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La prima sbronza della storia

La prima sbronza della storia

La campagna di crowdfunding è terminata, ma puoi continuare a pre-ordinare il libro per riceverlo prima che arrivi in libreria

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Consegna prevista Novembre 2021
Bozze disponibili

Los Angeles, fine anni 70′. Frank Stonati, dissoluto e sovversivo sognatore italo americano, residente nella contea di Hollywood, nauseato da una vita appiattita, decide di lasciare lo storico posto di lavoro per riconquistare la sua libertà. Attorno a lui, tra complesse donne fascinose e amici scapestrati, si susseguono avvenimenti misteriosi e fatti inaspettati. Come un libro dalle pagine bianche recapitatogli a casa senza mittente o una proposta in grado di cambiargli la vita. Sullo sfondo l’incontro con una incantevole barista.

Il protagonista ci mostrerà dunque, come sarà facile perdersi nel cercare qualcosa di utopico, quando in realtà quel che cercava era sempre stato lì, davanti ai suoi occhi.

Perché ho scritto questo libro?

Potrei dire anche io come tanti di esser stato colpito dagli effetti del lockdown, ed in parte è anche vero. Ma la realtà dei fatti risale a 7 anni prima. Il giorno dopo la mia laurea. Faccia a faccia con il futuro e una sbronza da smaltire. Buttai giù poche ed orrende pagine. Me ne andai a Los Angeles e la mia vita cambiò. Per sempre. Lì mi dicevano che nulla per loro era paragonabile agli anni 70. Poi il lockdown, la libertà, l’amore, i sogni… e quello spunto scritto male 7 anni prima…

ANTEPRIMA NON DISPONIBILE

CAPITOLO 1 – SOLE STORTO

“Toc toc”. “Toc Toc”

“Toc Toc”. “Toc Toc”

Qualcuno stava cercando di immischiarsi tra me e i miei sogni.

“Poom Poom” Il rumore diventava sempre più forte ed io cominciai a girarmi nel letto.

“Poom Poom” “Poom Poom”. Quel continuo rimbombo passivo era divenuto realtà. Mi svegliai.

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La nuvoletta da fumetto che usciva dalla mia testa esplose mandando fumo in tutta la stanza.

Cominciai a lottare con il cuscino schiacciando con forza ambo i lati tra la mia testa. Niente da fare.

Qualche rompi coglioni stava bussando alla mia porta. Mi alzai già con l’umore storto e barcollando mi avviai verso il rumore. Il sogno era già dimenticato.

Guardai attraverso lo spioncino, occhio destro, occhio sinistro. Niente. Aprii la porta. Nessuno.

Mi sporsi a destra, poi a sinistra, replicai il movimento un paio di volte. Niente. Nessuno.

“Fanculo, pezzo di merda” pensai.

Chiusi la porta, guardai il sole sbattere contro la città dalla mia finestra. La giornata era luminosa ed io l’avevo iniziata come peggio non si poteva. Aprii la finestra e mi accesi una sigaretta sul balcone.

“Drinnnnnnnnnng” cantò il citofono.

“Chi cazzo è ancora” risposi in coro.

Era Karl. Il custode elfo ben istruito nel rovinare le mattine di noi dirimpettai.

“Signor Stonati c’è un pacco per lei”.

“Ok” Risposi evidentemente adirato.

Tutto sto casino per un inutile pacco, pensai riportando il mio culo sul balcone.

Passai da Karl. Ritirai la scatola. Era proprio un elfo divertente.

“Siam sicuri non sia una bomba di qualche sua ex signore?” disse con le sue orecchie a punta e la risata malefica-isterica.

“Tutto può essere Karl” risposi con la mia voce rauca, avevo lasciato le corde vocali sul letto.

Lo salutai e mi incamminai verso le scale insieme ai miei pensieri annebbiati.

In effetti chi avrebbe mai vietato ad una mia ex di uccidermi?

Mi venne in mente Emma, frequentata un paio di mesi prima che la lasciassi per via del suo amore viscerale verso gli animali.  Ricordo ancora quella volta che bloccò tutto il traffico della Sunset per aver visto uno scoiattolo sulle strisce pedonali.

Era piena di animali in casa e si eccitava persino nel farlo davanti a tutti loro. Una sorta di zoo al contrario, noi in gabbia a farci guardare dagli animali che si godevano gratis lo show. La lasciai.

Ripensai anche ad Olivia, donna tutta d’un pezzo. I suoi soffici capelli castani lunghi e lisci, i suoi occhi verde smeraldo che ne risaltavano il viso. Pensai fosse perfetta, se non fosse stato per quei repentini sbalzi d’umore ingiustificati. Forse era proprio lei il mittente di quel pacco.

Mi auto convinsi di aver già risolto il caso, pavoneggiandomi di essere un investigatore in erba. Feci gli ultimi gradini sentendomi tale.

All’ultimo gradino abbandonai tutte le mie speranze da talentuoso investigatore. Olivia non palesò mai tratti di aggressività o psicopatia omicida. Non poteva essere stata lei.

Entrai in casa, curioso di mettermi a disinnescare la bomba. Aprii la scatola e vidi un libro.

Lo sfogliai con un alto livello di curiosità e sbigottimento. Al suo interno era vuoto, ma di un colore più neutro e naturale rispetto alla bianca carta a cui eravamo abituati. Sembrava uno dei primi romanzi di Mark Twain stampati nel XIX secolo.

Guardai meglio. Cercai insistentemente una dedica, un pensiero, una minaccia di morte. Nulla.

C’era solo il titolo scritto a mano: “La prima vera sbronza della storia” 

Non riconobbi la calligrafia. Lo lanciai sul tavolo. Il mondo era là fuori. Mi aspettava ma io non avevo voglia di incontrarlo.

Troverai qui tutte le novità su questo libro

Commenti

  1. (proprietario verificato)

    Ho letto la bozza che da a disposizione l’autore con il pre-ordine del libro. L’ho trovato molto piacevole, scorrevole ed avviccente! Si legge molto volentieri e, per essere una bozza, è ben scritto! Vieni trasport sin da subito nel pieno dell’atmosfera anni ’70 e in quel pizzico di mistero in cui ti lasciano le prime pagine.
    Consigliato a chi si vuole rimmergere in un mondo a metà tra Bukowski e Kerouac!

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Lorenzo Tedesco
Lorenzo Tedesco è nato a Piacenza il 30.06.1989. Amante di musica e di letteratura fin da tenera età, si laurea all'Università Iulm di Milano in Relazioni pubbliche e comunicazione d'impresa nel 2014, anno in cui poi si trasferisce a Los Angeles, dove rimarrà per due anni conseguendo un Master in Marketing Promotion nel settore dell'entairtament. Attualmente si occupa di digital marketing e canta e scrive testi all'interno del gruppo musicale conosciuto come Lorenz Frame.
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