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Jack Pazzia e Amore, i conflitti di un serial killer

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Consegna prevista Febbraio 2020

Londra 1888, Jack lo Squartatore uccide cinque prostitute in modo orribile.

A volte basta poco per cambiare la vita di una persona.
Jack è nato a Plymouth nel 1861. Cresciuto da una madre pazza e possessiva, è stato abusato mentalmente e fisicamente e questo ha dato vita a un tarlo nella sua giovane mente, fino a farlo diventare un mostro, una personalità divisa in due: Jack è la metà malata in cerca di sangue e dominato dalla pazzia, mentre George è la parte buona che cerca l’amore che ha sempre desiderato. Insieme sono Pazzia e Amore.

Vivremo la vita di Jack lo Squartatore dalla nascita alla vecchiaia, in un vortice di erotismo e sangue, in cui però a comandare è l’amore, un amore puro che regalerà un finale inaspettato ma plausibile. Ci addentreremo in un miscuglio di emozioni per vivere la lotta tra il bene e il male in una sola mente e cercare di capire quanto possano diventare gravi i traumi infantili, al punto di distruggere la parte umana e trasformare una persona in un mostro… Jack lo Squartatore.

Perché ho scritto questo libro?

L’opera musicale “Jack Pazzia e amore” è del 2008: ho scritto musiche, storia, testi e sceneggiatura, ma in due ore di musica non potevo descrivere tutta la storia che avevo in mente. Passavano gli anni e la vita di Jack lo Squartatore vista dalla mia fantasia cresceva e si modellava nella mia mente fino ad arrivare ad agosto 2018, precisamente il 24. Erano passate le 23 e mi apparve in testa l’inizio del romanzo; iniziai a scrivere e finalmente riuscii a raccontare la mia storia.

ANTEPRIMA NON EDITATA

“Missione Divina”

Me ne andai a casa e mi rintanai nel mio studio con la voglia di ammazzare, volevo iniziare e allo stesso tempo finire, sentivo inconsciamente che la mia testa se ne stava andando, ero ossessionato dalla mia missione, i demoni oscuri che avevo nella mente si stavano impossessando della mia anima, volevo sentire ancora quell’odore ferroso, quell’eccitazione estrema che mi regalava il sangue quando lentamente lasciava la vita, sentire un cuore che piano piano rallentava fino a morire prosciugandosi del suo prezioso liquido, volevo vedere la paura negli occhi di quelle puttane schifose. Sentivo la pelle tirata come se delle mani invisibili la tirassero da dietro quasi a strapparla, avevo una salivazione eccessiva, sbavavo come un cane rabbioso, mi guardai allo specchio, non vedevo né Jack né George, ma avevo le sembianze del mio Angelo nero e l’immagine annuiva un sì con la testa, era il momento, dovevo iniziare, chiamai Conder che era al piano superiore, mi raggiunse nel mio studio. «Ne voglio una per stanotte, che la missione abbia inizio, tieni, prendi questi soldi, prepara la carrozza e portami da una puttana, bada bene che non ci sia nessuno oltre a lei.» «Subito signore, ne vuole un’altra giovane?» «No voglio un relitto, un pezzo di carne senza speranza, la voglio disperata e sofferente, sarò io a porre fine alle sue disgrazie purificando la sua anima con la mia lama.»

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  «Benissimo signore, ci penso io, vado a preparare la carrozza.» Ero eccitato, ma tranquillo, la mia mente scelta aveva il sopravvento, ragionavo con sinistra e perfida lucidità. Presi la mia borsa da medico e misi dentro il mio adorato coltello di Listen, la mia fedele lama, la boccetta del cloroformio, un panno bianco e dell’uva, indossai il mio mantello nero, la tuba e una sciarpa di seta nera per coprire la faccia. La carrozza era pronta, salii, il silenzio di quella notte era assordante come il rumore della paura, anche la luna non si vedeva, si era nascosta tra le spesse nuvole che regalavano una tiepida pioggia, sembravano lacrime di anime sofferenti, io quella notte ne avrei salvata una, il suo dolore l’avrebbe purificata, avrebbe smesso di soffrire soffrendo, accanto a me il mio angelo nero che se ne stava seduto, silenzioso in attesa di prendere la sua anima. Conder fermò la carrozza, fece salire la puttana, il mio angelo scomparve nel buio ma lo vedevo pronto, aveva le grandi ali nere spalancate. Guardai quell’ammasso di carne sacrificale, era una grassa e vecchia ubriacona che non mi sarei scopato nemmeno in punto di morte, la guardai dritta negli occhi. «Buonasera, signora, serata umida stasera.» «Buonasera a lei, si davvero una brutta serata, non uscirebbe di casa nemmeno il Diavolo.» «No, sono sicuro che lui con una notte simile sta vagando in cerca di qualche anima, prenda un po d’uva signora.» «Ma grazie, che attraente gentiluomo, questa è la mia serata fortunata.» «Ne è sicura?» «Certo, un gentiluomo, dell’uva e una carrozza di lusso, cosa vuole che faccia? Per uno come lei qualsiasi cosa, mi spoglio?» «Finisca pure la sua uva con calma.» Probabilmente non aveva mai assaggiato quel costoso frutto, la stava letteralmente divorando, faceva schifo anche a vederla mangiare, mi domandavo quale relitto poteva pagare per montare una vacca così orrenda, mentre gustava la sua ultima cena aprii la mia borsa e senza farmi vedere versai del cloroformio sul panno bianco, la guardai, mi sorrise poi ripiegò lo sguardo sugli ultimi chicchi d’uva rimasti, mi avvicinai e le misi il panno davanti alla bocca, spalancò gli occhi, aveva capito che non era la sua serata fortunata, si dimenò un po ma in pochi istanti quegli occhi spaventati si chiusero, era quasi addormentata ma non del tutto, non avevo esagerato con il cloroformio, volevo che fosse cosciente, volevo che vivesse la sua morte, che ricordasse tutti suoi peccati, volevo che nella sua squallida mente implorasse perdono a Dio. «Respira, assapora gli ultimi momenti della tua inutile vita, puttana.» Feci fermare la carrozza in un posto isolato, la trascinai fuori, le misi un braccio intorno al petto, il suo cuore batteva forte, presi la mia lama e senza esitare sferrai un taglio alla gola, così profondo da sentire la spina dorsale, mentre rantolava misi due dita nella ferita, sentivo il cuore rallentare mentre il sangue lasciava con violenza il corpo, mi sentivo immortale, ero il padrone della vita, un sequestratore di anime maledette, non si udì nemmeno un grido, la lasciai cadere a terra mentre guardavo la sua vita scomparire poi mi chinai sul corpo e le strappai i vestiti, aveva i seni flaccidi e una pelle talmente schifosa da sembrare morta da giorni, con la mia fedele lama feci dei profondi tagli sul ventre fino a veder uscire le sue budella per mostrare al cielo la sua morte poi diressi la lama sulla sua vagina e colpii con la punta fino a rendere irriconoscibile quella schifosa tana perversa che aveva dato solo sesso senza un briciolo d’amore, quella meretrice bastarda era morta. Il sangue sporco di peccato sgorgava come un fiume in piena, mi alzai in piedi per guardare il mio lavoro, un gran bel lavoro, tutto in pochi minuti, alzai le mani al cielo per ringraziare Dio, in quell’istante smise di piovere e tra le rade nuvole fece il suo ingresso la luna illuminando la mia lama che ancora colava del sangue del peccato, era un segno, l’Angelo arrivò con le ali spiegate, mise le mani sul corpo della puttana fu come se aspirasse l’ultima luce di vita, catturò la sua anima, il mio primo regalo. La mia missione era iniziata. Era la prima vittima innocente che una mente ancora inconsapevole della sua pazzia aveva squartato credendo che fosse Dio a comandare un insensata missione frutto di un anima che si era ammalata per la troppa violenza subita. Tornai a casa stando bene attento a non farmi vedere, entrai dalla mia entrata secondaria nascosto dal buio di quei sinistri vicoli, mi sentivo fiero, la mia adrenalina se ne stava andando, ero stranamente rilassando, avevo il totale controllo della mia mente. Mi lavai per bene e tolsi ogni traccia di sangue poi mi preparai per la notte e mi versai un brandy, erano precisamente le 3 e 45 di notte quando sentii delle grida, continuai a sorseggiare il mio brandy, l’avevano trovata, benissimo, l’indomani avrebbero parlato del punitore del peccato. Poco dopo aver svuotato il bicchiere sentii bussare forte alla porta, mi affacciai alla finestra con estrema tranquillità, era l’ispettore Daniel. «Daniel cosa fai qui a quest’ora di notte?» «George scusami davvero per l’ora, non puoi capire cos’è successo, posso entrare?» «Ma certo, metto una vestaglia e scendo ad aprire.» Scesi le scale e aperta la porta vidi Daniel con la faccia sconvolta. «Amico mio quale sciagura ti porta a quest’ora e con quella faccia?» «Hanno ucciso una donna credo una prostituta.» «Be mi dispiace davvero ma da queste parti non è una novità Daniel.» «No non puoi capire, l’hanno quasi decapitata, sbudellata, tra le gambe praticamente non ha più niente, non si è mai vista una cosa simile in tutta Londra, ho bisogno di te, ho detto di lasciare il corpo dove stava, voglio avere un tuo parere sul cadavere, ti prego vieni con me.» «Dio mio chi può aver fatto una cosa simile?, dammi due minuti per vestirmi e ti seguo.» «Certo George e scusami ancora.» «E di cosa, è un dovere amico mio.» Salii le scale mi diressi in camera, mentre mi vestivo mi veniva da ridere, ero stato davvero bravo, addirittura mi avevano chiamato per esaminare il corpo della mia vittima, in pochi minuti ero pronto, tornai dall’ispettore inscenando una faccia preoccupata. «Andiamo Daniel, ti seguo.» «Sali in carrozza, è qui a due isolati, davanti al mattatoio.» Durante il breve tragitto Daniel Mi spiegava la brutalità del delitto, un delitto strano mi disse, sembra quasi un rituale sessuale, arrivammo, scesi dalla carrozza, il corpo era contornato dalla polizia e da un gruppetto di curiosi dallo stomaco forte ma la cosa che vidi subito era lei, la mia Mary che mi stava venendo incontro con il suo taccuino in mano, Dio quanto era bella, si dirigeva verso di me con passo affrettato ma io la vedevo avvicinarsi come al rallentatore, i suoi occhi illuminavano la notte, e quel visino… anche se aveva lo sguardo spaventato. «Dott. George grazie di essere intervenuto subito.» Le baciai la mano guardandola negli occhi. «Dovere signorina Mary.» Daniel non vide di buon occhio la mia gentilezza. «Forza Dottore, non ti perdere in presentazioni inutili.» «Ma Daniel…» Esclamò Mary guardandolo con disapprovazione. Mi accompagnarono al cadavere, mi avvicinai con fare professionale. «Mio Dio come l’hanno ridotta poverina.» Presi uno straccio dalla mia borsa e iniziai ad esaminare il cadavere con il silenzio assoluto dei presenti. «La testa è quasi staccata, riesco a vedere la colonna vertebrale, il ventre è stato tagliato con precisione nonostante il buio, ha usato un coltello ben affilato, probabilmente un coltello da amputazione o un bisturi, gli organi sono stati tirati fuori di proposito, non sono danneggiati, ha infierito sugli organi genitali con la punta, si tratta di un punitore o magari un delitto a sfondo satanico, non lo so, potrebbe colpire ancora, mi dispiace, coprite il corpo di questa povera donna.» Mary aveva preso appunti, ero davvero curioso di sapere quello che avrebbero scritto su di me. Daniel invece sembrava davvero incazzato, inizio a gridare. «Ma quale punitore, questo è un lurido, un malato, stanerò quel bastardo, che si sentano bene le mie parole, magari è qui tra noi ho ci sta guardando da una finestra per ammirare il suo lavoro ma lo prenderò, posso scommetterci la vita.» Mi avvicinai a Daniel e gli misi una mano sulla spalla. «Amico mio ora rilassati, non è colpa tua, lo prenderai, non ti voglio vedere così.» «Tu vai dalla tua Mary e fai il Dottore che ti riesce sicuramente meglio che fare l’amico.» «Ma Daniel cosa stai dicendo…» Se ne andò, era davvero arrabbiato, Mary si avvicinò. «George non ti preoccupare, quando qualcuno mi si avvicina fa sempre così ma poi gli passa, grazie per essere intervenuto subito, spero di rivederti presto.» Mi diede un leggero bacio sulla guancia per salutarmi e si allontanò guardandomi, le sorrisi ma non riuscii a dire una parola, pensavo solo a quanto era bella, avrei passato ogni minuto della mia vita accanto a lei. Me ne tornai a casa a piedi visto che Daniel se ne era andato, mi misi a dormire che stava nascendo il sole, quella mattina non mi sarei mosso di casa, avevo davvero bisogno di riposo, la mia mente era stanca di emozioni confuse, ero fiero di me stesso e del mio lavoro ma non riuscivo a togliermi dalla mente quell’essere sublime, rivivevo ogni istante quel bacio sulla guancia e il suo sguardo quando si allontanava, già mi mancava. Mi svegliò un urlatore che gridava a squarciagola. «Edizione straordinaria, edizione straordinaria, mostro a Whitechapel squarta una prostituta, il delitto più orrendo mai accaduto a Londra…..» Questa nenia mi martellava la testa che già mi faceva male per aver dormito poco, ma stavano parlando di me? «Un mostro? Ma quale mostro, non hanno capito un cazzo, io sono una mente scelta!» Nella mia mente sinistra il nome mostro mi suonava come un offesa, credevo veramente di avere un sapere superiore, di essere stato scelto da Dio per una difficile missione celeste. «Quel nomignolo mi offende, un mostro fa tesoro della sua ignoranza mentre la mia è una mente laboriosa al servizio del signore, sono qui per purificare, per insegnare alle puttane che peccare è pericoloso, la mia lama è purificatrice e con essa le accompagnerò nella loro dimora eterna dove saranno purificate dal peccato, sto regalando il paradiso e voi mi chiamate mostro? Voi non lo sapete ancora ma il mio nome risuonerà per sempre nelle vostre inutili teste, ho ammazzato mia madre per i suoi peccati e non la smetterò finché la sua anima non avrà pace, il sangue è morte, il sangue è vita, Londra dovrà sapere.» Iniziai a gridare come quello che realmente ero, un pazzo scatenato senza inibizioni ne pietà, capii che stavo esagerando e così facendo la mia mente scelta poteva vacillare e commettere errori imperdonabili, cercai di calmarmi con un bagno caldo, la stanchezza era troppa e immerso nel tepore dell’acqua accompagnata da foglie di salvia e sali mi addormentai, iniziai a sognare.

22 giugno 2019

Aggiornamento

Inizio lavori per la realizzazione di un lungometraggio per il cinema del Romanzo "Jack Pazzia e Amore" di Diego Mecchi.
10 luglio 2019

Evento

SS1 Via Aurelia, 00058 Castello Santa Severa ROMA
Dal 10 al 14 luglio sarò presente all’evento SANTA SEVERA ARTEXPO, organizzato dal Maestro GIACOMO MOLINARI e dal Maestro DAMIANO BISOZZI per presentare il mio romanzo Jack Pazzia e Amore, edito dalla casa editrice Bookabook,si può preordinare direttamente, parleremo della realizzazione del primo film opera tratto dal romanzo stesso con la produzione I.I.P, Italian International Pictures del produttore Giorgio Chessari con le mie musiche e le coreografie del Maestro Damiano Bisozzi, vi aspetto numerosi presso lo stand “JACK PAZZIA E AMORE”.
16 giugno 2019

Evento

Bar la Stella Camaiore (LU)
Vi aspetto per la presentazione del mio Romanzo al Bar la Stella per un cocktail letterario.
01 giugno 2019

Aggiornamento

Recensione di Giovanna Alessandra Fenili, autrice di Annette Brennet rivelazioni di CRIMINI impuniti, e correttore di bozze.
 
24 maggio 2019

Aggiornamento

Recensione di Emanuele Malpezzi, traduttore e studente di editoria
23 maggio 2019

Aggiornamento

Articolo uscito ieri sul quotidiano la Nazione
17 maggio 2019

Aggiornamento

Aria fresca Web magazine, numero di aprile 2019

Commenti

  1. (proprietario verificato)

    Una storia unica, avvincente, piena di mistero , intrighi e amore…. sono arrivato quasi alla fine… ma vi giuro che lo sto’ divorando….. sono anni che un libro non mi rapiva con il suo fascino…. lo consiglio a tutti…… complimenti all’autore DIEGO MECCHI…. sei un genio….

  2. Diego Mecchi

    (proprietario verificato)

    Gennaro, grazie di cuore, detto da un artista del tuo calibro l’unica cosa che posso fare è un inchino.

  3. gennaro.cosmoparlato

    Ordinato! Non vedo l ora di leggere. Un ennesima sfida di un artista vero che si misura sempre con la solita versalità dei bravi in modo naturale. Manca solo il balletto russo e poi Diego Mecchi sa fare tutto e molto bene. Grrrr.. Che rabbia.

  4. diegomecchi

    (proprietario verificato)

    Grazie di cuore Assunta, mi hai emozionato ❤️

  5. (proprietario verificato)

    Diego Mecchi…come promesso ho DIVORATO il tuo libro!
    Che dire….
    “era un misto di emozioni
    intrappolate tra la pazzia e l’amore” (cit.Jack)🎩🎩🎩
    Era da tempo che un libro non mi coinvolgeva così!
    COMPLIMENTISSIMI!!

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Diego Mecchi
Sono nato a Camaiore in provincia di Lucca, l'8 giugno 1971. Il canto mi ha conquistato da giovanissimo, in un coro religioso, e da lì con la musica non mi sono più fermato: ho studiato pianoforte e canto, sono un chitarrista autodidatta e ho la grande passione per il Musical e l’opera moderna; di queste ne ho scritte due e sto ultimando la terza. In tutte mi occupo delle musiche, dei testi e della storia, che creo sempre a partire dalla mai fantasia; ma non scrivo solo opere: alle spalle ho circa 150 brani, varie sceneggiature e parecchie poesie.
La mia ultima fatica s'intitola “Jack Pazzia e Amore, i conflitti di un serial killer” come il titolo del mio primo romanzo, una storia inedita sul famigerato Jack lo squartatore.
Questo progetto è iniziato dieci anni fa per poi debuttare al teatro Carcano di Milano nel dicembre del 2018, dove ha avuto un grande successo che ha portato alla preparazione di una Tournée internazionale che inizierà da ottobre 2019.
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