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Innamorarsi è una follia socialmente accettabile

cristina alessandro
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Nella raccolta di racconti brevi “Innamorarsi è una follia socialmente accettabile”, si spiano con occhi neutrali gli istinti primari che regolano i rapporti di coppia, si mettono a nudo fragilità, tormenti, disillusioni, paure e sogni di chi ancora, nonostante tutto, si abbandona al sentimento. Ognuno a modo suo, come può o riesce, perché nessuno è immune alla fascinazione di una follia socialmente accettabile, come l’amore, appunto…
È il caso di Sabino, giovane omosessuale alla ricerca di sé, o di Renato e il suo percorso senza approdo di quarantenne single disilluso dell’amore. E ancora Matteo e Greta e l’eterno dilemma se investire sul sé o sul noi.
Che dire poi di Marta, giovane avvocato di successo, e del suo disperato tentativo di liberarsi dalle sovrastrutture sociali che la rigida educazione famigliare le ha imposto? E se la vittima di stalking è Anna, una ragazzina indifesa, suo padre è giustificato a farsi giustizia da sé?  Jolanda ci svela sogni e frustrazioni di una bella ragazza di paese soffocata dalla modesta vita contadina. Nella nutrita carrellata di caratteri che danno vita al libro, una riflessione si posa sul tormento di una madre che si vede messa in discussione dal disturbo alimentare della figlia adolescente. Perché, alla fine, la vita non è che sogno, mistificazione. Un alternarsi di verità e illusione, come il giorno e la notte.

Perché ho scritto questo libro?

Amo osservare le persone, spiarne gesti ed emozioni. Sui social l’esposizione è virtuale, i sentimenti invece sono reali e fanno paura. In “Innamorarsi è una follia socialmente accettabile” parlano gli istinti primari che regolano i rapporti di coppia: fragilità, disillusione e sogni di chi ancora scommette e si lascia andare. Ognuno come riesce, perché nessuno è immune alla fascinazione di un amore. Il suffisso “mente” dell’avverbio nel titolo è provocatorio. Causa orticaria agli editori, come l’assurdità della vita.

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Commenti

  1. Cristina Alessandro

    (proprietario verificato)

    Ti ringrazio Federica perché hai colto appieno il messaggio che intendevo veicolare. Come diceva De Andrè “Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori”. L’amore non è quello evocato nei Baci Perugina; l’amore è passione, dolore, introspezione per poter darsi al meglio. Inutile soffocare le brutture dell’essere umano, noi siamo un mix di bene e male. Prima ce ne accorgiamo, meglio è. La consapevolezza per gustare la vita, giorno dopo giorno, demolendo le sovrastrutture famigliari e sociali rimane l’arma vincente. Accende la speranza, quindi innamorarsi risulta una follia socialmente accettabile.

  2. (proprietario verificato)

    Le descrizioni dei personaggi sono profonde, a tratti taglienti ma molto reali. Emozioni crude e dolori forti vengono espressi con un pò di ironia che stempera il vortice di negativismo che altrimenti sarebbe prevalso.
    In alcune situazione è facile riconoscersi, rivivendo emozioni e sensazioni passate ma con spunti nuovi per capire e per capirsi.

  3. Cristina Alessandro

    (proprietario verificato)

    Grazie Barbara, è confortante per chi scrive avere un riscontro da chi legge. Credo che l’argomento trattato nei miei racconti possa coinvolgere, perché chiunque, almeno una volta si sarà trovato a mettere in gioco o a giocare coi sentimenti…

  4. (proprietario verificato)

    Cristina Alessandro scrive molto bene, sa entrare in profondità nell’animo dei suoi personaggi e le sue storie toccano diverse tematiche di attualità, oltre all’amore che, in tutte le sue forme, è il filo conduttore di ogni racconto.
    Lo stile dell’autrice è coinvolgente e abbraccia un mix esplosivo di introspezione e ironia che risulta gradevole e scorrevole.
    Forza, aiutiamo Cristina!

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Cristina Alessandro
Sono una casalinga attempata, madre di tre figli ormai indipendenti.
Lettrice accanita, nel 2015 è uscita la mia prima raccolta di racconti “Una vita, tante storie” edita da Marco Del Bucchia editore. Degno di nota l’interessante master di scrittura creativa che ho intrapreso nel 2017 con vera passione, perché gli esami non finiscono mai.
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