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Incontri quasi per caso

Mi serve un punto d’osservazione privilegiato che mi dia modo di mischiarmi tra la gente, gente qualunque, gente che si pone delle domande a cui non sa trovare risposte. Io sarò la loro risposta. Perché mi approprierò delle loro vite e ne farò racconti, senza sconti e senza chiedere perdono dello stravolgimento dei fatti.
Data di pubblicazione 20/09/2017

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Quando nel 1914 E.L. Masters scrisse l’Antologia di Spoon River, mai avrebbe immaginato che quasi un secolo dopo uno scrittore – al quale il padre aveva imposto il nome del poeta americano – ispirato ma quasi obbligato, spinto da un potente impulso, avrebbe deciso di emularne l’idea: raccontare storie di gente qualunque.
Per farlo parte per un non-viaggio in treno: da Torino a Palermo, lungo tutto lo stivale per raccogliere dai suoi occasionali compagni di viaggio le loro vicende. Questa volta a parlare saranno persone vive, con i loro drammi, le loro gioie e i loro difetti: particolari ma, come in Spoon River, universali.
Tra tutte, la storia principale che racconta è proprio la sua: il suo modo di essere e di pensare, i suoi vizi e le sue debolezze, il suo feroce cinismo che non è arretrato nemmeno davanti alla scoperta dell’esistenza di un figlio…
Dall’introduzione a cura dell’autrice

16/11/2016
Un po' di materiali relativi alla presentazione che Chiara Pellicoro ha tenuto domenica 13/11: qui di seguito trovate video e foto!
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https://www.facebook.com/chiarafrancescapellicorodecandia/videos/1144607458987327/
16/11/2016
Pubblichiamo qui di seguito due interessanti articoli che parlano di Chiara Pellicoro e del suo "Incontri quasi per caso":
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Commenti

  1. Un libro inquietante e pieno di situazioni imbarazzanti. Un libro che genera un vortice di energia attorno a se tale da poterlo considerare un vero e proprio sortilegio. Il mio rapporto con la lettura di questo libro ha avuto, in effetti, proprio dell’inquietante ed ha rivelato quasi la magia o il sortilegio che si nasconde spesso fra le pagine di un libro, mi ha fatto comprendere il rapporto quasi animico che si può avere con un libro e con la storia celata in esso. Ho ricevuto questo libro quasi come un “regalo” un acquisto inaspettato e estemporaneo per gratificare la mia cara amica Chiara, con la quale cosi, come sul treno della vita, abbiamo incrociato le nostre vite condividendo il solaio fra i nostri due appartamenti e una piacevole amicizia e corrispondenza. Un libro accettato quasi per “dovere” o per “cortesia. Messo lì, una volta ricevuto, sul cruscotto della mia auto, pronto per essere letto, per dovere e per cortesia, quel giorno in cui magari avessi proprio avuto il tempo vuoto da pensieri e impegni per leggerlo, tutto d’un fiato, quasi solo per pura curiosità. In realtà forse non avevo neanche letto il titolo di copertina ancora. Era li ma non aveva la mia attenzione. Ma i libri e le nostre storie, vissute e raccontate, hanno una trama nascosta senza tempo, si adagiano forse su una trama unificante, una sorta di matrice, di un racconto infinito e senza tempo. Fatto sta che il libro ha rivelato inspiegabilmente il suo legame con esso e probabilmente on la sua autrice, chiamando la mia attenzione in un momento molto preciso, assolutamente inaspettato, quei momenti di riflessione che solo nel chiuso della nostra auto, estraniati dal mondo riusciamo a fare, quei momenti in cui riepiloghi sventure, fortune, sfortune, incidenti, accidenti fortuiti, scelte razionali e irrazionali della vita, e ti abbandoni al flusso inspiegabile degli avvenimenti convulsi della tua vita non trovandone assolutamente la benchè minima ragione e, incazzandoti con la tua profonda insipienza e impotenza, ti senti costretto e paralizzato nei movimenti, come legato ad una rete di fili, manovrati da un cinico e dispettoso burattinaio, e ti senti l’avatar di un videogame assurdo e cinico! Ecco, in quel preciso istante in cui formulavo il pensiero: “Ma Dio deve essere uno che gioca a dadi con la nostra vita!!” … il libro chiama la mia attenzione e si fa afferrare per rivelarmi si dalla prima pagina la sua “verita”: “Dio gioca a dadi con la nostra vita ”. E il gioco si è rivelato essere il senso profondo del nostro vivere: capire le regole di questo gioco è l’unica missione di ognuno di noi.

  2. (proprietario verificato)

    Sorprendente e familiare al tempo stesso…l’urgenza di continuare a leggerlo tutto d’un fiato, fino alla fine…piacevolissima lettura, di quelle che lasciano una sensazione di dolcezza quasi palpabile…

  3. Davvero un bellissimo libro, un romanzo che fa conoscere gente, gente qualunque che incontriamo
    Ogni giorno, e che Chiara li descrive molti bene! Un finale molto bello che non mi sarei aspettata!
    Complimenti sei stata bravissima…
    Ed ora mi tocca leggere l’angolo già mi hai incuriosita molto…

  4. Sostenitori di un’amica, ammiratori di una scrittrice con uno stile narrativo che incuriosisce e coinvolge. Letto con interesse. Brava!! Nel panorama letterario contemporaneo una voce fresca e innovativa.

  5. Un treno che viaggia ad alta velocità,quello di Incontri quasi per caso.
    Impossibile resistere alla tentazione di conoscere la storia di Edgardo e dei personaggi che incontrerà sul treno.
    Un viaggio,reale o immaginario che sia, apporta sempre nuovi modi di interpretare la realtà,e Chiara con
    uno stile pulito e scorrevole ,senza mezzi termini, ci sbatte in faccia le virtù e i vizi di ogni personaggio, permettendo al lettore di identificarsi o guardare le cose da un altro punto di vista.
    Lettura consigliatissima,ricca di spunti di riflessione.

  6. Un treno che viaggia ad alta velocità,quello di Incontri quasi per caso.
    Impossibile resistere alla tentazione di conoscere la storia di Edgardo e dei personaggi che incontrerà sul treno.
    Un viaggio,reale o immaginario che sia, apporta sempre nuovi modo di interpretare la realtà, e Chiara con
    uno stile pulito e scorrevole ,senza mezzi termini, ci sbatte in faccia le virtù e i vizi di ogni personaggio, permettendo al lettore di identificarsi o guardare le cose da un altro punto di vista.
    Lettura consigliatissima,ricca di spunti di riflessione.

  7. Un’idea semplice da fare invidia. Quale spettacolo guardare e descrivere se non quello della commedia umana (per la quale non si paga neanche il biglietto direbbe Bukowski)? Diluita nel nome collettivo che la racchiude, la gente si mostra a chi paziente la sa osservare per quello che è, un caleidoscopio di screziature anagrafiche e geografiche (queste ultime sarebbe meglio sottolinearle più marcatamente, magari con sapienti inserti vernacolari). Uno spettacolo che guadagna di ritmo perché magistralmente collocato su quel macchinoso serraglio che rappresenta il treno a lunga percorrenza: di pari passo con la narrazione, esso fende i sentieri dello spazio tempo, fino a seguire una traiettoria ondivaga tra realtà, finzione e metafinzione (letteraria). E il finale a sorpresa che coinvolge la voce narrante ne è la più chiara testimonianza, oltre a costituire un manifesto del diritto-dovere di chi narra: scoprire, primo o ultimo che sia non importa, anch’egli le proprie carte, non barare, mai, davanti al lettore.

  8. Ciao Chiara, davvero complimenti per la qualità della scrittura, per l’intensità dei
    personaggi e per la trovata dei racconti nel racconto. Tra l’altro indotto dai
    tuoi personaggi sono andato a rileggermi le poesie di Spoon River, un effetto
    che tu evidentemente hai congegnato. Coinvolgente il racconto in soggettiva sul
    treno, con l’uso sapiente e dosato del linguaggio colloquiale. Ho notato che
    sei abile comunque nel cambio dei registri linguistici a seconda delle
    situazioni.

  9. Un romanzo di impatto,come tutti gli scritti dell’autrice, per stile e tematiche. Un viaggio nella psicologia dei tempi e degli uomini, in cui potersi identificare trovando risposte a quei quesiti sospesi a mezz’aria della gente qualunque. È facile affezionarsi ai suoi personaggi, così vicini alla soglia della verosimiglianza con vizi, pregi, difetti,segreti, sogni, speranze e contraddizioni universali. Come eterni e indimenticati rimarranno i modelli di riferimento, Masters e De André , che hanno folgorato la scrittrice, palesemente imbevuta di arte nelle sue più varie espressioni. Le presentazioni di “Incontri quasi per caso (Antologia della gente qualunque)” sono state un successo, considerata la non conoscenza, ai più,della Chiara-scrittrice ,la quale ha immediatamente conquistato il pubblico con la sua loquacità, catturando l’attenzione con la straordinaria vivace grinta che la contraddistingue.
    Ad maiora,Chiara!

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Chiara Pellicoro De Candia

Chiara Pellicoro De Candia è nata a Taranto ma vive in provincia di

Bari con il marito e i tre figli. Quando non scrive, esercita la professione di

avvocato. Incontri quasi per caso è il suo secondo romanzo.


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