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Il sistema Netflix - gli effetti del binge watching sulla Generazione Z

sistema netflix
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Consegna prevista Febbraio 2021
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Cosa sono le generazioni? Forse una serie di onde, tutte differenti tra di loro per distanza e struttura e influenzate da svariati fattori quali l’intensità del vento, la profondità dell’acqua. Come il mare non può smettere di generare onde, così la società non può evitare di far emergere le sue generazioni. Una dopo l’altra. Ognuna legata a quella precedente e a quella seguente in una naturale consequenzialità, ma ognuna con una propria potenza e importanza individuale. Il saggio di Martina Masullo parte da questo assunto sulle generazioni per poi avventurarsi in un discorso più pratico e accattivante: la pratica del binge watching attraverso Netflix. Chi di noi non l’ha mai praticata? Quali sono gli effetti di questa compulsiva attività contemporanea sulla generazione che ne è maggiormente influenzata, quella dei Post Millennials? E quali sono i fenomeni collaterali generati da questo tipo di fruizione moderna?

Perché ho scritto questo libro?

Interpretare le forme sociali che mi sono attorno è sempre stato uno dei miei desideri. Attraverso gli studi universitari in Comunicazione e avvicinandomi all’ambito della Sociologia, ho trovato il giusto approccio per farlo. Se la mia personale propensione allo studio e alla ricerca sono stati la spinta per scrivere questo saggio, l’amore profondo per i nuovi media ne ha rappresentato, certamente, il vero motore propulsore.

ANTEPRIMA NON EDITATA

Il lavoro che segue nasce, prima di tutto, da un grande amore: quello per la sperimentazione e per tutto ciò che riguarda l’inafferrabile e affascinante universo dei media classici e digitali. L’idea di scrivere un saggio su Netflix prende vita dalla mia personale esperienza sulla piattaforma, in un lungo pomeriggio dedicato alla serie tv Orange is The New Black in piena modalità binge watching, da cui ho tratto ispirazione.
Arrivato in Italia il 22 ottobre 2015, Netflix ha completamente trasformato le logiche dello streaming, distrutto e ricostruito le tradizionali strutture della fruizione audiovisiva e modificato anche le pratiche e le abitudini dei pubblici contemporanei.
Secondo il network Ernst & Young, nel 2018, Netflix stimava circa 800 mila clienti, proponendo una modalità di visione sempre più immersiva e totalizzante che ha fatto della piattaforma il potentissimo apparato culturale che oggi rappresenta.
E come ogni metamorfosi socioculturale, anche Netflix ha portato con sé una serie di concetti importanti e fondamentali, necessari per arrivare, poi, ai nodi tematici chiarificati all’interno della ricerca empirica che ho realizzato durante questi mesi, concentrandomi sulla generazione Z, quella dei post-millennials, ovvero i nati dopo il 1995.
Il progetto iniziale era proprio quello di dimostrare in che modo Netflix influisse sulle vite quotidiane dei suoi utenti, quanto contassero i contenuti specifici rispetto alla più generale forma di “dipendenza” da una serie tv e, soprattutto, se l’interpretazione di esso come una piattaforma trascinante, assorbente, fosse effettivamente fondata e motivata.
Dopo aver già iniziato le mie ricerche concettuali tra testi e articoli scientifici, mi capitò di leggere su Internet la notizia di un ragazzo indiano ricoverato in un centro di riabilitazione per aver sviluppato una forte dipendenza da Netflix nel giro di soli sei mesi.

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Evasione dalla vita reale, immersione in storie altre e diverse dalla propria, contenuti avvincenti e rapenti hanno contribuito a generare una forma di vera e propria dipendenza in alcuni utenti. Ed è stato proprio questo l’elemento che ha dato maggiore forza al mio lavoro.
Il lavoro si struttura in tre capitoli pregni di elementi teorici e spunti di riflessione e approfondimento.
Essendomi concentrata su un segmento generazionale specifico, nel primo capitolo ho deciso di affrontare una ricognizione storica e – quasi – cronologica di quello che è il concetto di generazione, da Karl Mannheim ai pensatori e sociologi contemporanei come Fausto Colombo, Giovanni Boccia Artieri, Piermarco Aroldi e molti altri.
Ho cercato di tracciare una linea che mettesse in comunicazione il “ciclo continuo che produce cultura” di cui parla Mannheim, riferendosi al concetto di generazione, ad una rassegna delle varie generazioni, dai baby boomer alla iGeneration di cui parlano Amendola e Tirino nel loro saggio Smart(phone) cinema: iGeneration, second screen and filmic experience, con un’attenzione particolare a quest’ultima.
Partendo poi dalla nascita delle serie tv, ho affrontato il concetto di protagonismo spettatoriale creativo, sottolineando il legame tra la fruizione televisiva e quella attraverso i social media.
Attraverso il secondo capitolo, invece, si entra a gamba tesa all’interno di un assetto concettuale diverso, ma sempre collegato all’intero discorso generazionale e alle pratiche fruitive. Ho fatto riferimento a Walter Benjamin e, in particolare, a L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica, più che come ad un saggio come un vero e proprio vademecum per interpretare le pratiche di fruizione contemporanee. Proseguendo attraverso il concetto di Remediation indagato da Bolter e Grusin, ho cercato di rispondere ad un interrogativo fondamentale: Netflix ha rimediato la tv? E se è così, in che modo?
Partendo da questa domanda ho esplorato a pieno il sistema Netflix, costellato di fenomeni e meccanismi propri che si fissano all’interno della società contemporanea costantemente mediata e ri-mediata.
Il terzo ed ultimo capitolo rappresenta la parte effettivamente sperimentale dell’intero lavoro. Ho realizzato un focus group al Liceo Classico T. Tasso di Salerno a cui hanno partecipato 14 ragazzi di età compresa tra i 17 e i 18 anni, tutti fruitori di Netflix e, in particolare, di prodotti seriali.
Una serie di domande che rientrano nei quattro nodi concettuali dell’intervista che ho realizzato mi hanno portato a scoprire l’uso reale che i ragazzi della generazione Z fanno di Netflix, come ne interpretano struttura e contenuti e quanto si sentono influenzati da essi.
A parte l’idea iniziale – Netflix è un sistema culturale immersivo e totalizzante che provoca dipendenza e senso di estraniamento soprattutto nei giovani nel pieno della fase di costruzione identitaria – il focus ha portato alla luce una serie di fenomeni che non erano stati previsti o, comunque, a cui non si era data troppa importanza.
I ragazzi, infatti, hanno dichiarato di sentirsi influenzati dai contenuti che guardano su Netflix. Condizionare una conversazione, manipolare la soglia di attenzione, influire su una relazione sociale sono tutti effetti e conseguenze rilevanti e complessi che necessiterebbero di ulteriori approfondimenti.

Il fenomeno del second screen, già indagato da Amendola e Tirino nel saggio sulla iGeneration, ad esempio, si ripresenta spesso durante la conversazione con i ragazzi come tendenza comportamentale tipica della loro generazione.

All’interno del terzo capitolo, un piccolo glossario – davvero essenziale, ma indicativo – contiene le parole che caratterizzano Netflix e gli utenti che lo utilizzano.

29 aprile 2020

Aggiornamento

Recensione di Maria Iemmino Pellegrino (Facebook)
"Il sistema Netflix. Gli effetti del binge watching sulla Generazione Z” è un saggio di sociologia scritto da Martina Masullo e basato su una ricerca realizzata non molto tempo fa su un focus group composto da studenti adolescenti.
Si parte dalla Rimediazione, tema caro agli studiosi dell'era digitale, per parlare del nostro rapporto con un universo mediale fatto di film e serie TV, una piattaforma con la quale ci interfecciamo quotidianamente, ma che quasi mai ci soffermiamo ad analizzare. Nel corso del saggio viene data particolare attenzione alla Generazione Z (i cosiddetti nativi digitali) e al loro modo di fruizione dei contenuti offerti dall'universo Netflix, con approfondimenti su particolari tematiche, dal famigerato "binge watching" al fenomeno del "second screen". Tutti noi abbiamo la possibilità di riconoscerci in una delle quattro macro categorie di fruitori designate da Martina Masullo nel corso della sua ricerca e, perché no, provare a parlarne con i nostri amici, fratelli e sorelle per riflettere insieme sul rapporto che la nostra generazione ha con la piattaforma Streaming più famosa del mondo.
"Non è ancora un libro, ma potrebbe diventarlo"
In questo articolo troverete tutto quello che c'è da sapere sul crowdfunding editoriale e conoscerete le poche e semplici mosse che vi permetteranno di acquistare una copia del libro in anteprima.
08 maggio 2020

Aggiornamento

“Il sistema Netflix” e il crowdfunding per l’editoria: il libro di Martina Masullo
di Martina Coralluzzo
Chi non ha mai fatto binge watching e quali sono i suoi effetti? Probabilmente il nome di questo fenomeno potrebbe risultare “sconosciuto”, ma se invece la domanda fosse un’altra: “chi non ha mai trascorso numerose ore attaccato al display per guardare film o serie tv quasi ininterrottamente?”, tutto diventerebbe più familiare.
Ebbene si, negli ultimi anni è nato un fenomeno chiamato binge watching, un termine della lingua inglese che si traduce con il consumare in modo massiccio, ma soprattutto incontrollato, contenuti video. Quest’accezione, tornata in voga in contemporanea con la diffusione delle piattaforme di streaming video, ci riporta sicuramente alle lunghe maratone Netflix o Amazion Prime Video, ad esempio. Si tratta dunque di un fenomeno che vuole indicare particolarmente la pratica della visione senza sosta di serie TV. Conosciuta come “maratona” ma rimediata in binge watching, è quel tipo di attività che ha cambiato sia il modo di usufruire di una serie tv ma anche il modo in cui esse vengono distribuite.
Quali sono dunque gli effetti del binge watching? Perché Netflix rappresenta un’esperienza di visione così immersiva? A risponderci è la giovane giornalista e social media manager Martina Masullo attraverso il suo nuovissimo libro “Il sistema Netflix. Gli effetti del binge watching sulla Generazione Z”.
“L’idea di scrivere un saggio su Netflix è nata durante un pomeriggio di binge watching con la serie TV Orange is the new black. Dopo aver guardato quasi un’intera stagione in una volta sola, sono uscita dalla stanza e mi sono sentita strana. Mi sono chiesta: cosa succede quando ci immergiamo completamente in un’esperienza di visione e perché Netflix è così totalizzante?” racconta l’autrice del saggio; un saggio dall’aspetto sociologico ma non lontano dalla visione di tutti noi.
“Ho deciso così di concentrarmi maggiormente sulla Generazione Z, quella più sensibile a questi meccanismi. Ho intervistato alcuni ragazzi del liceo Tasso di Salerno e ciò che ne è venuto fuori è stato sorprendente” racconta Martina. Ma cosa accade precisamente quando ci “incolliamo” a una serie e non riusciamo a fermarci? Quando passiamo interi pomeriggi a mandare avanti episodi, arrivando anche alla fine di una stagione? Tutte le risposte sono all’interno del suo libro, il tutto raccontato con particolare riferimento ai Post Millennials (la generazione dei giovanissimi).
In un tempo di innovazione digitale continua, come quello attuale, il “lancio del libro” non poteva che essere altrettanto innovativo. Infatti, l’8 aprile scorso Martina ha dato il via ad una campagna di crowdfunding, la prima per lei. Racconta infatti: “qualche mese fa decisi di mandare il mio saggio su Netflix alla casa editrice bookabook. Dopo circa venti giorni mi arrivò una mail in cui mi si diceva che il team di editor aveva analizzato la mia proposta e gli era piaciuta“. Bookabook è una casa editrice milanese, la prima in Italia che pubblica opere attraverso il crowdfunding, ovvero mediante un’azione collettiva di un gruppo di persone che “finanzia” il progetto di qualcun’altro.
Per centrare il bersaglio Martina dovrà vendere in pre-ordine, alla fine della campagna, 200 copie in 130 giorni. Come si può contribuire allora? Si può acquistare una copia del libro (cartacea o ebook) direttamente da questo link (Il sistema Netflix) e iniziare a leggerne le bozze. Una volta conclusa la campagna, riceverai il libro prima del suo arrivo nelle librerie, in anteprima, per ringraziarti del supporto. Il prezzo è super accessibile: la versione cartacea costa 11 euro e quella in ebook, invece, 6,99 euro.
Il significato di quest’iniziativa scelta da Martina e nella quale lei ha voluto investire si cela dietro il potere che ha il lettore poichè è “tutto nelle sue mani”, è egli stesso a decidere se il libro arriverà tra gli scaffali della libreria oppure no.
“L’obiettivo non era quello di demonizzare le nuove piattaforme e le nuove modalità di fruizione, come spesso accade nella nostra società, ma era quello di analizzare una realtà che diventa sempre più complessa e concreta e fa parte della quotidianità di tutti noi” conclude così Martina.
Questo fenomeno è destinato sicuramente a crescere e non a scomparire, diciamo che “guardo l’ultima puntata” è ormai una frase detta ma poco credibile, forse non lo è per niente. Per questo motivo sarebbe davvero bello conoscersi sotto l’aspetto di utente Netflix e riconoscersi nelle parole scritte da Martina.

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Martina Masullo
Mi chiamo Martina Masullo e ho 25 anni. Sono laureata in Corporate Communication & Media all'Università degli Studi di Salerno.
Sono una giornalista e una social media manager freelance. Ho collaborato con diverse testate salernitane lavorando sul campo e “sporcandomi le mani” con le storie del mio territorio. Oggi, ho coniugato le mie due più grandi passioni: il mondo dei social media e il giornalismo. Attualmente, sono Contributor per Ninja Marketing su cui scrivo di social media, fake news e comunicazione in generale, vice direttore del magazine salernitano Paese Sud e Social Media Manager per alcune attività commerciali.
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Su tutte le campagne di crowdfunding è attivo il codice VACANZE20. Inserendolo al momento dell'acquisto otterrai il 20% di sconto.
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