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La chiave della cella

La chiave della cella campagna
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Consegna prevista Novembre 2020
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“Forse ad una ragazza qualsiasi sarebbe bastato poco per conquistarlo, ma io come potevo farlo innamorare senza sedurlo? Come potevo farmi conoscere senza mostrarmi? Come potevo farmi notare senza esibirmi?”
Chiara è una monaca che soffre di inspiegabili attacchi di panico e che vive con le sue sette consorelle in un piccolo monastero di collina. Quando conosce Nikola, un ragazzo dell’Est di vent’anni più giovane di lei, il suo mondo interiore subisce uno stravolgimento. Nikola è il Maestro che Chiara attendeva per trovare le risposte a tutti i suoi interrogativi e per accedere a straordinari livelli di realtà e consapevolezza, guidata a lui da un’attrazione potente ed inevitabile come la gravità.

Perché ho scritto questo libro?

Volevo scrivere una storia di purezza, dove fosse protagonista quell’onestà interiore profonda in grado di portare cambiamenti significativi nella realtà esteriore, attraverso il cambiamento del pensiero e del comportamento che ne consegue. L’idea di questo tema si è poi intrecciata con la richiesta fattami, di scrivere un racconto basato sulla realtà storica di un personaggio particolare: una badessa che in epoca Medioevale si era inspiegabilmente rifiutata di obbedire ad una bolla papale.

ANTEPRIMA NON EDITATA

Dunque… potrei raccontare che l’ho conosciuto quando aveva 17 anni ed io ne avevo 38.
Potrei dire che era solo un ragazzino con ancora l’apparecchio ortodontico da adolescente, ma no, lui non era solo un ragazzino, era qualcosa di più, qualcosa di strano che si muoveva nel mio universo, o forse qualcosa di fermo in un universo in movimento, un suono sottile di sottofondo come un richiamo; un’anomalia del tempo… un enigma che mi riguardava da vicino, come fosse la chiave di un mistero che sentivo di dover svelare.

Potrei scrivere in terza persona fingendo di non essere coinvolta nella storia, ma che senso ha se poi tutto salterà fuori a dichiarare che ogni cosa mi riguarda da vicino, vicinissimo, che si tratta della mia pelle, del mio cuore, delle mie emozioni, della mia anima…

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A volte ci sono cose che non si dovrebbero dire.
A volte ci sono storie così pure e delicate che le parole rischiano di contaminare ed appesantire qualcosa che trova la sua dimensione nella leggerezza dell’aria, nel silenzio dell’attesa, nella necessità del respiro, come miracoli già scritti nel destino che devono solo avere il tempo per compiersi.
A volte, le cose che non si dovrebbero dire sembrano le uniche che contano davvero…

Al tempo ero mossa da un unico profondo desiderio: “Voglio solo che questa persona possa amarmi per sempre”, come se quel “solo” fosse un dettaglio trascurabile.
Non sapevo in che modo sarebbe stato possibile, eravamo due mondi separati in universi paralleli, ma sentivo che nel mio cuore ciò era già scritto, già realizzato, avevo solo bisogno di tempo perché quel ragazzo crescesse e prendesse consapevolezza di questo amore in lui.
Ero spinta da un senso di urgenza di fronte al tempo delle opportunità che mi si presentava. Quanto tempo avevo a disposizione per compiere quello che ai miei occhi poteva essere solo un miracolo? Come potevo essere parte della sua storia, della sua vita? Cosa potevo fare perché quel ragazzo vedesse la mia anima, priva di età, di vincoli e di impedimenti materiali?
Quanto tempo avevo a disposizione per compiere quest’impresa impossibile?
Non ne avevo idea.
Forse ad una ragazza qualsiasi sarebbe bastato poco per conquistarlo, ma io come potevo farlo innamorare senza sedurlo? Come potevo farmi conoscere senza mostrarmi? Come potevo farmi notare senza esibirmi?
Sembrava cominciato tutto per caso, anche se credo che il caso non esista.”

Un incontro; quanti se ne fanno ogni giorno, per caso. L’inizio di un dialogo; eppure alcuni incontri hanno il potere di cambiarci la vita, di stravolgerla nel profondo, di farci cambiare strada, prospettiva… idee. Forse è il destino, forse è inevitabile, forse è frutto del caso, ma se fossimo davvero noi ad attrarre tutto ciò che ci serve per plasmare la nostra vita, seguendo i sogni e i desideri dell’anima, per crescere, per guarirci nel profondo, per riconoscerci e condurci là dove vogliamo andare? Allora ogni più piccola cosa avrebbe un senso…

07 aprile 2020

Aggiornamento

Forse mai come nelle ultime settimane, di segregazione a scopo sanitario, si è riscoperto il piacere di leggere e la necessità di rifugiarsi in un buon libro; che sia per sfuggire all'ansia, alla noia, per trovare un po' di compagnia o per uscire e svagarsi, almeno con la mente, il libro è sempre un ottimo alleato, non passa mai di moda, non si scarica, non produce inquinamento acustico, non necessita di fili elettrici, di wifi, non ha nessun tipo di controindicazione e ti fa volare... ohh se ti fa volare! Puoi indossare i sentimenti di un'altra persona e sentirli tuoi come una seconda pelle, puoi avere avventure fantastiche e trovarti a compiere magie come se fosse la cosa più naturale del mondo, puoi esplorare te stesso in mille modi, da infinite angolazioni e crescere, crescere... finché i problemi visti dalla nuova prospettiva ti appariranno piccoli, buffi o semplicemente nuove opportunità da cogliere.

Commenti

  1. (proprietario verificato)

    Grazie Dona che mi hai dato la possibilità’ di leggere in anteprima il libro e non vedo l’ora di ricevere la mia copia ufficiale.
    Tre cose che mi sono piaciute del libro: 1) La profondita’ dei personaggi, senza essere degli “intellettuali” ma con la naturale profondita’ di chi e’ davvero connesso con se stesso e con gli altri; 2) Gli spazi interiori, esteriori e temporali nei quali i personaggi si muovono. A volte mi pare di essere nel giardino con Chiara e Nikola e posso respirare aria profumata e a volte sento perfettamente lo spazio soffocante del treno o della chiesa piena. 3) Mi piace tanto la storia dell’antica Badessa, perche’ e’ una vera storia di coraggio ed e’ cosi’ avvolta nel mistero, anche se il personaggio e’ esistito e il suo tener testa ai Papi del suo tempo e’ davvero successo e di come le storie tra i personaggi si intrecciano. Bello… Mi sono letta il manoscritto tutto d’un fiato!!!

  2. (proprietario verificato)

    Mancano nove mesi alla consegna prevista: mi sento in “dolce attesa”! 😀

  3. (proprietario verificato)

    Un assaggio nell’anteprima che lascia in sospeso…….bene ,bene, aspettiamo il resto con ansia 🙂

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Donatella Coceani
Nata a Cividale del Friuli nel 1965, quarta di sei figli, ho vissuto i primi 20 anni a stretto contatto con la natura, con il fiume ed una famiglia densamente popolata. Dopo gli studi all'istituto d'Arte di Udine mi sono trasferita a Reggio Emilia, dove risiedo tuttora e, nel vano tentativo di ricreare una famiglia simile a quella d'origine, ho fatto tre figli, che sono stati spunto, argomenti e materia prima per la stesura del mio primo romanzo: “Gioie di Smamma” (BookSprint 2015). Vorrei dipingere e fare l'artista ma la casa è ancora troppo densamente popolata, perciò scrivo... cioè dipingo con le parole.
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