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I grandi prati

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Consegna prevista Luglio 2020

Ernesto è una giovane rana al suo primo giorno di caccia. Tuttavia, malgrado i tentativi, non riesce a procurarsi il cibo, perché non è aggressivo come un predatore dovrebbe essere. Solo grazie all’aiuto di una mantide religiosa, che diventerà il suo mentore, riuscirà finalmente a cacciare il suo primo pasto: una cimice. Purtroppo la puzza dell’insetto ingerito impregnerà anche il suo sedere, un problema per il quale verrà addirittura allontanato dalla propria famiglia. E così, solo e abbandonato, si risveglierà sopra il carapace di una vecchia tartaruga che, ormai raffreddata da svariati anni, non ne avverte l’odore sgradevole e lo invita a seguirla verso i Grandi Prati. Ernesto affronterà molte avventure, conoscerà animali e posti sconosciuti, che gli permetteranno di capire meglio la vita e la natura che lo circonda. Una storia immersa nel mondo della natura. L’iniziazione alla vita di una piccola rana.

 

Illustrazioni di Michela Gasparini.

Perché ho scritto questo libro?

Era da molto tempo, ormai, che volevo scrivere un libro dove ogni bambina e bambino potesse identificarsi con il personaggio, nutrirsi delle sue avventure e immergersi nel mondo della natura. Ernesto è una giovane rana che da poco si è affacciato alla vita e comincia a scoprirla, proprio come i giovani lettori che si avvicineranno a questo libro e potranno così, insieme al protagonista, vivere alcuni giorni da rana. Un libro scritto nel rispetto della natura e del lettore.

A mia figlia Alice,
perché solo lei riesce a farmi
sentire una persona speciale.

CAPITOLO UNO

Era uno stagno molto grande, con fango molliccio sulla riva. L’acqua era ferma e di colore verde. Canneti e altre piante acquatiche formavano delle macchie scure qua e là. Quel giorno non c’era un filo di vento e la puzza di acqua marcia era insopportabile. In un posto così bello vivevano insetti, uccelli, pesci e il ranocchio Ernesto con tutta la sua famiglia. I fratelli, la mamma, il papà e la nonna. Ernesto passava le giornate dentro e fuori dallo stagno. Giocava con le cavallette a chi fa il salto più lungo oppure si buttava nell’acqua all’improvviso per schizzare le libellule, che poi volavano via, arrabbiate. Uno dei suoi passatempi preferiti, però, era starsene sulla riva dello stagno a guardare i pesci che nuotavano nell’acqua e gracidare a squarciagola. Quando cominciava ad avere fame tornava dalla mamma che gli procurava sempre il suo cibo preferito: vermi freschi che mangiava vivi mentre si muovevano ancora in bocca. Con la pancia piena, gli piaceva fare un sonnellino e, addormentandosi tra le braccia della sua mamma, riusciva sempre a fare bei sogni. D’estate, si svegliava con il sole ancora alto, l’acqua era calda e putrida al punto giusto, perfetta per un bel bagno e una gara di nuoto con i suoi amici ranocchi. La sera, quando i suoi fratelli più grandi tornavano a casa, dopo un’intera giornata di caccia, raccontavano delle loro imprese e degli insetti che avevano catturato. Ernesto ascoltava affascinato e non vedeva l’ora di iniziare anche lui. Sarebbe stato meraviglioso starsene fuori un giorno intero e procurarsi il cibo da soli. Finalmente, anche per lui arrivò il primo giorno di caccia.
– Svegliati tesoro – disse la mamma – i tuoi fratelli sono già pronti. Sbrigati! Oggi è il tuo primo giorno di caccia. Non puoi fare tardi. – Ernesto andò subito a cercare un posto dove mettersi. Era tutto emozionato all’idea di afferrare con la sua lingua appiccicosa un insetto, magari con le ali da sgranocchiare come fossero foglie secche. Doveva solamente nascondersi e rimanere fermo immobile, mimetizzato tra le foglie. La preda sarebbe passata, prima o poi.
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CAPITOLO DUE

Mentre aspettava il passaggio di un bel bocconcino, si ricordò di quando era un piccolo girino e nuotava nell’acqua spingendosi con la coda. Scodinzolava dentro lo stagno come un pesce, adesso invece poteva saltare sopra la terra e nuotare grazie alle sue zampe lunghe e palmate. Era diventato grande.
Finalmente arrivò l’occasione che aspettava. Sentì il ronzio di un moscerino della specie drosophila, ottimo e grassottello. Lo avrebbe saziato per un giorno intero.
Lo stomaco cominciò a brontolare per la fame e il moscerino si avvicinava, lo stomaco brontolava più forte e il moscerino ronzava sempre più vicino. I due rumori erano ormai fusi tra loro quando il moscerino passò.

Fu velocissimo, sfiorò il naso di Ernesto e lo solleticò con le sue zampette facendolo starnutire. Poi volò lontano. Quella minuscola sottospecie di mosca si allontanava e il povero ranocchio riuscì a malapena ad aprire la bocca, ma solo per fare… ETCCIU’ !
Lo stomaco riprese a brontolare ma del moscerino nessuna traccia. Il suo primo tentativo era fallito. Intanto le ore trascorrevano senza il passaggio di nessun’altra preda. Ernesto sentiva i suoi fratelli gracidare felici e con lo stomaco pieno, mentre lui non aveva ancora mangiato nulla.
All’improvviso un rumore tra l’erba, molto forte. Le foglie si mossero. Era sicuramente la preda che aspettava, grassa e appetitosa. Ernesto rimase fermo ad aspettare che l’insetto uscisse dall’erba. Poi, lo avrebbe afferrato con la lingua. Eccolo che esce, ma è una… è un…
– Sono mantide religiosa – disse quello strano essere di colore verde chiaro con un muso mostruoso, occhi sporgenti e tondi, due specie di tenaglie al posto delle zampe anteriori. Il corpo era allungato, sorretto da zampe sottili e lunghe per camminare e muoversi veloce. Uno degli insetti più pericolosi: cattura le sue prede imprigionandole tra le sue zampe anteriori, per poi divorarle in poco tempo.
– Cosa vuoi da me? – chiese Ernesto tutto preoccupato.


– Io sono un grande cacciatore, ti insegnerò a catturare gli insetti che volano nel cielo e strisciano sulla terra – disse mantide religiosa, aggiungendo – ti ho visto un po’ in difficoltà con quel moscerino e ti voglio aiutare. –
– Grazie mille signor mantidat e cioè signorina manticars, volevo dire… ah sì sì mantide, ma perché vuoi aiutarmi?! – chiese Ernesto incuriosito.
– Questo lo scoprirai più avanti quando diventerai un vero cacciatore. Adesso iniziamo – disse a voce bassa mantide – c’è molto lavoro da fare.
Ernesto non poteva dire di no e cominciò a seguirla. Grazie al suo aiuto avrebbe presto raggiunto i suoi fratelli e gracidato con loro a pancia piena.

21 ottobre 2019

Aggiornamento

Ernesto è rimasto molto contento dell'andamento della campagana che solo dopo solo 8 giorni è arrivata al 35% e ha deciso allora di rilassarsi sulla riva dello stagno!
"Uno dei suoi passatempi preferiti però era starsene sulla riva dello stagno a guardare i pesci che nuotavano nell’acqua e gracidare a squarciagola"

Commenti

  1. (proprietario verificato)

    Da bambino ero affascinato dall’effetto che si creava mettendo di fronte l’uno all’altro due specchi…Ecco, succede questo quando si arriva alla fine del libro. E uno resta incantato…anche da grande.

  2. (proprietario verificato)

    Un libro di grande sensibilità, ricco di emozioni. Una favola che tocca il cuore di grandi e piccini! Da leggere e condividere!

  3. (proprietario verificato)

    un libro anche per adulti che vogliono entusiasmarsi per le piccole grandi scoperte come i bambini. Il finale è a sorpresa =)

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Daniele Tamburello
Quando avevo 6 anni ingoiai una cavalletta viva. Così, senza masticarla. Con molta attenzione, però, le avevo staccato le zampine posteriori, per timore che si muovessero in bocca. Da quel giorno in poi gli animali avrebbero per sempre fatto parte della mia vita, ma non mangiai mai più cavallette.
Sono nato a Venezia nel 1976, un diploma di maturità classica e un altro conseguito alla scuola di recitazione, nonché una quasi laurea in Scienze Naturali! Con la natura, infatti, c’è sempre stato un rapporto d’amore, così come con i bambini, che si è trasformato poi in lavoro, e amore è anche quello per la scrittura, una passione tenuta nel riserbo fino ad ora.
E proprio da queste esperienze ed emozioni che nasce la storia “I Grandi Prati”.

Michela Gasparini:
Grafica e illustratrice, è nata nel 1989 a Treviso.
Laureata alla magistrale in Design della Comunicazione dell'Università Iuav di Venezia, ha una forte passione per la tipografia e l'editoria per l'infanzia, interessi che l'hanno portata a pubblicare il suo primo libro, "Tipi alla mano", edito da Topittori nel 2017. Dal 2015 insieme a Valentina De Agnoi porta avanti un progetto di stampa artigianale con timbri di patate chiamato Patatrack. Oltre a queste attività, al momento sta svolgendo servizio civile alla BRaT / Biblioteca dei Ragazzi di Treviso, un luogo ricco di stimoli per chiunque abbia a cuore l'editoria per l'infanzia.
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