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Il Pirata di Mezzomondo

Il Pirata di Mezzomondo
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Consegna prevista Maggio 2021
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Un re arcigno, una bambina con un meraviglioso dono, un giovane gnomo di successo e un terrificante pirata sono i protagonisti di queste storie ambientate in mondi magici, familiari e al tempo stesso inediti.
Tra combattimenti, filastrocche e qualche indovinello, sarà semplice immergersi nelle vicende e nei cambiamenti dei personaggi, immedesimarsi nei loro stati d’animo, infervorarsi per le ingiustizie che si troveranno a contrastare, e commuoversi di fronte alla magia che ognuno di loro porta dentro di sé… e che è anche, un po’, dentro di noi.

Perché ho scritto questo libro?

All’età di 12 anni ricevetti in regalo “Fiabe Italiane”, un libro curato da Italo Calvino, da allora mi sono appassionata al genere e lo trovo congeniale al mio modo di essere un po’ sognatrice.
Le favole sono state scritte in momenti diversi della mia vita, ma tutte sono nate da spunti che il momento presente mi regalava. Un’ emozione, un incontro, una difficoltà… tutto può diventare magia e stupore.
Ho deciso di pubblicare questo libro, perché desideravo avere un ricordo felice dopo l’esperienza covid.

ANTEPRIMA NON EDITATA

Il re guerriero

Tanto tempo fa mi raccontarono la storia di un re, era un sovrano dall’aspetto nobile, bello di viso e dal portamento fiero.

Ma ahimè, questo re così bello e fiero non pensava ad altro che a fare la guerra.

Ogni giorno della sua vita, dalla morte del vecchio padre, lo trascorreva sul campo di battaglia.

Conquistava sempre più imperi, ingrandendo a dismisura i confini del proprio reame, ma nonostante avesse ormai inestimabili ricchezze e un potere smisurato, lui era sempre scuro in volto, serio e malinconico.

Durante una battaglia sanguinosissima il re guerriero aveva sottratto a un sovrano nemico, un cavallo nero, nero più della notte più nera.   

Il destriero per un misterioso incantesimo, permetteva al re di combattere in luoghi lontanissimi dai suoi possedimenti e di riuscire a tornare ogni sera al palazzo, percorrendo in poche ore distanze sconfinate.

Far ritorno al suo palazzo ogni notte, dopo lunghe giornate di sangue, gli permetteva di recuperare le forze necessarie per ricominciare il giorno dopo, quando, raggiunto il suo esercito gli bastava pronunciare parole di fiducia per far tornare i propri uomini a combattere, una strana alchimia di voce e parole.

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Tito Trasparente

˜.۩۞۩

Nella radura dei platani vicino al lago Nous viveva una delle più antiche comunità di gnomi rimasta in vita dopo la sanguinosissima guerra tra le forze della realtà comandate da Cinicus lo spietato e il regno della fantasia guidato da Stupor il magnifico.

Il regno della fantasia aveva subito un grave colpo ed ormai i suoi possedimenti si limitavano a pochi sparuti luoghi situati agli estremi confini della terra di Chokhmà.

Tito era uno gnomo giovane.

E pensare che era appena uno gnomo bambino quando la guerra aveva portato la fantasia alla disfatta!

Lui si occupava di amministrare, organizzare, pianificare, progettare la vita della comunità gnoma.

Era uno gnomo di successo, dalla guerra la sua famiglia aveva tratto solo benefici perché erano gnomi istruiti e tutta la ricostruzione era stata posta nelle loro mani. Così erano diventati il punto di riferimento di tutti gli gnomi del villaggio e la loro comunità era la più rispettata tra le comunità ormai esistenti; tanto che qualsiasi decisione il consiglio degli gnomi dovesse prendere, sarebbe accaduto solo dopo l’intervento degli gnomi del lago di Nous.

Tito era felice, tutto andava per il verso giusto nella sua vita anche se non aveva tanti amici: in verità Tito non era uno gnomo simpatico e l’unica amica che lo sopportava era una gnometta molto furba ed intelligente, che si chiamava Selce.

Tito si chiedeva perché continuasse ad esserle amico, Selce infatti non era mai d’accordo con lui e litigavano continuamente.

Un bel giorno, il più bello che si possa desiderare per uno gnomo che voglia essere davvero felice, Tito si svegliò che non aveva più la mano destra… In realtà la mano c’era ma non si vedeva, era diventata trasparente!

Le tre coperte della regina

…gli uomini della Valle Boscosa, una notte…

svegliati da quel trambusto, corsero fuori armati di bastoni, sedie … attrezzi da contadini.

Un cavallo giaceva a terra colpito da una freccia metallica e sotto di lui riverso un uomo che stringeva tra le braccia un fagotto, sul suo busto il corpo del cavallo era divenuto un macigno mortale.

L’uomo rantolava e con fatica alzava verso quelle persone il fagotto… poi spirò.

Gli uomini e le donne della vallata non capivano ma sapevano che bisognava correre dal re e riferire l’accaduto.

Il capo villaggio e un paio di contadini si recarono alle porte del castello, vennero fermati dalle guardie ritte sulle torri di avvistamento: «Altolà chi va là?»

«Portiamo notizie urgenti per il re, c’è stato un attacco… una specie di attacco» balbettarono i contadini.

Dopo qualche minuto il grande cancello si aprì e ne uscì il consigliere del re e il capo della guardia.

I contadini spiegarono l’accaduto e mostrarono il fagotto; il consigliere ed il capo della guardia si avvicinarono e videro che, avvolto in stracci, un neonato, zitto zitto, se ne stava lì a fissare il buio con occhi spalancati, stringendo tutto ciò che gli sfiorava le mani.

Il pirata di Mezzomondo.

C’era una volta un pirata che solcava i mari di Mezzomondo terrorizzando i comandanti dei grandi bastimenti.

Era un pirata assai singolare, nessuno, infatti, riusciva a vederlo e solo quando ormai era troppo tardi, interi equipaggi si rendevano conto di essere stati depredati.

Al pirata e ai suoi scagnozzi bastavano pochi istanti e, senza spargimento di sangue, riprendevano il mare incontrastati.

La nave del pirata schizzava via veloce e i malcapitati ne scorgevano solo l’imponente stazza allontanarsi con, in cima all’albero maestro, una terrificante bandiera nera.

I sovrani di Mezzomondo, perennemente in guerra tra loro, decisero di deporre le armi e di ritrovarsi tutti insieme sull’Isola di Cracarciu, per riuscire a risolvere insieme il problema che affliggeva i loro mari.

«Vostre maestà, ci ritroviamo insieme quest’oggi, per affrontare una questione che è diventata ormai insostenibile: il pirata.»

Il sovrano di Cracarciu, il regno più ampio e potente fra tutti i regni di Mezzomondo, aveva proferito queste parole colme di rabbia, guardando in volto i sovrani che si trovavano davanti a lui.

Mentre i sovrani erano chiusi nella sala del grande anello dorato, le Regine passeggiavano nei giardini reali del Castello di Cracarciu, accompagnate dai servitori che offrivano loro ogni delizia si potesse desiderare.

La Regina di Cracarciu era, invece, impegnata nelle cucine, assieme ai servitori, a preparare il pranzo per tutta quella nobiltà.

Eh sì! Ella era nota a tutti i regni di Mezzomondo oltre che per la sua bellezza, anche per i sontuosi banchetti preparati proprio con le sue delicate manine…

… La Regina comandò ai cuochi pasticceri di disporre il necessario: avrebbe preparato la più grande torta al cioccolato che si fosse mai vista in Mezzomondo e l’avrebbe fatta in onore di tutti i figli dei regnanti presenti sull’isola.

Troverai qui tutte le novità su questo libro

Commenti

  1. Ros

    (proprietario verificato)

    Ho letto le quattro storie incluse in questo libro, e sono rimasto colpito dal messaggio che attraversa le quattro diverse ambientazioni. Quattro destini con un percorso di vita fatto di esperienze ed incontri. C’è sempre e per ciascuno un incontro umano che può essere determinante e al tempo stesso presenza che ti accompagna. Ogni esistenza non procede secondo teorizzazioni del bene; piuttosto vive relazioni umane che testimoniano nella carne il vero.

  2. (proprietario verificato)

    “ il re guerriero” è la
    Prima delle fiabe proposte, nel racconto emergono tante emozioni riflesse tra loro avarizia, prepotenza ma anche tristezza, solitudine e senso di povertà. Il
    Mistero dello specchio conduce ad un lavoro introspettivo che riconduce alla parte non solo femminile ma anche materna , più ancestrale che svela come la nascita umana sia dentro un “noi relazionale”..

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Maria De Domenico
Maria De Domenico nasce a Messina il 2 settembre del 1974, frequenta il Liceo Classico Francesco Maurolico, dove impara l'amore per la lettura e per la scrittura. Un'altra passione, quella per l'umano, la spinge a intraprendere gli studi di Psicologia a Palermo, qui conosce Alberto, che diverrà suo marito, e gli amici di CL che rendono il periodo dell'Università indimenticabile.
Terminati gli studi di Psicologia arriva il tempo della famiglia e arrivano anche due figlie, Chiara e Anna.
Mai sazia di conoscenza, Maria decide all'età di quarantanni di specializzarsi come Psicoterapeuta e sceglie l'Istituto di Gestalt HCC- Italy; esperienza che l'arricchirà e le farà scoprire il proprio mondo interiore.
Vive e lavora a Castellammare del Golfo, provincia di Trapani. Questa è la sua prima pubblicazione.
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