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Il Dono di Penelope

Il Dono di Penelope
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Consegna prevista Settembre 2022
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Penelope è una ragazza curiosa a tratti scorbutica, nata tra le fiorite campagne di Nashville. È cresciuta con un grande segreto che i suoi genitori, per la sua incolumità, non gli hanno voluto rivelare. Ben presto scoprirà di non essere una ragazza come tante altre. Si farà dei nemici che, per via della sua natura, la vorranno uccidere. Contemporaneamente vivrà un profondo legame con Kyle, che verrà messo a dura prova. Uno dei tanti ostacoli tra di loro sarà il fratello di Kyle, Scott, che non approva questa unione. Penelope affronterà un viaggio introspettivo con se stessa, i suoi desideri e i suoi tormenti, e i suoi poteri diventeranno così l’unica certezza su cui potrà contare.

Perché ho scritto questo libro?

Ho scritto questo libro sei anni fa, quando vivevo ancora la vita da liceale, con i classici problemi sentimentali e le insicurezze personali e sociali che quell’età comporta. Così ho deciso di rifletterli su Penelope avendo la possibilità di immedesimarci in lei. Rivivendo quegli anni spensierati ma allo stesso tempo tormentati perché alla ricerca di noi stessi. A modo proprio, sviluppiamo dei poteri che come Penelope ci permettono di affrontare le sfide più forti e consapevoli di prima.

ANTEPRIMA NON EDITATA

In un legame Imprinted se l'umano muore, il diverso resta in vita. Mentre se il diverso muore, muore anche l'umano. Anche se a volte le regole sono fatte per essere infrante, neanche il più potente incantesimo avrebbe rotto questo vincolo.

Gli umani erano una strana specie: ti entrano dentro, esplorano le tue paure e i tuoi pensieri più nascosti, ti fanno affezionare a loro e poi se ne vanno come un soffio di vento.

La nuova alba che si posò su Nashville il giorno successivo riversava molta malinconia sui volti degli abitanti, in particolare sul mio. Dalla mia finestra vedevo solo la camera di un ragazzo vuota, senza più vita al suo interno che la rendeva più spenta e scura. Non sentivo più nulla, era come se le mie emozioni si fossero spente, come se non volessero più mostrarsi agli animi umani.

Dopo quella lunga notte, il campanello alla porta squillò.

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'Probabilmente è Scott' disse Violet andando verso la porta lasciando me e Letitia da sole.

'Devi essere forte' disse lei, 'mostrarsi deboli, ti rende più vulnerabile' aggiunse.

'A volte mostrarsi deboli può essere vista come una forma di coraggio rivelando ciò che si è veramente. È stata una delle cose che mi ha insegnato Kyle: abbracciare le emozioni senza paura, anche davanti agli altri’ le ricordai.

Ma io avevo spento tutto ciò che di acceso c’era in me.

Letitia si avvicinò a me prendendomi per mano: 'Conosco individui che non avrebbero retto un secondo quello che hai passato tu.’

'Perché queste parole non mi fanno sentire meglio?’
'Perché sei in lutto. È normale. Ma sappi che quando vorrai parlarne, ci sarò.’

'Io non credo di meritare persone disposte a morire per me attorno.’

‘Dopo tutto quello che hai affrontato, meriti molto di più. Meriti di essere felice' disse lei.

‘Peccato che la mia ragione di felicità sia scomparsa tra quelle macerie' pensai.

Sentimmo dei passi avvicinarsi alla nostra stanza ed entrare. Scott era davvero elegante. Aveva un bel completo nero con la camicia e la cravatta nera.

Era la prima volta che mi capitava di vederlo tutto in tiro e devo dire che non stava affatto male. Violet indossava un abito nero, con le spalline e dei fiori bianchi sulla gonna. Anche io decisi di mettermi un vestito nero con dei motivi rossi sul corpetto. Letitia invece, optò per dei semplici jeans neri e una giacca altrettanto nera.

C'era già troppa malinconia in quella stanza data dai nostri vestiti tutti monocolore. Nero.

Perché nero? Perché una volta che si muore non si vede altro che oscurità e tenebre? Nessuno dei vivi può sapere se il colore nero sia davvero il più adatto a quel tipo di cerimonia. Nero non sempre viene ricollegato a qualcosa di negativo. C'è il nero del carbone che bruciando dà vita al fuoco, una fiamma luminosa o c'è il nero della notte illuminato dalla splendida luna che come una perla preziosa veglia su di noi o il palcoscenico che prima dell'apertura del sipario è scuro e una volta aperto sprigiona luce e dà vita agli attori che ci recitano sopra. Il nero è un colore senza il quale non si creerebbe la luce e tutti oggi lo stavano indossando solo per una semplice tradizione, senza sapere il vero significato che si cela dietro di esso.

'Credo sia ora di andare belle ragazze' ci disse Scott.

Non avevo il coraggio di guardarlo in faccia per paura di vedere il riflesso di Kyle specchiato nei suoi occhi.

La cerimonia fu davvero noiosa e dolorosa. Come amici del defunto ricevemmo un sacco di condoglianze e ne facemmo altrettante. La madre di Kyle non parlò nemmeno quando gli venne data la possibilità di farlo. Scott ci provò ma le emozioni sovrastarono le sue parole che a stento pronunciò.

Poi ci ritrovammo in cimitero a guardare una bara vuota, versando lacrime che, come pioggia acida, appassirono le rose bianche poggiate su di essa.

Mi misi di fianco a Scott, fissando continuamente il vuoto.
'Cos'hai detto ai tuoi parenti?'
'La verità. Che è scomparso’ mi rispose.
'Quindi loro credono che sia ancora vivo?'

'In pratica si.'

'Perché lo hai fatto?’ domandai.
'Mi sembrava giusto tenere vivo il pensiero che Kyle sarebbe ritornato un giorno.’

'Hai fatto una bel gesto' dissi io infilandogli un braccio nelle sue ancora incrociate. Ero aggrappata a lui perché ricordare un amore perduto consumava le energie.

Scott sospirò prima di parlare: ’Sai bene, che non potremo aspettarlo per sempre.’

'Si lo so' dissi io a stento.
'Ce la caveremo in qualche modo Penny.’
‘Bisogna' continuai.

'Vuoi che ti accompagni a casa?' disse voltandosi verso di me e asciugandomi l’ultima lacrima che timidamente scendeva sul mio viso.

'Credo resterò ancora un po' qui' ammisi.

'Okay' disse lui baciandomi sulla testa per poi dirigersi verso l'uscita.

'E, Scott…'

'Si?' disse lui voltandosi.

'Credo che Violet abbia bisogno di parlare con qualcuno ora, io non ne sono in grado.’

'Certo' disse lui dandomi le spalle, riprendendo a camminare.

Mentre fissavo quella bara scura sentii una presenza appoggiarmi le mani sulle spalle.

'Come stai tesoro?' disse Jamie.

'Come vuoi che stia?' risposi fredda.

'Ascolta, volevo che passasse questo giorno prima di dirtelo, ma credo che il libro magico possa aiutarci a rintracciare il suo corpo' disse lui.

Il mio viso si ravvivò subito nel sentire quelle parole: ’Dici sul serio?'

'Come dici tu: tanto vale provare. Sei tu che hai la chiave, quindi, sta a te decidere come procedere. Quando e se ti sentirai pronta, sarò disposto ad aiutarti. Abbiamo trovato anche il puro di cuore quindi siamo imbattibili adesso.’
'Credi che se lo trovassimo, ci sarebbe il modo di farlo tornare in vita?' chiesi.

'Non credo esista un incantesimo che riporti in vita gli umani, ma non lo escludo.’

Forse non era del tutto finita.

Forse c'era davvero una speranza di poterlo rivedere.

Forse sarei stata in grado di riportarlo in vita.

Ma non potevo illudermi. Non potevo aggrapparmi all’idea che fosse ancora vivo quando il nostro legame da Imprinted non lo percepivo più. Si era dissolto, e tutte le emozioni che prima erano ampliate ora si erano sgonfiate come un palloncino.

Ma come dicevo sempre io, tanto valeva provare.

Mi tolsi la chiave che mi ero legata al collo con un laccio a modo di collana e la strinsi forte tra le mani guardando Jamie.

‘Sono pronta' affermai con un lieve tono di speranza.

Troverai qui tutte le novità su questo libro

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Benedetta Francesca Armani
Sono cresciuta in un paesino in provincia di Verona, assieme al profondo amore della mia famiglia. Da piccola non leggevo molti libri lo ammetto, ma da quando ho scoperto la potenza che emanano non sono riuscita più a farne a meno. Se non ho tra le mani un libro ho una penna, fedele compagna che mi aiuta a collezionare parole quando non riesco ad esprimerle a voce. Mi sono laureata in Lingue e culture per l’editoria a Verona e ora sto terminando gli studi magistrali in Editoria e Giornalismo. Con il mio libro sono qui a dimostrarvi che se avete un sogno, ascoltate quella vocina che sentite dentro di voi, perché vi sta implorando di provarci. Se non siete voi i primi ad ascoltarla non lo farà mai nessuno.
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