consorte del male. Allora aveva solo dieci anni, troppo piccola per concepire che un evento traumatico potesse stravolgere la sua vita. 

I mortali si trovarono loro malgrado coinvolti in una guerra per loro insostenibile e pagarono con la propria vita e la propria libertà la guerra immortale tra Eterni e Dannati. Il secondo a morire fu Cillian, suo fratello gemello, vittima anch’egli di un conflitto che non gli apparteneva. Infine Marcus, il suo compagno da ormai due anni, vittima dei Dannati. Quell’ultima perdita aveva disintegrato ogni sua sicurezza e la disperazione, che fino allora aveva tenuto a bada grazie alla Resistenza, scavò un buco nella sua anima. La sola sensazione che riusciva a sentire era quel profondo senso di inevitabilità; si sentiva completamente perduta, e ora aveva ceduto la cosa più preziosa che possedeva al Maligno, la propria anima, per ottenere il potere. Perdere Marcus l’aveva trascinata in una spirale di rancore e dolore, che avevano guidato la sua voce mentre pronunciava le parole che portarono il Servo al suo cospetto.

Strinse istintivamente il crocifisso che ancora portava al collo, un regalo di sua madre, ben conscia dell’inutilità di quel gesto. Il Santo Padre aveva abbandonato quel mondo e i suoi stessi figli ormai da molto tempo, da prima ancora che la guerra scoppiasse. Pensò a quanto folle dovesse sembrare affidarsi ad una effige priva di significato, dopo aver venduto la propria anima a Satana. Il dolore al braccio si attenuò fino a sparire.

Tum…tum…tum…tum…non era il suo cuore che sentiva. La creatura fu scossa da un nuovo spasmo, il corpo ormai libero dalla fanghiglia, e poi da un altro e un altro ancora, finché fu avvolto da convulsioni febbrili. Si dimenava contorto dal dolore. Sembrava soffrire molto. Abigail non si accorse che la sua mano si allungava fino a toccare la spalla della creatura. Vide il proprio sangue fuoriuscire dalla ferita al braccio e avvolgere il suo volto. Il liquido rosso si infiltrò sotto la cute dell’essere. Fu come se il suo corpo venisse attraversato da una scossa elettrica. I muscoli si contrassero e il pallore cominciò a svanire. Finalmente il suo volto venne alla luce: un viso squadrato, forte, virile, leggermente allungato, gli zigomi marcati, gli occhi di un colore indistinto, tra il verde e l’azzurro, contornati da sopracciglia chiare e una fronte alta. Non si aspettava un simile aspetto. Nella sua mente aveva tracciato in precedenza una creatura informe e mostruosa, non era pronta per un aspetto così…umano. Ansimava vistosamente, il petto sconvolto dal ritmo frenetico del suo cuore. Le sue mani si mossero nuovamente su di lui, questa volta mosse dal suo spirito in tumulto. Si posarono sul torace tremante della creatura: sentì i tamburi sotto il suo palmo e la pelle che si andava poco alla volta scaldando, liscia e sensuale. Scosse la testa per allontanare un ricordo che riafforò sinuoso nell’ombra, ma un brivido le corse lungo la schiena. Quel contatto ebbe un effetto lenitivo sul corpo fremente della creatura. Si sollevò prima sulle ginocchia e poi in piedi, mostrando tutta la sua imponenza e avvenenza. Si ritrovarono presto uno di fronte all’altro. Lui era vivo. Respirava, gli occhi piantati sui suoi.

“Ora mi appartieni”. Non riconobbe la sua voce in quelle parole, eppure erano le sue labbra ad averle pronunciate.

“Sì, mia Padrona.”

La sua coscienza si risvegliò nell’ombra. I suoi occhi ciechi vagavano incontrollati alla ricerca di un punto di riferimento. Nella sua mente si susseguivano dei suoni indistinti, incapaci di farsi parola. Portò le mani al volto e così fu conscio di sé.

Sentì un tonfo, poi un altro, seguito da una nenia ondeggiante che invase il nulla nel quale era immerso. Poi fu luce, il frastuono fu enorme…più di quanto le sue orecchie potessero sostenere. Arrancò verso quell’unica fonte di luce che si frapponeva tra il vuoto della sua mente e la coscienza dell’essere. Si aggrappò a qualcosa di viscido e caldo. Strinse le mani e riuscì a fuoriuscire dall’ombra. Urlò con quanto fiato aveva in gola, ma non riusciva a sentire alcun suono. La sua voce si fece vibrazione e si espanse fino a sbattere contro qualcosa di duro. La melma nera lo avvolse completamente, quasi a soffocarlo. Il suo corpo fu scosso da un senso di repulsione, annaspó nel tentativo di liberarsi dalla stretta untuosa di quella fanghiglia maleodorante. Non riuscì a liberarsene. La sua pelle bruciava al contatto. Sentì qualcosa di freddo appoggiarsi sulle sue spalle e tirare. Poi la sensazione si fece più calma come se qualcosa di vivo lo stesso toccando. Sì aggrappo a quella sensazione con forza. Infine fu fuori. I suoi occhi non riuscirono immediatamente ad abituarsi alla luce. Ansimó freneticamente. Sentì il proprio petto vibrare, come se volesse esplodere al martellare del suo cuore. Un cuore. Batteva. Forte. Vigoroso. Intenso. I suoi polmoni si contrassero convulsi, annaspando per riempirsi di aria. Sentiva alla pelle bruciare, percorsa da terribili tremiti. Le immagini si susseguirono inesorabili, vorticando rovinosamente. La sua coscienza si contrasse e prese forma. Cercò di issarsi in piedi più e più volte, ma era come se una forza oscura lo stesse tenendo inchiodato al terreno. Poi di nuovo quella sensazione di calore alla spalla, ma questa volta seguita dal colare di qualcosa di rosso e caldo. Venne scosso da un’iniezione di vitalità. Le sue membra furono sconvolte da febbrili vibrazioni. Non era in grado di controllarsi. Infine di nuovo quelle mani poggiate sul suo petto. Sentì una calma mortale propagare da quel contatto e rianimare il suo corpo vibrante. Seguì con gli occhi la linea del braccio fino a giungere al volto di quella che infine si delineò nella sua mente come una donna: sembrava giovane, ma i suoi occhi verdi erano stanchi. Era uno sguardo triste, abbandonato, spaventato. I capelli lunghi, di un castano chiaro, si erano incollati al volto pallido e al collo. Nella sua mente si formavano tutte queste nuove parole come un fiume in piena. Si sentiva sopraffatto, ma anche eccitato da questo nuovo senso di coscienza. La sua mano non si mosse, non ebbe un fremito. L’intensità di quello sguardo riaccese nella sua mente il lume della ragione.

“Ora mi appartieni.”

La sua voce era profonda, a tratti oscura. Non riusciva a nascondere però un disperato senso di vuoto. Era lei, lo aveva chiamato a sé, era la luce che lo aveva trascinato fuori dal buco nero nel quale affrontava l’eternità. Lei…

“Sì, mia padrona.”

2021-10-15

Aggiornamento

Seguite il mio profilo su Instagram https://www.instagram.com/gvgraphica/ dove troverete spezzoni del libro, post dedicati ai personaggi e all'estetica. In arrivo tante novità!
2021-10-05

Aggiornamento

Sa, assiduo lettore e cultore del genere fantasy, parla del mio libro: "È forse un altro libro fantasy che spunta nell’infinito prato della letteratura post tolkeniana? Uno dei tanti che si concentra su elfi, nani, draghi, angeli, battaglie epiche, orchi, bene e male… o forse no. Trovare l’originalità in una strada così già ampiamente battuta risulta ormai quasi impossibile. E allora che fare ? Prendere aspetti cristiano-ebraici, mischiarli con un pizzico di epica, shakerare il tutto con ambientazioni post-apocalittico ed ecco che ne esce fuori un libro pieno di un magnifico ossimoro, di classicità e allo stesso tempo di originalità. Tutto questo è Guerre Immortali. Lo stile è moderno e si sposa bene con la storia. I personaggi possono sembrare un cliché, ma riescono ad avere una profondità nascosta che man mano si scopre con lo scorrere del tempo e delle pagine. Una boccata d’aria fresca in quel magnifico e spesso abusato prato della letteratura fantasy."
2021-10-09

Evento

Live su TikTok Collegatevi al profilo @gvgraphica178 su TikTok e seguite la live dove parlerò del libro, della trama e di alcuni dei personaggi e annuncerò i prossimi eventi/uscite! https://www.tiktok.com/@gvgraphica178
2021-10-02

Evento

Twtich - PSICO606 Sabato sera sarò ospite dello streamer italiano PSICO606, sul suo canale Twitch per raccontare il dietro le quinte della stesura del libro, presentare in anteprima il trailer del lancio ed annunciare i prossimi eventi. Live su Twitch https://www.twitch.tv/psico606

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Giada Venturino
Nata a Motta di Livenza nel 1987, sono laureata in Disegno Industriale e Multimedia allo IUAV e attualmente lavoro come Web & Digital Content Specialist in una azienda di arredamento del territorio.
Mi interesso da sempre di scrittura creativa, sin da quando al liceo partecipavo a concorsi di poesia e racconti brevi. Negli anni le mie poesie e i miei racconti sono stati inclusi in alcune pubblicazioni, in ultimo il libro "Le Fiabe della Buona Notte". Ho anche curato per diversi anni il web magazine “Scienza & Gnorri” nella piattaforma digitale Gushmag.
Oltre all'attività di scrittura, sono molto appassionata di arte digitale, sotto lo pseudonimo di GvGraphica. La scrittura mi ha comunque sempre accompagnata negli ultimi 20 anni, aiutandomi ad incanalare i miei pensieri e le mie emozioni. Guerre Immortali è il mio primo romanzo.
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