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La ferita bianca

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Se in una sera d’estate vi capitasse di passare per la zona più remota del paese di Tempo, sicuramente la vedreste: una casetta bianca con un bagliore sinistro, che sembra brillare viscida al riflesso lunare. Sorge nel mezzo del nulla, come un fungo maligno. Alcuni credono sia maledetta; altri non ne parlano, come si fa di un segreto. I proprietari, gli Alone, la abitano solo d’estate quando il caldo li costringe a scappare dalla città. Questa volta però, se aguzzate bene la vista, vedrete Massimo, l’unico figlio degli Alone, costretto a tornare in paese per seppellire Vittorio, suo padre. Sul punto di farsi carico delle responsabilità di un genitore dal quale si è sempre sentito messo in ombra, Massimo affronterà una serie di eventi inspiegabili: una pioggia di meteoriti, una misteriosa voce che proviene dalla cantina della casa e un uomo sfigurato che esprime interesse per la sua proprietà. Un interesse morboso.

Perché ho scritto questo libro?

All’inizio di questo romanzo Massimo, il protagonista, sta tornando a casa dopo il funerale di suo padre. Sta per ereditare un bar, una casa e un mucchio di responsabilità che non vuole. In questa prima scena è racchiuso il senso del racconto: il rapporto tra padre e figlio. Nelle successive duecento pagine ci sono anche viaggi extra dimensionali, sparatorie e mostri giganti, ma il cuore del romanzo è tutto in una domanda vecchia come il mondo: saremo genitori migliori dei nostri?

Troverai qui tutte le novità su questo libro

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Fabio Di Felice

Fabio Di Felice è nato a Roma, l’11 novembre 1986. Da sempre affascinato dalla narrativa dell’orrore e di fantascienza, ha trascorso buona parte delle sue nottate con il naso ficcato nei libri di Stephen King e Philip Dick e con gli occhi impegnati a osservare il cinema di David Cronenberg e di John Carpenter. Si è chiesto spesso come riuscire a portare quelle storie così lontane nella sua realtà di tutti i giorni e poi ha trovato la risposta: scrivendole.


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