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La Dislezione e altri racconti

La Dislezione e altri racconti campagna
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Consegna prevista Dicembre 2020
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In tanti anni di lavoro a scuola, ho scritto decine di canzoni, storie e recite per bambini, ma mai qualcosa su di loro.
Volevo raccontare di una scuola diversa, di insegnanti empatiche e geniali, capaci di mettere i bambini al di sopra di tutto.
E volevo parlare di bambini speciali, ma non trovavo mai l’ispirazione giusta.
Forse potrà sembrare incredibile, ma l’ispirazione mi è venuta osservando una incredibile insegnante usare l’origami per spiegare le frazioni.
Così è nata la Dislezione, poi tutte le altre storie.
Ecco. Questa serie di piccole storie sui bambini è nata così. Semplicemente.

Perché ho scritto questo libro?

Ho scritto questo libro, perché negli anni mi sono accorto di come ci siano sempre più casi di bambini con difficoltà di ogni genere, e con la mia attività musicale ho potuto scoprire come ognuno di essi, anche il più problematico, sia in realtà meraviglioso e sorprendente. Volevo anche raccontare una scuola fatta da persone che amano i bambini e che credono in loro e che in silenzio, con caparbietà e determinazione, aiutano tanti bambini a diventare ciò che sognano. Questo libro è per loro.

ANTEPRIMA NON EDITATA

I grandi non hanno idea di quanto sia difficile essere un bambino, soprattutto quando quel bambino ha qualcosa di speciale.

Non importa se sia una cosa positiva o negativa, essere diversi in modo speciale o speciali in modo diverso, è sempre complicato.

Thomas lo era.

Era diverso, era speciale, era complicato.

Ma…. era un bambino.

Era un bambino con una strana forma di disturbo del linguaggio, ma maestra Wendy, la sua maestra, diceva che aveva un linguaggio magico.

Questo a Tommy,(come lo chiamava lei) piaceva davvero tanto: era diverso dai commenti che sentiva quando provava ad esprimersi.

Non era stupido, per niente. Anzi, capiva tutto al volo, ma appena era costretto a parlare, beh… le parole gli si ingarbugliavano in gola e fuoriuscivano impazzite come da dentro un frullatore. Il risultato era una serie di vocaboli incomprensibili e sconnessi che scatenavano l’ilarità dei compagni.

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Capitava a volte che la maestra leggesse delle storie in modo davvero originale, cambiando continuamentE accenti e voci dei personaggi e poi dimenticasse volutamente alcuni elementi, stimolando i bambini ad intervenire.

Una volta stava raccontando la storia del Pifferaio magico e alla domanda “ma quando i gatti non ci sono più, chi sono i più felici?”

Tommy, sorprendentemente, fu il più veloce di tutti e senza aspettare il consenso della maestra disse a voce alta “I tru pelìci otono i poti!”

Dopo un attimo di silenzio, tutta la classe esplose in una risata e in una serie di commenti davvero tristi.

Maestra Wendy, dopo essere riuscita a calmare tutti e a riportare un po’ di serenità, rivolse il suo sguardo a Tommy, che si era fatto piccolo piccolo, dietro il suo banco e aveva gli occhi pieni di lacrime…

Avrebbe voluto stringerlo a sé, ma lui, si ritrasse quando cercò anche solo di accarezzargli il viso e a lei, si strinse il cuore.

Cercò allora di impedire che questo fatto fosse un ulteriore causa di dolore per Tommy e disse che il suo modo di esprimersi lo si poteva paragonare ad un quadro di Van Gogh o a un disco dei Beatles, dicendo che la vera arte resiste nel tempo ma spesso non è subito compresa; e immediatamente andò a cercare i contenuti su Youtube per mostrarli alla classe, chiedendo a Tommy di aiutarla con quei “cosi tecnologici”.

“Maestra Wendy è davvero magica” pensava Tommy, e lo pensava anche tutta la classe.

Ma lei vedeva quegli occhi farsi ogni giorno più scuri, e il suo viso sempre più scarno.

Il tempo passava e Tommy smise di parlare. Non parlò mai più da quella volta della storia e Maestra Wendy si sentiva in parte responsabile. Tommy in classe, svolgeva i suoi compiti in silenzio con sempre maggiore difficoltà.

Maestra Wendy le aveva tentate tutte per abbattere quel muro che lo stava isolando dal mondo: dalle canzoni dei Beatles (che sapeva essergli sempre piaciute) per l’inglese e l’italiano, all’origami per spiegare la matematica.

Ma niente sembrava scuoterlo e farlo tornare indietro da quel posto della sua mente dove si stava nascondendo.

Così una sera ebbe un’idea: “Domani faremo una Dislezione!”

La mattina appena arrivata in classe, lasciata la cartella sulla cattedra disse con voce calma e gentile: “Oggi farciamo una Dislezione!”

Tutti i bambini, compreso Tommy, si guardarono increduli. Lara, la bambina del primo banco, quella che aveva sempre la mano alzata, disse:

“Maestra, non abbiamo capito…”

“Gigologico” disse la maestra “non stete mai atteranti !”

La maestra continuò scrutando attentamente le facce sconcertate dei bambini.

“Derempiamo a giapina erentasei”

“Ere che?” disse Matteo, che era il più sveglio della classe.

“ E-re-nte-sei ! “ disse Maestra Wendy, aggrottando le sopracciglia e usando il tipico tono perentorio da maestra.

“ Forerse dualchecuno non si è valatato le occherie ?”continuò mostrandosi contrariata.

“Maestra, non ti arrabbiare, noi non riusciamo a capirti….poi oggi non abbiamo inglese….”disse Nora timidamente….

In classe non si sentiva volare una mosca e tutti i bambini erano increduli e sconcertati.

Tutti, anche Tommy.

Wendy comprese che quello era il momento ideale per portare a termine la sua idea e fingendo di ignorare l’imbarazzo dei bambini che non l’avevano mai vista così, sprezzante continuò …

“ c’è dualchecuno che abbaia dustiato ?”

Silenzio.

“ C’è o nonce dualchecuno che abbaia dustiato ?”

Tutta la classe rimase ammutolita a bocca aperta poi Sara alzò la mano e disse “Io penso cioè, perenso….di aver dustiato…..”

“ Bessissimo Sarara, ne sono vaddero donchenta!!” Allora fu l’apoteosi.

Tutti i bambini cominciarono a storpiare le parole in modo incredibile riuscendo a far loro un linguaggio senza regole, se non quelle della rinfusa, in modo contagioso e sempre più articolato. Maestra Wendy faceva fatica a seguire i loro discorsi sempre più veloci e complicati.

Sembrava di osservare la nascita di una lingua in diretta, ma la cosa più emozionante fu quando due dei bambini più terribili della classe cominciarono a parlare con Tommy che rideva per le parole che gli venivano rivolte.

Fu davvero bellissimo.

Tommy si guardava intorno incredulo e i suoi occhi sembravano riaccendersi ogni minuto di più. La maestra intanto, non sapeva davvero dove guardare, tanta era l’emozione del momento. Tommy la raggiunse tirandole lo scialle e disse :

“Mastra Wendy, sei Magicica.”

Era tornato.

Troverai qui tutte le novità su questo libro

Commenti

  1. (proprietario verificato)

    Anto ci sei tu nelle righe di questa anteprima, è una poesia mascherata da racconto! Sapendo quanta magia tu riesca ogni volta a creare quando stai con i bambini non poteva essere diversamente. Mi sono commossa!

  2. (proprietario verificato)

    Bellissimo testo, alla riscoperta dei valori profondi, a volte dimenticati. Da leggere tutto d’un fiato.

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Antonello Siddi
Ho 54 anni, sono nato in Germania da genitori emigrati, ma sono cresciuto in Sardegna con i miei nonni.
Mio nonno era un minatore, mia nonna una donna pragmatica ma amante della poesia.
I miei genitori e il resto della famiglia, vivono ancora in Germania, ma io adoro la Sardegna.
Sono sposato e ho una moglie e due figlie che adoro.
Da quando ho memoria, la mia più grande passione è stata la musica. Sono un chitarrista e un tastierista.
È grazie ad essa se ho potuto avvicinarmi al mondo della scuola.
Negli anni ho scoperto di saper comunicare con i bambini attraverso la musica.
Così è nato il mio progetto di animazione musicale, che ancora porto avanti in tante classi delle scuole elementari della mia città. Non mi ritengo un insegnante. Mi considero un musicista che adora il mondo dell’infanzia dal quale ritengo, ci sia sempre da imparare.
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