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La cattedra rovesciata: un insolito anno scolastico

La cattedra rovesciata - un insolito anno scolastico
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Consegna prevista Marzo 2022

Può un’insegnante dopo trent’anni di esperienza non sentirsi all’altezza del suo ruolo? Accade a Lilly Esposito quando, a 53 anni, viene trasferita da un tranquillo Liceo al Majorana, un istituto dove i ragazzi all’appello rispondono con un insulto, perché non credono in nulla e degli adulti non si fidano. È stato al Majorana che Lilly ha iniziato la sua carriera, giovane vincitrice di concorso, energica ed entusiasta. Da allora sono trascorsi vent’anni, la realtà scolastica è cambiata e anche lei è diversa. Lilly, con leggera profondità e ironia, racconta un anno scolastico complicato, sullo sfondo la sua storia personale segnata da avversità che l’hanno resa fragile e ora impreparata ad affrontare quei ragazzi disillusi. Un anno fermato dalla scrittura, testimone di una ricca e intensa fase della vita tra famiglia e scuola, un tempo che alla fine restituirà alla protagonista il senso del suo lavoro.

Perché ho scritto questo libro?

Mi piace raccontare pensieri, emozioni e soprattutto condividere.
Senza un’idea strutturata ho scritto in modo disordinato durante un anno particolarmente difficile che ha spento la passione per il mio lavoro. Ho riletto e mi sono accorta che una storia c’era già e ho affidato alla professoressa Lilly Esposito, il mio alter ego, l’arduo compito di raccontarla, con la speranza che il lettore possa ritrovare un pezzetto di sé e soprattutto sorridere.

ANTEPRIMA NON EDITATA

Il pavone dalle piume di cristallo

Sono stati giorni prima frenetici e poi tristi, mi sento come se non avessi fatto vacanza. Vacanza significa sentirsi liberi da impegni, da orari e da tutto quel che in noi genera stress, ma dal dolore non si può andare in vacanza. È sempre lì ai piedi del letto che ti aspetta, puntuale come un lavoro, ti sveglia la mattina presto, ti accompagna durante la giornata e poi ti dà il bacio della buona notte. Ti concede solo qualche momento di distrazione, quando sei concentrato a fare qualcosa, sarà per questo che ho dipinto diverse tele. Comunque le vacanze estive sono finite, col mio nuovo compagno mi accingo a risalire in cattedra e intanto penso inevitabilmente al mio primo giorno al Majorana di vent’anni fa.

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Ho trentadue anni, dopo cinque anni di supplenze nei paesi e quattro in ruolo a Carbonia, ho ottenuto il trasferimento a Cagliari, nella succursale dell’Istituto Majorana ‒ che coincidenza! ‒ e sono felice anche perché è nata mia figlia Viola.

Appena varco la soglia della scuola, mi viene incontro signor Paba, grasso, coi capelli tinti tendenti al rossiccio alla Enzo Mirigliani, buon’anima! Con la pipa in bocca e lo sguardo leggermente porcino mi accompagna in vicepresidenza e mi annuncia come la signora Esposito.

«Signoraaa?»

Non ho mai tenuto ai titoli, io ne ho due: signora e professoressa, però mi sembra che signora, qui, sia fuori luogo, soprattutto perché pronunciato da un collaboratore del Preside. Uno che fuma indisturbato nell’androne della scuola, non può che essere un pezzo importante della gerarchia scolastica, almeno un vassallo o un valvassore, anche se ai miei occhi è un cafone rozzo, meno di un valvassino.

Busso in vicepresidenza, entro e mi presento: «Piacere Lilly Esposito!».

«Piacere Paolo Serra!»

Curiosa come una scimmia chiedo: «Il collega che mi ha accompagnata cosa insegna?».

«Ma veramente è il bidello!», ah… ecco! Questo dev’essere il boss dei bidelli, ostenta potere.

Il vicepreside sorride e mi spiega: «Il Biennio B è al primo piano, se vuoi chiedo a Paba di accompagnarti, sai la prima è un po’ turbolenta».

«No grazie! Non ti preoccupare.»

Figurati se mi faccio accompagnare da questo, non sono certo quel tipo di donna che ha bisogno dei maschi a fianco per farsi rispettare, ho alle spalle nove anni d’insegnamento e me la so cavare benissimo.

In classe mi presento, faccio l’appello. Tra un richiamo e l’altro riesco a entrare in sintonia con i vivacissimi ragazzi, spiego il programma che affronteremo e quel che mi aspetto da loro.

Soddisfatta, rientro a casa e dico a mio marito che insegnare a Cagliari è meraviglioso, mi sembra un sogno non dovermi più svegliare alle sei del mattino per macinare chilometri su chilometri e poi ho più tempo da dedicare alle bambine.

Tutto allora era andato per il meglio, ero giovane e i giovani professori in genere non sono percepiti come nemici, per loro è facile interagire con gli alunni che li identificano come fratelli maggiori. Ma se ciò non accade, allora le giovani leve dall’autorevolezza acerba accendono il semaforo verde e vengono investiti, scacciati o schiacciati dagli studenti come mosche sotto colpi di giornale. A me era andata decisamente bene.

Mi sembra sia passato un secolo da quel giorno e il caso ha voluto che oggi mi ritrovi a varcare la soglia di quella stessa scuola. Sono le otto e un quarto del mattino e sono stranamente in anticipo. Nell’aria c’è una pace lunare, alla mia destra addossati alla parete ci sono due banchi pieni di panini, dietro due ragazzi in attesa.

Mi dirigo in vicepresidenza, ad accogliermi c’è ancora lui, Paolo Serra, una faccia amica, il collega di Educazione Fisica, che ha sempre insegnato al Majorana e da lì non si è mai mosso, ora come allora collaboratore del preside.

«Ciao Lilly! Ben tornata!»

«Ciao Paolo ! Come stai?»

«Bene, tu sei sempre uguale!»

«Insomma… bionda, con qualche chilo in più!»

«Quest’anno avrai la prima, la seconda e la terza C, il biennio si trova al pianterreno e la terza al primo piano. La prima è vicino alla vicepresidenza perché è molto agitata ed è meglio tenerla d’occhio. Sai, le prime di

questa sede sono costituite da ultra bocciati, ipercinetici, insomma i più sono Bes, ovvero alunni con bisogni speciali.»

«In prima quanti sono?»

«Ventotto, ma vedrai che nel corso dell’anno la classe si dimezzerà.»

Mentre lui parla penso: sta esagerando, lui troppo dolce, non ha ancora imparato a gestire dei mocciosi un po’ difficili.

La porta della prima C è aperta, cioè non si chiude e sembra che qualcuno l’abbia presa a morsi. Entro con calma e mi avvicino alla cattedra che è rovesciata, la sedia non c’è proprio, è stata spinta lontano e sta in un angolo; i ragazzi hanno quasi tutti il cellulare, qualcuno mangia, qualcuno beve Coca Cola e ascolta musica; i banchi sono distanziati tra loro, devono lasciare lo spazio per allungare le gambe, per terra due bottigliette d’acqua aperte e una pozzanghera che invita a lasciare il segno, gli zaini vuoti e flosci sopra i banchi, ce n’è uno appeso all’anta di una finestra.

«Prof mi ha preso lo zaino!»

«Prof possiamo uscire?»

«Prof possiamo, possiamo, possiamo?»

Alunni dalle mille esigenze, dalle mille richieste, tra loro uno piccolino con una voce acutissima non si siede, non sa stare fermo e bisticcia con un altro più grande quasi il doppio di lui. Eppure è lui l’attaccabrighe, è lui che provoca il grande e le parolacce accompagnano e trasformano un semplice scherzo in una prevaricazione. Invito i ragazzi alla calma, ma nessuno mi calcola, cerco di fare l’appello, non ci riesco. Un alunno mi chiede di uscire, dice che si sta pisciando sotto, gli nego il permesso, alla prima ora è vietato andare in bagno e lui mi manda affanculo. Tento di spiegare il programma di prima, ma la mia voce è coperta dal chiasso come in un incubo in cui urli e nessuno ti sente… e poi chissà quale programma alla fine svolgerò… che cosa mi dovrò inventare per far breccia in questo muro di marmo.

L’ora è finita, la classe è un campo di battaglia, io distrutta raccolgo i frammenti della mia coda di pavone, mi sento un pollo spennato, una nullità. Esco dall’aula, incrocio il vicepreside ma passo dritta. Vado in bagno,

vicino a me la collega di Diritto ritocca con il trucco il suo aspetto più autorevole del mio, mentre io piango come una bambina al primo giorno di asilo e penso che non ce la farò mai, perché mi sembra di non essere più capace di fare il mio mestiere. Dopo l’estate che ho passato, sono senza pelle, e gli alunni, quando un professore è debole, lo fiutano come gli animali e ne approfittano, non conoscono la pietà, cominciano un gioco di forza contro dei nemici giurati. In queste aule gli insegnanti rappresentano ciò che più di tutto odiano, lo studio, i libri, e lo specchio del loro fallimento, sempre in agguato. Se mi affiancassero almeno un educatore, così mi potrebbe dare una mano per contenerli! Dio ha voluto punire la mia presunzione, perché sono stata sempre convinta che il mio successo con gli studenti, anche con quelli più complicati, dipendesse dalle mie qualità, e invece realizzo che tutto è cambiato rispetto a vent’anni fa, ma soprattutto io, da sorella maggiore, mi rispecchio nei loro occhi come una specie di mamma rompicoglioni, che non ha più voglia di correggere nessuno, neppure se stessa… eppure lo deve fare.

2021-07-07

Aggiornamento

Alle Serali. Entro per la prima volta in una classe dei corsi serali: sono tesa come una corda di violino, ma ho le gambe molli e il cuore nello stomaco, effetto vuoto. Fa ancora caldo, sono le diciotto, indosso un vestito bianco e celeste, con ballerine in tinta. Sono in anticipo, mi siedo e aspetto. Dopo poco arrivano, sono quasi tutti maschi e qualcuno ha ancora la tuta da lavoro. Hanno l’aria stanca. E io mi sento inadeguata e ridicola con le mie unghie smaltate da brava professorina preparata e diligente, in confronto le loro mani sono di chi si spacca la schiena. Hanno grandi borse, gli occhi assonnati e severi, il loro sguardo è di chi non ha tempo da perdere. Si accomodano educatamente, mi presento, e mi sento come un comico debuttante in un teatrino di periferia davanti a un pubblico esigente, che fischia e urla: “Dai facce rideee!”." da" La cattedra rovesciata"
2021-08-07

Aggiornamento

La campagna sta andando bene, mancano 85 giorni e 70 copie da vendere. Scopri quanto ci tieni al tuo libro, ogni qualvolta vedi scendere l'indice numerico delle copie da vendere, sto vivendo una sorta d'innamoramento, praticamente non penso ad altro. La frase del giorno tratta dalla mia creatura è :"alcuni mi fanno sorridere, la loro invidia è così palese che mi lusinga, poi ci sono i peggiori, che subdoli come un herpes, ti adulano e al contempo..." Sì perchè nel libro ci sono sette titoli di sette capitali, ops! capitoli
2021-02-07

Aggiornamento

Buongiorno cari, la campagna procede bene, dovrei vendere una copia al giorno per raggiungere l'obiettivo, perchè mi mancano 89 copie da vendere in 89 giorni. Sono fiduciosa! Ecco la frase del giorno tratta dalla mia creatura: La verità è che i professori coi figli sono più esigenti che con gli alunni, hanno meno pazienza, infatti le rare volte che mi sono seduta con loro a studiare, sono volate non poche zugate.
2021-06-29

Aggiornamento

Buongiorno a tutti, la campagna promozionale, a una settimana dal suo inizio, sta andando bene sono quasi al 50 % delle vendite. Non so voi, compagni di campagne crowdfunding, ma subentra una specie di frenesia ansiogena che ti porta a controllare spesso l'andamento dell'indice di gradimento, quando non ti si scatena un fastidio indicibile verso gli amici che non ti sostengono. Comunque bookabook ha pubblicato due libri che comprerò" Entro alla seconda ora" e l'altro è su Van Gogh. Per invogliare le persone ad avvicinarsi al mio libro, ho deciso di scrivere ogni giorno una frase tratta dalla mia creatura: "La cattedra rovesciata: un insolito anno scolastico": "Perchè le cene di fine anno scolastico sono cene di media eleganza, poi vabbè c'è sempre qualcuna che esagera, sale sul tacco quindici o scende in infradito. Noi professori siamo una categoria un po' bizzarra"

Commenti

  1. Botti Capone

    Felice per te, Botti Capone e per noi che potremo godere della tua sensibilità e creatività… Non vedo l’ora di leggerlo

  2. Botti Capone

    Giorno 30 della campagna crowdfunding che non è proprio una scampagnata. 📌
    Per una che da bambina non ha mai recitato neanche una poesia su una sedia con le mani intrecciate dietro la schiena, con dondolamento di bacino avanti e indietro alla presenza dei parenti riuniti per il Santo Natale, e che da adulta si paralizza davanti a un pubblico superiore alle quattro persone, direi che qualche progresso c’è stato; perché scrivere per poi pubblicare in crowdfunding può essere come girare nudi per le strade del centro… e in più alle volte è come chiedere:
    Ma mi guardi?
    Mi hai guardato bene?
    Ti piaccio? Ehi, dico a te!!!
    È proprio così , si crea una specie di transfert, diventi il libro che hai generato e esulti se qualcuno ti apprezza o entri nel buio più nero se gli altri non ti considerano, come quando nei sogni ci sei, ma nessuno ti vede.
    Comunque bando alle metafore e alle similitudini, posso dire col cuore in mano che sono felice, perché ce l’ho quasi fatta: in un mese ho venduto 160 copie, quindi grazie per avermi guardata e pure fischiata dietro, per avermi tolto, col vostro entusiasmo, quella sensazione tipica degli esordienti, di essere lì lì per perderci la faccia. 💕
    Al contrario, sempre grazie a voi, questo sentire si è trasformato in un bel coraggio, che ha il volto della mia fatica, della mia tenacia, ma anche della vostra fiducia, e della vostra generosità.
    GRAZIE 💝
    Per chi mi vuol rendere ancora più felice, questo è link per il preordine
    https://bookabook.it/…/la-cattedra-rovesciata-un…

  3. Botti Capone

    Chi scrive un libro, all’inizio, con un po’ di trepidazione lo fa leggere a qualche amico divoratore di libri, ipercritico, e oggi ho ricevuto il più bel complimento, che gli aspiranti scrittori come me, possano ricevere:
    -L’hai finito?
    – Sì e quasi mi dispiace! Mi è piaciuto moltissimo! Quando l’ho iniziato pensavo che potesse interessare solo agli insegnanti e invece no! E’ profondo, ma nello stesso tempo scanzonato, può piacere a un vasto pubblico. Ho già individuato delle persone che potrebbero apprezzarlo.
    -Daiii, sono felice😍

  4. Botti Capone

    Oggi faccio la figlia! 🌸
    Sì, perché il libro del quale vi parlo lo ha scritto mamma e io ne sono molto orgogliosa.

    Tra i miei contatti molti conoscono le (dis)avventure di Botti; più volte sono stata io stessa a raccontarvele, questa volta però lascerò che sia il suo libro a parlare per noi. 📓

    “La cattedra rovesciata: un insolito anno scolastico” è la storia di una professoressa che è stata alunna senza averlo mai dimenticato.

    ************************

    Il libro è in crowdfunding e preordinabile a questo link ⤵

  5. Botti Capone

    Un anno singolare, raccontato e affrontato da Botti Capone con la sua ironia che la contraddistingue.

    Una campanella, una riflessione, e tra una campanella e l’altra tutti abbiamo bisogno di farci una bella risata.

    ****************

    🖋️ Il romanzo “La cattedra rovesciata: un insolito anno scolastico” è finalmente preordinabile 🤩

  6. Botti Capone

    Allora???

    Avete dato uno sguardo alla presentazione e all’anteprima del libro
    “La cattedra rovesciata” di Botti Capone ?

    Vi intriga? E questo è niente, quando l’avrete letto mi ringrazierete per la ripetuta segnalazione 🤗

    E dunque, prenotate gente, prenotate 📚📖🔖

  7. Botti Capone

    Una cara amica, che è, tra le altre cose, anche una brava insegnante, ha scritto un libro. Un romanzo sulla scuola, e non solo. Ho letto l’anteprima, e mi è piaciuta. L’unico problema sarà dover aspettare a marzo per poter leggerlo tutto.
    Mi è piaciuto questo suo raccontare leggero e vagante, per dirla con il poeta. Dietro c’è sicuramente tanto lavoro, ma la leggerezza (nel senso calviniano del termine) resta.
    E c’è anche il piacere di scrivere.
    E per la sottoscritta, che ha sempre partorito (se si escludono gli esperimenti poetici in gioventù) solo saggi, articoli, relazioni di allestimento, schede di catalogo, lavorando negli archivi, sulle fonti, e le fonti orali, e le note a piè di pagina e quale fotografia inserire perché più di quattro non fa e, mi raccomando! minimo 10 cartelle, e gli abstract in lingua inglese, insomma, tutte cose abbastanza grevi e pesanti… questa è una cosa bellissima.

    Il libro si intitola: “La cattedra rovesciata – Un insolito anno scolastico”, l’autrice è Botti Capone.

  8. Botti Capone

    Botti Capone ha finalmente, dopo ripetuti nostri inviti, scritto il suo primo libro! Ho sempre adorato leggere tutto ciò che scrive, anche le “minchiatine” dei suoi post, ed è un incanto anche semplicemente sentirla raccontare il suo modo di fare la spesa. È un onore averla come allieva nel mio corso di danza, e come amica non posso fare altro che essere fiera di lei!

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Botti Capone
Nata a Cagliari nel 1964, Botti Capone insegna lettere in un Istituto tecnico della sua città.
Quando smette i panni da professoressa si dedica alle sue passioni, la pittura e la danza orientale.
Il suo più grande amore però è la lettura che è sempre stata una costante della sua vita, fino a quando il desiderio di scrivere ha prevalso. "La cattedra rovesciata: un insolito anno scolastico" è il suo romanzo d'esordio.
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