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KERNUNNOS
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Consegna prevista Febbraio 2022
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Una trama fitta e intrecciata. Personaggi distanti nel tempo e nello spazio ma uniti da una rete di segreti a cui difficilmente si crederebbe. Una storia di poteri, di inganni e di misteri per un protagonista insolito, ma sempre più consapevole, che può fidarsi solo dei suoi sentimenti e della sua intelligenza.
Questa volta Roberto “Robb King” Chinghioli, dj e produttore discografico internazionale, finisce al centro di una vicenda che ha davvero dell’incredibile. Due vittime innocenti, una tribù dimenticata, imprenditori spregiudicati in cerca di riscatto personale mentre, a dargli manforte, ci sono un investigatore inglese in pensione e il vicecommissario Giulia Spagnoli, la sua compagna. Se la setta di uaDJet era un osso duro, gli antagonisti di questo nuovo capitolo della saga del dj/detective daranno molto filo da torcere a Robb che, sempre più consapevole delle sue capacità investigative, in questo caso deve superarsi per arrivare alla soluzione.

Perché ho scritto questo libro?

Scrivere non sarà mai il mio lavoro. Me lo ripeto, forse, per tenere la scrittura salva in una parte della mia vita che nessuno può toccare. Scrivere è un momento intimo, silenzioso, un modo di far viaggiare la mia mente nello spazio e nel tempo, di unire esperienze empiriche con fantasie inimmaginabili. Questo libro è il mio secondo romanzo e scriverlo è stato più divertente del primo, perché non vedevo l’ora di rivivere le emozioni indescrivibili tipiche di quando si crea con le parole.

ANTEPRIMA NON EDITATA

– La Prefazione degli Autori

Robb è un disc-jockey di successo proiettato nella modernità cosmopolita dei palcoscenici internazionali e, allo stesso tempo, fatalmente attratto dall’esoterismo di intrighi che spesso affondano le radici nel passato. Un passato che si mescola con il presente, fino a confondercisi. Questo è il punto di partenza di questo nuovo viaggio di Robb. Un viaggio che unirà Londra e le ancestrali valli del massiccio orobico della Concarena, Bangkok e i più cupi retaggi del ‘900 mitteleuropeo. Robb è un artista poco incline ai vezzi, alle mattane che gli stereotipi vorrebbero attribuire a chi vive di creatività. Conoscendolo, risulta più incline alla scienza, almeno quella della deduzione. Ed eccolo di nuovo nelle vesti di intrepido dipanatore di matasse: il suo sguardo laterale sul mondo, unito alla concretezza della compagna Giulia, lo porta ad individuare il bandolo nascosto di un mistero che al lettore sembra più complicato man mano che ci si addentra. Musica per le orecchie di chi crede che la razionalità rappresenti una forma d’arte. Un’arte che passa inevitabilmente attraverso la libertà di pensiero.

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La libertà di chi sa essere ipnotico per le folle di spettatori attraverso il semplice gesto del mettere i dischi. Gesto semplice ma profondo, che necessita della sintonia tra l’anima di chi ascolta e di chi seleziona, per accompagnarne i sogni e le emozioni. Selezionare vuol dire scegliere. E la scelta è una cosa bizzarra. Se si hanno opzioni diverse, in circostanze diverse, si finisce per essere diversi a propria volta? Di certo ci si può ritrovare con un lavoro diverso o trovare ispirazione da persone diverse, ma nel profondo si continua a essere la stessa persona? Con gli stessi problemi, lavorativi e personali, e le stesse necessità di aiuto? Qualcuno continua a percorrere il sentiero su cui si trova senza mai sapere che esiste un percorso diverso, con un potenziale sepolto giù in profondità, ma comunque presente. Qualcuno fa scelte immorali invece di quelle morali, ma ha comunque la sua coscienza, quindi la domanda è se sceglierà mai di ascoltarla. E a volte nella vita di qualcuno semplicemente non è il momento giusto di fare determinate scelte, e per quanto un altro voglia fortemente spingerlo nella direzione che sembra più giusta, serve comunque che sia lui stesso a scoprirla, magari non rendendosi conto dei meriti dell’altro che l’ha indirizzato, ma sono quei casi in cui ciò che importa è solo ed esclusivamente il raggiungimento dell’obiettivo. E fanculo il percorso. Alcune persone trovano l’amore nelle situazioni più strane e in qualche modo sono più felici per questo. E altre, non importa quanto si mescolino le carte, finiscono per fare le stesse scelte e essere attratti dalle stesse persone, dalle stesse passioni. In fin dei conti, tutto è bene quel che finisce bene. A quanto pare non si dovrebbe quindi mai nemmeno provare a modificare nulla, ma per chi è come Robb c’è una domanda migliore: dopotutto non siamo forse tutti qui per un po’ di amore, foss’anche solo quello per noi stessi? E allora, la domanda è: cosa potremmo fare, se non scegliere?

Buon viaggio, Robb. E grazie.

– Estratti da KERNUNNOS

Capitolo 3 Dutton Street 10, Silvertown, Londra

19 gennaio 1937

[…]

“Maestro, fratelli… ho un fratello in Germania e ci vado almeno due volte all’anno. Ci sono stato prima di Natale e ho visto dei negozianti esporre divieti di accesso e di vendita agli ebrei. La situazione sta precipitando ed è tutta colpa delle teorie folli di Rosenberg. Parla di superiorità della razza ariana, di assenza di diritti per chi non ha origini indoeuropee comprovabili. E, soprattutto, di un complotto ebreo-massonico-bolscevico.”

“Noi coi bolscevichi? Mai e poi mai! Che razza di idea è questa? Chi può crederci?”, un fratello dalla terza fila non si trattenne, interrompendo quell’altro che stava parlando.

“Fratello, rispetta la procedura e non interrompere chi stava parlando. Non tollererò altre interruzioni!”, la voce del Gran Maestro tuonò con decisione, così come il capo dell’uomo in terza fila si piegò in avanti, a domandar perdono.

“È chiaro che non ci sia nessun accordo coi bolscevichi”, riprese il numero uno dell’accolita occulta, “ma stanno diffondendo la notizia per spaventare il popolo e farsi accordare pieni poteri e fiducia. Dobbiamo intervenire. In quest’urna qui sul tavolo della sacra mensa ci sono dei biglietti. Ce n’è uno per ognuno di noi, col proprio nome di battaglia scritto sopra. Cercate il vostro e apritelo senza proferir parola tra di voi. Quando saliremo e ci spoglieremo, non si dovrà far alcun riferimento al compito che ognuno di noi avrà trovato scritto sul foglio. Sarà premura mia e dei consiglieri anziani contattare ognuno di voi nei prossimi giorni per un incontro personale, in cui vi comunicheremo in dettaglio come dovrete agire.”

Le fila si sciolsero ordinatamente, i sei consiglieri si affiancarono al Gran Maestro, dietro al tavolo di legno massello, mentre gli altri ventuno confratelli si incolonnarono per raggiungere l’urna uno alla volta e cercare il biglietto recante il proprio nome segreto. Quando la distribuzione ebbe fine, i ventotto uomini presero le scale per tornare al piano superiore e alle loro reali identità, svestendo la lunga tunica e il cappuccio tutti insieme, nello stesso istante e, voltati di spalle, al comando del Gran Maestro.

Johnny cedette il passo a un paio di fratelli, Tim l’aveva preceduto, e approfittò del momento di solitudine per aprire il biglietto che recava il suo nome di battaglia: Aiace.

Due parole: “Uccidere Hitler”.

Capitolo 38

Comando di Protezione Parlamentare e Diplomatica, Londra

[…]

“Il ministero non deve entrarci. Il ministro non accetterebbe una tempesta mediatica di questa natura”, Cussler continuava a ripetere la lezione, era chiaro a Philip.

“Non la accetterebbe, mentre invece i soldi li avrà accettati”, fu il rude commento di Philip, mentre indossava la giacca. Continuò: “La solita storia. I pezzi grossi fanno i loro comodi, mentre gli schiavi devono sbrigare i casini. Io ero bravo a far emergere la verità, non a insabbiarla.”

Il capo chino dei presenti fu la più rumorosa delle conferme.

“Cosa vuoi fare, Philip?”, Christine restò seduta, sbilanciandosi all’indietro sulla sedia.

“Ora ragiono un attimo e raccolgo un paio d’informazioni su questo povero disperato che è morto. Fermo restando che se fosse stato qualcuno dei grandi potenti coinvolti a farlo togliere di mezzo, non me ne stupirei. Ma non voglio credere che la Banca d’Inghilterra e il Ministero delle Finanze siano così stupide da far avviare delle indagini, per quanto sommerse, su qualcosa commesso da loro. Vi darò notizia tra un paio di giorni. Se la cosa va oltre la mia etica, mi chiamo fuori. Ve lo dico già. Non voglio giudicare niente e nessuno, ma non mi sono mai venduto mentre ero in servizio, di sicuro non lo farò ora che faccio il pescatore. Arrivederci.”

Sbloccò la porta, aprì e uscì.

Christine terminò la riunione: “Dopo lo sentirò. Ci aiuterà. Anche se questo favore mi costa molto. Voi tranquillizzate la Banca e il Ministero.”

Troverai qui tutte le novità su questo libro

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Andrea Lazzero e Giancarlo Facchini
Andrea "Frisk" Lazzero, 38 anni. Attivo per sedici anni come producer, dj e performer, ha all’attivo oltre 1.500 serate. Nato artisticamente nel 2001 nel circuito radiofonico piemontese, ha lavorato in numerose produzioni e pubblicazioni discografiche, guidando il progetto musicale "Hitfinders & Molla”. Ha scritto e pubblicato due romanzi e da anni lavora come organizzatore di eventi e nel mondo della comunicazione. È il direttore artistico di TOradio.

Piacere, sono Giancarlo !
Sono nato a Lovere in provincia di Bergamo ma sono sempre vissuto in Vallecamonica e a Brescia negli anni degli studi universitari.
La mia prima esperienza lavorativa, di cui si trova traccia nel romanzo, è stata come guida nel parco delle incisioni rupestri seguita poi da una lunga carriera prima come deejay e in seguito come produttore discografico e selezionatore di brani per l'etichetta musicale Hitfinders.
Conclusi gli studi universitari ( sono laureato in Ingegneria) che hanno affiancato tutta la mia carriera nella nightlife mi sono buttato a capofitto nella gestione dell'azienda di famiglia che ancora oggi conduco con mio fratello Luca.
La mia vita da maggiorenne l'ho praticamente affrontata tutta con Corinne che ancora oggi è la mia compagna con la quale convivo insieme a nostra figlia Giulia, al pappagallo Skipper e al piccolo Choco.
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