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La saggezza del glicine

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Erano foto scattate a matrimoni e comunioni, dettagli, esagerati giochi di luce che mettevano a nudo in modo fin troppo realistico l’angoscia di uno sposo che si accorge troppo tardi di non essere pronto per l’altare, o l’inadeguatezza di una bambina con la tunica bianca e gli occhi iniettati di sangue perché la cerimonia non è all’altezza di quella della sua amica svolta la settimana prima.
Il primo piano dell’occhio, capillari gonfi che contrastano con la sclera candida, pupilla contratta, ghigno satanico. “Viola, devi smetterla di scattare queste foto. Se per sbaglio una di queste finisce nell’album ci fanno chiudere. Comunque complimenti” era la frase che il titolare le rivolgeva ogni volta quando riguardava gli scatti della giornata. A volte stentava perfino a credere che quella roba lì sulla foto fosse davvero esistita in qualche istante nel mondo reale, temeva che Viola riuscisse a immortalare scene inesistenti, proiettate dalla sua mente direttamente sui soggetti.

Perché ho scritto questo libro?

A volte nella mia mente si forma un’immagine. È sfuggente e l’unico modo che ho per trattenerla è fermarla sulla carta. Qualche volta rileggere quelle righe mi fa provare delle emozioni e mi piacerebbe che anche altri possano provarle.
Viola è un personaggio complesso, alcuni pezzi della sua vita coincidono con i miei, ma sono montati in ordine diverso.

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Commenti

  1. Fulvio Romano

    C’è anche un altro odore che per Viola vuol dire famiglia, eppure non riesce ad associarlo all’idea di sicurezza. E’ un odore evanescente, uno di quei maledetti profumi così flebili da risultare sfuggenti. Lo si sente all’improvviso girando la testa e non si riesce a capire da dove provenga, se esiste davvero o se invece si è formato nella mente come quelle vocine misteriose che sentono gli schizofrenici. Poi lo si sente nuovamente in un contesto completamente diverso e, niente da fare, è svanito di nuovo. Non si riesce a fermarlo sulla carta, nella propria mente, non lo si può osservare bene a sufficienza per riuscire a capire cos’è. Viola lo scoprirà prima o poi, ma dovranno passare alcuni anni.

  2. Fulvio Romano

    I personaggi.

    Cookie è forse il personaggio dal carattere più forte di tutto il romanzo. Un ragazzo serio, conosciuto su internet e mai incontrato di persona. Si arrabbia raramente, ma quando succede è meglio staccare il computer dalla rete, altrimenti è in grado di fargli fare qualsiasi cosa.
    Un passato oscuro, qualcosa di tragico che Viola riesce a fargli elaborare con grande fatica. Eppure Cookie è capace di ragionamenti che normalmente non si fanno a quella età ed è per Viola un punto di riferimento sicuro per qualsiasi problema.

  3. Fulvio Romano

    Molti mi chiedono se nello scrivere “la saggezza del glicine” mi sono ispirato ad altre opere. Inutile negare che “la solitudine dei numeri primi” di Paolo Giordano ha ispirato il personaggio di Francesco, sebbene buona parte del suo carattere è originale. “Acciaio” di Silvia Avallone era invece costantemente nella mia testa durante la descrizione dei paesaggi.

    Lo avevate notato?

  4. Fulvio Romano

    “Erano foto scattate a matrimoni e comunioni, dettagli, esagerati giochi di luce che mettevano a nudo in modo incredibilmente realistico ora l’angoscia di uno sposo che si accorge troppo tardi di non essere pronto per l’altare, ora l’inadeguatezza di una bambina con la tunica bianca della comunione e gli occhi iniettati di sangue perché la cerimonia non è all’altezza di quella della sua amica svolta la settimana prima. Il primo piano dell’occhio, capillari gonfi che contrastano con la sclera candida, pupilla contratta, ghigno satanico. “Viola, devi smetterla di scattare queste foto. Se per sbaglio una di queste finisce nell’album ci fanno chiudere. Comunque complimenti” era la frase che il titolare le rivolgeva ogni volta quando riguardava gli scatti della giornata. A volte stentava perfino a credere che quella roba lì sulla foto fosse davvero esistita in qualche istante nel mondo reale, temeva che Viola riuscisse ad immortalare scene inesistenti, proiettate dalla sua mente direttamente sui soggetti.”

  5. Fulvio Romano

    Le “ombre” è il nome coniato da Cookie per Sara, Manuela ed Elena. Amiche inseparabili e seguaci di Valeria, la seguivano ovunque andasse, ne imitavano i modi di dire, il modo di camminare.
    Eppure ciascuna ha il proprio carattere. Manuela è la più rozza, quella che conclude ogni frecciatina con quella classica risata che termina con un grugnito. Sara, il cui stile è quello di attendere che i leoni si ammazzino tra di loro per poi entrare nell’arena ed azzannare lo sfinito sopravvissuto decretando la propria superiorità. Elena infine, quella più sveglia, con più personalità, seppur sempre pronta ad entrare nel cono d’ombra proiettato da Valeria quando le circostanze lo richiedevano.
    E proprio quest’ultima, luogotenente di Valeria, sarà abilmente manipolata da Viola per veicolare i messaggi più adatti.

  6. Fulvio Romano

    La saggezza del glicine nasce dal desiderio di seguire Viola dai suoi problemi di bambina fino alla sua realizzazione nella vita adulta. Quasi un romanzo di formazione. Ma è anche un tentativo di riscatto per i vari personaggi bollati come “perdenti” che supereranno uno ad uno tutti gli ostacoli diventando primi.

    …tutti I personaggi tranne uno.

  7. Fulvio Romano

    “Viola fu come l’acqua che scava la roccia. Ci mise otto mesi a farsi raccontare qualcosa di più. Ed ebbe la precisa sensazione di fare un percorso insieme con Cookie, di tirar fuori dalla sua mente cose che non sapeva di conoscere, che non credeva di poter ricordare. Non era sicura che tutte quelle cose fossero state da sempre sepolte nella mente di Cookie, magari alcune erano state ricostruite con l’aiuto della madre e dei nonni mediante domande mai dirette, ma piccoli segnali, piccole richieste d’aiuto sapientemente centellinate su indicazione di Viola. Ed una cosa era certa, neanche una virgola di tutto questo era inventata, perché Cookie non avrebbe mai avuto il cuore di aggiungere a questa storia dei particolari di cui non fosse stato sicuro oltre ogni ragionevole dubbio.”

  8. Fulvio Romano

    Valeria è l’antagonista di Viola; una ragazza di una crudeltà lucida, genuina, pianificata. La classica bulla da Cruel Intention non senza qualche ben celata insicurezza che nel quinto capitolo Viola centrerà in pieno senza neanche renderese conto fino in fondo.
    Vi siete mai chiesti come crescono le persone così? Come maturano? Nella terza parte del romanzo incontreremo una Valeria completamente nuova che assieme a Viola ricostruirà tutta la loro infanzia mostrando due differenti modi di vedere alcuni avvenimenti. Due punti di vista completamente diversi seppur entrambi pieni di carattere.

  9. Fulvio Romano

    Quel giorno ero in aereo, un lunghissimo viaggio verso gli Stati Uniti. Sotto di me pochi strati di metallo, diecimila metri d’aria e poi l’oceano. Aprii il computer e provai l’impulso di scrivere. Non il primo capitolo, non una scena di un romanzo, ma il pensiero che in quel momento mi riempiva la testa e cercava di uscire.
    Solo successivamente quel testo divenne parte organica del racconto.

  10. Fulvio Romano

    “Gerardina mise in mano a Viola una macchina fotografica compatta da quattro soldi con due gigabytes di memoria. Per due settimane le spiegò come inquadrare i fiori spiegandole che: “i fiori sono fermi, se perdi l’inquadratura scordati di fotografare soggetti in movimento!”; oppure: “i fiori sono colorati, grazie a Dio la luce la scelgono loro e tu non devi fare nulla”; oppure ancora: “quando riuscirai a fotografare in bianco e nero i fiori sarai capace di fotografare a colori i sentimenti”. Dopo sei mesi Viola lavorava nello studio fotografico del paese. Tra comunioni e matrimoni aveva un sacco di nature morte con cui esercitarsi, amava dire, caustica come sempre.”

  11. Fulvio Romano

    Molti mi chiedono da dove è venuta l’idea del libro. Mi è sempre piaciuta l’idea di poter fotografare un profumo o un sentimento. E’ la necessità di fermare e poter raccontare ad altri una sensazione.
    Farlo a parole sembra un’impresa impossibile, è per questo che ho voluto dare questa possibilità a Viola, perché lei potesse realizzare il mio sogno.

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Fulvio Romano
Fulvio Romano è nato nel 1982 a Napoli, dove si è laureato in Ingegneria robotica. Ha partecipato a diversi premi letterari con racconti brevi. Nel 2014 ha pubblicato il suo primo romanzo "Come le api sul miele" e nel 2015 "Davide contro Golia".
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