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Consegna prevista Settembre 2021
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Due amiche di vecchia data si trovano, non più giovanissime, a lavorare entrambe come badanti ma in paesi e situazioni diverse, a causa di un rovescio di fortuna. Decidono di tenersi in contatto tramite un diario condiviso che testimoni le evoluzioni a cui andranno incontro per poter gestire al meglio la nuova realtà decisamente impegnativa.
Il diario finirà col mostrare soprattutto la loro voglia, una volta avutane la necessità/occasione, di uscire dalla comfort zone e di abbracciare pienamente la parte della sfida insita nel nuovo lavoro, mettendo  alla prova se stesse e i valori ritenuti importanti fino a quel momento. La nuova realtà si rivelerà un’occasione per conoscere meglio i propri veri bisogni e tentare di essere protagoniste attive in una situazione complessa, e apparentemente costrittiva.Questo amplierà di molto i confini della loro avventura di esseri umani.

Perché ho scritto questo libro?

Ho scritto questo breve romanzo nella speranza che a qualche giovane o meno giovane dotato di empatia, propensione ad accettare le sfide e visione parallela, venga voglia di prendere in considerazione una professione che, svolta in modo consapevole, può rivelarsi altrettanto soddisfacente e stimolante di una disciplina artistica.
Ho fatto tesoro di alcune esperienze raccontatemi nel tempo da colleghe che hanno vissuto storie profondamente diverse dalla mia, e ciò mi ha dato l’opportunità di dare vita a due personaggi dall’approccio apparentemente molto diverso nello svolgimento del loro lavoro, ma spinte dal medesimo desiderio di andare al di là della routine a volte esasperante della “missione” che sono state chiamate a compiere, per cercare di dare “un senso a questa vita

ANTEPRIMA NON EDITATA

Dal diario di Michela

Fuori il vento mi infastidisce con odori che neanche ricordo di conoscere, sfilacciature di frasi amorose e indifferenti, suoni consolatori e sgraditi, mi stringe addosso una qualità di caldo che si esaurisce in un passo e mi aggredisce con immagini troppo pronte a trasformarsi in ricordi.

Continua a leggere

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La mia vita si svolge all’interno di un odore che mi permette una valutazione ancorché superficiale, della condizione fisica di chi mi è affidato. E’ un odore addomesticato da una serie ben nota di essenze che credo servano soprattutto ai visitatori, molti dei quali già in età avanzata, per non annusare quello che li aspetta. Tutto qui vuole essere rassicurante, dagli animaletti che si crogiolano beati in un Eden accuratamente riprodotto sui muri pastello, agli altoparlanti che impartiscono selezioni di vecchie musiche infantili, alle onnipresenti tazze di the caldo accompagnato da biscottini adatti a ogni esigenza medica.

Qui non succede niente e questo è bello. Di solito i nostri assistiti non crescono, non fanno progressi, non imparano. Possono solo cadere, ammalarsi, o trovare uno degli infiniti modi di abbandonare la nave.

Eppure noi ci sentiamo al centro del mondo, in un posto dove tutto è importante: trenta millimetri di brodo in più, il movimento quasi segreto di una palpebra.

Troverai qui tutte le novità su questo libro

Commenti

  1. Alessandro Corneti

    Scrivo da tempo e leggo da sempre, perché leggere significa confrontarsi con se stessi, imparare ciò che ancora non si sa e avere la fortuna di affacciarsi ad opere capaci di distinguersi, capaci di staccarsi prepotentemente da quella discarica di spazzatura fatta di libretti improvvisati da poveretti che sarebbe meglio si cimentassero in qualcosa di meno sospeso e importante come la scrittura. La cosa triste è che saper riconoscere qualcosa di nobile e profondo, intuire che un’opera sia meravigliosamente ricca di contenuti, quasi una creatura vivente, intuire che un’opera sia stata scritta da un’autrice sensibile, intelligente, attenta e preparata (da notare forma e linguaggio), la cosa triste è che per saper scegliere bisogna sapere… Mi sono bastate poche righe per spingermi a complimentarmi con Silvia e per abbracciarla sperando che sia la sua che la mia campagna inizino a dischiudersi in fretta, perché sono opere degne di questo nome. Sì, avete capito bene, non conosco Silvia, mi sono avvicinato a lei stasera grazie alle sue parole, sì avete capito bene, anch’io sono un autore…
    Alessandro di Esistenza dettata

  2. Libro sorprendente. Pieno di umanità e di voglia di vivere.

  3. (proprietario verificato)

    Divertente e profondo al contempo; sconsigliato ai deboli di cuore.

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Silvia Pantera
Silvia Pantera è un tecnico di radiologia che ha lavorato all'estero come badante per alcuni anni.
Nel 1994 ha pubblicato la favola "Le chat dans le violon" per le edizioni Grandir di Tolosa ispirandosi ai primi tentativi della figlia di imparare a suonare il violino.
Attualmente Silvia lavora come tecnico di radiologia in Italia, e nel tempo libero tenta di imparare a suonare il pianoforte.
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