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Il sogno di Ragnar

Il sogno di Ragnar
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Consegna prevista Aprile 2022
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Ragnar Loðbróck è da poco diventato Conte e l’eco delle sue conquiste risuona in tutti i territori della Scandinavia. Durante l’Assedio di Parigi fa un incontro inaspettato; addentrandosi per la capitale scopre Alexandra, una donna affascinante e misteriosa che conosce la sua antica lingua. Superata la sorpresa decide di rapirla, sedotto dalla sua audacia la porta nella sua città, Roskilde, dove scoprirà che è il medico personale dell’Imperatore Carlo il Calvo e che può diventare una preziosa risorsa per lui e per il suo popolo; Ragnar non vuole solo razziare ma insediarsi ed espandere il suo potere, per diventare una leggenda da raccontare ai posteri. Alexandra rimarrà colpita dall’ambizione di Ragnar; aiutandolo a istruirsi sulle culture straniere abbatterà molti dei suoi pregiudizi sui feroci Normanni, e il suo carattere combattivo farà breccia nei cuori induriti di quella gente e in quello di Ragnar, che capirà di amarla di un amore tormentato e impossibile.

Perché ho scritto questo libro?

Questo romanzo è nato come un gioco, in cui la passione per le culture arcaiche ha accompagnato le mie giornate facendo emergere una vocazione che non pensavo di avere. Ho voluto cimentarmi in questa impresa per raccontare il passato a chi è appassionato come me e a chi vuole scoprire qualcosa di nuovo. Le vicende si ispirano alla nota Saga di Ragnarr, attualmente custodita nella Biblioteca Reale di Copenaghen, e vuole essere un omaggio alle leggende della antica tradizione nordica.

ANTEPRIMA NON EDITATA

Capitolo 1

Scandinavia, 845 d.C.

Ragnar Loðbróck è in trepidante attesa.

La luce calda del fuoco sfiora le pareti legnose tappezzate di trofei del suo giaciglio, preservandolo dal freddo sferzante della notte invernale.

Da quando è diventato Jarl1, Conte, la sua dimora si è ampliata di grandezza e prestigio, i suoi privilegi aumentati e, nonostante si compiaccia delle ricchezze conquistate, sente che la noia sopraggiunge con troppa facilità, per non accorgersi che ha bisogno di qualcosa di nuovo.

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Mentre aspetta che l’ultimo bottino gli venga consegnato, ripensa alla sua recente razzia ed alla inaspettata novità che lo rende, quella sera, tanto sulle spine.

Sorride malizioso e si accarezza la fulva barba incolta, i suoi occhi azzurri hanno uno scintillio inedito e controlla con minuzia che la stanza sia in ordine.

Le donne che si occupano della casa sono ubbidienti, sempre disponibili e organizzate; non ha mai dovuto alzare la voce e sono sempre state servizievoli anche quando le portava a letto.

Per lo più sono schiave ma nessuna donna gli ha mai negato il suo corpo; il privilegio del suo status sociale, e le sue gesta avventurose nelle terre sconosciute dell’Ovest, l’avevano reso celebre.

Ripensando alla notte precedente ed al suo amplesso a tre, si rende conto che anche in quell’occasione la noia l’aveva colto all’improvviso. Forse vuole qualcosa di diverso, nuovi stimoli, nuove necessità e nuovi bisogni da soddisfare, per rompere una routine che inizia a stargli stretta.

Per questo, mentre cammina impaziente sul suo tappeto intrecciato di tessuti colorati, non fa che tornargli in mente il momento in cui l’aveva vista.

In tutte le sue scorribande non era mai capitata una cosa simile e non aveva mai pensato di far entrare nell’intimità della sua camera qualcosa che non fosse una schiava o un oggetto inanimato.

Il mercato degli schiavi era una attività fiorente e redditizia; dopo le razzie riuscivano sempre a recuperare una grande quantità di prigionieri, per poi rivenderli ai grandi mercati gestiti dai Bizantini e dagli Arabi. Venivano caricati sulle loro navi a forza per attraversare il mare fino alle terre del sud, dove gli abitanti dalla pelle scura li pagavano profumatamente. Un maschio giovane e sano valeva molto perché poteva fare lavori pesanti, poi c’erano le donne, anch’esse molto ambite, soprattutto se erano bambine.

La sua gente, con la sua cultura, era capace di cruenti violenze e atti coraggiosi, persino lui non era da meno, e ovviamente non era quel tipo di uomo che si tira indietro davanti ad un saccheggio.

D’altronde le sue imprese erano famose in tutta la Norþweg, lo Jutland e la Svíþjóð2 e non certo perché era stato compassionevole.

Le sue abilità nel combattere l’avevano portato lontano e in più aveva dei valorosi uomini che lo seguivano in tutto ciò che faceva, senza timore della morte; ma sapeva essere anche astuto e morigerato, capire quando era il caso di fermarsi e mediare con il nemico.

L’arte della diplomazia era una caratteristica importante e necessaria se si voleva governare con prosperità.

Un buon capo doveva essere diplomatico e conciliatore in certi casi ma altrettanto spietato in altri; l’equilibrio tra questi due aspetti lo aveva consegnato alla gloria e il suo popolo lo amava come un Dio.

Sente caldo, il fuoco scoppietta con il suo braciere a lato della stanza e fuori il buio incombe, data la notte già inoltrata.

Si chiede come mai stia attendendo tanto, è quel tipo di uomo che non ama aspettare, di solito non ne ha bisogno, e l’attesa lo rende inquieto. Gli Dèi lo giudicheranno per aver fatto questo?

Odino, Thor, Freyja lo puniranno per aver commesso un errore? Avrà osato troppo?

Si dice che oramai non si può tornare indietro: l’ha presa, l’ha portata lì e presto gliela consegneranno.

Nessuna persona libera che vive nella sua città, Roskilde3, nello stretto del Kattegat4, è lì contro la sua volontà, per gli schiavi di guerra il discorso è diverso, ma tutti gli altri sopravvivono grazie al loro lavoro, che per fortuna non manca; la maggior parte della gente è nata lì e gli altri sono arrivati da terre desolate perché spinti dal suo nome leggendario.

Questa è la prima volta che fa personalmente una cosa del genere, non si era mai sporcato le mani, un Conte lascia che siano i suoi sottoposti a compiere atti di questo tipo e non sa bene come gestire la situazione senza che tutto ciò ricada sulla sua reputazione.

Il fatto è che non ha saputo resistere; si consola pensando che in fondo l’ha risparmiata e salvata da una morte certa, forse lo ringrazierà… o forse sta solo cercando di placare la sua voce interiore con ridicole giustificazioni.

Le mani tremano, le blocca incrociandole tra loro, pensa di uscire a cercare i suoi fratelli e rimproverarli per la loro oziosità; la loro lentezza gli ha dato modo di riflettere troppo sull’accaduto e lui detesta rimuginare, soprattutto se questo comporta provare dei sensi di colpa. Il giudizio su se stesso è sempre una scocciatura perché non può permettersi il lusso di non essere perfetto, neanche se è il suo stesso pensiero a dirlo.

Cambia idea. Non può certo perdere la calma, prestò saranno faccia a faccia e deciderà cosa fare.

È la seconda notte a casa dopo l’Assedio di Parigi5.

Si era avventato sulla città con una flotta di centoventi drakkar6 che trasportavano i migliori guerrieri dello Jutland, aveva risalito la Senna fino alle mura possenti, e davanti alle milizie franche aveva risposto con decisione, abbattendo uno dei due schieramenti mandati da Carlo il Calvo, per poi entrare nella capitale.

Il saccheggio era stato dirompente e Ragnar non era il solo a combattere in quella grande impresa; quando l’Imperatore, sconfitto e impaurito dalla loro ferocia, li aveva risarciti con settemila libbre in oro e argento, e con la promessa di pace, era grato dell’alleanza da poco conseguita tra i territori danesi.

Il suo sodalizio con Re Horik I di Danimarca stava dando buoni frutti; da quando collaboravano, incrociando i loro affari, nessun nemico era riuscito più a fermarli ed in effetti anche quest’ultima avventura, lo aveva riempito di orgoglio e ricchezze.

Certo, il Re è un po’ troppo avventato per i suoi gusti, e lui lo supera decisamente in intelligenza ed acume, ma per il momento le cose stanno così e non è detto che non cambino in futuro.

Se il Re sapesse della sua debolezza non lo perdonerebbe; gli aveva ordinato di uccidere tutti ma lui non gli aveva obbedito, sorprendendo persino se stesso.

Si dice che non c’è bisogno che lo venga a sapere. Si erano già divisi dopo un’intera giornata a combattere i cristiani e lui si era sentito libero di seguire il suo infallibile istinto; a questo punto non gli deve niente. Si sono spartiti le fortune e gli onori, questo premio è solo per lui.

Ricorda perfettamente l’istante in cui l’aveva scoperta in quella moltitudine di corpi e sangue.

Nel frastuono della battaglia, aveva lasciato i suoi compagni per esplorare alcune abitazioni in pietra vicino all’imponente castello regale, ed era stato lì che l’aveva trovata.

Una dimora dall’aspetto bizzarro, e mai visto prima, aveva attirato la sua curiosità ed era entrato con fare guardingo; l’odore pungente di erbe aromatiche lo aveva travolto come un’onda di mare.

Conosceva le piante, sapeva grazie alla völva7 della sua infanzia quanto fossero importanti le loro proprietà nella divinazione e nelle guarigioni, ma non era un esperto e la sua veggente non aveva mai prodotto un effluvio simile.

Le caratteristiche di quel luogo l’avevano lasciato di stucco: l’ambiente era ampio, illuminato da voluminose candele, le pareti erano adornate da piante e fiori di ogni varietà e dimensione, erano appese con metodo, ma che lui non sapeva decifrare.

Al centro della stanza primeggiava un grande tavolo robusto di legno, in Abete rosso pregiato, ricolmo di tazze e contenitori di ogni forma e materiale, probabilmente custodivano qualcosa ma lui non ne aveva riconosciuto il contenuto. A lato ribolliva sul fuoco un grande paiolo in bronzo, che sembrava pronto a saltare da un momento all’altro, mentre alcuni scaffali polverosi al di sopra di esso, sostenevano intere schiere di barattoli ambrati con strane iscrizioni incise sopra.

Dopo una breve ispezione aveva capito che non c’era niente che lo interessasse lì dentro, non sapeva che farsene di tutte quelle cianfrusaglie, aveva deciso allora di andarsene deluso, ma con la coda dell’occhio aveva notato un movimento estraneo, che l’aveva portato a controllare meglio cosa lo avesse provocato.

In un angolo buio aveva intravisto quella donna che lo guardava dritto negli occhi con aria di sfida, non sembrava molto spaventata e sosteneva il suo sguardo con audacia, una cosa davvero inedita per lui. Nessun straniero prima d’ora aveva mai osato fissarlo senza provare timore per la sua vita; solo ai suoi amici più fidati e ai suoi fratelli veniva concesso questo onore, ma mai a una donna.

Nella penombra non riusciva a guardarla con nettezza ma sembrava sua coetanea e ben curata.

Che intenzioni aveva? Voleva forse provare a scappare? Non conosceva di cosa erano capaci i Nordh[r]menn8? Forse credeva di sfuggire alla morsa della sua spada? Perché non aveva paura?

Per lui quelle erano sensazioni nuove, una civile non aveva mai azzardato tanto; per lo più si rivolgevano direttamente a lui per implorare la sua clemenza abbandonandosi al terrore ma mai qualcuno si era opposto alla resa esibendo una così apparente tranquillità.

Lei aveva fatto un passo avanti uscendo dall’oscurità, la luce soffusa le aveva illuminato il viso, era bella, molto bella, non sembrava una popolana, tuttavia, da come era vestita, non era neanche una nobile.

Invece di inginocchiarsi come avrebbe fatto chiunque di buon senso, oppure provare a difendersi come meglio poteva, la donna si era mostrata per rivelare tra le sue braccia degli oggetti che non aveva mai toccato ma di cui aveva sentito parlare.

Si chiamavano libri, li aveva visti per la prima volta quando andò a razziare in Britannia, e sapeva anche che non erano oggetti di uso comune; solo determinate persone li potevano maneggiare o possedere, questo non faceva che aumentare il mistero su di lei.

Si era avvicinata ancora lentamente, non sembrava minacciosa, d’altronde, si era detto, che non avrebbe mai potuto vincere contro di lui; entrambi erano rimasti in attesa finché lei inaspettatamente aveva preso parola.

Dalle morbide labbra aveva detto qualcosa che l’aveva fatto indietreggiare: «Non puoi uccidermi, sono una Wittewijven9, una Dama Bianca».

Per lo stupore nel riconoscere quelle parole si era inciampato tra dei cesti di vimini che non si era accorto di avere vicino ai piedi.

Nel cuore pulsante di Parigi, nascosta all’ombra della grande roccaforte, viveva qualcuno che conosceva la lingua dei suoi Avi.

Perché mai? Come era possibile?

Non si erano mai spinti fino a quella città prima d’ora, non avevano mai avuto contatti con quella cultura, non era possibile che lo avesse imparato da sola.

Perché mai una donna di scarso lignaggio dovrebbe essere così istruita da sapere una lingua lontana ed ignota ai più, se non per un motivo specifico…Ma quale?

Aveva la mente confusa da strani pensieri, non era affatto preparato a una cosa simile, era rimasto frastornato per un tempo indefinibile, poi si era ripreso, perché attratto dalle grida che sentiva in lontananza.

Non poteva rimanere ancora a lungo rinchiuso tra quelle quattro mura, la battaglia imperversava e presto sarebbero venuti a cercarlo. Che fare? Ucciderla come aveva fatto con il resto della sua gente oppure portarla con sé per saperne di più?

Le aveva detto: «Come fai a sapere la mia lingua?».

Lei non aveva risposto ma aveva stretto quei libri con ancora più forza.

Allora l’aveva incalzata: «Cosa significa Dama Bianca?».

Non aveva risposto neanche a questo e lui non poteva più attendere, aveva deciso di seguire il suo intuito, aveva chiamato i suoi uomini che lo stavano cercando, e che aveva intravisto fuori dalla porta, dicendo di prendere l’ostaggio senza troppe cerimonie. Aveva ordinato loro di non farsi notare dagli altri, ci avrebbe pensato più tardi come spiegare il perché di quel rapimento.

Finita la battaglia era intenzionato a carpire i segreti di quella donna misteriosa con le buone o con le cattive maniere, avrebbe scoperto se era una minaccia o una risorsa da usare a proprio vantaggio. Era bella, eventualmente l’avrebbe tenuta come schiava al suo servizio.

1 Capo militare che governava un territorio per conto del Re. 2 Le attuali Norvegia, Danimarca e Svezia. 3 Una delle città più antiche della Danimarca, risalente al periodo vichingo. 4 Vedi Glossario. 5 Episodio realmente avvenuto nell’845 d.C. 6 Navi da guerra vichinghe. 7 Termine che significa “veggente” nella cultura norrena e germanica. Vedi Glossario. 8 «Nordici» in Antico Norreno. 9 Letteralmente “Donne Bianche” nel folklore germanico. Vedi Glossario.

2021-07-25

Aggiornamento

In questo bellissimo articolo parlano di me e del mio progetto narrativo! Le belle parole di Daniela di Books & Cuddles sintetizzano molto bene ciò che ho voluto trasmettere con il romanzo e valorizzano la campagna di crowdfunding al meglio! Grazie di cuore! https://booksandcuddles.com/2021/07/24/il-sogno-di-ragnar-e-barberio/
2021-07-15

Aggiornamento

Ho superato il 50% di pre-ordini e sono davvero felice di aver raggiunto questo traguardo in così breve tempo!! Grazie a tutti quelli che mi hanno dato fiducia e continuano a credere in me e nel mio progetto!!
2021-06-30

Aggiornamento

Questa avventura è partita da poco eppure mi sta già regalando tantissime soddisfazioni! Ringrazio per l'entusiasmo e la partecipazione che ci state mettendo! Questo inizio è andato oltre le mie aspettative e prometto di ripagare la vostra fiducia studiando, facendo altre ricerche e migliorando ogni giorno! Questo per me è un punto di partenza...vediamo dove mi porterà!

Commenti

  1. Franziska Javicoli

    Semplicemente un capolavoro! Leggendo il romanzo, mi sono sentita letteralmente catapultata in un’altra dimensione. L’attenzione al dettaglio, le descrizioni e il susseguirsi naturale e spontaneo degli eventi rendono questo libro un unicum!
    Inoltre, è un ottimo modo per avvicinarsi a piccoli passi alla cultura nordica, che ci appartiene più di quanto si possa immaginare.
    Consigliatissimo!

  2. (proprietario verificato)

    Un viaggio nel tempo questo bel libro di Elisabetta Barberio. Un romanzo, con una ricostruzione molto accurata di eventi, di usi e costumi, di luoghi e di personaggi appartenenti veramente alla Storia.
    Un romanzo storico riuscito, che accoppia l’abilità narrativa dell’autrice alle sue evidenti, solide conoscenze. Personaggi veri e/o inventati indimenticabili, nella cui storia entri e non vorresti più uscire. Un libro che vorresti che non finisse mai, come un viaggio avventuroso. L’ho letto volando e sono arrivata all’ultima pagina quasi con dispiacere. sperando di avere – prima o poi – in mano il seguito!

  3. Elisabetta Barberio

    Sono senza parole! i vostri bellissimi commenti mi rendono davvero felice!!

  4. (proprietario verificato)

    Meraviglioso romanzo!!!
    L’aspetto che più mi ha colpito è la possibilità di ciascuno di rivedere nei protagonisti, negli antagonisti e anche nei personaggi minori aspetti di sé con occhi diversi… il tutto in un’atmosfera dove non mancano amore, orgoglio, coraggio e timore
    Attenzione: una volta entrati nella lettura sarà difficile smettere di pensarci e sentirsi “wild”

  5. (proprietario verificato)

    Assolutamente una bellissima scoperta ,
    Lettura scorrevole e vivace , personaggi ben caratterizzati e trama coinvolgente e passionale ❤️
    Ottimo inserimento storico e scene descritte nei particolari , ci si sente catapultati all’interno della storia .
    Davvero i miei complimenti non vedo l’ora che arrivi la mia copia!

  6. Elisabetta Barberio

    Grazie davvero per il commento! Sono felice di averti intrattenuta con il mio romanzo! Uno dei motivi per cui l’ho scritto è proprio quello di far evadere dalla realtà…

  7. Ely Venturelli

    (proprietario verificato)

    Devo fare i complimenti all’autrice del libro, è riuscita a farmi perdere nel racconto dei vari protagonisti con le loro avventure. Brava, non vedo l’ora di averlo fisicamente nelle mie mani.

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Elisabetta Barberio
Mi chiamo Elisabetta, vivo a Bologna e sono una bibliomane da sempre. Introdotta alla lettura da mia madre in tenera età non ho più smesso, cercando risposte alle continue domande sul mondo e tuffandomi a capofitto tra le pagine profumate dei libri che mi capitavano tra le mani. Anche da adulta i miei interessi non sono cambiati e sono ancora alla ricerca spasmodica di risposte sulle cose importanti della vita. Da molti anni mi interesso di Storia del Cristianesimo e culture antiche, e attualmente sto conseguendo la Laurea Triennale in Filosofia. Questo è il mio primo romanzo.
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