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Sara è una giovane donna come tante: nata e cresciuta nella provincia di Bergamo, ha una famiglia un po’ sopra le righe alle spalle e un lavoro in uno studio contabile. Una ragazza semplice, una sognatrice. Ma una sera autunnale si ritrova a correre lungo un viale alberato, ferita e terrorizzata.
Vittima di amnesia, non ricorda nulla dell’aggressione subita né dei giorni precedenti.
Nel tentativo di recuperare i tasselli mancanti della sua storia, si scoprirà coinvolta in un fatto di cronaca nera. Insieme all’amica Lisa e al tenente dei carabinieri Roberto Castelli, incaricato delle indagini, cercherà di discolparsi dalle pesanti accuse. Riuscirà a fare luce sulle ombre della sua memoria?

1. IL VIALE ALBERATO

Sto correndo a perdifiato lungo un viale alberato, fra le foglie autunnali viscide e ormai moribonde incollate al suolo. Sento solo il mio respiro affannato, il battito del cuore che rimbomba fino in gola e lo scalpiccio sul selciato ancora umido. È una serata tiepida, il sole ormai tramontato da un pezzo. Una leggera brezza soffia tra le fronde degli alberi e mi schiaffeggia. Sembra quasi che il vento voglia sussurrarmi qualcosa. È tutto deserto, solo un paio d’auto parcheggiate sul lato della strada opposto a quelle villette a schiera tipiche dei quartieri a ovest della città. I lampioni rischiarano appena il percorso.

Non so dove sto andando, so solo che devo correre. Ho paura. Sono consapevole che non devo rallentare, ma non ce la faccio più, non sono allenata, non ho più respiro. Mi fermo, gli occhi vacui, vedo solo in bianco e nero. Tutti i colori spariti in quest’attimo di pazzia che mi ha spinto ad arrivare fin qui. Mi piego, le mani sulle ginocchia. Inspiro l’aria frizzante e mi sento un po’ meglio. È in questo preciso istante che riprendo a notare i colori, anzi uno solo in particolare: una macchia sull’addome. Sembra vernice rosso vermiglio.

La tocco, è fresca e appiccicosa. La guardo con più attenzione. Solo in questo preciso momento ne ho la certezza. I miei sensi l’hanno già capito da tempo, ma non volevo realizzare. È sangue.

2. CASA CERCASI

Non avrei mai pensato di aspettare così a lungo per trasferirmi e finalmente andare a vivere da sola, di nuovo. È successo così, per caso: presa da un momento di ordinaria follia, mi sono alzata dal tavolo durante un tradizionale pranzo domenicale in famiglia e ho sganciato la bomba. Andava fatto.

Mia madre è una classica casalinga ultrareligiosa. La tipica donna che s’immola alla vita familiare, facendo pesare il suo sacrificio ogni giorno a marito e figli. Mai avrebbe pensato a un sacrilegio simile, un dolore inflitto dalla figlia maggiore, una decisione affrettata presa senza considerare il «cosa penseranno di lei il parroco, i vicini, gli zii, la nonna nella tomba, Dio, la madonna e tutti i santissimi santi».

Io, la figlia immorale, ho vissuto ventisette anni nel tentativo di rendere orgogliosi i miei genitori, ovviamente senza riuscirci, cercando di essere la migliore a scuola e nella vita, aprendo le porte con fatica anche per mia sorella minore, tre anni più piccola, e sentendomi definita ogni volta una ragazza superficiale. Figuriamoci dopo aver ufficializzato il fidanzamento con Marco e contemporaneamente essermi trasferita da lui per circa otto mesi, per poi ritornare a casa un anno dopo con la coda tra le gambe. Apriti cielo: «E te l’avevo detto, Sara, che vivere nel peccato non ti portava da nessuna parte. E adesso cosa farai? Hai buttato via la tua vita!» e via discorrendo. Vi assicuro che arrivare alla mia età senza aver fatto ricorso a psicofarmaci o droghe leggere, e senza aver riportato traumi, è stato veramente difficile.

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Mio padre, invece, è relegato in una posizione ormai secondaria, rassegnato al predominio femminile. Dopo un infarto del miocardio che l’ha messo inaspettatamente al tappeto, è stato convinto da mia madre che nella vita d’importante ci siano solo, oltre la febbre religiosa, le gite settembrine in Trentino a respirare l’aria buona e le pesche di beneficenza. E dire che una volta era il genitore perfetto, nonostante una vita di sacrifici da muratore bergamasco, una carriera scolastica non proprio brillante e il poco tempo libero da dedicare alla famiglia. Leggeva molto e m’insegnava altrettanto: dalla letteratura all’astronomia, dalla politica alla semplice curiosità.

Sono convinta che sia stato lui ad avermi inconsciamente influenzato e ad aver liberato il mio nascosto bisogno di sete di conoscenza perpetuo. Così, dopo il liceo scientifico (maledetti test attitudinali), ho intrapreso corsi umanistici nella speranza, un giorno, di diventare una scrittrice affermata. Ma da quando pure mio padre mi vede come la pecora nera della famiglia, il nostro rapporto si è congelato e resiste solo in memoria dei vecchi tempi. In bilico su un iceberg quasi del tutto sommerso.

E infine mia sorella, che ne combina di tutti i colori ma è sempre, costantemente la preferita, perché «Sandra va a messa tutte le domeniche, Sandra viene con noi in vacanza e dice pure il rosario». Il fatto di saltare da un ragazzo all’altro passa notevolmente in secondo piano, e nonostante lei ce la metta tutta per essere la sorella migliore del mondo non siamo mai state in sintonia. Siamo troppo diverse, io tutta libri, sobrietà e sogni a occhi aperti, lei testa biondo platino, unghie laccate e vestiti appariscenti. Un’armonia uccisa da questa eterna sfida per avere l’attenzione dei nostri genitori, anche se io la chiamerei piuttosto lotta per la sopravvivenza.

E così oggi, tra una benedizione di papa Bergoglio e un «quanto è simpatico il nuovo fidanzato di tua sorella! Quando lo trovi pure tu un bravo ragazzo, così ti sposi e ci fai diventare nonni?» mi sono alzata dal tavolo. Dopo aver sputato nel piatto il pezzo di polenta (che tra l’altro manco mi piace, ma vallo a spiegare a mia madre che in trent’anni mai l’ho mangiata), ho dichiarato con solennità: «Da domani vado a vivere da sola».

Attimi di panico in sala, seguiti da un enorme déjà-vu: mio padre ha spalancato la bocca e ho potuto persino vedere l’epiglottide ballonzolargli in gola, mia madre a farsi segni della croce, mia sorella con un sorriso stizzito per aver perso l’ennesima attenzione su di sé. E io subito a rassicurare gli animi perché «ancora non ce l’ho, l’appartamento». Le ore successive le ho passate su tutti i possibili motori di ricerca, spulciando annunci che riguardassero qualsiasi tipo di tugurio in affitto che potesse anche soltanto avvicinarsi al mio budget, ma soprattutto che mettesse almeno dieci chilometri tra la sottoscritta e i suoi genitori. Sto ormai perdendo le speranze, quando nel tardo pomeriggio leggo: “Appartamento in palazzina di sei unità, primo piano, quartiere Longhetto a Bergamo, vicino al cinema Triangolo Rosso. Affittasi ammobiliato per € 500,00 mensili con vincolo annuale, causa trasferimento per lavoro imminente all’estero”. Quasi cado dalla sedia per afferrare di corsa il cellulare. Sarebbe perfetto per me, penso, distante quanto basta, prezzo buono per essere in città, vicino al cinema che adoro e a pochi chilometri dall’ufficio. Con una fortuna che solitamente non mi appartiene, la proprietaria m’informa che l’alloggio è ancora libero e che se voglio posso affittarlo subito.

Salto in macchina e mi fiondo a vederlo, e per la strada mi fermo pure a prelevare per scaramanzia. Arrivo col batticuore, parcheggio e noto subito che è davvero vicino al multisala e al panificio Gavazzeni. La signora che mi attende è più giovane di come me l’aspettavo, sarà sulla quarantina, la voce al telefono la invecchia molto. Mi fa salire al primo piano ed entriamo nel piccolo ma accogliente monolocale, ma per come sto ora ne andrebbe bene anche uno ammuffito e popolato da topi di campagna. Ha una camera, un soggiorno con angolo cottura, un bagno, un ripostiglio e un piccolo balcone che dà sul cortile nel retro del condominio. Mi dice che possiede anche un piccolo posto auto, ideale per la mia monovolume. Nessun coinquilino assurdo con cui condividere la misera stanza, nessuna spesa aggiunta o caparra (sia mai che volessi incendiare l’immobile), nessun “ma” di sorta.

Scoppio dalla felicità. Abbraccio la signora che rimane sorpresa e dal suo sguardo sembra quasi ci stia ripensando, allora le allungo i contanti e le dico che sono pronta a firmare immediatamente e trasferirmi la sera stessa. Esco da lì qualche ora dopo con il sorriso che mi si stampa su una faccia beata, il contratto siglato in una mano e le chiavi di casa nell’altra.

Sono libera. E per festeggiare entro nel cinema, prendo il biglietto per Django Unchained in lingua originale e il menù popcorn con tè alla pesca, ovviamente grande. È la decima volta che lo vedo da quando è uscito, ormai conosco le battute meglio degli attori, tanto da potermi sostituire a loro. Molti potrebbero definire il mio comportamento ossessivo compulsivo, in realtà è passione pura. La vita ricomincia.

26 gennaio 2019

Aggiornamento

Rassegna "Quattro chiacchiere con l'autore" indetta dall'associazione Un fiume d'arte, a cui parteciperò il 27 aprile 2019.
27 aprile 2019

Evento

27 aprile 2019 ore 17, presso la biblioteca di Ponte San Pietro (BG)
Presentazione del libro La corsa
07 novembre 2018

SEILATV – POMERIGGIO 216 CANALE 216

INTERVISTA a Pomeriggio 216 - Seilatv  
18 ottobre 2018

Evento

Giovedì 18 ottobre, ore 20.45, Medolago (BG)
Incontro con l'autrice presso la biblioteca comunale di Medolago.
Ingresso gratuito

09 settembre 2018

Evento

FIERA DEL LIBRO DI COMO Il 9 settembre, alle ore 16.30 presentazione del libro La corsa, presso la tecnostruttura al coperto, Piazza Cavour.
18 giugno 2018

Aggiornamento

Ecco una bellissima recensione su La corsa sul blog "La rossa e la blu": potete leggerla qui!
26 aprile 2018

Aggiornamento

PRESENTAZIONE ALLA FIERA DEI LIBRAI
31 maggio 2018

Evento

Giovedì 31 maggio alle ore 18.30 aperitivo presso Indisparte con l'autrice di "La corsa" Michela Belotti.
06 maggio 2018

Evento

6 maggio, ore 15 - PICCOLI EDITORI IN FIERA, BELLANO, PALASOLE
26 aprile 2018

Evento

FIERA DEI LIBRAI, Bergamo Sentierone
giovedì 26 aprile, ore 18.30 - Sala lettura
Incontro "Cronaca nera di un'amnesia" - Michela Belotti presenta La corsa
05 aprile 2018

Recensione

La nuova recensione di Filippo Semplici sul Blog "Nero Su Bianco" del libro La corsa Potete leggerla a questo link!
08 aprile 2018

Recensione

La nuova recensione di La corsa su "LEGGERE-FACILE.IT".
Potete leggerla a questo link!
09 aprile 2018

Recensione

Leggete a questo link la recensione del blog "Libri e altri disastri"!
29 marzo 2018

l’eco di bergamo

L'Eco di Bergamo parla ancora di La corsa e della sua pubblicazione: potete leggere l'articolo qui!
06 aprile 2018

Recensione

Sul blog "Nero su bianco" di Filippo Semplici è uscita una bella recensione di La corsa! Ecco il link!  
29 marzo 2018

L’ECO DI BERGAMO

Si parla di La corsa e del progetto che ne ha reso possibile la realizzazione su "L'Eco di Bergamo". Leggetelo a questo link! 
06 Giugno 2017
Chi lo ha letto in anteprima non ha dubbi, La corsa di Michela Belotti è un libro da non farsi scappare! "La Corsa però è più di un thriller. Vi ritroviamo infatti tematiche più profonde: rapporti familiari complicati e un po' di romanticismo che ci ha fatte più volte sorridere." Di seguito il link alla recensione completa: https://sistersbooks17.wixsite.com/sistersbooks/single-post/2017/07/05/La-corsa---Michela-Belotti
10 Luglio 2017
10 giorni di campagna e La corsa è già il 39%! I numeri non mentono... ma nemmeno le recensioni! Ecco il link alla recensione completa: https://profumodicartaeinchiostro.blogspot.it/2017/07/bon-soir-lettori-prufumosi-eccomi-di.html?m=1rofumcartaumootioorsaeo
20 Luglio 2017
Oggi vi proponiamo una nuova recensione de La corsa: non perdetevela! https://addictedof.altervista.org/collaborazione-la-corsa-recensione/
27 Luglio 2017
Oggi vi proponiamo un'intervista a Michela Belotti, autrice de La Corsa. Ecco il link: https://webinserzionista.altervista.org/n/scrittori/la-corsa-romanzo-thriller-michela-belotti.html
28 Luglio 2017
Michela Belotti e "La corsa" su bookabook. Una bella intervista a questo link: https://italiancrowdfunding.it/la-corsa-il-primo-romanzo-di-michela-belotti-in-pre-ordine-su-bookabook/
06 Agosto 2017
Michela Belotti e "La corsa"su Dare To Dream! https://daretodreamcg.blogspot.it/2017/08/la-corsa.html
08 Agosto 2017
Siete curiosi di sapere come inizia "La corsa"? Ecco il link all'audiolettura del primo capitolo! https://www.youtube.com/watch?v=CR3fxEKAUjw&feature=youtu.be
19 Agosto 2017
Intervista con l'autrice Michela Belotti! Ecco il link per scoprire com'è nato "La corsa": https://filipposemplici.com/2017/08/19/faccia-a-faccia-con-lautore-michela-belotti/
22 Agosto 2017
Michela Belotti su Radio 2.0 - https://bit.ly/2wtsXfX
17 Agosto 2017
Mary's reading ci parla di "La corsa", preordinate anche voi la vostra copia! https://www.youtube.com/watch?v=MFD1K5Mv-lM
30 Agosto 2017
Amici lombardi, e non, sabato 9 non perdete la presentazione de "La corsa" di Michela Belotti! Tutte le info qua https://bit.ly/2iGBq9W
11 Settembre 2017
Su "L'eco di Bergamo" si parla della presentazione di Michela Belotti e del suo "La corsa". Potete leggere l'articolo qui: https://bit.ly/2eZqPWL
19 Settembre 2017
Una nuova recensione per La corsa di Michela Belotti sul blog Les fleurs du mal! https://bit.ly/2jGMzYY
02 Ottobre 2017
Ecco il video dell'intervista a Michela Belotti su RADIOLEMINE! https://www.youtube.com/watch?v=bjnqxe0Pu10&feature=share
02 Ottobre 2017
Non perdete l'appuntamento con Michela Belotti e "La corsa" a Bergamo! Tutti i dettagli al link https://bit.ly/2yDC7UI

Commenti

  1. Stefano Mecca

    (proprietario verificato)

    “La corsa” non è un libro convenzionale. Durante la lettura non ho avuto la sensazione di “leggere”, le mie categorie letterarie sono andate in frantumi. Non riuscivo a capire se mi piaceva o non mi piaceva, ma non potevo smettere di leggere. Poi ho capito: il libro non era un libro, ma una persona che mi parlava, una persona vera, la Sara protagonista della storia. Michela Belotti ha creato qualcosa di divertente, drammatico, romantico, erotico, intrigante. In una parola “La corsa” è qualcosa di vivo, è un essere vivente che sfugge alla definizioni. Non annoia. Da consigliare.

  2. wildmax.ghigi

    Parto subito dicendo che, una che cita Sergio Leone, Quentin Tarantino e Ridley Scott con me, vince facile!… scherzi a parte trovo che, uno dei pregi di questo romanzo d’esordio di Michela Belotti, sia proprio il fatto che abbia messo tanto di sè stessa nel suo scritto; le passioni e la personalità dell’autrice emergono decisamente e la cosa mi è piaciuta molto.
    Penso che l’autrice debba essere fiera del suo romanzo d’esordio perchè è scritto bene, la lettura è veloce e anche divertente; proprio il lato ironico del racconto è un altro punto a favore, non penalizzando la trama thriller, con momenti lievi ben dosati e sapientemente amalgamati a quelli drammatici.
    Inevitabile l’immediata empatia che si crea con la protagonista Sara, decisamente ‘una di noi’ con la sua famiglia invadente e un pò bigotta, i suoi hobby tra musica e cinema, i suoi rapporti più o meno conflittuali con amici e spasimanti… quelli ancora vivi e con i quali magari, non fa a coltellate!
    Diciamo che è fatto tutto bene, tutto al posto giusto, fino anche al discreto colpo di scena finale; personalmente promuovo l’autrice che, tra l’altro, dimostra di aver fatto le dovute ricerche, per dare sostegno ai fatti trattati nel romanzo, inserendo interessanti note a margine del testo.
    Michela Belotti mi ha fatto trascorrere qualche ora piacevole, penso che sentiremo ancora parlare di lei; brava lo è già e secondo me può dare ancora di più con nuove storie da raccontare… io sarò lì per leggerle e spero lo farete anche voi!

  3. r.marcaccio.65

    (proprietario verificato)

    Succede che quando prendo in mano un libro la prima cosa che faccio è sfogliarne qualche pagina, assaporare il gusto di quelle parole, studiare lo stile dell’autore. Apro la porta ed entro. Qualche volta resto, qualche altra passo, leggo e torno in un secondo momento.
    Quando ho aperto La corsa, invece, non sono riuscita ad abbandonare la lettura. L’ho divorato in pochissimo tempo.
    È una storia avvincente fin dalle primissime pagine. Un thriller che parte subito in medias res, con una scena mozzafiato: Sara, la protagonista, in preda al terrore e insanguinata, fugge da non sa chi. Neanche i giorni successivi all’aggressione ricorderà cosa le è successo e dovrà ricostruire quelle due o tre giornate della sua vita che sono ricoperte da un velo nero.
    Do un otto alla storia perché è ben articolata. Dall’incipit al finale, non c’è neanche un momento di appiattimento. Il lettore non ha tempo di annoiarsi perché Michela sa tenere alta l’attenzione sul suo personaggio e su ciò che le accade.
    Assegno un nove alla struttura (che amo particolarmente) fatta di capitoli che si alternano sul piano temporale, l’attuale e il passato, un metodo difficile da implementare che rende importante anche il momento della lettura. È un metodo molto efficace, a mio avviso, per evitare che il lettore si addormenti. Un nove anche al finale, perché è come piace a me: sorprendente.
    E poi dieci allo stile. Perché la scrittura di Michela è briosa, nuova e giovane. Adeguata al nostro tempo, ricca di tutto ciò che viviamo ogni giorno, in un linguaggio che caratterizza il nostro parlato quotidiano.

  4. (proprietario verificato)

    È decisamente un libro che appena inizi a leggere devi a tutti i costi finire il più velocemente possibile! Il mix tra thriller e romanticismo è in perfetto equilibrio!

  5. (proprietario verificato)

    “La corsa” è un thriller da non perdere, scritto davvero molto bene, con interessanti cambi di tempo da un capitolo all’altro e un finale per nulla scontato. Ve lo consiglio!

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Michela Belotti
Michela Belotti, classe 1983, è nata a Bergamo e vive ad Almenno San Bartolomeo, ai piedi delle valli bergamasche. Dopo essersi diplomata in Ragioneria ha intrapreso studi umanistici spinta dalla passione per la letteratura e il giornalismo. Ha scritto articoli e rubriche di vario taglio per alcuni giornali della provincia. La corsa è il suo romanzo d’esordio.
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