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La dimora millenaria di luci e ombre

La dimora millenaria di luci e ombre campagna
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Consegna prevista Febbraio 2021
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“Migliaia d’anni fa i draghi vennero esiliati dalle tre Dimensioni e la loro incantatrice morì avvelenata dal Nemico e i draghi, per il dolore e la rabbia, iniziarono a sputar fuoco. Nessuno riuscì a fermarli e tutti scapparono impauriti. Senza un’incantatrice sono fuori controllo…ma oltre alla forza distruttiva del fuoco, hanno il potere di preservare e donare vita a ciò che è andato distrutto dal male”
“Quando sarete pronte, i draghi sentiranno la vostra presenza e vi raggiungeranno qui, in questo bosco. Non potranno opporsi al vostro richiamo”
“E allora potremo unirci alla compagnia della Dimora Millenaria di Luci e Ombre per sconfiggere il Signore dell’Oscurità” concluse Tamara.
La compagnia della Dimora sarebbe riuscita a decifrare in tempo l’incantesimo? L’Oscurità stava avanzando troppo rapidamente. Che dire del Prescelto della Dimora? Ingar era solo un ragazzino con una responsabilità troppo grande sulle spalle

Perché ho scritto questo libro?

Avevo scritto la Dimora in tarda adolescenza per poi riprenderlo, modificandolo e integrandolo, negli anni universitari per poi lasciarlo dimenticato in una cartella del Pc.
In quel periodo ero molto timida e introversa, quindi le emozioni avevano il bisogno di scorrere sulla carta attraverso i vari personaggi che creavo, in un mondo alternativo dove le regole non esistono, sei tu a crearle con la fantasia e la tua anima.

ANTEPRIMA NON EDITATA

CAPITOLO II

IL VALORE DELL’AMICIZIA

Cos’è l’amicizia?”. È una domanda che martella la testa a molte persone e a cui è difficile trovare una definizione universalmente accettabile.
Tamara é sempre stata una ragazza solitaria e non le è mai importato molto passare del tempo in compagnia dei suoi coetanei. In realtà non aveva mai riflettuto sull’amicizia prima di conoscere Samanta.
I suoi capelli neri e ricci e gli occhi scuri come la pece oscuravano il suo viso dandole un’aria di mistero tanto che a scuola la chiamavano “la strega” e si tenevano lontani da lei come se il solo sfiorarla potesse provocare chissà quale fattura.
Frequentava il terzo anno di un istituto tecnico di un paese della Sardegna e anche quell’anno si prospettava esattamente monotono come i precedenti: si preparava, andava a scuola, rientrava a casa e poi trascorreva la sera navigando su Internet. Usciva raramente e sua madre si preoccupava per questo. Il fatto che non si comportasse come tutte le altre della sua età suscitava in lei una certa ansia, quasi la preoccupazione che sua figlia non avesse tutte le rotelle del cervello al proprio posto. Tamara si sentiva, in effetti, un po’ diversa dagli altri; li osservava, a volte desiderava svolgere una vita come tutti gli altri, solo per provare se veramente si poteva essere felici e divertirsi; “Perché devo rendere tutto così difficile? Chi sono io?” si domandava nei momenti di sconforto e di solitudine.
“Così va la vita; nessuno di noi ha delle risposte ma solo ipotesi che avanziamo alla cieca attraverso le tenebre. Alcune di queste ipotesi, se riconosciute da una maggioranza autorevole, vengono imposte come verità… ma troppe sono le verità che non possiamo accettare” diceva il signor Vinci, proprietario di un negozio di cui Tamara era cliente. Anche il signor Vinci aveva una personalità particolare e a Tamara piaceva chiacchierare con lui.

Continua a leggere

Era una giornata nuvolosa ma non accennava a piovere. Era sabato sera e Tamara stava eliminando nel cestino del pc una strana e-mail da parte di un certo Fogliaverde, un pazzo che dichiarava di vivere in un mondo parallelo alla Terra, di condurre una delle più grandi accademie di magia che proteggevano e preservavano la vita nell’intero universo!
Tamara scuoteva la testa incredula mentre leggeva tali assurdità. .. chi poteva mai inviare una email del genere e aspettarsi pure una risposta da parte di qualcuno che gli credesse?!
Chiacchiere e trambusto richiamarono la sua attenzione. Si affacciò alla finestra e vide ciò che sembrava il ritratto di una famiglia perfetta: padre, madre e figlia belli, eleganti con i loro candidi sorrisi stampati in faccia. Osservava com’era perfetta quella ragazza dai lunghi capelli biondi mossi indietro dal vento, il viso dai lineamenti delicati e la pelle di porcellana; stava avvolta nel suo vestitino nero e nel giubbino all’ultima moda blu.
La ragazza alzò di scatto il viso e i loro occhi s’incrociarono; gli occhi della nuova arrivata erano stupendamente dello stesso colore del giubbino che indossava. Tamara provò una strana sensazione, non proprio positiva. Chiuse le tende e ritornò al suo pc, si massaggiò con i polpastrelli la tempia sinistra dolorante. Era indispettita nei confronti di quella ragazza. Aveva i suoi occhi blu impressi a fuoco nella sua mente. Fu proprio quando i loro sguardi s’incrociarono che la fitta alla tempia sinistra proruppe potente dandole la sgradevole sensazione di avere la testa spaccata in due.
“Che assurdità vado a pensare”, si ripeté tra di sé per giustificare quella bizzarra sensazione.
La madre la chiamò per cena, così dette un taglio a quei pensieri. Mentre erano a tavola a mangiare spaghetti alla carbonara, sua madre, Marta, una giovane donna allegra e minuta sempre col sorriso stampato in faccia, disse: «Senti, Tamara, ho intravisto i nuovi vicini e ho scambiato quattro chiacchiere con loro, poco fa.
“Samanta, la loro unica figlia, sarà la tua nuova compagna di classe così mi è sembrato carino invitarla qui domani pomeriggio”
Fece una pausa in attesa di un commento che Tamara non aveva assolutamente intenzione di fare. Allora Marta riprese la parola ma non aveva più il sorriso di prima. Sembrava più che avesse dipinta sulle faccia un’espressione insieme supplichevole e di giustifica per la sua invadenza nella vita della figlia. E le sue parole non tradirono quell’espressione: “Tamara, ti prego, non vorrai accoglierla con il muso lungo come fai di solito con gli altri?! Pensa a quanto possa sentirsi spaesata quella ragazza: non conosce nessuno; inoltre la scuola è già iniziata da un mese … Insomma, so di poter contare sulla tua sensibilità, no?”
Ecco, l’aveva incastrata ancora una volta. Faceva sempre appello alla sua sensibilità quando voleva ottenere qualcosa da lei. Tamara guardò in faccia sua madre e rispose con una scrollata di spalle. Marta per tutta risposta la baciò sulla guancia.
Samanta arrivò di pomeriggio. Tamara era in camera sua, al piano superiore, a mettere ordine nella sua “tana”, quando il campanello suonò; scese le scale strascicando i piedi. In effetti non aveva alcuna intenzione di conoscere quella ragazza: si vedeva lontano un miglio che erano completamente diverse, o meglio: Samanta era come tutte le altre…
Marta era già davanti alla porta, con la mano stretta nella maniglia; prima di aprire, però, esitò un attimo voltandosi verso la figlia, la quale aveva preso posto sul divano; le lanciò un’occhiata di incitamento a sembrare più allegra e ospitale.
Tamara odiava quando le persone la costringevano a fingere. Perché non l’accettavano così come era? Pensava spesso che i consigli dispensati dalla stra-grande maggioranza delle persone fossero ipocriti , con il solo fine di cambiare una persona che sta bene con se stessa.
“Ciao Samanta! Benvenuta! Vieni, ti presento mia figlia Tamara. Ti stavamo aspettando con ansia”. Ansia?! Lo stomaco di Tamara si rivoltò per la nausea.
Samanta sorrideva, bella, solare, griffata da capo a piedi; Marta la stava dirigendo accanto Tamara con un sorriso da ragazzina dipinto sulla faccia, cingendole le spalle con un braccio.
Tamara si alzò per educazione e si strinsero la mano. E tutte e due, in quell’esatto istante, sentirono un dolore acuto perforare la tempia sinistra.
A Tamara sembrò di vedere un’immagine sbiadita nella mente, l’immagine di un bellissimo castello, candido… L’immagine era così nebulosa …o era il castello a emergere dalle nuvole? Non ne era tanto sicura… Il petto e la testa facevano male, la mano bruciava…
Di scatto, le ragazze si lasciarono la mano.
Tamara aveva il cuore a mille. Per un momento vide il salotto girarle intorno.
Quando un secondo più tardi la vista si fece nitida, notò che Samanta aveva l’aria spaventata, gli occhi blu semi sbarrati. La signora Marta, per contro, sembrava non essersi accorta di nulla. In definitiva era meglio così.
La razionalità di Tamara prese subito il sopravvento… Forse, si era immaginata tutto… Anzi, sicuramente era così vedendo che Samanta stava parlando tranquillamente e animatamente con la madre di come si vive nelle grandi città -perché Samanta proveniva da una di queste – dell’atmosfera troppo caotica e stressante, motivo per cui la sua famiglia aveva deciso di provare la vita di paese. “Il mio paese” pensò Tamara tra sé.
Marta, con la scusa di portare qualcosa da bere, le lasciò sole in salotto. Calò il silenzio; Tamara prese voce e domandò la prima cosa che le saltò in mente: “Ho saputo che entrerai a far parte della mia classe da domani. Credo ti ambienterai subito”. Samanta le sorrise e ripose con molta disinvoltura e sicurezza.
“Lo spero proprio perché qui non conosco ancora nessuno. Tranne te, ovviamente…” cercò in qualche maniera di scusarsi per quel che aveva appena detto.
“Hai ragione a dire che non conosci nessuno. Non conosci neanche me in effetti” ribatté Tamara scrollando le spalle.
“Però spero che diventeremo amiche. Come vai a scuola?”
“A piedi. Se hai un buon passo in meno di venti minuti sei arrivata”
“Io avrei un’idea: che ne dici se ci andassimo insieme? Sai, non mi va di andare in macchina con mia madre”
Tamara la osservò attentamente e si accorse che Samanta cercava di evitare di guardarla negli occhi. Teneva le mani nascoste tra le ginocchia. Dopo una breve pausa rispose “Per me va bene” rispose Tamara “Ti aspetto alle otto, qui davanti”
“Ok” fu la sua risposta e i loro sguardi s’incrociarono di nuovo con una tale intensità da far girare la testa. Tamara fu grata del tempismo della madre, la quale entrò con i bicchieri colmi di succo ACE.
Per tutta la serata, le due ragazze cercarono di non guardarsi negli occhi. Parlarono del più e del meno cercando di non cadere in un imbarazzante silenzio. Il merito fu soprattutto degli interventi della signora Marta che riuscì ad animare la conversazione.
Tamara si sentiva strana. Tutto le sembrava strano. Già dall’arrivo di Samanta aveva percepito una sensazione in qualche modo non terrena, di estraneità, e quando se ne andò non poté che sentirsi sollevata.
Cosa stava succedendo? Chi era quella bellissima ragazza e perché la scombussolava in quella maniera?

10 giugno 2020

Aggiornamento

Ringrazio "Olbia Radio Web" per la diretta di questo pomeriggio.
Domani dalle 10 alle 12 ci sarà la replica.
Intanto vi lascio il link di un video in diretta su facebook dove parlo del mio progetto ♥️
https://www.facebook.com/radioolbiaweb.it/videos/560172138221589/
14 maggio 2020

Aggiornamento

Ciao a tutti 😊
È appena uscito un articolo che riguarda questa avventura sul giornale locale "Gallura oggi".... Per chi fosse interessato, lascio il link 💕
https://www.galluraoggi.it/olbia/fabiana-aroni-sogno-libro-14-maggio-2020/
01 maggio 2020

Aggiornamento

Due ragazze opposte destinate a incontrarsi e a condividere qualcosa di unico e magico...
Samanta è una ragazza bella, simpatica, socievole e molto popolare; Tamara è una ragazza alienata, un po' misantropa, si sente diversa e non è riuscita ad elaborare la perdita del padre....
28 aprile 2020

Aggiornamento

Ormai tutti conoscete J.K. Rowling, scrittrice di Harry Potter.... Una donna straordinaria, che ha creduto nel suo progetto nonostante o rifiuti di ben 12 case editrici più importanti del Regno Unito.... È la donna che mi ha sempre ispirato fin da ragazzina, probabilmente il suo modo di scrivere, la sua creatività, la sua storia personale mi hanno in parte aiutato la mia creatività quando ho.scritto La Dimora Millenaria di Luci e Ombre. Sicuramente ci sono alcuni tratti in comune, come l'apprendimento di arti magiche nella Dimora, un gruppo di giovani ragazzi pieni di valori e ideali pronti a sacrificarsi per salvare le Tre Dimensioni. Credo fermamente che chi fa del bene, otterrà del bene 🙏

Commenti

  1. (proprietario verificato)

    Un romanzo pieno di magia e avventura dove non mancano colpi di scena…i personaggi sono ben caratterizzati. Insegna il valore del l’amicizia e dell’onestà… Consiglio la lettura.

  2. Grazie Rita e grazie Giody ♥️

  3. (proprietario verificato)

    Libro molto ben strutturato, completo e semplice da interpretare.
    Assolutamente consigliato a tutti

  4. (proprietario verificato)

    Bellissimo libro che anche mia figlia di11 anni sta leggendo con molta semplicità ed entusiasmo… Testo ricchissimo ma allo stesso tempo scorrevolissimo.
    Super consigliato a tutte le età

  5. Grazie Antonio, sia per il preordine e sia per il tuo prezioso commento 🙏

  6. (proprietario verificato)

    Ho letto libro e lo consiglio agli appassionati del genere e non. Libro molto scorrevole, scritto con un linguaggio molto semplice e quindi adatto anche per i più piccoli. I personaggi e i luoghi sono descritti nei minimi dettagli, tanto che alcuni momenti sembra di stare all’interno di un nuovo mondo misterioso. Consigliatissimo.

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Fabiana Aroni
Fabiana nasce e vive in Sardegna con Luna, il suo amatissimo cane.
Laureata in Lingue e letterature straniere, già da bambina amava disegnare e inventare racconti suggeriti dalla sua fantasia. Il suo genere preferito? Il fantasy, ovviamente!
"La dimora millenaria di luci ed ombre" è la sua opera tenuta nel cassetto per tanti anni che aspetta di essere condivisa con tutti voi.
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