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La morte velata

cover morte velata
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Un velo di nebbia e un sudario di pioggia, questa è Torino. Il cielo si è fatto cenere, ormai da trecento anni, e i vivi e i morti camminano per le stesse strade. È la verità. Facciamo del nostro meglio per abituarci allo sguardo fisso dei fantasmi, al terrore della stregoneria, al chiodo fisso della morte. Accendiamo luci, ignoriamo quello che vediamo con la coda dell’occhio, acquistiamo amuleti e gettiamo sale sotto le porte, ma è tutto inutile. La Cappa Grigia, così l’hanno chiamata i giornali, è sempre presente, è ovunque, è dentro di noi. La stregoneria esiste, la stregoneria uccide, e il Dipartimento di Investigazione Esoterica, i poliziotti dell’occulto e dell’oltretomba, lottano per noi contro le forze del male. Questo è quello che spera la gente, ma la realtà è ben diversa. L’ispettore Solìs, il vice ispettore Piasecki, Verri, Farnese, questa è la squadra del comandante Gregori: persone che fanno del loro meglio, che affrontano ogni giorno e ogni notte le proprie paure e i propri demoni, per un masochistico senso di giustizia. E la Cappa Grigia pesa sulle loro spalle, sulle loro vite, sulle famiglie e il loro passato. Sembrava solo l’ennesimo cadavere, l’ennesima fattura a morte, ma non lo era, non lo era affatto. Qualcosa in quel maledetto appartamento, in quell’angolo grigio di periferia, voleva uscire a tutti i costi, e li aspettava. La morte velata è un romanzo ambientato nell’Italia arcana e misterica dell’alchimia e dello spiritismo, dove la realtà e il mito si fondono, e il quotidiano fa più paura dell’incubo. In un crescendo di orrori, le sorti del mondo saranno in mano a pochi, spauriti e dubbiosi mortali. Tu avresti il coraggio di guardare negli occhi la signora delle ossa?

Molti dei fatti e dei luoghi narrati nel romanzo sono veri, sta a te capire quali.

Perché hai scritto questo libro?

Mi piace pensare che la realtà sia qualcosa di fluido, un’immagine di un più grande disegno e ho voluto creare un mondo nel quale tutta la ricca tradizione italiana, ed europea, di conoscenze alchemiche e magiche apparissero vere, efficaci. Il romanzo nasce da una domanda: cosa accadrebbe se davvero la magia funzionasse?
E così ho creato “l’Italia arcana”, la vita quotidiana di una città dove fantasmi, incantesimi e fatture sono eventi effettivi e tangibili. Man mano che mi perdevo sotto il cielo plumbeo della Cappa Grigia, vedevo nascere il Dipartimento, vedevo i suoi membri affrontare l’inaffrontabile, e cercare di farlo con la scienza e con il cuore. Il Dipartimento non poteva che avere sede a Torino, città che amo, e che ha una tradizione magica, alchemica e occulta da secoli. Quale luogo migliore se non il Crocevia tra i due fiumi? La città cara al dio Api? Dopo aver creato il set, ho pensato agli attori: persone normali, persone diverse, passati che gravano sulle loro spalle, scheletri nell’armadio. Mi sono messo alle loro spalle a osservare come muovevano le mani, come reagivano all’orrore, a una vita greve di morte, e sono nati dei personaggi fragili e forti, onesti e peccatori, in corsa contro una forza inimmaginabile.
Sempre alla ricerca di quel “non so ché” dietro al reale, dietro agli angoli delle strade, ho iniziato a vedere il mondo come una bolla, una sfera immersa nell’inconcepibile e, dato che l’uomo è sempre uguale a se stesso, ho immaginato un avversario con brama di potere così grande da andare a infrangere le mura di questa bolla.
Nel romanzo ci sono molte esperienze personali, fisiche e non, c’è molta ricerca storica, specialmente per il personaggio di… no, non ve lo voglio svelare! E tantissime ore a spulciare tra siti, libri, letteratura, alla ricerca di una “estetica magica” che potesse fare leva sull’inconscio e sull’immaginario. Da tutto questo è nato un romanzo sospeso tra il thriller, l’horror e l’investigativo, con una punta di fantastico oscuro grigio e cangiante come la nebbia.

22/06/2017
Carissimi, vi sono tante sfaccettature, tante storie, e moltissimi dettagli, che meritano di essere conosciuti per immergersi appieno nelle atmosfere nebbiose del romanzo. Ecco il primo di una (lunga) serie di articoli di approfondimento sull'ambientazione de "La morte velata". Perché il cielo è sempre grigio? Perché piove sempre? Fenomeno naturale o intervento ultraterreno? Scopriamolo insieme: http://valentinoeugeni.it/la-cappa-grigia/
23/06/2017
Cari investigatori dell'impossibile, per voi un nuovo articolo di approfondimento dell'ambientazione del romanzo. I fiumi, per la città di Torino, sono ben più di semplici corsi d'acqua e la riottosa Dora, da sempre, è una direttrice di energia psichica di grande potenza. Quali rischi si corrono a vivere nei suoi pressi? Ce ne parlano gli esperti. http://valentinoeugeni.it/la-rabbiosa-dora/
30/06/2017
Ecco il book trailer de La morte velata! Non perdetevelo! https://www.youtube.com/watch?v=cWonLt2K-LM

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Valentino Eugeni
A otto anni ho fatto amicizia col cerbero dietro la mia finestra e sono diventato uno stregone metropolitano "darkettone". Scrivo perché me lo ordinano le voci nella testa e tendo a essere sardonico, solitario e poco convenzionale. Forse perché nato nel '75 e cresciuto a pane, Commodore 64 e letteratura fantasy di eroine con spadone e bikini. Sono un informatico sui generis, ex sviluppatore di videogames, nictofiliaco, "gattolico", vegetariano, giocatore di ruolo. Fumo solo toscanelli al caffè, detesto le biografie, litigo in continuazione con me stesso e soffro di bipolarismo artistico. Ciliegina sulla torta: sono marchigiano.
Per il resto dei miei difetti, dovrete scoprirli da soli.
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