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Incroci pericolosi sulla Route 666

Incroci pericolosi sulla Route 666
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Consegna prevista Marzo 2022
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Una strada che si snoda da New York City, attraversando gli Stati Uniti, fino a a giungere all’estremo opposto, dove termina in una strana località, Badlands. Nei dintorni di questa cittadina si trova l’Hell’s Motel, un posto di anime perse adagiato lungo una baia. Lungo la Route 666 si trovano strani personaggi, ambigui, misteriosi, Demoni eleganti si muovono nel contesto. Ma in realtà la Route 666 parte con il suo carico di dolore e male dal medioevo, affonda le radici nell’Europa dell’Inquisizione, viene partorita da Hexenbichler, la collina delle streghe, e la storia sposterà le streghe oltre Atlantico insieme a loschi traffici umani. Perché dopo Demoni e Streghe, tocca agli Uomini attraversare il tempo e creare i racconti. Demoni e Streghe sono in realtà attori e spettatori inconsapevoli, vittime degli uomini.

Perché ho scritto questo libro?

Adoro vedere le pagine bianche riempirsi di caratteri, questi formare parole, osservare il nascere di frasi che vanno a unirsi una con l’altra. Amo lo scoprire come le storie prendono vita propria man mano che le scrivi, e non sapere cosa succederà nelle pagine successive. In questo caso la Route 666 è lo specchio dove un giorno, ognuno di noi, deve fare i conti con se stesso, l’inflazionato lato chiaro o lato scuro? Pillola azzurra o pillola rossa? Cosa sceglierete leggendo il mio libro?

ANTEPRIMA NON EDITATA

La Route 666

La strada sembrava infinita, pensavo di conoscere tutte, o la gran parte, delle strade, ma questa Route 666 non l’avevo mai sentita nominare. All’inizio avevo pensato fossero i soliti due turisti che volevano ripercorrere la famosa Route 66, ma l’uomo era stato inflessibile, “Si fidi di me, guardi il navigatore. Se lei è libero l’ingaggio per una settimana e non se ne pentirà.”. Il mazzo di dollari nelle sue mani frusciava invitante, l’offerta era troppo allettante per perderla, se volevano andarsene a spasso per il deserto non sarei stato io a dirgli di no.

“Bene signor?”, gli chiesi.
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“Lucyus, ed ora caro Frank, se è pronto possiamo partire”, mi rispose aprendo la portiera per fare accomodare la sua compagna, una bellezza elegante, ma terribilmente sexy, sentii il classico formicolio che avverti quando hai la sensazione che andrai ad infilarti in un vicolo cieco, ma il mio conto corrente reclamava di essere nutrito. Mi chiesi anche come facesse a sapere il mio nome senza che glielo avessi detto, ma lasciai cadere la cosa al momento. L’uomo mi passò un biglietto con un indirizzo, lo inserii nel navigatore e partimmo.

Fuori era sempre più buio, Frank guardò il suo orologio, erano in viaggio da una vita, sarebbero già dovuti arrivare a destinazione. Guardò nello specchietto retrovisore gli ospiti del suo taxi, tipi strani, ma pagavano bene, lei indossava un mini-abito in lurex argenteo che sprizzava taglienti bagliori, lui un completo nero sopra una camicia bianca con un cravattino di velluto nero ed un cappotto corto, un cappello calato sulla fronte gli nascondeva la parte alta del viso.

“Signore, mi scusi, ma è sicuro che la strada sia questa? Da quanto mi aveva detto saremmo dovuti arrivare da un pezzo…”.

“Vada avanti, vedrà che arriveremo, non si preoccupi, le pagherò tutto il tempo necessario”, rispose secco.

Frank bofonchiò qualcosa tra sé e spinse un poco sull’acceleratore, il suo lavoro da taxista lo aveva abituato a vedere e fare le cose più assurde, ma in una ideale classifica, questa serata avrebbe probabilmente meritato un posto d’onore.

La chiamata l’aveva portato in una stradina di periferia, un marciapiede semi-buio ed ingombro di robaccia abbandonata, sul bordo sostavano i due clienti, malgrado in giro ci

fossero varie persone strane nessuno pareva fare caso a loro, men che meno volergli arrecare alcun fastidio. Eppure lui aveva un aspetto agiato, vestito in maniera quasi lussuosa, era sicuramente un bersaglio appetibile per gli sbandati della zona. Lei poi non passava certo inosservata, il giacchino che indossava sopra il mini-abito non serviva certo a nascondere la bellezza di due gambe inguainate in calze velate ed arricchite anch’esse da una trama lucente.

Anche le ultime luci erano svanite ai lati della strada, l’unica compagnia alla sua guida erano le linee bianche che guidavano l’auto verso non si sa bene cosa, il navigatore poneva la destinazione in una zona deserta con unico punto segnato l’hotel indicato dall’uomo. Frank guardò l’indicatore della benzina che iniziava a scendere pericolosamente in basso, “Dobbiamo fare benzina!”, annunciò al cliente seduto dietro fissandolo nello specchietto, “più avanti il navigatore mi segnala una pompa, nel caso vogliate sgranchirvi le gambe approfittatene!”, aggiunse.

Come segnalato in lontananza, dopo una mezzora, cominciarono ad apparire delle luci, la pompa apparve poco dopo alla sua destra, evidentemente aveva visto tempi migliori, appariva piuttosto malmessa, bidoni abbandonati qua e là, pompe scrostate, la pensilina sbrecciata. Nella corsia interna un bilico era fermo a fare rifornimento con la pompa inserita nel serbatoio. Oltre si vedeva un bar ancora aperto, con delle mezze luci accese dentro, Frank si accostò alla seconda linea, quella esterna e libera, spense l’auto e scese. Mentre metteva le banconote nel chiosco automatico vide i due ospiti dirigersi verso il bar, lei ancheggiando sensualmente sui lunghi tacchi, lui con le mani in tasca.

Finì di fare il pieno e girando dietro l’auto per tornare al posto guida scorse l’entrata malconcia del bar, dietro il bancone stava un tipo piccolo e dimesso con un cappellino baseball calato sulla fronte che guardava la televisione. Fuori dalla porta c’erano i due guidatori del tir, grassi, macchie di sporco sulle maglie portate per metà fuori dai pantaloni, stanno fumando e parlando ad alta voce. Dentro vedo l’uomo elegante che sta facendo i conti con il tipo al banco ed acquistando alcune cose che ha appoggiato davanti a lui, lei esce da sola. Fa fatica ad uscire perché i due camionisti occupano lo spazio, chiede permesso, lui è distratto dentro il locale. Loro due dicono qualcosa alla donna, uno fa chiaramente un apprezzamento pesante fissandole le gambe meravigliose, l’altro la tocca lascivamente, lei lo colpisce con uno schiaffo. A questo punto il primo camionista cambia espressione e le mette entrambe le mani addosso immobilizzandola, il secondo le infila oscenamente una mano sotto l’abito corto, poi iniziano a trascinarla verso il retro della baracca. Sto decidendo di intervenire quando vedo l’uomo elegante uscire e vedere il trio sparire dietro l’angolo, con glaciale calma si dirige anche lui dietro la baracca, mi affretto a

cambiare visuale spostandomi sull’altro lato della pensilina per essere pronto ad intervenire o chiamare aiuto.

Vedo l’uomo in mezzo ai due energumeni leggermente piegati verso di lui, gli sta sussurrando qualcosa all’orecchio, la donna, liberata, viene tranquillamente verso l’auto. Mentre lei apre la portiera e vi entra senza fare una piega, il suo uomo sparisce dietro il locale assieme ai due figuri, vedo che lei non dice niente, quindi mi siedo al mio posto ed attendo. Dopo un poco l’uomo arriva camminando tranquillamente, senza una sola piega addosso, ritengo non sia il caso di fare domande. Sale in auto e mi dice “Andiamo, parta, che abbiamo già perso troppo tempo qui!”.

Accendo l’auto e partiamo con un filo di gas accelerando progressivamente, intanto dietro il locale, alcuni magri cani randagi stanno annusando con interesse due grossi uomini con la barba dalle cui gole recise esce sangue a fiotti. Il buio è nuovamente tutto attorno a noi, l’unico segno di quanto è successo è un certo rossore sulle guance della donna, la radio trasmette “The number of the beast”, noto qualcosa di strano e guardo meglio, la vedo muoversi. Sposto leggermente lo specchietto per avere una visione migliore del divano posteriore, vedo la mano dell’uomo sotto il vestito di lei. La donna ansima leggermente, apre le gambe poi le richiude alternativamente per agevolare e stringere la mano dell’uomo che la sta toccando.

Faccio finta di niente, il respiro della donna aumenta sempre di più, così come i suoi movimenti sinuosi, lui appare quasi indifferente, vedo la balza in pizzo delle sue calze affiorare con il vestito che si arrampica sulle sue splendide cosce a causa del movimento. Faccio in tempo a vedere che lei ha un ultimo sussulto, poi chiude gli occhi e resta in silenzio, proseguiamo la nostra marcia nel buio.

2021-06-10

Aggiornamento

I personaggi di questo libro sono quanto di più lontano da quelli che siamo abituati a vedere nei films. Non sono energumeni tatuati, non sono ex-appartenenti a qualche forza speciale, non hanno risorse incredibili. I soggetti che incontrerete leggendo il libro sono persone normali, dylaniane, perdenti e sognatori, feriti e disillusi, traditi e traditori, portano più segni nell'anima che nel corpo. Dovrete tenerli per mano e affrontare assieme la Route 666, in cerca di risposte che non avete, perché, come disse Papa Wojtyla a Bob Dylan in quel di Bologna, "Ascolta il vento, solo lì potrai trovare quello che cerchi..."
2021-06-07

Aggiornamento

Cari amici e sostenitori, avrete visto come sia possibile scaricare il pdf del manoscritto già da subito. Sperando che lo leggiate e possa piacervi, mi auguro vorrete lasciare un vostro commento, una recensione, per farmi sapere cosa ne pensate. Nel caso fortunato il libro vi piaccia, vorrei anche chiedervi di farvi portavoce e ambasciatori presso i vostri conoscenti, che pensate possano essere interessati, per aiutare me e voi, ad arrivare al target che permetterà di pubblicare il libro nella sua forma definitiva. Un abbraccio *************** La Route 666 inizia a New York quando due strani, ambigui, passeggeri, un uomo e una donna, prendono posto in un taxi. La prima fermata è per fare benzina in una stazione di servizio in piena notte, la radio passa Highway to Hell...

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Maurizio Donini
Redattore della Sezione Europa di Futuro-Europa.it; quotidiano online registrato come testata giornalistica. Partecipo ai contesti più importanti a livello italiano ed europeo, accreditato nei siti ufficiali, ho intervistato le massime figure a livello economico e giuridico sia in Italia che in Europa.
Senior Opinionist su Adriatico News, altro giornale online molto diffuso sul litorale adriatico, in questo contesto mi occupo di sociale, modi di vivere, politica, visioni.
Sono il CEO e fondatore Tuttorock, magazine web specializzato in musica, arte e media, fra i primi in Italia.
Occasionalmente Blogger Sostenitore su Il Fatto Quotidiano.
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