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La scatola delle ballate morte

La scatola delle ballate morte
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Consegna prevista Giugno 2022

«Bambina fraintesa, studentessa smarrita, Santa Lucia per il tredici dicembre e futura erede di un’azienda farmaceutica. Tolto questo, cosa rimane di te?» Liva Ladefoged si pone sempre la stessa domanda da anni. Sa che Copenaghen ha già tracciato una strada per lei, ma i suoi piedi hanno preferito condurla a un futuro inaspettato. Restaurare ballate morenti è il suo unico passatempo, magari scorgere in esse qualcosa con cui rammendare un cuore squarciato da una relazione sbagliata.
A disegnare un ultimo bivio accorre Christoffer Blom, studente di medicina apparentemente impeccabile e così ambizioso da anteporre il successo a qualsiasi persona. Entrambi sentono gli errori del passato gravare sulle spalle e, corazzati dai loro stessi difetti, eludono ogni vulnerabilità unendosi in un rapporto altalenante. Gli scontri si evolvono in confronti e l’equilibrio tra due anime discordanti sembra quasi possibile. Amore e amicizia però rimangono sospesi. Penzolano sotto fragili compromessi.

Perché ho scritto questo libro?

Alcune idee mi galleggiavano in mente, poi hanno acquisito un loro “corpo” e si sono unite in un’unica struttura. Ho scritto questo libro perché è difficile opporsi alla voglia di creare qualcosa. È una pulsione a cui tutti sottostiamo e che può dare grandi soddisfazioni quando quello che plasmiamo prende la forma di ciò che più ci definisce. All’interno di ogni capitolo troverete la mia identità, tuttavia spero che ogni lettore possa scovare qualcosa che gli appartiene o gli è appartenuto.

ANTEPRIMA NON EDITATA

1. La corona di cera

Copenaghen, 1995.

Per la popolazione danese la notte del tredici dicembre è la più scura e lunga della stagione invernale. Giunge inesorabilmente ogni anno, quando il sole si assopisce dietro i graticci delle casupole in Selandia, per poi viaggiare a ovest e incontrare i pendii della penisola Jutlandica.

Nell’arco di poche ore il cielo s’imbrunisce e, se l’anno è fortunato, la neve fiocca e benedice il giorno di Santa Lucia, ricorrenza durante la quale tutti si raccolgono nelle case per accendere il forno e inaugurare le settimane di cottura. La gente del nord contrasta il fastidio generato dal buio lasciandosi deliziare dall’idea di un luminoso Natale e riempendo le chiese per il primo concerto delle feste.

Anche nel dicembre del 1995, a Copenaghen, il coro anticipò lo sfilare di giovani donne con tuniche immacolate e nei pugni candele. Le figlie dei cittadini raggiunsero l’altare con in testa pompose ghirlande.

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Sul mare luccica l’astro d’argento;

placida è l’onda, prospero il vento.

La prescelta, Miss Lucia, si pose al centro dell’altare, a un metro dalle compagne che già si erano disposte in un semicerchio. Percepì l’attenzione dei presenti premere sul proprio viso, sulle gote screziate dal rossore e i capelli di grano.

Venite all’agile barchetta mia!

Santa Lucia, Santa Lucia!

L’alone luminoso fluttuava morbidamente sui fedeli accomodatisi sulle prime panche. L’ambiente appariva blu, intenso, e tutte le fiammelle imitavano delle stelle creando la suggestiva immagine di un cielo a misura d’uomo.

Con questo zeffiro così soave, oh com’è bello star sulla nave.

Su passeggeri, venite via! Santa Lucia, Santa Lucia!

Persino Christoffer Blom, pur trovandosi incastrato nell’ultima fila, riuscì a farsi catturare dalle melodie e da fanciulle tanto intoccabili all’apparenza. I suoi quattordici anni non gli avevano lasciato altra scelta che sfruttare gli occhi scuri per studiare senza troppi indugi le coriste. Fu proprio Miss Lucia a rubare ogni attenzione: in quella cattedrale risaltava come una creatura celestiale, al di là dell’abito grezzo. Era dolce in quella timidezza suggerita dalla bocca appena dischiusa. Troppo eterea per certe fantasie.

«Ti interessa la ragazza o la corona?» chiese Magnus al fratello.

«La ragazza è vera e la corona no. Tu cosa ne dici?»

«Dico che la ragazza ti piace, ma che non disdegni nemmeno la corona.» Il tono basso si ridusse ancora e così si tramutò in sussurri spiritosi. «Devi ammetterlo, faresti di tutto per essere guardato come ora stanno guardando lei. Una notte sola e finiresti col crederti speciale per davvero.»

Christoffer si trattenne dal ridere.

«No, non come guardano lei» rispose. «A loro piace per il suo aspetto. Se devo essere ammirato, preferisco sia per altro.»

«Niente sottana?»

«Niente sottana e niente concerti. Mi tengo la beneficienza, però» disse infine, compiacendosi.

Ritornò al suo angelo dall’aureola di fuoco ed elencò nella mente tutti gli incarichi delle tante Miss Lucia della capitale.  Il loro sacro compito era recarsi negli ospedali o in qualsiasi luogo di sofferenza con l’obiettivo di portare luce e buon auspicio; altrettanto significativo era donare del cibo. Pane allo zafferano, se possibile, oppure dei dolci speziati. Compiti adatti alla delicata maturità delle donne e non all’esuberanza di un adolescente ancora acerbo.

«Ha mai avuto la tentazione di soffiarci sopra? Da bambino, intendo.»

«Perché? Tu sì?»

«Mi divertiva immaginare la reazione degli altri. Qualcuno si sarebbe fatto una risata, qualcun altro no. Anno buio per tutti…»

Un guanto di pelle fendé l’aria e batté sulla spalla del ragazzo, che smise di motteggiare. Entrambi i fratelli si girarono di scatto, ma non si sorpresero nel notare la zia Matte: frenava l’impazienza mentre stringeva ancora l’arma di stoffa.

«Chiudete quella boccaccia, per l’amor del Cielo!»

L’ammonimento, seppur attutito, turbò alcuni degli spettatori, che subito dopo ritornarono con l’attenzione alle loro figlie. Il concerto, per fortuna, chetò ogni spirito e infine tutto sfumò. All’uscita della cattedrale, Christoffer si abbandonò al mareggiare di persone appagate dallo spettacolo natalizio. Intanto altri canti si diffusero nell’atmosfera sopprimendo il ricordo degli applausi scroscianti.

«Dobbiamo sbrigarci o congeleremo per strada!» Magnus intimò il fratello di rientrare a casa, ma senza ottenere alcun risultato.

Questi si era già inchiodato al suolo per tirare il collo e riuscire a guardare oltre le e i berretti di lanuginosi. Gli occhi scattarono in cerca di qualsiasi figura potesse richiamare l’immagine della sua Miss Lucia. Fu in un secondo momento che la scorse scendere dai gradini e dirigersi, col cinturone rosso, a una carrozza.

La ragazza si accomodò sul sedile assieme alle sue compagne e agitò la mano per qualche saluto ai fedeli. In poco, la frusta schioccò su uno stallone nero e gli zoccoli trottarono per la strada, allontanando il mezzo dalla folla.

Le bocche si allargarono in auguri e lei, per ascoltare meglio, gettò lo sguardo su chi era rimasto indietro. Fu così che finalmente si accorse di lui, dei suoi tratti spigolosi ma armonici. La sua altezza era sin troppo accentuata per non essere apprezzata in mezzo al turbinio di gente.

Era stato come cogliere la luna a mezzanotte.

I due, senza un perché comprensibile, si scambiarono degli inconsapevoli sorrisi, dopodiché il nulla. La carrozza si fece appannare da una pioggia di cristalli bianchi e si smaterializzò come se fosse fatta di nebbia. Rimase soltanto il tintinnio dei campanelli attaccati alle ruote.

«Christoffer!» Magnus raggiunse il fratello. «Mi stai ascoltando o no? È ora di rientrare!»

«Cosa?»

Il ragazzo riprese contatto con la realtà e con Magnus.

«Zia Mette è già andata via. È ora di rientrare!»

Entrambi, dunque, si allontanarono dalla cattedrale per raggiungere la zia Matte, ma prima preferirono edulcorare quelle ore in compagnia scegliendo il percorso più piacevole. Si rifocillarono con frittella fumante e fiancheggiarono il porto di Nyhvan assaporando l’ultimo incontro dell’anno. Per un po’ s’immedesimarono nei panni di due comuni fratelli e ciò accadde in mezzo alle illuminazioni e i café allestiti a festa.

«Come ci si sente a essere guardati in quel modo?»

Christoffer tirò fuori il dubbio mentre passeggiava sul molo.

Troverai qui tutte le novità su questo libro

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Ludovica Rovi
Ludovica Rovi è nata a Reggio Calabria nel 1997. Gli studi classici l’hanno portata a cercare la “psyché” prima nella filosofia, dopo nelle molecole. Si sta dedicando alla scrittura per passione e “La scatola delle ballate morte” è il suo primo romanzo.
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